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venerdì 8 al Piccolo Apollo



"PROVE APERTE"


AL PICCOLO APOLLO
Istituto Galilei, via Conte Verde 51 Roma - 06/7003901

venerdì 8 aprile 2005, ore 21:00




Pape Siriman Kanoutè

presenta

MIRIYA

Pape nasce in Senegal da un'importante e antica famiglia Griot di stirpe
mandinga. I Griot erano e sono la "memoria" storica della cultura orale
dell'Africa occidentale: "maestri di parola", raccontano la storia
accompagnandosi al suono della Kora, uno strumento a 21 corde che il
Griot stesso si costruisce.
Si diploma in saxofono al Conservatorio Nazionale di Dakar. Entra a far
parte dell'Orchestra Nazionale Senegalese, con cui inizia a conoscere il
Jazz, e inizia a suonare con numerosi musicisti di fama internazionali,
tra i quali: Harry Belafonte, Dizzy Gillespie, Jimi Owen, Kenny Clark,
Burning Spear, Youssou N'Dourr, Baba Maal, Ismael Lo, Manu Dibango e
tanti altri. Arrivato in Italia con il gruppo di afro-salsa Africando,
decide di stabilirsi a Roma per diffondere la cultura, le tradizioni
africane, e il bellissimo suono della Kora.

Miriya è l'ultimo lavoro discografico di Pape Kanoutè, frutto di un
cammino tra la gente di un altro continente, dove i "pensieri" hanno
altro significato.

Miriya i pensieri di Pape, si trasformano in pura poetica africana che
il suono della Kora esalta. Nel brano Jeli, il "maestro di parola"
Jeliba omaggia ed esorta i cantastorie di tutto il mondo, (ma quanti ne
esistono ancora?), a non abbandonare la loro arte di villaggio in
villaggio. "Ci serve l'ago che cuce, non vogliamo il coltello che taglia
i legami". I legami, il vecchio continente, li ha già persi da tempo: la
memoria degli affetti, che nei Miriya di Pap Kanouté risuonano tra gli
accordi e le melodie di una lingua, il mandingo. Tutto ciò, ed altro
ancora, ispira questo bellissimo CD.



------------------------------------------------------------------------
L'ingresso e' come sempre libero fino ad esaurimento posti, grazie alla
tessera Apollo 11 (costo 10 EUR) che consente la partecipazione gratuita
a tutta la programmazione annuale.
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Gli indirizzi E-Mail presenti nel nostro archivio provengono da
richieste di iscrizioni pervenute al nostro recapito o da elenchi e
servizi di pubblico dominio pubblicati in Internet, da dove sono stati
prelevati. Tutti i destinatari della mail sono in copia nascosta, ma può
succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate, in
tal caso basterà inviare una mail a news-unsubscribe at apolloundici.it con
testo e oggetto vuoti.
Abbiamo cura di evitare fastidiosi invii multipli; laddove ciò avvenisse
ce ne scusiamo sin d'ora invitandovi a segnalarcelo immediatamente.



"PROVE APERTE"


AL PICCOLO APOLLO
Istituto Galilei, via Conte Verde 51 Roma - 06/7003901

venerdì 8 aprile 2005, ore 21:00





Pape Siriman Kanoutè

presenta

MIRIYA


Pape nasce in Senegal da un'importante e antica famiglia Griot di stirpe
mandinga. I Griot erano e sono la "memoria" storica della cultura orale
dell'Africa occidentale: "maestri di parola", raccontano la storia
accompagnandosi al suono della Kora, uno strumento a 21 corde che il Griot
stesso si costruisce.
Si diploma in saxofono al Conservatorio Nazionale di Dakar. Entra a far
parte dell'Orchestra Nazionale Senegalese, con cui inizia a conoscere il
Jazz, e inizia a suonare con numerosi musicisti di fama internazionali, tra
i quali: Harry Belafonte, Dizzy Gillespie, Jimi Owen, Kenny Clark, Burning
Spear, Youssou N'Dourr, Baba Maal, Ismael Lo, Manu Dibango e tanti altri.
Arrivato in Italia con il gruppo di afro-salsa Africando, decide di
stabilirsi a Roma per diffondere la cultura, le tradizioni africane, e il
bellissimo suono della Kora.

Miriya è l'ultimo lavoro discografico di Pape Kanoutè, frutto di un cammino
tra la gente di un altro continente, dove i "pensieri" hanno altro
significato.

Miriya i pensieri di Pape, si trasformano in pura poetica africana che il
suono della Kora esalta. Nel brano Jeli, il "maestro di parola" Jeliba
omaggia ed esorta i cantastorie di tutto il mondo, (ma quanti ne esistono
ancora?), a non abbandonare la loro arte di villaggio in villaggio. "Ci
serve l'ago che cuce, non vogliamo il coltello che taglia i legami". I
legami, il vecchio continente, li ha già persi da tempo: la memoria degli
affetti, che nei Miriya di Pap Kanouté risuonano tra gli accordi e le
melodie di una lingua, il mandingo. Tutto ciò, ed altro ancora, ispira
questo bellissimo CD.



L'ingresso e' come sempre libero fino ad esaurimento posti, grazie alla
tessera Apollo 11 (costo 10 ¤) che consente la partecipazione gratuita a
tutta la programmazione annuale.

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di iscrizioni pervenute al nostro recapito o da elenchi e servizi di
pubblico dominio pubblicati in Internet, da dove sono stati prelevati.
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<mailto:news-unsubscribe at apolloundici.it>news-unsubscribe at apolloundici.it
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