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per protestare contro il razzismo una congolese si da fuoco



Pour protester contre le racisme : Une Congolaise s'est brûlée vive au Luxembourg !

Kinshasa, 10/11/2007 / Politique Pour protester contre le racisme, Mary Delvaux Fumu, une Congolaise de 40 ans mariée à un sujet belge avec lequel elle a trois enfants s'est immolée par le feu au Grand-duché de Luxembourg. Elle s'appelle Maggy Delvaux Mufu. Agée de 40 ans et mère de 3 trois enfants, elle est mariée à un Belge. Elle a décidé de mettre fin à sa vie pour protester contre le racisme.

Les témoins et son mari sur place ont tenté d'éteindre un corps en feu quand les sapeurs­ pompiers sont arrivés. Gravement brûlée, elle a été conduite dans hôpital spécialisé.

La Grande Duchesse Maria Teresa a rendu visite à la victime et aux membres de sa famille.



----- Messaggio originale -----
Da: Pierangelo Monti <pierangelo.monti at fastwebnet.it>
A: Good Samaritan <good_samaritan at virgilio.it>
Inviato: Venerdì 16 novembre 2007, 23:23:36
Oggetto: [africa] Appello per il Nord Uganda

Appello agli organi d’informazione e alle autorità politiche,

in vista del vertice dei paesi del Commonwealth a Kampala.

 

Le sottoscritte organizzazioni impegnate a favore delle popolazioni del Nord Uganda, fanno appello alle autorità politiche e agli organi di informazione che andranno a Kampala, in occasione del summit dei paesi del Commonwealth, dal 23 al 25 novembre, perché si rechino nel nord dell’Uganda, per rendersi conto delle drammatiche condizioni di vita della gente di questa parte del Paese.

Mentre a fatica proseguono le trattative di pace, che dovrebbero porre fine a una guerra iniziata 21 anni fa, tra il governo ugandese e i ribelli dell’LRA, ancora più di un milione di persone sono costrette a vivere nei campi profughi, in condizioni miserabili, in attesa di potere tornare a vivere sulle terre abbandonate a causa della guerra.

Per il loro ritorno è necessario garantire innanzitutto una pace duratura, poi la bonifica dei terreni minati, la riattivazione dei pozzi d’acqua, la ricostruzione dei dispensari, delle scuole, delle case per gli insegnanti, la distribuzione degli strumenti di lavoro e delle sementi, e, in assenza di certificazioni di proprietà della terra, occorrerà tutelare gli orfani e coloro che non possono dimostrare la loro residenza nei villaggi distrutti.

Per comprendere questi bisogni è necessario uscire dalla capitale Kampala e andare nelle regioni del nord e dell’est Uganda, che nello scorso mese sono anche state colpite da inondazioni.

La pace ha bisogno di mille passi, anche fuori dalle capitali.

Confidando nella vostra sensibilità e sollecitudine, auguriamo ogni bene.

 

 

Commissione Giustizia e Pace della Conferenza degli Istituti Missionari in Italia (CIMI), Missionarie Comboniane, Padri Camilliani, Associazione Amici di Angal, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Economia Alternativa, Associazione Ombre nel mondo, Associazione per i popoli minacciati, Cipsi (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), Good Samaritan ONLUS, MIR-Movimento Nonviolento e Azione Nonviolenta, Sermig - Mensile Nuovo Progetto.

 

 

Pierangelo Monti
Coordinatore dell’iniziativa
tel/fax 0125251012
pierangelo.monti at fastwebnet.it
 
 

 





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