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con il cuore in Burkina - BLAISE DEGAGE !



BURKINA FASO RÉVOLUTION ACTE II
DEMAIN 08 AVRIL 2011 TOUS A LA PLACE DE LA RÉVOLUTION DES 08 H00
((((( BLAISE DEGAGE ! )))))

 

L’ 8 aprile 2011 in Burkina Faso sarà sciopero generale di 72 ore su tutto il territorio nazionale 

 http://www.thomassankara.net/spip.php?article1061

 

Cronologia di un’attesa

1 aprile Blaise Compaoré dichiara : la crisi nell’esercito è finita. Alcune promesse sembra siano state fatte riguardo la formazione dei militari, una maggior attenzione ai problemi sociali e un miglioramento della comunicazione all’interno dell’esercito.

Una rivolta è esplosa nella prigione di Bobo Dioulasso. I detenuti protestano contro la loro condizione di detenzione, la lentezza della giustizia e le gravi pene subite. Non ci si può esimere dal fare un paragone tra questa rivolta e la liberazione di quei militari attraverso i loro compagni.

Gli alunni di Tiébélé ( 30km da Po ) manifestano in strada. Incendiato il commissariato della città e la casa di un poliziotto.

3 aprile Cessato lo stato di coprifuoco.

Uno sciopero generale con manifestazione in tutte le città è previsto l’8 aprile. Appelli lanciati in internet per occupare a Ouagadougou la Piazza della Rivoluzione a partire dalle 8,00 di mattina.

4 aprile Gli studenti della città di Dori hanno manifestato in modo pacifico tutta la mattinata. Grande presenza di forze dell’ordine, i commercianti hanno preferito chiudere bottega.

Madina Bouda, la ragazza di 15 anni ferita da una pallottola vagante nella notte del 22 – 23 marzo, durante le scorribande dei militari, è stata trasportata in un ospedale in Francia.

Blaise Compaoré ha ricevuto gli attori del mondo dell’educazione, sindacati, genitori degli alunni, ONG...

Gli alunni e studenti di Koudougou hanno deciso una sospensione dello sciopero in attesa del ritorno dei loro delegati dall’incontro con Blaise Compaoré.

Gli alunni della città di Po sono scesi in sciopero per 48h a sostegno dei loro compagni di Tiébélé che avevano manifestato il 1 aprile.

Conferenza stampa organizzata dal capo fila dell’opposizione Bénéwendé Sankara insieme a molti altri leader dei partiti d’opposizione. Vengono definiti «manovre dilatorie» gli incontri organizzati da Blaise Compaoré, si esprime stupore nei confronti del capo di stato che non si interessa alle manifestazioni degli studenti ed ha iniziato gli incontri con le parti solo dopo le manifestazioni dei militari.

Il governo ha iniziato a distribuire i risarcimenti promessi ai commercianti dei negozi distrutti dai militari.

5 aprile I militari di Fada Gourma non hanno riportato in prigione il militare che avevano fatto uscire a forza il 28 marzo.

I quotidiani hanno pubblicato l’appello unitario del Coordinamento di lotta contro il carovita e di tutti i sindacati per la giornata di sciopero e la manifestazione dell’8 aprile.

6 aprile Si moltiplicano su facebook gli appelli per il ritrovo alla manifestazione in piazza della rivoluzione.

Secondo giorno di sciopero degli agenti di polizia municipale di Ouagadougou. Chiedono migliori condizioni di vita e di lavoro. Una manifestazione ha avuto luogo in mattinata. (accetteranno di riprendere il lavoro il 7 aprile in attesa di un serio esame delle loro rivendicazioni).

Il sindaco di Ouagadougou Simon Compaoré, picchiato duramente dai militari nella notte del 29 - 30 marzo, ha ripreso la sua attività.

Manifestazione degli alunni della città di Boussé a 45km da Ouagadougou.

7 aprile Gli alunni di Ouagadougou scendono in strada per manifestare. Chiedono verità e giustizia dopo la morte di Madina Bouda, ferita da una pallottola vagante nella notte del 22 – 23 marzo durante le “uscite” dei militari.

 

Dal 20 febbraio dopo la morte di un giovane studente Justin ZONGO, in seguito a percosse ricevute nei locali di un commissariato di KOUDOUGOU, morte spacciata dai medici legali per meningite, in Burkina Faso è rivolta.

 

La gioventù si rivolta per i crimini impuniti della 4° repubblica. Manifestazioni promosse dall’ANEB (associations nationales des étudiants du Burkina) l’UGEB (Union générale des étudiants) CGTB (collectif general travailleur burkinabè) nelle principali città burkinabè (Koudougou, Poa, Réo, Kindi, Ouahigouya, Kaya, Léo, Manga, Dori, Korismoro, Yako, Koupéla, Diebougou, PO, Nanoro, Diapaga, Tougan, Bogandé, Fada N’Gourma, Ouagadougou) sono state represse duramente dalle forze dell’ordine.

Dal 20 febbraio all’11 marzo sono stati uccisi 6 studenti, una cinquantina i feriti (traumi cranici, fratture, contusioni addominali ) e 19 arresti al carcere di Maco.

15 marzo I Licei, le Università e i Campus delle tre principali città (Ouagadougou, Bobo Diulasso e Koudougou) sono chiuse con ordinanza di sgombero immediato. Due ore di tempo. Migliaia di giovani per lo più poveri provenienti da città distanti centinaia di km. si ritrovano con i loro bagagli in mezzo alla strada.

17 marzo Gli artisti burkinabè si esprimono. Seifilms pubblica un video tratto dal concerto di Samsk Lejah del 4 marzo : “quel presidente là .. deve andarsene”. Smockey, vincitore del premio Kora 2010 come migliore musicista rap africano, che ha dedicato il premio a Lumumba, Sankara e NKrumah, rilascia una dichiarazione in conferenza stampa : “sarò il primo a manifestare con il cartello: Blaise degage!”. I video alla pag: http://www.thomassankara.net/spip.php?article1057

18 marzo I 34 partiti politici dell’opposizione rilasciano una dichiarazione congiunta sulla situazione nazionale in Burkina Faso : http://www.citizensforearth.info/DICHIARAZIONE-DI-VENERDI-18-MARZO

19 marzo meeting alla Camera del Lavoro di Ouagadougou organizzato dal CCVA (coalition de lutte contre la vie chère, la corruption, la fraude, l’impunité et les libertés) una struttura di cui è membro anche UGEB. Le organizzazioni presenti decidono lo sciopero generale di 72 ore su tutto il territorio nazionale e un corteo per l’ 8 aprile 2011 per il settore pubblico e privato. Il corteo si concluderà con un nuovo meeting alla Camera del Lavoro. Le organizzazioni presenti assumono il motto d’ordine del movimento MBCDP : Mouvement Blaise Compaore Doit Partir https://www.facebook.com/home.php?sk=group_164052476977948&ref=notif&notif_t=group_activity

Notte del 22 e 23 marzo a Ouagadougou, un gruppo di militari esce dalla caserma, assalta e saccheggia l’armeria, spara in piena città. Chiedono vengano rimessi in libertà 5 loro compagni incolpati d’aver umiliato e perseguitato un civile. Una decina di persone ferite, gli uffici del Palazzo di Giustizia, interi esercizi commerciali e stazioni di benzina saccheggiati, i beni rubati.

23 marzo I commercianti che hanno subito i saccheggi escono a manifestare in città. Un video all’indirizzo : http://www.facebook.com/video/video.php?v=173699116013808#!/video/video.php?v=173699116013808

Il Ministro della Difesa deplora questo atto ed esprime la sua viva compassione nei confronti di tutte le vittime di questo disgraziato avvenimento. Rassicura le popolazioni che tutte le disposizioni sono state prese di concerto con i diversi attori per giungere ad una normalizzazione della situazione. Esorta i militari alla calma e al ritiro e invita la popolazione ad occuparsi delle proprie abituali occupazioni. Infatti il giorno successivo i militari incriminati sono liberati.

23 marzo Etienne Minoungou, artista, drammaturgo, Fondatore del movimento Coalizione degli artisti e intellettuali per la Cultura del Burkina Faso, Direttore di RECREATRALES lancia un appello a tutti gli artisti, agli intellettuali, scrittori cantanti, musicisti, attori, registi…« Non dobbiamo più aver paura, il silenzio della gente per bene non è bene per niente ».

24 marzo I sindacati dei magistrati ed avvocati pubblicano una dichiarazione e decretano lo sciopero ad oltranza. Chiedono un indennizzo per i locali saccheggiati e l’arresto al carcere di MACO di tutti i militari liberati. Un incontro ha luogo tra la gerarchia militare e i commercianti per assicurare che i danni saranno risarciti.

25 marzo Bénéwendé Sankara, président de l’UNIR/PS, capo fila dell’opposizione politica, chiede in una conferenza stampa pubblica le “dimissioni di Blaise Compaoré” e chiama il popolo alla mobilitazione. La dichiarazione all’indirizzo : http://www.thomassankara.net/spip.php?article1059

28 marzo A Ouagadougou riaprono i licei ma a Koudougou, città dove risiedeva Justin Zongo, gli allievi rifiutano di riprendere i corsi e decretano uno sciopero di 72 ore. Un’assemblea generale si è tenuta nello stadio.

Notte del 28 a Fada N’Gourma un gruppo di militari esce dalla caserma. Liberano un militare incarcerato per stupro! Occupano militarmente la città bloccando le principali arterie stradali con carri armati e giungendo sino a tirare un razzo sul Palazzo da Giustizia.

29 marzo Il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, a mezzogiorno in un comunicato alla radio, presenta al Ministro della Giustizia le sue scuse per il danno causato dai militari.

Notte del 29 - 30 marzo a Ouagadougou riprendono gli spari. Vengono prese di mira importanti personalità politiche: Simon Compaoré, Sindaco di Ouagadougou e Segretario Generale del CDP (Congresso per la Democrazia e il Progresso, il partito al potere) è malmenato e la sua residenza saccheggiata. Saccheggiate anche le case di Dominique Djindjere, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito e del Ministro della Sicurezza Barry. Ma a differenza del Sindaco, questi ultimi non erano in casa durante l’attacco. I militari pretendono il pagamento di alcuni stipendi che non sarebbero stati versati, soprattutto a quei soldati che sono stati in Darfour. Per i militari le grandi disuguaglianze esistenti tra i Reggimenti di Sicurezza presidenziale (RSP) e il resto dell’esercito sono vere e proprie ingiustizie.

30 marzo Con un discorso teletrasmesso alla nazione, Blaise Compaoré chiede la calma e si appella ad un soprassalto patriottico della classe politica e della società civile. Intanto in serata è instaurato il coprifuoco dalle 21,00 alle 6,00 del mattino su tutto il territorio nazionale. Malgrado ciò si sono uditi spari a Ouagadougou verso l’interscambio di Ouaga 2000 nel campo militare P11 78, calmati dopo mezz’ora circa dall’intervento con armi pesanti del RSP. Secondo Radio Kankan, alcuni confinanti sarebbero stati feriti da un proiettile che si sarebbe abbattuto sul loro tetto. Né la gerarchia militare né la guardia presidenziale sembrano riuscire veramente a contenere il malcontento dei militari. Il caos sembra continuare ad amplificarsi attraverso il paese: Anche a Banfora sono stati sentiti spari nella notte.

31 marzo a Tenkodogo, dove doveva tenersi la “Giornata del perdono” (organizzata ogni anno dal 2003 dal Presidente) gli studenti incendiano la residenza del ministro degli affari stranieri e della cooperazione sud-regionale Alain Bédouma Yoda, la casa del ministro dell’educazione nazionale e dell’alfabetizzazione Marie Odile Bonkoungou Il Comune, il commissariato, la sede del CDP saccheggiati. A fuoco anche la “Casa delle donne” aperta da la moglie di Yoda.

Notte del 31 marzo Blaise Compaoré incontra nella sala del palazzo presidenziale del Kosyam i capi dell’esercito e 145 militari venuti in rappresentanza da tutte le guarnigioni del Burkina. I militari chiedono la presa in carico alimentare, alloggiativa nonché la risoluzione dei problemi causati dai superiori al comando. Il Presidente incontra e rassicura anche i magistrati, in quanto presidente del CSM (Conseil supérieur de la magistrature) e garante dell’indipendenza della magistratura sarà al loro fianco perché la legge sia rispettata in tutta serenità. Secondo il ministro della giustizia sui 5 militari liberati e di cui i magistrati chiedono l’arresto al carcere di MACO si pronuncerà il CSM nei giorni a venire. Compaore incontra anche i rappresentanti dei capi religiosi a cui chiede sostegno per riappacificare la crisi. I militari esprimono soddisfazione.

1 aprile In una lettera pubblicata ufficialmente, il Presidente dell’UNIR/PS esige le dimissioni del Presidente Compaore in quanto definitivamente e assolutamente impedito a svolgere le sue funzioni. In questa lettera si ricorda l’illegalità delle carte elettorali durante le ultime elezioni e si constata la gravità degli avvenimenti degli ultimi giorni.

Thomas SANKARA diceva che “un militare senza formazione politica è solo un potenziale criminale”. Sembra dunque chiaro quale sarà il ruolo dell’esercito nei giorni a venire, anche se inizialmente qualcuno sperava di vedere nella loro rivolta un sostegno alla lotta degli studenti e la fine del potere Compaore. Aspre critiche sono rivolte anche ai capi religiosi che si sottomettono ancora una volta al potere garantendone l’impunità.

Il 13 dicembre 1998 infatti, un altro Zongo di Koudougou, il celebre giornalista Norbert Zongo, Direttore del settimanale L’Indépendant fu bruciato con tre suoi amici sulla strada di Sapouy, a seguito delle sue inchieste sulla morte di David Ouedraogo, l’autista di François Compaoré, consigliere della presidenza e fratello del capo di Stato. Anche in quell’occasione furono proprio i capi religiosi a domandare di acquietare gli animi e fermare la collera della gente che pretendeva giustizia per quel terribile omicidio.

Patrizia Donadello - Comitato SankaraXX