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Mostra Fotografica + incontro del 12/01



A Casalgrande si parla di "Guerre Dimenticate"

Casalgrande - mercoledì 12 gennaio 2005 alle ore 21,00 c/o l'oratorio "Don
Milani" di Casalgrande nell'ambito dell'iniziativa "Le guerre dimenticate"
ed in collaborazione con Info Shop Mag 6 di Reggio Emilia sarà presentato
il volume "I conflitti dimenticati" di Caritas Italiana; presenzieranno
Alberto Bobbio, giornalista di "Famiglia Cristiana" e Padre Davide
Ferraboschi, missionario Comboniano in Sudan.

Ricordiamo altresì che sarà possibile visitare sino a domenica 16 gennaio
la mostra fotografica di Ermanno Foroni dal titolo "Lukanga - Repubblica
Democratica del Congo" e che sarà attiva una bancarella del mercato equo e
solidale.

Chi fosse interessato a visite guidate ed animate per gruppi può contattare
ore pasti il sig. Cassinadri Marco allo 0522996012


L'ingresso è sempre gratuito ed aperto a tutti.


CONGO
(di padre Alex Zanotelli)

" Pronunciare questo nome oggi, è quasi far scattare nell'animo della gente
l'immagine di un paese sconquassato e lo è l'immagine di un'Africa
straziata  ... eppure nonostante quanto affermerò sul Congo e sulla guerra
in Africa, nonostante tutta la tragicità del momento, vorrei con forza
proclamare:

- prima di tutto che l'Africa è il continente fondamentale della storia
dell'uomo. E' il continente madre della storia umana. Oggi gli scienziati
ci dicono che l'uomo è nato da una coppia originale. I risultati degli
ultimi studi sul DNA ce lo affermano con certezza. Gli scienziati pongono
questa coppia originale in Africa, probabilmente in Africa orientale.
L'Africa è la culla dell'umanità da cui tutti gli uomini sono discesi, è la
nostra madre.
- Non c'è nessun continente al mondo che ha la carica vitale, "le langue
vitale", la vitalogia africana, che esprima tanta forza, grinta, gioia di
vivere... come in Africa. Io non ho mai visto, come a Korogocho, questi
inferni dell'Africa dove la gente davvero soffre, tanta voglia di vivere e
di danzare la vita nonostante tutto.

E' impotente questa breve prolusione, per dire quanto sia importante
quest'Africa che oggi è così straziata e devastata. E' un'ora carica di
speranza per questo continente, il continente del futuro, molto più
dell'India o della Cina, una voglia immensa di vivere.
E' chiaro che per l'Africa oggi è un'ora grave. Poche nazioni come il Congo
esprimono la gravità della situazione in cui si dibatte oggi l'Africa.







Il Congo, quando si è aperto al mondo esterno commerciale europeo aveva già
subito la prima grande botta con la schiavitù. Il regno del Congo
anticamente era posto più a Sud e tutta quella zona ha sperimentato la
schiavitù. Non lo dimentichiamolo.

Nel 1800, dopo la schiavitù è arrivato il colonialismo belga, che sotto il
manto del cattolicissimo Leopoldo II è stato una esperienza drammatica. Si
comincia ora a vedere quanto la gente abbia sofferto sotto Leopoldo II.

L'indipendenza, negli anni 60, è partita male e l'eroe nazionale, Lumumba,
è stato eliminato dalle potenze occidentali, che hanno usato localmente
altri, ma è ormai chiaro che Lumumba non era gradito. Dag Hamarshold,
segretario generale delle Nazioni Unite, ci rimetterà le penne con questa
faccenda. L'uccisione di Lumumba preparò la via per il vero uomo
dell'occidente, Mobutu, un vero vassallo dell'occidente. Una dittatura
spaventosa la sua. Ho avuto un'esperienza traumatica quando ero a Nigrizia:
c'era un pilota di elicotteri dell'esercito di Mobutu che mi ha avvicinato,
mi ha raccontato che gli era comandato di andare con l'elicottero sullo
yacht di Mobutu, questa grande barca che veleggiava sul fiume Congo,
doveva prelevare uomini e donne destinati a morire. Portava gli uomini in
alto e li gettava nel fiume Congo, perché li mangiassero i coccodrilli.
Quest'uomo era un pentito e mi ha chiesto di pubblicare queste cose su
Nigrizia. E' stato un problema di coscienza, abbiamo indagato e quando
abbiamo capito che raccontata la verità abbiamo pubblicato questa storia.
L'ambasciatore a Roma ed il governo a Kinshasa erano furibondi.





La dittatura di Mobutu è stata sanguinosissima, sostenuta da noi, dagli
occidentali, con i nostri enormi interessi sui minerali del Congo. Questo
spiega gli avvenimenti. Mobutu non è stato destituito con una guerra come
abbiamo preteso di fare contro un dittatore con Saddam Hussein,... è strano
che l'abbiamo fatta contro Saddam Hussein e non anche Mobutu. Con Mobutu
abbiamo giocato in altro modo. Noi occidentali, soprattutto gli Stati
Uniti, abbiamo sostenuto Rwanda e Uganda e nel 1997 c'è stata l'invasione
del Congo, la guerra, per abbattere Mobutu. E' chiaro che dietro c'era
l'ombrello degli Stati Uniti, soprattutto dei grandi potentati economici
che gli Stati Uniti benedicevano; questo anche per far fuori la presenza
francesce che stava rimpiazzando il Belgio in Rwanda, Burundi, Congo. Una
guerra spaventosa, cinque anni di guerra.
I missionari italiani che seguono molto da vicino questa guerra hanno
tentato di far di tutto per informare sulla guerra, mi dicono che non sono
morti 2-3 milioni, come hanno sempre affermato, ma di dire che in questa
guerra contro il Congo sono morti 4 milioni di persone. Una guerra pagata
da civili, donne bambini, una guerra per i minerali: al di là dell'oro e
dei diamanti, due minerali, cobalto, molto importante per la difesa
americana, e il coltan, essenziale oggi per l'informatica ed i telefonini.
L'80% del coltan utilizzato viene dal Congo.
Basterebbe rileggere il rapporto rilasciato l'anno scorso dall'ONU per
rendersi conto della situazione. Poche le struppe rwandesi e wimbabwane
hanno lasciato il Congo lo scorso anno. Il regime del Rwanda e dello
Zimbabwe, oltre ad influenti personaggi ugandesi, hanno costituito reti
implicate in attività criminali, dice l'ONU. Si tratta di sottazione di
fondi, frodi fiscali, acquisizione fraudolenta di beni pubblici. Queste
reti di elite agiscono sia nelle aree in mano ai ribelli sia in quelle
sotto il controllo del governo e contano sulla complicità di alti dirigenti
politici e militari.



L'ONU insiste che la predazione è stata enorme, dice che la sola rete
congo-zimbabwana ha trasferito almeno 5 miliardi di dollari di guadagni del
settore minerario pubblico ad imprese sotto il suo controllo.
La stima complessiva del saccheggio sarebbe nell'ordine di 320 milioni di
dollari l'anno e nessun'imposta è stata versata per l'esportazione di
colombotantalite, il coltan e di oro e diamanti congolesi. Il rapporto ONU
osserva che il Rwanda si è battuto contro l'Uganda in territorio congolese
per avere un proprio mercato del diamante e la stessa cosa vale per
l'Uganda.

Penso sia abbastanza per farci un'idea di quello che è nascosto dietro
questa guerra e degli interessi enormi, senza contare le grandi
multinazionali e gli interessi internazionali legati in modo particolare
agli Stati Uniti che sono stati estremamente presenti in tutta questa
vicenda.

Davanti ad una situazione del genere diciamo "ma cosa possiamo fare?
Abbiamo fatto tutto il possibile..." Invece no! Ritengo fondamentale prima
di tutto sentire che noi possiamo fare moltissimo.

Ed ecco allora i miei suggerimenti.

Prima di tutto penso che la comunità europea qui può giocare un grande
ruolo. Bisogna stare molto attenti alla Francia, che è stata sconfitta
dagli Stati Uniti in Rwanda, Burundi e Congo e può darsi voglia rientrare
in un'altra maniera ora...
Chiediamo che la comunità europea, che l'Unione Europea prenda seriamente
in mano il problema Congo.






Servono:
- la costituzione di un tribunale penale sul Congo, per processare tutti
coloro che hanno partecipato al genocidio e al saccheggio delle risorse del
Congo;
- l'estensione della missione delle truppe ONU in Congo, la MONUC, fino a
disarmare i belligeranti, come forza di interposizione da dispiegare lungo
la frontiere del Congo, sopratttuo verso il lago Kivu, il Rwanda...
- rimpatriare i fondi, frutto del saccheggio e delle risorse congolesi,
dalle banche occidentali, per la costruzione di ospedali, strade, scuole,
infrastrutture
- l'embargo sulle armi a tutte le fazioni congolesi e l'embargo sulla
vendita di armi a Rwanda e Uganda

Chiediamo che la Comunità Europea abbia una sua politica su qeusto e che
porti queste raccomandazione e cominci a pesare sulle Nazioni Unite.

Gruppi, groppuscoli, comunità così vivaci in Italia, devono attivarsi e
cominciare a fare pressione perché si arrivi ad una soluzione politica...."

Padre Alex Zanotelli