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Unicef dice no alle impronte digitali per i minori rom



Unicef dice no alle impronte digitali per i minori rom

L’UNICEF Italia esprime stupore e grave preoccupazione per la proposta del
Ministro degli Interni Roberto Maroni di avviare un censimento dei bambini
presenti nei campi rom, mediante impronte digitali. Verrebbe da proporgli,
per rispettare il diritto all’uguaglianza di tutti i bambini, di schedare
allo stesso modo tutti i bambini italiani.

Ci auguriamo che si tratti di una proposta provocatoria destinata a non
avere seguito.
I bambini rom non sono diversi dagli altri bambini (tra l’altro molti di
loro sono cittadini italiani a tutti gli effetti), ma soprattutto i
bambini non possono e non devono essere trattati come gli adulti. Sono
mesi ormai che l’attenzione delle istituzioni, nonché dell’opinione
pubblica e dei mass media italiani si concentra sulle comunità rom
presenti nel nostro territorio.

Un’attenzione che, come UNICEF Italia, chiediamo non si trasformi in
principi di discriminazione verso popolazioni e soprattutto bambini in
condizioni di evidente vulnerabilità.

Auspichiamo che il Governo italiano affronti le tematiche relative alla
sicurezza senza trascurare i diritti dei bambini, tra cui quelli di
esseretutelati e non essere discriminati, come ricorda la Convenzione Onu
suidiritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia con legge n° 176 del 27
maggio1991.

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#°*'°+.,_ ,,;:#°'*°+.,,_,,;:#°''*°+.,_

«E' ora quindi che parliate tutti voi che amate la libertà, tutti voi che
amate il diritto alla felicità, tutti voi che amate dormire immersi nel
vostro privato sogno, è ora che parliate o maggioranza muta! Prima che
arrivino per voi»

Primo Levi