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usbo



Usbo. No, non è una nuova parolaccia. è una parola somala, non si scrive
così, ma la pronuncia è questa. Significa Sale....sale da cucina, sale del
mare.
In somalo si usa questa parola anche per dire "condire".
Ha anche un significato figurativo. Significa qualcosa messo in più per
fare scena....si usa per le persone. Significa anche mentire per rendere
più ricco/interessante il discorso che si sta facendo.
è una parola poliedrica.

Oggi ho scoperto che Noi Negri Neri Africani Medi Chiari Asiatici
Mandorlati pechinesi ambrati ispanici bianchicci dell'ex patto di Varsavia
siamo USBO......comparse. Punto nulla da aggiungere, solo comparse!

Perchè dico questo? Beh sono andata a due incontri oggi...sulla carta molto
interessanti (e in parte lo sono anche stati). Il primo sul diritto al voto
dei cittadini immigrati e il secondo incontro era  la presentazione del
libro SOZABOY di Ken Saro-Wiwa (uno dei più grandi scrittori nigeriani,
ucciso dopo un processo farsa nel 1995).
Beh i protagonisti sulla carta erano immigrati e nel secondo
incontro (quello su Ken Saro-Wiwa) la Nigeria e i nigeriani.
I Relatori erano quasi tutti di pelle bianca.Scusate questa volta voglio
fare la razzista, la Hitler nera......giuro ho una voglia matta di mettere
su un Wagner ottentotto (anche pigmeo va bene)  e invadere la Polonia, ops
volevo dire la Padania.
A parte scherzi è possibile fare dei convegni su cittadini stranieri e non
dare loro la parola? All'incontro di Ken saro Wiwa ai due nigeriani è stato
dato un tempo ridicolo di intervento. Inoltre sono stati relegati alla fine
dell'incontro. se pensate che prima di loro c'è stato Beppe Grillo, beh
capirete da soli che i poveri nigeriani non li ha ascoltati nessuno.
Inoltre uno dei nigeriani è stato bravo, meritava di essere ascoltato. Ha
detto una cosa molto interessante sullo scrittore e una sulla poca
partecipazione dei suoi connazionali all'incontro.
Invece il convegno sulla cittadinanza l'ho trovato anche peggio!!! Almeno
quello di Ken saro Wiwa aveva dei relatori di spessore (alcuni, non tutti).
Quello sulla cittadinanza era di una desolazione unica. Mi sembrava GIURO
di essere tornata indietro ai collettivi dell'università (io stavo a
lettere alla sapienza, dunque tutto molto sessantottino, ma con il rolex
ben appiccicato sul polsino. FONDAMENTALE il rolex) dove la gente si
parlava addosso, ma senza dire niente di veramente eclatante o
emozionante. A stò convegno erano tutti con il loro bel "paper", con le
loro frasi fatte, con i loro discorsi per bene. Tutti con la loro pelle
bianca e il passaporto bordeux dell'Unione Europea.
"Dove sono gli altri?" ho chiesto ad alcuni miei amici lì sofferenti come
me (amici bianchi, ma neri negri africani medi chiari ambrati mandorlati e
soprattutto sofferenti a stare lì ad ascoltare parole vuote).
Dove sono gli altri? dove sono gli immigrati di cui stiamo parlando? Perché
non sono stati coinvolti? Abbiamo mandato delle lettere........ha detto
qualcuno.
Lettere??????
Ma questa è gente che lavora, che fatica, che deve mandare le rimesse, che
deve inventarsi una vita ogni giorno. Non puoi mandare una mail? Alcuni non
hanno il PC! E l'internet cafè costa!
Devi scendere in campo, cercare di coinvolgere i loro capi, andare nelle
piazze dove si riuniscono....muoversi in poche parole. ma questo costa
fatica e che ce ne fotte a noi? A noi, anche se siamo di sinistra, facciamo
questo solo per passerella elettorale......alla fine ti dirò sarò di
sinistra ma sta Bossi fini mica mi sembra tanto male.
lo sto estremizzando, però è triste vedere come ancora siamo lontani da una
vera società in "movimento". A queste conferenze vedo sempre le stesse
facce colorate, gli stessi capi comunità, gli stessi. Così non va.......non
c'è confronto reale. Non è giusto che lo straniero sia solo una
comparsa......soprattutto nelle cose che lo riguardano. Secondo me chi
opera in questi settori (sociali, politici, ecc ecc) dovrà riflettere molto
su come far partecipare queste persone agli incontri. è difficile, spesso i
cittadini stranieri non sono abituati alla politica libera......c'è bisogno
di informazione. Questa manca!

Io poi mi sono stufata di essere USBO. A questi incontri di solito siamo un
paio di sfigati......stranieri intendo! sempre noi.

Un film di non molto tempo fa "far from heaven" con Susan Moore e Dennis
Quaid (film liberamente ispirato ad un vecchio film anni 50 di Douglas Sirk
con Rock Hudson) ha una scena che mi ha colpito tantissimo. La protagonista
incontra il suo giardiniere afro-americano in una mostra di quadri. Siamo
negli anni 50, gli afro-americani non vanno alle mostre......non è un
divieto esplicito, ma loro non ci vanno. Sono tutti bianchi nella sala.
Allora la protagonista si avvicina al suo giardiniere e alla bambina di lui
e dice "Come ci sente ad essere l'unico in una stanza?". Lui poi tempo dopo
la porterà in un locale di soli neri e le chiederà la stessa cosa.

Nessuno dovrebbe essere solo in una stanza. Tutti dobbiamo essere coinvolti
nelle cose che ci riguardano........se no come facciamo a conoscerci e
conoscere il mondo?

Non so volevo solo buttare giù un pensiero......pensate che sia un problema
reale questo o una estremizzazione mia (che sono decisamente estremista???)

Un bacio a tutti, vi voglio bene e fatemi sapere, IGI