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Appello Mineo - Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella



A 30 anni dalla nascita del movimento contro gli euromissili a Comiso

il pacifismo non è al servizio delle “guerre umanitarie”

Le recenti rivolte popolari, che hanno deposto odiosi regimi liberticidi in Tunisia ed in Egitto, lautamente sostenuti in maniera bipartisan dai governi europei sia di centrodestra che di centrosinistra, fanno presagire una nuova stagione dove i popoli del Nordafrica riescono ad autodeterminarsi ed a sconfiggere i nuovi colonialismi degli “esportatori” di democrazia e dei saccheggiatori delle risorse.

30 anni fa milioni di siciliani si mobilitarono per impedire l’installazione dei 112 Cruise a Comiso; da allora il potenziamento della base Usa di Sigonella e la costruzione di una nuova base di morte a Niscemi e l’installazione di impianti militari in tutta la Sicilia hanno visto importanti mobilitazioni popolari, anche se adesso l’indifferenza e la rassegnazione dilaga, nonostante i crescenti rischi di devastazione ambientale ed alla salute delle popolazioni e i quotidiani transiti di armi di distruzione di massa, adoperate nelle “guerre umanitarie” prima nell’ex-Jugoslavia, oggi in Iraq e in Afghanistan..

La situazione sta precipitando adesso anche in Libia, ma un governo che fino all’ultimo ha sostenuto Ben Alì , Mubarak e Gheddafi e che ha fatto dei respingimenti, degli accordi di riammissione e del razzismo istituzionale la propria bandiera, adesso lancia una nuova crociata contro i migranti in fuga dal Nordafrica.

Per alcuni giorni si è fatto dormire migliaia di migranti all’addiaccio sul molo di Lampedusa in ossequio ai capricci del ministro degli interni, che non può riconoscere il fallimento dei disumani respingimenti in Libia (nonostante a Lampedusa il centro di accoglienza sia stato d’autorità reso inattivo); adesso si parla del villaggio della “solidarietà” a Mineo nel complesso affittato ai militari Usa di Sigonella fino al 31 marzo.

Raccogliendo la denuncia delle violazioni dei diritti umani dei migranti degli antirazzisti lampedusani, abbiamo immediatamente ribadito la nostra incondizionata opposizione a questa scellerata pseudo-accoglienza:

--- un centro di accoglienza per richiedenti asilo, aventi quindi diritto alla libera circolazione, non può esistere costruendo muri e recinzioni e distante 8 Km da Mineo, non può che essere un ennesimo centro di detenzione per persone che non hanno commesso alcun reato

---le 404 villette del villaggio degli aranci sono state abbandonate dai militari Usa, in quanto le peggiori in standard abitativo di tutte le basi europee; la Pizzarotti spa di Parma da mesi cerca d’affittare le villette a prezzi stracciati ed il governo con la scusa dell’emergenza andrà a finanziere un privato. Dopo i business delle emergenze create ad hoc (vedi l’Aquila) siamo arrivati alla privatizzazione delle strutture detentive

--- il ruolo di Sigonella come base per le operazioni dei paesi alleati e/o multinazionale in Libia dietro il paravanto dell’ “intervento umanitario” e dopo aver armato e addestrato le forze armate di Gheddafi o come nel caso italiano, consentito loro di acquisire ingenti pacchetti azionari società, banche e finanche il complesso militare industriale italiano.

Condividendo pienamente l’appello del Tavolo asilo, chiediamo di garantire un efficiente sistema di soccorso in mare, anche in acque internazionali, evitando tassativamente ogni operazione di contrasto e respingimento degli arrivi, attuata direttamente, con uomini e mezzi italiani, o indirettamente, con appoggi logistici a unità militari e di polizia dei paesi interessati dalla crisi. Andrà naturalmente garantito da subito l’accesso alla procedura ­di asilo, nel rispetto rigoroso del principio di non refoulement. Chiediamo “provvedimenti e forme di protezione temporanea per tutti coloro che fuggono dalle aree di crisi come a partire da permessi di soggiorno straordinari per motivi umanitari per un periodo non inferiore ai 365 giorni.

E' indispensabile garantire una protezione immediata.

L’attuale scenario di crisi va gestito garantendo e un’adeguata accoglienza alle persone in fuga, senza stravolgere l’attuale procedura di asilo, nel rispetto dei principi sanciti dal diritto internazionale.

In particolare va evitato di ricorrere solo o prevalentemente a strutture di grandi dimensioni (vedi Mineo), poiché l’esperienza ha ampiamente dimostrato come la gestione di dette strutture risulti assai costosa e comprometta in partenza una buona relazione con il territorio. Si ritiene vi siano invece tutte le condizioni per privilegiare un’accoglienza diffusa, facilmente attivabile in tempi brevi e a costi contenuti anche ricorrendo alle esperienze già consolidate nel sistema degli oltre 130 comuni italiani aderenti allo SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)”

Ct 28/2/2011                                        Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella

                                                                     via Caltanissetta 4 Ct

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