[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

referendum prossimo in Algeria



Cari amici,
Sperando di fare cosa gradita, vi mandando questo breve testo sul referendum
prossimo in Algeria. So che è un po' tardino ma se volete approfondire la
questione, nel dopo referendum, io sono pronto. Mi piacerebbe molto che se
ne parli. Non solo mi piacerebbe, ma penso sia utile. Perchè dietro una
apparentemente
innocente campagna per la riconciliazione nazionale si stanno tramando dei
piani che coinvolgeranno tutta l'area se non tutto il mondo.
Buona lettura e statemi bene
Karim METREF
karim.metref at fastwebnet.it





L'Algeria sta per vivere un nuovo appuntamento storico. In effetti, questo
giovedì, 29 settembre 2005, si dovrebbe votare nel referendum per la
revisione della costituzione nazionale. Di che si tratta?
In realtà i cambiamenti sono vari, ma il pezzo grosso rimane la parte che
riguarda l'amnistia generale per i reati commessi durante il periodo ormai
conosciuto in tutto il mondo come la sporca guerra. Amnistia dei guerrieri
islamisti e delle forze dell'ordine. Fine delle persecuzioni giudiziarie
contro coloro coinvolti nei gruppi armati, in atti violenti o in operazioni
di sostegno a gruppi armati. Ovviamente non a tutti, precisa Bouteflika nei
suoi ultimi discorsi, non sarà concesso a quegli coinvolti nei massacri,
nelle violenze sulle donne o che hanno messo bombe nei luoghi pubblici. "Ma
se si impedisce a chiunque, sia all'interno che all'esterno, di indagare su
quello che è successo, chi saprà mai, chi ha commesso o ordinato quegli
atti?" risponde in coro il fronte del rifiuto di questa revisione.
In questo fronte dell'opposizione alle proposte di Bouteflika, c'è di
tutto. Ci sono le famiglie delle vittime del terrorismo e le famiglie delle
vittime delle forze dell'ordine, le famiglie degli scomparsi (rapiti dagli
integralisti e quelli rapiti dalle forze dell'ordine), le due leghe rivali
per i Diritti dell'Uomo in Algeria, alcuni reparti delle forze dell'ordine,
soprattutto quelli non militari, "Sradicatori" e "Riconciliatori" (cioè
quelli che durante la guerra predileggevano la soluzione militare e quelli
che chiamavano a negoziare)? Un mondo molto colorato. Strano però che in
prima linea non ci siano quei generali (e i giornali che sono a loro
fedeli) che giuravano di farla finita, definitivamente, con l'islamismo
armato. 
<<Bouteflika vuole fare sua l'espressione "mai più questo", che simbolizzò
la fine della dittatura in argentina e l'avvenimento di un lavoro di
memoria. Però in Algeria, questa parola d'ordine è martellata come una
minaccia per imporre il silenzio>>, si legge sulla petizione che
Algeria-Watch, il sito dedicato allo stato dei diritti dell'uomo in
Algeria, fa circolare questi giorni, alludendo alle pressione subite dai
mebri delle varie associazioni che tentano di fare campagna contro
l'amnistia. Primo firmatario dell'appello Habib Souaidia, l'ex ufficiale
autore del famoso libro la sporca guerra.
(http://www.algeria-watch.org/fr/article/pol/amnistie/petition.htm)
Ci sono varie poste in gioco, in realtà. Intanto per lasciare fette sempre
più ampie del potere finora nelle loro mani, i generali hanno bisogno di
garanzie. Una di queste garanzie è che nessun giudice venga mai a ficcare
il naso nella storia recente dell'Algeria? per capire per esempio chi ha
fomentato i massacri o dove sono finite le 20.000 persone scomparse dopo
aver ricevuto una visita della polizia o dell'esercito a casa loro. C'è
anche che le multinazionali, ormai padrone del paese con l'ultima legge
(scritta in uno noto studio new-yorkese) sull'energia adottata in un tempo
record dalle due camere del parlamento algerino, che Bouteflika ha
appoggiato con tutte le sue forze, hanno bisogno di tranquillità per
lavorare in santa pace.
C'è in fine, anche se non esce chiaramente, un cambiamento importante che
permetterà, mentre non era permesso dalla vecchia costituzione, al
presidente in titolo di correre, nelle prossime elezioni presidenziali, per
un terzo mandato alla testa del paese.
Conoscendo da una parte l'alta competenza (ormai pluridecennale del
ministero degli interni algerino a falsare i risultati di qualsiasi tipo di
elezioni, e dall'altra l'alta stima di cui gode Bouteflika presso la Casa
Bianca, scommetto che il popolo Algerino continuerà a vederlo tutte le sere
in televisione, ancora per un bel po'.