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50 organizzazioni scrivono al Ministero Esteri per pace in Uganda



Comunicato stampa


Le organizzazioni sottoscritte, hanno inviato la seguente lettera aperta al
Ministero degli Esteri italiano, per chiedere il sostegno dell'Italia al
processo di pace nel Nord Uganda.

Pierangelo Monti
Coordinatore dell'iniziativa

tel/fax 0125251012
pierangelo.monti at fastwebnet.it




All' On. Massimo D'Alema
Ministro degli Affari Esteri

All'On. Patrizia Sentinelli
Viceministro degli Affari Esteri, con delega alla Cooperazione allo
sviluppo e relazioni con i Paesi dell'Africa sub-sahariana


Illustrissimo Signor Ministro,
con questa lettera intendiamo sollecitare l'interessamento del Ministero
degli Esteri e del Governo italiano, a sostegno del processo di pace nel
nord Uganda.
Da vent'anni, le popolazioni di questa regione sono vittime del conflitto
tra l'esercito governativo e i ribelli dell'LRA (Lord's Resistance Army),
responsabili, specialmente questi ultimi, di orribili violenze, omicidi,
saccheggi, sequestri di minori ridotti in schiavitù, violazioni di diritti
umani.
Chi di noi è stato in quei territori ha potuto toccare con mano la gravità
della situazione e il progressivo peggioramento delle condizioni di vita,
specialmente nei campi profughi, dove un milione e mezzo di persone
sopravvivono in condizioni disumane.
I ripetuti appelli alla pace e al rispetto dei diritti umani purtroppo non
hanno ottenuto esiti soddisfacenti, come ha riconosciuto anche il
vicesegretario dell'Onu, Jan Egeland, dopo una visita nella zona nel 2003:
"Noi, come Nazioni Unite, abbiamo fatto troppo poco. I 'donors'
internazionali hanno fatto troppo poco. Il governo ugandese ha fatto troppo
poco".
Chiediamo che l'Italia, già presente con religiosi e laici impegnati in
missioni e progetti di cooperazione internazionale, ora si attivi con
un'azione politica di pace.
Dal 14 luglio sono in corso, a Juba (Sudan), i colloqui tra i
rappresentanti delle due parti in conflitto: sono trattative che procedono
a rilento, ma che finora sono servite a sospendere gli scontri armati.
Per raggiungere un'intesa globale tra Governo ugandese e LRA, che metta
definitivamente fine alla guerra e consenta la ricostruzione dei villaggi,
il ritorno dei profughi in condizioni di sicurezza e la ripresa della vita,
del lavoro nei campi e dell'attività scolastica, non ci sembra sufficiente
la preziosa mediazione finora offerta dal Governo del Sud Sudan e dalla
Comunità di S. Egidio. Per offrire alle parti in causa maggiori garanzie e
perchè siano accolte le istanze delle popolazioni vittime della guerra, è
necessaria la presenza attiva dell'ONU, dell'Unione Europea e delle nazioni
amiche dell'Uganda e dei suoi abitanti.

Perciò chiediamo che:
1)     L'Italia si offra subito come mediatrice di pace, nei colloqui di Juba.
2)     Qualora non fosse possibile una sua diretta partecipazione alle
trattative, il governo italiano le sostenga con incentivi politici ed
economici.
3)     L'Italia presenti nelle sedi internazionali, principalmente
nell'Unione Europea, il problema del conflitto del Nord Uganda e le
violazioni dei diritti delle popolazioni Acholi, Lango e Teso. Quindi come
prossimo membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu, cerchi di far inserire
al più presto nel suo ordine del giorno la drammatica situazione ugandese.
4)     L'Italia risponda ai bisogni di centinaia di migliaia di persone,
che soffrono nei campi profughi e che presto avranno bisogno di tutto per
riprendere la vita nei propri villaggi.

Certi che vorrà considerare la nostra richiesta, Le porgiamo cordiali saluti.


Beati i costruttori di pace, Caritas Italiana, Centro Studi Donati
(Bologna), Cipax (Centro interconfessionale per la pace), Cipsi
(Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), CISV,
Comunità internazionale di Capodarco, Coordinamento La Gabbanella, Economia
Alternativa, Good Samaritan, Insieme si può..., MIR, Movimento Nonviolento,
Pax Christi Italia, Rete Radiè Resch, Associazione Amici di Angal,
Associazione Bhalobasa, Associazione Fonte di Speranza, Associazione per i
popoli minacciati, Commissione Giustizia e Pace della CIMI  (Conferenza
degli Istituti Missionari in Italia), gli Istituti Missionari Comboniani,
Saveriani, Camilliani, Padri Bianchi, PIME, Societa' Salesiana di San
Giovanni Bosco e 30 Congregazioni religiose internazionali (Istituto Figlie
di Maria Ausiliatrice, Suore Scolastiche di Nostra Signora, Istituto delle
Religiose del Sacro Cuore di Maria, Rogazionisti  del Cuore di Gesu', Suore
di Nostra Signora degli apostoli, Figlie di Carità della SS. Annunziata,
Società del Sacro Cuore, Suore Missionarie della Società di Maria,
Religious of Jesus and Mary, Franciscan missionary of Mary, Franciscan
missionary of Mary, Misioneras de la Inmaculada Concepción de la B.V.M.,
Filles de Marie Immaculée d'Agen, Religiosas de María Inmaculada Misioneras
Claretianas, Carmelitas misioneras, Religiosas misioneras de Santo Domingo,
Congregacion del Imaculado Corazon di Maria, Carmelitas Misioneras
Teresianas, Nuestra Señora de la Caridad del Buen Pastor, Compañía de Santa
Teresa de Jesús, Hermanas Franciscanas de la Enseñanza, Hermanas Carmelitas
de la caridad - vedruna, Sisters of Notre Dame de Namur, Claretian
missionaries, Congregation of sisters of the missions, Sisters of the
Presentation of Mary).

Le riviste:

Africa-Rivista dei Padri Bianchi, Azione nonviolenta, Left Avvenimenti,
Mensile Nuovo Progetto Sermig, Missione oggi, Nigrizia, Raggio, Volontari
per lo sviluppo

Tra le singole persone:

Mons. Cesare Mazzolari (Vescovo di Rumbek- Sudan), Mons. Luigi Bettazzi
(Vescovo Emerito di Ivrea), Padre Alex Zanotelli, Don Albino Bizzotto,
Enrico Peyretti

1 gennaio 2007