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Cittadinanza: punti di vista e proposta di legge



Essere cittadini nel Terzo millennio
Anno 7  N. 2/ 2010

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Lo Stato dell'immigrazione
di Laura Cortina
Ogni nove nuovi nati in Italia, uno è figlio o figlia di genitori stranieri. Un unico dato per comprendere quanto è cambiata, e continuerà a cambiare, la struttura demografica del nostro Paese. A questo se ne possono aggiungere altri: la popolazione immigrata nel 2009 è il 6,5 per cento dell'intera popolazione italiana, produce ricchezza per un decimo di Pil e rappresenta il 10 per cento della forza lavoro occupata. Ma come dice nel suo intervento su questo numero di Governare il territorio l'onorevole Fabio Granata che insieme al deputato Andrea Sarubbi, ha firmato la proposta di legge bipartisan sulla "nuova cittadinanza", questi numeri non possono essere solo una "elencazione ragionieristica", ma devono servire come punto di partenza per ripensare la condizione dell'essere cittadini nel Terzo millennio.

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Un patto politico di appartenenza che vada oltre lo "ius sanguinis" e lo "ius soli" di Valentina Cardinali, coordinatrice Area di ricerca Politiche di immigrazione Fondazione-FareFuturo "Pensare l'immigrazione significa pensare lo Stato ed è lo Stato che pensa se stesso pensando l'immigrazione". Le parole di Abemalek Sayad, uno dei più autorevoli studiosi dell'immigrazione, evidenziano come questo tema, più di ogni altro, costringe ad interrogare il modo in cui lo Stato concepisce la cittadinanza, il disegno in base al quale si definisce l'appartenenza e i fattori che determinano il godimento di diritti civili, politici e sociali. Le condizioni di membership, infatti, non sono elementi dati, ma sono il frutto di processi di costruzione sociale e istituzionale2 e pertanto variabili a seconda del contesto di riferimento, del modello culturale, delle tradizioni storico-giuridiche, della cultura politica retrostante.

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La sfida è quella delle seconde generazioni dei migranti
di Luigi Manconi ed Ernesto M.Ruffini
Con il diritto di cittadinanza viene stabilito un particolare legame tra un individuo e uno Stato, dal quale scaturiscono molteplici diritti e doveri. Il cittadino acquisisce diritti politici, potendo esprimere il proprio voto alle elezioni nazionali e locali, e godendo dell'elettorato passivo; acquisisce il diritto di accedere ai concorsi pubblici e, quindi, ai relativi posti di lavoro; il diritto di circolare liberamente nel territorio italiano e in quello dell'Unione Europea; il diritto di far stabilire in Italia i propri parenti. È utile ricordare che nell'antica Roma, già nel 212 a.C., l'imperatore Caracalla estese la cittadinanza a tutti gli abitanti dei territori conquistati, senza alcun vincolo di nascita o di sangue, ma per la sola circostanza di essere sudditi dell'Impero Romano e di ottemperare alle sue leggi.

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Attenzione ai mezzi diritti che creano semi-cittadini
di Claudio Martelli
Mentre l'attenzione del governo sugli ingressi irregolari di stranieri si concentra sugli sbarchi di poche migliaia di disperati - parte dei quali aventi statuto di richiedenti asilo politico o di rifugiati e vittime di catastrofi - anziché sulle centinaia di migliaia che ogni anno, scaduto il permesso di soggiorno, ingrossano le fila di clandestini in attesa dell'ennesima sanatoria; mentre le misure di integrazione di 4 milioni di famiglie di lavoratori sono affidate alla responsabilità degli enti locali e alla generosità di organizzazioni non governative;

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La nuova cittadinanza deve premiare partecipazione e stabilità
di Fabio Granata, deputato Pdl

L'Italia si è trasformata in un arco di tempo relativamente breve da nazione con una storia antica e complessa di emigrazione a meta di un imponente fenomeno di immigrazione, proveniente sia dai Paesi dell'area geo-politica mediterranea che dal dissolto "Impero dell'est". Questo fenomeno inizia ad assumere una dimensione rilevante sia da un punto di vista sociale che economico e culturale e viene affrontato dalla società civile italiana ma anche dalle forze politiche con analisi spesso limitate,
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L'integrazione è una questione di diritto formale e sostanziale
di Teresa Petrangolini, Segretario generale Cittadinanzattiva e Laura Liberto, referente immigrazione

Le ondate migratorie che hanno coinvolto il nostro paese negli ultimi decenni non possono considerarsi eventi transitori ed eccezionali, bensì rappresentano un fenomeno fisiologico e strutturale, che inevitabilmente ha determinato e continuerà a determinare una profonda trasformazione dell'assetto sociale. Su queste premesse, il corretto governo dell'immigrazione dovrebbe partire da una opzione chiara circa il modello di integrazione dei nuovi arrivati, su cui orientare le relative politiche.

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Salerno/ Sostegno economico e legale del Comune per i ricongiungimenti familiari
di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno
La società italiana sta profondamente cambiando negli ultimi anni in ragione dell'arrivo nel nostro paese di un crescente numero d'immigrati provenienti dalle zone più povere del mondo. La provincia di Salerno ha vissuto l'arrivo di diversi flussi migratori: i senegalesi dediti soprattutto al commercio ambulante, i nordafricani impegnati perlopiù nei lavori agricoli, i pakistani nell'allevamento, i cinesi nel commercio residenziale, mentre dall'est europeo e dalle Filippine sono giunte specialmente donne impegnati nella cura e nell'assistenza di persone anziane e malate.

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Cuneo/ Progetti di auto-aiuto e multiculturalità
di Alberto Valmaggia, sindaco di Cuneo ed Erio Ambrosino, assessore comunale politiche integrazione Il giorno dell'inaugurazione del Centro Migranti, il 7 dicembre del 1997, eravamo ben lungi dal pensare che ne avremmo scritto una storia lunga ormai più di un decennio, fatta di trasformazioni, eventi, interventi, pluralità, come sempre più "plurale" è diventata nel tempo la città di Cuneo. La storia oggettiva ci lascia alcuni segnali importanti dei quali, speriamo, abbiamo fatto tesoro nel dare contenuti al nostro Centro e agli altri servizi del comune.

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Cittadinanza/ Dalla ratio della legge 5 febbraio 1992, n. 91 alle proposte di riforma di Daniela Bolognino, dottore di ricerca in diritto amministrativo Università degli Studi Roma Tre Nell'attuale legislatura sono molteplici i disegni di legge che propongono una riforma della legge 5 febbraio 1992, n. 91 "Nuove norme sulla cittadinanza" (del 22 dicembre 2009 la discussione del testo unificato delle numerose proposte di legge in questione), segno di un rinnovato interesse per una questione che di fronte alla odierna multiculturalità si presenta come cruciale in quanto dalla scelta che il legislatore si appresta ad effettuare si determinerà se il nostro Paese sarà aperto ed inclusivo oppure se sceglierà di innalzare delle barriere capaci di ingenerare un pericoloso senso di estraneità, anche da parte di chi è nato e cresciuto in Italia.

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