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Famiglia Cristiana critica governo, e' polemica



Famiglia Cristiana critica governo, e' polemica

ROMA - Le misure sulla sicurezza varate dal governo Berlusconi creano nuove polemiche. Oggi le critiche arrivano da Famiglia cristiana, il settimanale dei Paolini,che in un editoriale anticipato alle agenzie, attacca l'esecutivo e avverte sul rischio di una "guerra tra poveri" nel "paese marciapiede" con il "presidente spazzino". Osservazioni sulla sicurezza vengono anche dal Vaticano: "E' la povertà che bisogna eliminare e non chi è costretto dalla povertà a sopravvivere" ha detto il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio Giustizia e pace, commentando a Radio Vaticana le misure anti-accattonaggio adottate da diverse amministrazioni comunali. Intanto dai sindaci arrivano le prime sanzioni.

Il comune di Firenze, fra i primi a adottare ordinanze in difesa del decoro urbano, oggi ha multato cinque cittadini - tre strilloni, un commerciante e una comune persona - mettendo in cassa 800 euro. Lotta alla prostituzione sulle strade e tutela del patrimonio contro i writer sono, invece gli obiettivi di due ordinanze firmate dal sindaco di Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi, con sanzioni tra i 200 e i 600 euro. Famiglia Cristiana parla dei militari in strada ("neanche fossimo in Angola"), dei sindaci sceriffi (luci e ombre, ma bene decoro e lotta prostituzione), delle norme anti elemosina sposando in pieno le dichiarazioni del cardinale Martino che ha sollevato un "dubbio atroce": la proibizione dell'accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l'incapacità dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla 'politica del rattoppo', o a quella dei lustrini? La verità - scrive Famiglia Cristiana - è che 'il Paese da marciapiede' i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l'attenzione con le immagini del 'Presidente spazzino', l'inutile 'gioco dei soldatini' nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato)". Un richiamo va anche al sindaco di Roma Alemanno per la vicenda "cassonetti". Famiglia Cristiana perciò sollecita a riportare "questa battaglia nei giusti termini, con serietà e senza le 'buffonate', che servono solo a riempire pagine di giornali". Non è mancata una nota di carattere economico: "é troppo chiedere al Governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?".

Pronta la replica del sindaco di Roma, Gianni Alemanno che rassicura il direttore e la redazione di Famiglia Cristiana: "le ordinanze antidegrado - spiega - che ci apprestiamo a emanare sono tutte finalizzate alla lotta contro il racket e lo sfruttamento e non hanno nulla a che fare con la guerra 'ai poveri' costretti per fame a rovistare nei cassonetti". Lo dimostra il fatto che "che sin dall'inizio ci siamo impegnati a confrontare questi testi con le organizzazioni di volontariato, cattoliche e non, che sono impegnate in prima linea nella lotta contro la povertà urbana". Per Giorgio Merlo (pd), al contrario, l'ultimo editoriale di Famiglia Cristiana inchioda il Governo di fronte alle sue gravi responsabilità. "E' bene che anche nell'area cattolica, seppure timidamente, si cominci a prendere atto che una cosa è governare, altra cosa è dispensare annunci e promuovere straordinari spot". "Famiglia Cristiana? Vittima di un colpo di calore".

Isabella Bertolini, deputata del Pdl, è perentoria,"l'astio di Famiglia Cristiana per il governo - insiste - è così grande da fare andare fuori bersaglio tutte le accuse". Per il segretario della DcA-PdL, Gianfranco Rotondi, "Famiglia Cristiana sceglie un linguaggio da 'Borghese' di Gianna Preda dentro una linea politica da 'Espresso', ma sarebbe meglio un linguaggio cristiano se non democristiano". Mentre Pino Sgobio del Pdci, ex capogruppo del partito alla Camera, afferma: "Bene Famiglia Cristiana: chi ha coscienza democratica si faccia sentire. Il governo e la sua maggioranza, invece di reagire in maniera scomposta alle critiche del settimanale, lo capiscano una volta per tutte". Infine coda polemica anche sulle olimpiadi di Pechino, con le critiche del settimanale alle posizioni di Gasparri e Meloni sulle proteste alla cerimonia di inaugurazione. Pronta la replica del presidente dei senatori del Pdl: "Con buona pace di certo criptocomunismo continuerò a battermi per i diritti umani e religiosi in Cina".

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