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NEWSLETTER Anno 5, n. 11- 18 luglio 2007



NEWSLETTER DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA PER LA CITTADINANZA ATTIVA

Anno 5, n. 11 -  18 Luglio 2007

A cura di Gabriele Sospiro
Con la collaborazione di: 
Gabriele Sospiro (GS)
Paolo Sospiro (PS)
Radost  Peeva (RP)
Silvia Sorana (SS)
Lena Alex (LA)
Theodora Ioannou (TI)

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INDICE 
1.   CORSO ONLINE SU IMMIGRAZIONE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
2.   ATTIVITÀ DEL CENTRO
3.   DA CIPRO
4.   APERATIVO INLINGUA
5.   ANNA LINDH FOUNDATION
6.   LA QUESTIONE CIPRIOTA
7.   BRUXELLE – UNA CITTÀ INTERNAZIONALE SITUATA NEL CUORE DELL’EUROPA
8.   UNA OPPORTUNITÀ DI SAPERE UNA LINGUA EUROPEA
9.   LA LIBIA – I SOLDI “APRE LE PORTE GIUSTE”
10.  LABOUR MOBILITY REMAINS A CHALLENGE FOR THE EU
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1. CORSO ONLINE SU IMMIGRAZIONE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
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Con l’inizio dell’autunno prossimo il Circolo Africa in collaborazione con
l’Università di Macerata organizzerà due corsi online su immigrazione e
cooperazione internazionale. Struttura del corso, modalità di valutazione e
certificati post corso sono ancora in fase di organizzazione. Per eventuali
informazione inviare una mail a segreteria at circoloafrica.org con oggetto
CORSO ONLINE IMMIGRAZIONE oppure COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

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2. ATTIVITÀ DEL CENTRO
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Il Centro di Documentazione e Ricerca per la Cittadinanza Attiva è aperto il
Martedì e Giovedì dalle 10 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Se avete
libri da proporre così che noi possiamo acquistarli fatecelo sapere! Se
state facendo una tesi di laurea o ricerche sull'immigrazione, sull'economia
politica, o su temi riguardanti il terzo settore, etc. presso il nostro
Centro potete ottenere informazioni ad hoc previa prenotazione telefonica.
Per contatti ed eventuali prenotazioni 071/2072585

(GS)

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3. DA CIPRO
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My name is Theodora Ioannou and I am from Limassol, Cyprus. Limassol is
nearly as big as the capital of Cyprus – Nicosia. It is situated on the
South-West of the island on the sea. My parents live and work in Cyprus, my
mother is from Famacousta, which is now part of the Turkish Administrated
area of Cyprus, while my dad is from Pafos which is on the North-West side
of the island. 
In 2002 I left Cyprus to study in University in Igoumenitza, Greece. I
started a degree there, learning foreign languages, however I stopped my
study, because I decided to take on a job.
I have lived in Greece now for 5 years and I like it very much, because
people in Igoumenitza are very friendly and hospitable.
I decided to do an EVS in order to acquire new experiences and to realise
new cultures. I chose to come to Italy, because it is near to Igoumenitza
and Greece in general and it is also a chance for me to learn the Italian
language. 
I believe that EVS is a good chance for any young person to discover many
new places, cultures and to become open and tolerant towards different
people. I think that I can learn a lot during my year of stay in Italy,
being an EVS volunteer.

Gia sas eimai i dora kai katagomai apo lemeso, poli tis kyprou..den ine i
proteuousa alla ine polu omorfi poli…exo mono enan megalitero aderfo. Oi
gonis mou katagonte kai oi dio apo tin kypo o papas mou apo tin pafo kai i
mama mou apo tin amoxosto.. 

To 2002 efiga apo  kypro gia tin igoumenitsa,greece,..perasa stin sxoli ton
efarmosmenon ksenon glosson sti diikisi kai to emporio..eimai mia poli kali
sxoli alla ine poli mikri …parakolouthisa ta mathimata gia enan xrono kai
meta arrisa na douleyo.

Apofasisa na kano  evs gia na apoktiso  kenouries empiries kai na gnoriso
mia alli koultoura.epeleksa thn italia giati ine konta stin ellada alla kai
gia tin glossa.mou aresan panta ta italika kai tora einai mia kali eykairia
na ta matho kala kai sosta.. 

To evs pisteuo oti einai mia polu kali eykeria gia tous neous anthropous na
gnorisous polla diaforetica pragmata apo ayta pou  kseroun. .. ego thelo na
ekmetalefto to evs oson to dinaton kalitera gia na matho osa perisotera
mporo.

(TI)

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4. APERATIVO INLINGUA
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Il venerdì scorso c’è stato un aperitivo tedesco nato in collaborazione con
il Café del porto di Ancona. Ho organizzato un quiz sulla Germania (proviti
in seguito), un paio di vocabolari ed una cosa tipica da mangiare, la
cosiddetto Laugenbrezel. Ufficialmente l’inizio era programmato per le 8 ma
come succede spesso tutti erano in ritardo – dal punto di vista di una
tedesca ovviamente. 
Tanti passanti si hanno messi a risolver il quiz e si sono divertiti molto.
Personalmente devo dire che mi ha fatto piacere di condividere per una
serata la mia cultura e lingua con tutti i colori che venivano. Abbiamo
discusso tra l’altro alcuni stereotipi che sono in giro nei confronti dei
tedeschi la loro cucina e la loro mentalità.
Potevamo concludere che è sempre un arricchimento a scoprire sia la
diversità sia la somiglianza dei paesi diversi.
Alla fine tutti hanno imparato qualcosa di nuovo: vocabolari, fatti storici,
riflessioni della situazione attuale, …

Trovi le soluzioni del quiz alla fine del newsletter.

 * * * QUIZ * * * QUIZ * * * QUIZ * * * QUIZ * * * 

1.) Quale tedesco è stato proposto pocco fa per il Premi Nobel della Pace ?
a – Willi Brandt                        b – Helmut Kohl
c – Gustav Stesemann                    d – Carl von Ossietzky



2.) La Germania è bagnata da quali due mari?                            
……………………………………… e ………………………………………

3.)Quale dei persone seguenti non è un tedesco?

Johann Wolfgang Goethe, Friedrich Schiller, Albert Einstein, Wolfgang Amadé
Mozart, Georg Friedrich Händel, Ralf Schumacher, Martin Heidegger

4.) Vero of falso? L’inno europeo è fatto dai tedeschi?                 

5.) Come si chiama il dolce tipico di natale che si mangia in Germania 
a – Stulle                              c – Stolle
b – Brötchen                            d – Bäcker


6.) La Germania è diviso in quanti regioni federali o cosiddetti
Bundesländer ?
a – 12                                  b – 14
c – 16                                  d – 21


7.) Vero o falso? Berlino ha più ponti che Venezia?                     

8.) Quando è caduto il muro?
…………………………………………………………………..             

9.) Nel periodo della guerra fredda, quando la Germania era diviso in due
stati, quale era il capitale della Germania dell’ovest?
…………………………………………………………………..             

10.) Quale sono gli 4 ingredienti originali della Birra tedesca?
…………………………………………………………………..
…………………………………………………………………..             

11.) In quale Bundesland si festeggia il Oktoberfest?                   
…………………………………………………………………..

12.) Quanti paesi condividono una confine con la Germania?
a – 5                           b – 7
c - 8                           d – 9



















SOLUZIONI DEL QUIZ:

1.  > B - Helmut Kohl è stato proposto poco fa da Gorbatschow (Willi Brandt
ha ricevuto il premio 1971 per la sua politica sociale per l’est di
Germania, Gustav Stesemann ha ricevuto il premio 1926 per il suo contributo
per il contratto di Louarno, il giornalista Carl von Ossietzky – ha ricevuto
il premio 1935 per la sua lotta pacifista regime di Hitler) 
2. > La Germania è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico.
3. > Il Componista Mozart è Austriaco. Tutti altri sono tedeschi.
4. > Vero – il testo viene da Friedrich Schiller, famoso scrittore della
“Weimarer Klassik” e la melodia è stato preso della 9. sinfonia di Ludwig
van Beethoven
5. > C - Il dolce tipico si chiama Stolle. Brötchen invece significa panino,
Bäcker è panetteria e una Stulle si chiama una fetta di pane. 
6. > C - 16
7. > Vero. Berlino ha quasi il doppio dei ponti che ha Venezia.
8. > 9.11.1989
9. > Bonn – una delle città più vecchio di Germania (ha una storia di più di
2000 anni) e dove tra l’atro è nato Ludwig van Beethoven.
10. > Malto, Grano e Aqua, Lupolo
11. > Baviera
12. > D – 9: Danmarchia, Polonia, Repubblica ceca, Austria, Svizzera,
Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi 

(LA)

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5. ANNA LINDH FOUNDATION
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Anna Lindh Euro-Mediterranean Foundation for the Dialogue between Cultures,
based in Alexandria, Egypt, is the first jointly established institution by
all 35 members of the Euro-Mediterranean Partnership. These 35 members all
have appointed an organisation or institution working at national level to
be the Head of the National Network, which includes all member associations
from each country. These national networks are then connected with other
national networks thus creating a “Network of Networks”. This adds
innovation to the structure of the programme and on the other hand it
enriches the connection between the member organisations. 
The Foundation was named after the Swedish Social Democratic Politician –
Ylva Anna Maria Lindh, who served as Swedish Minister for Foreign Affairs
from 1998 until her murder in 2003. She was a Politician who respected
intercultural dialogue between cultures, supporting various political
actions to support Palestine, Kosovo and regions directly involved in
conflicts. Her work was devoted to promoting peace, tolerance and equality
and most of all giving opportunity to the less fortunate. She has been an
inspiration for the foundation, because her political orientation was
focused on integrating the European society, not only on European level but
integrating the EU with its closest neighbours, focusing on the Euro-Med
relationship. 
The Foundation’s main initiative is to bring closer people and organisations
from both sides of the Mediterranean and help bridging the gap between them.
A particular importance is given to the young people, who are also the main
target group. The Middle East, as well as the southern and eastern
Mediterranean region form an area of important strategic importance to the
EU. The general objective of the Foundation is to support activities which
aim to transform the Mediterranean basin into a common area of peace,
stability and prosperity. The activities target young people, because the
promotion of tolerance among them is vital for the future cooperation
between the Euro-Med area, since the young people are the future generation.

Dialogue between Cultures is essentially a dialogue between human beings,
not between anonymous cultural entities. Present and future generations
must, therefore, be given the instruments for dialogue. In the
Euro-Mediterranean region, they need to be provided the opportunity to learn
at least one foreign language, preferably more, and to acquire knowledge
about all religions and cultural traditions that have shaped this region as
crossroads of civilisations. 
The programme’s main principles are:
•       The principle of networking aims at identifying and connecting
existing activities in order to multiply their effects and to add value and
visibility. 
•       Education and use of Information Technology (IT) as well as other
media are the most important instruments for reaching out to civil societies
at large. 
•       Euro-Mediterranean regional cooperation requires all activities to
involve at least two EU and two southern or eastern Mediterranean partner
countries, preferably more. 
•       Youth is the priority target group. 
•       A dynamic concept of dialogue between cultures implies going beyond
intellectual exchanges towards co-operation, while culture is being
understood to include all aspects of life. 
•       Major fields of action are education, culture, science and
communication as well as human rights, sustainable development, and women
empowerment. 
•       The activities of the Foundation are a joint endeavour of combined
efforts of its 35 national networks and the Secretariat at its Headquarters
in Alexandria. 
For more information on the calls of proposals promoted by the Foundation,
as well as general information visit: 
http://www.euromedalex.org/En/AboutUs.htm
(RP)

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6. LA QUESTIONE CIPRIOTA
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La repubblica di Cipro è, dal 1°maggio 2004, uno stato membro dell’Unione
Europea; ma dal ’74 la Turchia, Stato candidato all’ingresso nell’UE, occupa
militarmente la parte settentrionale dell’isola.
Un compromesso sembra impossibile poiché i negoziati hanno raggiunto una
fase di stallo e soprattutto perché i paesi contrari all’ingresso della
Turchia in Europa, (Francia, Germania, Austria e Paesi Bassi) possono
opporre come pretesto nel ritardare l’ingresso della Turchia nell’UE il
fatto che questo Paese non riconosce e non ha rapporti diplomatici con uno
Stato Membro, la repubblica di Cipro.
“L’isola di Afrodite” rimane infatti divisa tra due comunità, greco-cipriota
e turco-cipriota: la repubblica di Cipro ha sovranità solo sulla parte
meridionale è riconosciuta al livello internazionale mentre la parte
settentrionale è approssimabile ad uno Stato-fantoccio poiché esiste solo
grazie al sostegno politico ed economico del Governo turco.
Il riconoscimento della repubblica di Cipro implicherebbe l’accettazione
automatica, da parte della Turchia, della sovranità cipriota sull’intero
territorio nazionale; ma la Turchia, spinta da una serie motivazioni
riconducibili alla politica interna, alla percezione geopolitica del Paese e
al prestigio internazionale, non ritiene sia conveniente avviare questo
processo di riconciliazione e riconoscimento della sovranità cipriota,
chiede invece la riunificazione dell’isola o il riconoscimento
internazionale per le istituzioni della comunità Turco-Cipriota.
La questione cipriota rappresenta la base del rapporto della Commisione
Europea e della decisione del Consiglio europeo che hanno provocato un forte
rallentamento del processo di adesione della Turchia all’UE. A quanto sembra
non si può prevedere un’adesione della Turchia all’UE senza che ci sia una
riunificazione di Cipro e tanto meno è prevedibile una riunificazione di
Cipro senza l’adesione della Turchia all’UE.
Nel processo negoziale di riunificazione, il ruolo defilato dell’Unione
Europea ha giocato un ruolo determinante: le numerose iniziative
diplomatiche dell’ONU sono risultate fallimentari perché spesso inadeguate e
inconcludenti nonostante il clima si presenti, dalla normalizzazione dei
rapporti Grecia-Turchia, molto più favorevole rispetto al passato.
Dal primo maggio 2004 la repubblica di Cipro fa parte dell’Unione Europea ma
continua ad esercitare una sovranità territoriale molto limitata; la
repubblica turca di Cipro settentrionale continua ad essere isolata
internazionalmente sia politicamente che economicamente.
La proposta europea di ammorbidire l’embargo è rimasta, fino ad ora, lettera
morta e gli aiuti proposti si sono materializzati, solo in parte, in un
pacchetto da 139 milioni di euro.
Il Consiglio europeo alla fine del 2004 ha dato il via libera per i
negoziati di adesione con la Turchia: negoziati che inizialmente osteggiati
dalla repubblica di Cipro sono stati poi accolti per una serie di motivi:
primo fra tutti, le dimensioni territoriali e il pil della repubblica non
hanno forte peso al livello internazionale, in più il diritto di veto non
può rappresentare un arma di ricatto verso la Comunità europea. Pertanto,
Cipro ha accettato di partecipare ai negoziati e di non opporre il veto.
Un’altra ragione all’apertura di Cipro alla Turchia può essere ritrovata
nella possibilità che il governo cipriota settentrionale intravede
dall’ingresso della Turchia in Europa: l’ingresso vorrebbe dire
riunificazione, il rifiuto vorrebbe dire divisione definitiva.


(SS)


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7. BRUXELLE – UNA CITTÀ INTERNAZIONALE SITUATA NEL CUORE DELL’EUROPA
************************************
Brussels, the capital of Europe, where the heart of the EU is beating. The
small city hosts the headquarters of most of the European Union’s
institutions: The European Commission; The Council of Europe and the
European Parliament. However, Brussels is also the political seat of the
North Atlantic Treaty Organisation (NATO), the Western European Union (WEU)
and EUROCONTROL, the European Organisation for the Safety of Air Navigation.

Brussels is home to just over 1 million inhabitants and more than 2 million,
taking into account the metropolitan area. 
Brussels is an international centre. Why? Its history stretches to a
millennium back (it was founded around 979) and it is situated at a major
crossroads of Western Europe, which offers a key transit points between
several European countries. This is the good thing with Brussels, in fact,
in 2-3 hours you could be in France, Netherlands, Germany. No wonder it is
the main site to be situated, if one wants easy mobility. Furthermore, it is
a city where the Latin and Germanic cultures merge, it is officially a
bilingual city, however when you are walking on the street you can hear at
least a couple of foreign languages. 
What amazed me the most was the fact that, nobody can feel like a foreigner
in Brussels. This is simply because the greater part of the inhabitants are
de facto foreigners. Thus after a couple of hours, anybody can feel at home
due to the diverse cuisine offered, the various cultural places available,
and most of all, the different faces, that are wondering around the streets
of Brussels. 
The city in itself, it is intercultural. It has long historical influences,
including: Spanish, French, Austrian and Dutch, as well as a little part of
the creativity of its diverse citizens. Along the main streets within the
city centre, one can choose to eat from Turkish to Italian food, including
also some typical Belgian places. There is something welcoming in the whole
atmosphere of the city. At one point you could be in an American style bar,
choosing a beer out of 2000 types of International beer brands, after you
have had a dinner at a typical Argentine restaurant, just right behind the
corner. 
This is why, politically and culturally speaking Brussels offers home to
such a wide group of migrants, searching for a place to settle. It is also a
magnet for businesses, people searching for work from other European states
and other countries in general. It is generous in what it offers its
citizens and visitors, it has a giving nature. I believe that Brussels is a
“child” of the rapidly growing European Integration. It is an example of one
community that is hosting diverse individuals, who can live together in
peace. 

 (RP)

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8. UNA OPPORTUNITÀ DI SAPERE UNA LINGUA EUROPEA
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L’Unione Europea offra i giovani Europei l’opportunità di imparare una
lingua di 23 lingue Europee. In un’Europa che sarà sempre multilingue,
l’apprendimento delle lingue straniere apre molte porte. Per i singoli, può
aprire la porta a una carriera più gratificante e alla possibilità di
vivere, studiare o lavorare all’estero, e persino di fare delle vacanze più
piacevoli. Per le società, la disponibilità di personale multilingue può
aprire la porta ai mercati europei e mondiali. 
Ma non è tutto. La lingua fa parte dell’identità e della cultura di un
popolo. Così, conoscere le lingue straniere significa capire altri popoli e
avvicinarsi alla loro mentalità; significa contrastare il razzismo, la
xenofobia e l’intolleranza.
Dall’inchiesta Eurobarometro condotta dalla Commissione nel
Novembre-Dicembre 2005 è emerso che in alcuni paesi europei quasi tutti
parlano almeno due lingue, a dimostrazione del fatto che la conoscenza di
più lingue è possibile per chiunque, e non è riservata a un’élite.
Poiché l’Unione europea auspica che tutti i suoi cittadini abbiano accesso
ai vantaggi offerti dalle competenze linguistiche, l’apprendimento delle
lingue è una componente essenziale dei programmi UE di istruzione e
formazione.
Sul sito web: http://ec.europa.eu/education/policies/lang/languages_it.html
C’è informazione per tutte l’opportunità che saranno disponibile.  
(RP)
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9. LA LIBIA – I SOLDI “APRE LE PORTE GIUSTE”
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Libya – money “opens the right doors”

The case of the “Benghazi Six” is coming to its end. The 8 year old drama of
the 5 Bulgarian nurses and the Palestinian Doctor, who recently received
Bulgarian citizenship, sentenced to death in Libyan prison, are to return in
Bulgaria. The families of the sentenced medics are waiting to see their
beloved, finally, after 8 year emotional torture. 
After an agreed financial settlement of $400 million with the families of
the children infected with HIV, $1 million per each child, under an “Islamic
law”- financial compensation offsets death penalty that the six medics had
received several times in the last 3 years; it was known that it is possible
to overturn the sentence. 
It was decided last night in the Libyan Supreme Court that the death
sentence are no longer actual, instead the medics received a lifelong
sentence in prison. However Bulgaria and Libya have a bilateral agreement on
prisoner exchange, which means that the Bulgarian citizens can serve the
sentence in a Bulgarian prison. 
All of these legal and political manipulations all come to one single and
easy solution- financial compensation. After the case of the five Bulgarian
nurses and the Palestinian doctor became an international issue, the
intention was clear. International bodies included, could mean only on thing
for Gaddafi-money and political advantage in some sense. Bulgaria was on the
way to the EU and became and EU member throughout this 8 years, and most
probably this was obvious to the dictator, who is in power since 1969. The
chance for him was clear and manipulative in terms of what he can receive.
Playing along the strings of the political situation that he had created and
under the hypocritical “Islamic law”, Gaddafi played well. His weaknesses
were highlighted by his desire for finances and his seek to emerge from the
diplomatic and political isolation the Jamahiriya has been suffering for
more than 3 decades. At the end seems that the lives of the six medics are
worth exactly what the lives of 400 children are worth – $400 million. 
(RP)

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10. LABOUR MOBILITY REMAINS A CHALLENGE FOR THE EU
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The EU’s main challenge remains to introduce further mobility within the
common European labour market. One of the main problems that still exists is
in fact the problem of easiness of mobility, mainly between the poorer
regions of the New 12 EU members. It is difficult to negotiate a common
policy approach for all EU members, since the labour market models in each
member states differ from one another. Negotiating common mobility for all
is still to be adapted, which thus creates problem for the overall mobility.
This means that too little mobility may reduce adaptability and
competitiveness; on the other hand too much mobility-between the poorer
regions of Eastern Europe and richer parts of northern and central
Europe-may distort national labour markets. Therefore, many of the developed
European states are limiting access to their labour markets to workers
coming from the poorer states, and thus limiting the overall integration of
a single labour market.
Exchange of workers is important in terms of the exchange of practice and
filling “gaps” in certain market areas. Usually the poorer workers arriving
from poorer regions of the new EU member states take on jobs that the locals
normally do not want. Thus their presence is important for the overall
economic need to support certain sectors of the economy. The “closing up” of
the economies creates a challenge for the EU and at the same time offers
opportunity, to try and find a balanced solution to the trade offs between
receiving region factors and sending region factors. The important aspects
that need to be taken into consideration are of course the regional gains
that result from labour mobility. Potential gains deriving from the
relocation of labour from regions with surplus of workers to regions with
labour shortages.  Potential gains can also result from a more efficient
allocation of labour to activities and regions where they are or likely to
be more productive.
The question is how Europe can maximise the benefits from an integrated
single market, following from “opening” the doors of the single member
states markets, thus finding a solution to balance between the negative and
the positive aspects of having a single labour market. 
The principal intention of the EU is to integrate the EU nations within the
Single market. According to the European Commission, the number of
non-nationals in the EU 15 amounted to 5.5% of the total population in 2004.
Only about 0.2% of the total population of the EU 15 came from one of the 10
new Member States that joined in 2004. This means that in fact the mobility
of non-national workers is larger than between the Intra EU community
members. This hides the fear that the free movement of workers in European
could lead to a large and uncontrolled migration flow from east to west,
involving groups of migrants residing in the New EU Member States.
The risk that existed and is till feared by many of the developed Western
economies, is a flood of migrant workers from the poorer EU states,
especially taking consideration the two newest members- Bulgaria and
Romania. However, the EU has to take into account that there is a need for
new policy implementation and a new strategy which will be able to obtain a
27 Members Union. A much larger and wide territory. The focused aims of the
Union must be concentrated on achieving equality within the Union, which
will take time. 
In Europe the movement from one country to another should not be considered
as such as migration. It is relocation, since the aim of the EU is to create
a similar state for all. The most feasible way is by exchanging workers.
Thus the EU has to work more concrete on integrating the European workers. 

(RP)


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Il numero 10 di questa newsletter è stato spedito a 10.050 indirizzi, per 
segnalazioni e suggerimenti scrivete a segreteria at circoloafrica.org. 

Il prossimo numero uscirà : 
il 31 Luglio 2007. 
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The number 11 of this newsletter has been sent to 10.050 addresses. 

The next newsletter comes out on:
31 July 2007

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