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Appello per affrontare l'emergenza rifugiati a Torino



 

Appello per affrontare l’emergenza rifugiati a Torino

 

Ad Ottobre 2008, 230 rifugiati provenienti dalla Somalia, Etiopia ed Eritrea e Sudan si sono stabiliti presso lo stabile abbandonato da anni della ex-Clinica San Paolo di Corso Peschiera a Torino.

 

Attorno a loro si è stretta una rete di solidarietà sia di singoli cittadini che di organizzazioni varie: centri sociali, volontariato, privato sociale, organizzazioni umanitarie.

 

Le forze che queste organizzazioni hanno messo in campo, purtroppo, sono riuscite solo a ridurre i disagi dei Rifugiati dovuti al freddo, la fame, la sfiducia e il senso di precarietà e la disillusione per i diritti loro negati. In questo contesto, le azioni delle Istituzioni sono state poche, disorganiche e contraddittorie.

 

Da tempo, queste Organizzazioni (l'elenco lo trovate al fondo di questa lettera) si incontrano regolarmente per coordinare le attività di assistenza e per sollecitare le Istituzioni competenti (Governo, Comune, Provincia, Regione, Prefettura) a rispondere ai bisogni dei Rifugiati e a dare soddisfazione ai loro Diritti.

 

Siamo però ora giunti ad un momento in cui gli sforzi in favore dei questi Rifugiati devono moltiplicarsi e diventare risolutivi. Infatti i proprietari dell'immobile pretendono, a norma di legge, la restituzione dell’immobile occupato. L’intenzione delle Autorità governative è quindi di operare lo sgombero dell’immobile garantendo per un periodo di tre mesi, esclusivamente un servizio di accoglienza notturna soltanto per 80 Rifugiati.

 

Crediamo che tutti gli organismi del Privato Sociale, della Cooperazione, del Volontariato, del Terzo Settore siano chiamati a contribuire, secondo le proprie forze, a costruire un percorso progettuale alternativo che contemperi la fase di accoglienza per tutti i rifugiati e le azioni di inserimento sociale per queste persone.

 

Vi preghiamo di voler dare una vostra disponibilità per definire nei dettagli questo progetto. Le cose da fare sono molte, i tempi sono strettissimi. Siamo chiamati per i primi giorni di Febbraio a dimostrare agli organi di Governo e di Polizia che esistono alternative ad azioni coatte che produrrebbero solo altre sofferenze a persone già provate da mesi di freddo, fame, sfiducia.

 

Per informazioni, contatti e adesioni rivolgetevi a:

 

Massimiliano Orlandi: 347.88.27.273 – info at maxorlandi.it

Joli Ghibaudi: 335.71.90.666 – jghibaudi at gruppoabele.org

 

 

Elenco Associazioni

 

ACLI

ACMOS

Amnesty International

Architetture senza Frontiere ONLUS

ASGI

Associazione AlmaTerra

Associazione Opportunanda

Associazione SOLE

Associazione Soomaaliya

Camminare Insieme

Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza - Piemonte

CGIL di Torino

CISL di Torino

Comitato SankaraXX di Torino

Cooperativa Alice

Cooperativa Il Ponte

Emergency di Torino

Gruppo Abele

Gruppo Arco

Marypoppins Cooperativa sociale

Servizio per i rifugiati - Chiesa Evangelica Valdese

Società San Vincenzo de' Paoli - Torino

Ufficio per la Pastorale dei Migranti - Diocesi di Torino

Cantieri di Pace

Cooperativa Parella

AIZO rom e sinti

Comitato di Solidarietà con i Rifugiati e le Rifugiate

Mosaico