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la legge sulla guerra d'Algeria dev'essere emendata.Documento da inviare e diffondere se condiviso



Movimento per la società di giustizia e per la speranza, Lecce

Cari amici,
                    il Movimento ha preparato questo documento in cui
chiede sia emendata una legge francese per colonialismo; e chiede il vostro
aiuto. Può essere spedito in francese come in italiano.
Gli indirizzi:

Presidente: Jacques Chirac, Élisée, 55 rue du Faubourg Saint-Honoré, 75008
Paris

<mailto:webmestre at www.elisee.fr>webmestre at www.elisee.fr

Primo Ministro: Dominique de Villepin, Hôtel de Matignon, 57 rue de
Varenne, 75700 Paris

<mailto:webmestre at premier-ministre.gouv.fr>webmestre at premier-ministre.gouv.fr

Assemblea Nazionale: Jean-Louis Debré, 126 Rue de l?Université, 75355 Paris
07 SP

<mailto:president at assemblee-nationale.fr>president at assemblee-nationale.fr

Un saluto fraterno da Arrigo Colombo


Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza

Lecce







Al Presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac

Al Primo Ministro Dominique de Villepin

Al Presidente dell?Assemblea Nazionale Jean-Louis Debré



La legge n. 2005-258 sulla guerra d?Algeria dev?essere emendata



Nelle ultime settimane la stampa italiana ha diffuso la notizia di una
legge che è stata approvata dall?Assemblea Nazionale nel febbraio scorso,
ma che soltanto ora ha avuto una certa risonanza, in seguito alle
rimostranze del governo algerino.



La legge in questione è la n. 2005-258 del 23/02/2005 e concerne la
?riconoscenza e il contributo della Nazione in favore dei Francesi
rimpatriati?, in particolare per ?per le vittime di massacri o di esazioni
commesse durante la guerra d?Algeria?.

E però all?art. 4 v?è un passaggio che parla del ?ruolo positivo della
presenza francese oltremare, particolarmente in Nordafrica?, e chiede che i
programmi scolastici lo riconoscano e accordino alla storia e ai sacrifici
dei combattenti dell?esercito francese in quei territori il ?posto
eminente? a cui hanno diritto.



Si tratta forse di un emendamento il cui peso è sfuggito al legislatore.
Poiché tutti sanno che la guerra d?Algeria ha significato una volontà di
dominio coloniale e di colonialismo, e un?azione repressiva che si è estesa
per circa vent?anni, dal primo movimento indipendentista del 1943 agli
accordi di Évian del ?62. Quando la Francia aveva già aderito al Trattato
dell?ONU in cui si riconosceva il diritto di autodeterminazione dei popoli,
il diritto di ogni popolo all?autonomia. E tutti sanno che la repressione
in Algeria è stata violenta e crudele, contrassegnata da sanguinosi
massacri.



Perciò la presenza francese in Nordafrica non può essere assolta come un
?fatto positivo?, ed è difficile assegnare ai combattenti di quella guerra
un ?posto eminente?; anche se di quella infelice politica non sono stati
autori ma vittime.



Il Movimento per la società di giustizia chiede che l?art. 4 di questa
legge sia soppresso o ulteriormente emendato. Trova infatti sconveniente lo
spirito che anima questo articolo; e trova particolarmente diseducativo che
nelle scuole i giovani non vengano formati ad una coscienza retta, che
riconosca anche gli errori commessi e ne assuma la responsabilità
collettiva. Riconoscendo così  pienamente la dignità e il diritto del
popolo algerino, e il suo particolare sacrificio; come quello di ogni
popolo che il colonialismo ha oppresso.



Lecce, il 28 giugno 2005


Per il Movimento, il Responsabile


                                 Prof. Arrigo Colombo



Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull?utopia,
Università di Lecce

Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, Italy, tel/fax 0832-314160

E-mail <mailto:arribo at libero.it/>arribo at libero.it/ Pag web
<http://digilander.libero.it/ColomboUtopia>http://digilander.libero.it/ColomboUtopia





(testo francese)



Au Président de la République Française Jacques Chirac

Au Premier Ministre Dominique de Villepin

Au Président de l?Assemblée Nationale Jean-Louis Debré



La loi n. 2005-258 sur la guerre d?Algérie doit être amendée



Ces dernières semaines la presse italienne a diffusé la nouvelle d?une loi
qui a été approuvée par l?Assemblée Nationale en février dernier, mais qui
n?a eu un certain retentissement que ces temps-ci, à la suite des
remontrances du gouvernement algérien.



La loi en question est la n. 2005-258 du 23/02/2005 et concerne la
« reconnaissance et la contribution de la Nation en faveur des Français
rapatriés », en particulier pour les « victimes de massacres ou d?exactions
commis durant la guerre d?Algérie ».

Toutefois l?art. 4 comporte un passage qui parle du « rôle positif de la
présence française outre-mer, notamment en Afrique du Nord », et demande
que les programmes scolaires le reconnaissent et accordent à l?histoire et
aux sacrifices des combattants de l?armée française dans ces territoires la
« place éminente » à laquelle ils ont droit.



Il s?agit peut-être d?un amendement dont le poids a échappé au législateur.
Car tout le monde sait que la guerre d?Algérie a signifié une volonté de
domination coloniale et de colonialisme,  et une action répressive qui
s?est prolongée pendant environ vingt ans, à partir du premier mouvement
indépendantiste de 1943 jusqu?aux accords d?Évian de 1962. Alors que la
France avait adhéré déjà au Traité de l?ONU qui avait reconnu le droit des
peuples à l?autodétermination, le droit de tout peuple à l?autonomie. Et
tout le monde sait qu?en Algérie la répression a été violente et cruelle,
et marquée par des massacres sanglants.



C?est pourquoi la présence française en Afrique du Nord ne peut être
absoute et reconnue comme un «  fait positif », et il est difficile
d?accorder aux combattants de cette guerre une « place éminente »; même
s?ils n?ont pas été les auteurs, mais les victimes, de cette politique
fâcheuse.



Le Mouvement pour la société de justice sollicite que l?art. 4 de cette loi
soit supprimé ou soit ultérieurement amendé. Il trouve en effet inconvenant
l?esprit qui anime cet article ; il trouve contraire à l?esprit éducatif
que dans les écoles les jeunes ne soient pas formés à une conscience
droite, qui reconnaisse aussi les erreurs commises et en assume la
responsabilité collective. Reconnaissant ainsi pleinement la dignité et le
droit du peuple algérien, et son sacrifice particulier; comme celui de tout
peuple que le colonialisme a opprimé.



Lecce, le 20 juin 2005


Pour le Mouvement, le Responsable


                                 Prof. Arrigo Colombo