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Etiopia: governo arresta 100 indigeni contrari alla diga



Title: Etiopia: governo “bulldozer” arresta 100 indigeni contrari alla diga

www.peacelink.it


From: Survival International <ufficiostampa at survival.it>
Sender: "Survival International" <ufficiostampa=survival.it at mail29.us1.rsgsv.net>
Date: Thu, 6 Oct 2011 04:48:26 -0400
To: <a.marescotti at peacelink.it>
ReplyTo: Survival International <ufficiostampa at survival.it>
Subject: Etiopia: governo “bulldozer” arresta 100 indigeni contrari alla diga


COMUNICATO STAMPA DI SURVIVAL INTERNATIONAL

 6 ottobre 2011



Etiopia: governo “bulldozer” arresta 100 indigeni contrari alla diga

Una ragazza della tribù dei Mursi, Etiopia. Il
suo popolo soffre le intimidazioni da parte delle
forze di sicurezza del paese.
© Magda Rakita/Survival
Survival International ha appreso che circa cento indigeni etiopi sarebbero stati arrestati e imprigionati per essersi opposti alla controversa diga Gibe III.

I progetti per la costruzione della diga e l’irrigazione delle piantagioni vicine proseguono di pari passo con le intimidazioni e la crescente repressione di ogni opposizione.

Secondo quanto riferito, un poliziotto avrebbe detto a una comunità indigena che il governo è “come un bulldozer, e che chiunque oserà opporsi ai suoi progetti di sviluppo sarà schiacciato come una persona schierata davanti a un bulldozer”.

L’Etiopia sta affittando larghe porzioni di terra indigena della bassa valle dell’Omo a compagnie straniere o statali per la produzione di canna da zucchero, derrate alimentari e biocarburanti. L’irrigazione sarà alimentata dall’acqua della diga.

Nella regione vige un clima di paura perché la polizia segreta e i militari stanno reprimendo brutalmente ogni opposizione.

Survival ha appreso che le forze di sicurezza stanno circondando e intimidendo le comunità indigene che abitano sulla terra destinata allo sviluppo.

Le persone con precedenti penali registrati nel corso degli ultimi dieci anni vengono arrestate mentre tutte le altre sorprese a esprimere opposizione sono picchiato o minacciate d’arresto.

Giovani ragazzi Hamar dipinti con la cenere. La
diga Gibe III mette a rischio anche la loro tribù.
© Magda Rakita/Survival
Ci sono anche pervenute segnalazioni di stupri sulle donne e di furti di mandrie di bestiame, fonte di vita per le tribù dell’Omo.

“Il governo etiope e i suoi partner stranieri sono determinare a derubare i popoli tribali della loro terra e a distruggere i loro mezzi di sostentamento” ha commentato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival. “Vogliono ridurre tribù oggi autosufficienti in uno stato di dipendenza, sbattere in prigione tutti quelli che non sono d’accordo, e fingere che questo abbia qualcosa a che fare con il “progresso” e lo “sviluppo”. Tutto ciò è vergognoso, criminale, e dovrebbe essere osteggiato con vigore da chiunque abbia a cuore i fondamentali diritti umani”.

I 100 arrestati alla fine di settembre appartenevano alle tribù dei Mursi e dei Bodi.

La bassa Valle dell’Omo è un sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Include due parchi nazionali ed è abitato da circa 200.000 pastori-agricoltori.

Un pastore Suri ha dichiarato che la diga Gibe III e i progetti d’allontanamento delle tribù dalla loro terra segnano “la fine della pastorizia nell’Etiopia meridionale”.




Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/7765

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