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Etiopia: oltre 30 morti e centinaia di arresti, denuncia Amnesty



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COMUNICATO STAMPA
CS131-2005

BRUTALE REPRESSIONE IN ETIOPIA: OLTRE 30 MORTI E CENTINAIA DI ARRESTI,
DENUNCIA AMNESTY INTERNATIONAL

Dall'inizio del mese la polizia anti-sommossa etiopica ha ucciso oltre 30
manifestanti nella capitale Addis Abeba e ha avviato una campagna di
arresti sistematici di dirigenti e militanti del principale partito di
opposizione, la Coalizione per l'unita' e la democrazia (Cud), nonche' di
giornalisti della stampa privata. La polizia anti-sommossa ha usato
munizioni letali contro i manifestanti nella zona del Mercato e in altri
quartieri della capitale. Con i primi spari, le proteste inizialmente
pacifiche sono degenerate in lanci di pietre e incendi di veicoli. I
feriti sarebbero oltre 150. La polizia sostiene che due agenti sono stati
uccisi dai manifestanti.

Tutti i dirigenti della Cud si trovano attualmente agli arresti
nell'Ufficio centrale per le indagini della polizia di Addis Abeba. Tra di
loro figurano Hailu Shawel (il presidente della Cud, che e' stato anche
brutalmente malmenato), Berhanu Negga (il nuovo sindaco della capitale) e
Yakob Hailemariam (ex funzionario dell'Onu e ora in servizio presso la
Corte penale internazionale). Il governo ha annunciato l'intenzione di
incriminare i dirigenti dell'Associazione degli insegnanti e
dell'Associazione della libera stampa per 'cospirazione violenta'.

Gli arresti sono scattati a seguito di una serie di azioni non violente
organizzate dalla Cud, che sta boicottando i lavori del nuovo Parlamento
sostenendo che questo e' il risultato di elezioni fraudolente, vinte dal
partito del primo ministro Meles Zenawi, il Fronte democratico
rivoluzionario etiopico. Sono stati arrestati persino una trentina di
autisti di taxi che suonavano il clacson in segno di protesta.

Amnesty International e' particolarmente preoccupata per l'arresto di un
noto difensore dei diritti umani, Mesfin Woldemariam, 75 anni, fondatore e
presidente per 14 anni del Consiglio etiopico per i diritti umani (Ehrco).
Woldemariam si e' recentemente dimesso dall'Ehcro per aderire alla Cud. La
sua salute, gia' precaria, rischia di aggravarsi a causa delle dure
condizioni detentive: normalmente, i prigionieri dormono su pavimenti di
cemento, non possono ricevere cibo o vestiti di ricambio dai familiari e
non sono sottoposti a cure mediche.

Amnesty International chiede l'immediato e incondizionato rilascio di
Mesfin Woldemariam e di tutti i dirigenti e militanti della Cud arrestati
in questi giorni. L'organizzazione per i diritti umani li considera
prigionieri di coscienza, pretestuosamente accusati dal governo di
'cospirazione violenta'.

Amnesty International chiede al governo etiopico di ordinare alle proprie
forze dell'ordine di non usare armi letali contro i manifestanti, se non
quando vi sia immediato pericolo di morte e sollecita un'inchiesta
indipendente sulle uccisioni e i ferimenti dei giorni scorsi.

Infine, Amnesty International chiede al Rappresentante speciale dell'Onu
per i difensori dei diritti umani e al Relatore speciale sui diritti umani
della Commissione africana sui diritti umani e dei popoli di usare tutti i
possibili canali per assicurare il rilascio e l'incolumita' di Mesfin
Woldemariam.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 3 novembre 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it

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