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[Stampa] Zimbabwe, Amnesty: "elezioni viziate alla radice a causa del clima di violenza e intimidazione di Stato"



COMUNICATO STAMPA
CS88-2008

AMNESTY INTERNATIONAL: 'ELEZIONI NELLO ZIMBABWE VIZIATE ALLA RADICE A
CAUSA DEL CLIMA DI VIOLENZA E INTIMIDAZIONE DI STATO'

Amnesty International si e' detta oggi profondamente turbata dalla
continua campagna di violenze e intimidazioni che il governo dello
Zimbabwe sta portando avanti nel contesto di una strategia deliberata per
far vincere a Robert Mugabe le elezioni presidenziali. Il governo ha
deciso di tenere la consultazione oggi, nonostante le richieste della
comunita' internazionale di rinviare le elezioni fino a quando le
condizioni di sicurezza nel paese non fossero migliorate.

'Le elezioni di oggi si stanno svolgendo in uno scenario caratterizzato da
numerose aggressioni, torture e uccisioni contro persone sospettate di
stare dalla parte dell'opposizione' - ha commentato Amnesty International.
'Allo Zimbabwe e' permesso da troppo tempo di operare al di fuori del
quadro di riferimento sui diritti umani dell'Unione africana e delle
Nazioni Unite. Ora e' tempo di un'efficace azione di solidarieta' africana
e internazionale per le vittime delle violazioni dei diritti umani, che
non devono essere lasciate sole contro la violenza'.

Amnesty International ha sollecitato l'Unione africana e la Comunita' per
lo sviluppo dell'Africa meridionale (Sadc) ad applicare tutta la pressione
necessaria sul presidente Mugabe e sul suo governo perche' pongano fine
alla violenza. L'organizzazione per i diritti umani ha anche chiesto la
convocazione di una sessione speciale del Consiglio per la pace e la
sicurezza dell'Unione africana per esaminare la situazione nello Zimbabwe.

'Il silenzio del presidente dell'Assemblea dell'Unione africana, il leader
tanzaniano Jakaya Kikwete, e' assordante e contrario ai principi del
rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto che sono propri
dell'organizzazione panafricana. Pretendiamo che, nella sessione
dell'Assemblea che si apre lunedi' 30 a Sharm El-Sheikh, in Egitto, il
presidente Kikwete condanni le violazioni dei diritti umani nello
Zimbabwe. Qualsiasi parola meno forte e netta costituira' un'abdicazione
alle proprie responsabilita'' - ha proseguito Amnesty International.
'L'Unione africana, insieme all'Sadc, dovrebbe inviare osservatori sui
diritti umani nello Zimbabwe e istituire una commissione internazionale
d'inchiesta per indagare sulle violenze e sottoporre alla giustizia i
responsabili'.

Mentre le elezioni stanno avendo luogo, centinaia di attivisti politici e
per i diritti umani rimangono in carcere solo per aver esercitato i propri
diritti politici, tra cui quello alla liberta' di associazione. La loro
richiesta di liberta' condizionata e' stata respinta in modo arbitrario.
Per Amnesty International si tratta di prigionieri di coscienza, che
devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni.

Tra i prigionieri di coscienza figurano Jenny Williams e Magodonda
Mahlangu, leader e attiviste per i diritti umani delle donne, arrestate il
28 maggio per aver preso parte a una manifestazione pacifica. Si trovano
nella prigione Chikurubi di Harare, in attesa di comparire davanti al
giudice, il 3 luglio.

'Nel frattempo assassini, torturatori e aggressori sono lasciati liberi di
commettere ulteriori violazioni dei diritti umani nella totale impunita''
- ha denunciato Amnesty International.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 27 giugno 2008

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
e-mail: press at amnesty.it