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Lotteria sociale



Lotteria sociale

I permessi a punti per gli immigrati

Due anni di tempo per imparare l'italiano, conoscere la Costituzione, non aver commesso reati, far studiare i figli, mettersi in regola col fisco. Se l’immigrato che chiede il permesso di soggiorno conquisterà questi obiettivi in 24 mesi (quantificati in un sistema di crediti e debiti di 30 punti) otterrà la «carta di soggiorno». Se non ci riuscirà— i punteggi calano in caso di violazione del codice penale— l'immigrato avrà ancora un anno di tempo. In caso di non conseguimento del voto finale, scatterà l'espulsione. Si chiama «accordo di integrazione» fra Stato e immigrati, porta la firma dei ministri all'Interno e al Welfare, Roberto Maroni e Maurizio Sacconi. Le regole — come annunciato— entreranno in vigore tra due mesi per gli stranieri regolari. Se da un lato il provvedimento ci mette in linea con i principali Paesi europei che si confrontano storicamente come noi con l'immigrazione (Francia, Germania, Spagna) dall'altro, ci allontana da un'effettiva integrazione per una serie di anomalie. Andiamo con ordine. Dunque le nuove regole riguarderanno gli stranieri regolari, gli stessi che già da anni vivono fra noi, parlano correntemente l'italiano, sono in regola con il fisco e con la legge. L'unico dato contingente è legato alla conoscenza della Costituzione. Piuttosto che di nuove regole sarebbe necessario un censimento per verificare il livello dei requisiti e in base ai risultati ottenuti procedere con l'offerta o la preclusione di servizi destinati agli stranieri.

Un'altra anomalia emerge sempre dai requisiti per aspirare alla carta di soggiorno: un regolare contratto abitativo. E' il classico boomerang che si ritorcerà contro gli italiani. Da anni, rapporti, studi e denunce di Fondazioni, Ong e associazioni a tutela degli inquilini, segnalano che non sono i cittadini stranieri a voler pagare in nero affitti esosi ma i proprietari italiani d'immobili a non voler sottoscrivere contratti a canoni regolari. Oggi, oltre il 60 per cento di stranieri regolari è costretto a vivere in condizioni abitative «precarie» e non certo per colpa loro. Sarà molto interessante verificare cosa emergerà dalla giungla delle case degli italiani (ma anche dai garage, sottoscala e locali diversi) solitamente dati in affitto agli immigrati. Andiamo verso un caos di proporzioni immani, con un sistema di crediti e debiti che dovrà essere sottoposto costantemente a controlli in assenza di uomini e risorse dello stato. Basti ricordare la Babele che ogni anno migliaia di migranti vivono con la ripartizione delle quote per gli stagionali e gli uffici (Poste, Prefetture, Comuni) sistematicamente in tilt. Immaginate un meccanismo simile ogni giorno. Sarà come fare i conti con quella lotteria sociale che in Europa hanno preventivamente evitato, con adeguate politiche abitative, corsi di lingua e accesso al Servizio sanitario nazionale e conoscenza delle leggi. Tutti servizi offerti prima del varo di qualsiasi legge sull'immigrazione. In Italia stiamo facendo il contrario.

Massimiliano Melilli
12 febbraio 2010

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/12-febbraio-2010/lotteria-sociale-1602450622294.shtml