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R: Re: [africa] ADESIONE ALL'APPELLO per i popoli dei Monti Nuba (Sudan)



Aderisco  all'appello a favore del popolo  dei Monti Nuba.

Popolo  che  viene  oppresso  da  un potente vicino.

Oppressione che per  tanti  versi è simile  a  quello  del popolo Sahrawi,

oppresso  della Monarchia marocchina.

Remo  Bellesia  Rolo


----Messaggio originale----
Da: risagm at gmail.com
Data: 29/11/2011 18.38
A: <africa at peacelink.it>, "Tavola della pace"<tavola at perlapace.it>
Cc: <forum at nigrizia.it>, "Lista Progetto"<progetto at peacelink.it>, <africa at 
peacelink.it>, <conflitti at peacelink.it>
Ogg: Re: [africa] ADESIONE ALL'APPELLO per i popoli dei Monti Nuba (Sudan)

HTML Message



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aderisco all'appello per i popoli dei Monti Nuba Sudan)
rino sanna , milano Italy

----- Original Message ----- 
From: Alessandro Marescotti 
To: Tavola della pace 
Cc: forum at nigrizia.it ; Lista Progetto ; africa at peacelink.it ; conflitti at 
peacelink.it 
Sent: Wednesday, November 23, 2011 2:07 PM
Subject: [africa] ADESIONE ALL'APPELLO per i popoli dei Monti Nuba (Sudan)

PeaceLink aderisce all'appello e lo diffonde.
Alessandro Marescotti

www.peacelink.it


From: Tavola della pace <tavola at perlapace.it> 
Date: Wed, 23 Nov 2011 13:18:20 +0100
To: volontari<volontari at peacelink.it>
ReplyTo: tavola at perlapace.it 
Subject: ADERISCI ALL'APPELLO Mobilitiamoci per i popoli dei Monti Nuba (Sudan)





erdana" size=4>Cari amici, 


vi invitiamo ad aderire e a diffondere l'appelloerdana" size=5> Mobilitiamoci per i 
popoli dei Monti Nuba (Sudan).

Per adesioni inviare una mail a info at developmentdays.net e forum at nigrizia.it oppure 
a segreteria at perlapace.it.


erdana" size=4>Cordiali saluti
Tavola della pace
via della viola, 1
06122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
segreteria at perlapace.it
www.perlapace.it


***
APPELLO

Mobilitiamoci per i popoli dei Monti Nuba (Sudan)


Fermare il massacro
erdana" size=4>
Il Kordofan Meridionale è stato teatro di ripetute tragedie. I nuba hanno subito 
aggressioni ambientali, economiche, culturali. Oggi Khartoum sta di nuovo bombardando 
quelle terre. Nel silenzio del mondo. Serve la reazione di tutti per evitare un genocidio.



Il 10 novembre, un aereo militare Antonov del governo di Khartoum è entrato nello spazio 
aereo del Sud Sudan per circa 15 km e ha bombardato il campo profughi di Yida, dove oltre 
20mila persone nuba - per lo più bambini, donne e anziani - avevano trovato scampo, dopo 
essere fuggiti dai loro villaggi nello stato sudanese del Kordofan Meridionale, perché 
vittime di una feroce repressione. Almeno 12 i morti; 20 i gravemente feriti. Le agenzie 
umanitarie dell'Onu stavano proprio in quei giorni organizzando l'assistenza dei 
rifugiati per aiutarli a sopravvivere nel nuovo e ostile ambiente.

Questa azione, compiuta nella più totale mancanza di rispetto delle leggi internazionali 
e contravvenendo a numerose convenzioni internazionali - oggi Sudan e Sud Sudan sono due 
nazioni indipendenti e sovrane - è soltanto l'ultimo dei numerosi crimini commessi dal 
regime di Khartoum contro il popolo nuba. Il bombardamento ha avuto luogo poche ore dopo 
che il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, aveva condannato un precedente 
attacco, avvenuto il giorno 8, contro un villaggio della contea di Maban (7 morti), e 
accusato il governo di Khartoum di cercare la guerra.

Quel bombardamento di un territorio straniero è stata l'ennesima prova che nulla fermerà 
il regime di Khartoum dall'usare ogni mezzo per piegare la volontà dei nuba di affermare 
il loro diritto all'autodeterminazione. Pare ormai certo che il governo di Omar El-Bashir 
è deciso a riprendere il genocidio culturale e fisico del popolo nuba, interrotto 
momentaneamente dal cessate-il-fuoco del 2002 e dall'Accordo globale di pace del gennaio 
2005 tra il regime islamista di Khartoum e l'Esercito/Movimento popolare di liberazione 
del Sudan (Spla/m), e forse anche pronto a provocare una nuova guerra tra il Sudan e il 
Sud Sudan.

Noi, nuba della diaspora e amici del popolo nuba sparsi nel mondo, seguiamo con profonda 
preoccupazione il conflitto armato che è deflagrato nel giugno di quest'anno, e 
condanniamo con decisione questi nuovi atti di repressione barbarica da parte del governo 
di Khartoum.

In passato, lo stato del Kordofan Meridionale è stato teatro di ripetute tragedie: tratta 
schiavista, colonizzazione, prolungato isolamento del popolo nuba, totale privazione dei 
servizi scolastici e sanitari, negazione del diritto di proprietà e di uso delle risorse 
naturali locali... In particolare, i nuba hanno sofferto innumerevoli invasioni di 
razziatori di schiavi e una forzata arabizzazione-islamizzazione. Sono stato costretti 
con la forza a combattere in guerre che non erano per la loro difesa, ma per il beneficio 
di regimi lontani, se non proprio stranieri.

Nonostante queste ingiustizie, i nuba sono riusciti a far fronte a spaventose condizioni 
di vita e a sviluppare una straordinaria capacità di ripresa e un forte senso di 
identità. Il regime di Khartoum li ha tenuti sotto controllo attraverso una diabolica 
combinazione di meccanismi economici, sociali, ambientali e politici, ma non è stato in 
grado di spezzare la loro volontà.

In campo economico, Khartoum sta avvantaggiando persone o gruppi disposti a sposare i 
suoi orientamenti politici e a servire nelle sue strutture amministrative.

In campo sociale, ricorre alla denigrazione di tutto ciò che non è arabo e alla 
diffusione di norme sociali, tradizioni e costumi importati nella regione attraverso o 
un'esplicita imposizione dall'alto o matrimoni misti e pratiche religiose.

A livello ecologico, il regime sta gestendo l'ambiente in maniera scriteriata al solo 
scopo di avere il totale controllo dei mezzi di sussistenza in materia di cibo e 
sicurezza alimentare.

Dal punto di vista politico, con una linea programmatica sfacciatamente discriminatoria, 
ha impedito ai nuba di svolgere un loro ruolo a livello locale, nazionale e 
internazionale.

Infine, la popolazione dei Monti Nuba è stata testimone di vere e proprie aggressioni 
culturali, perpetrate per promuovere lingue, religioni, tradizioni, danzi, usi e costumi 
"altri". Quasi tutte le culture imposte hanno mirato a instillare nei nuba un senso di 
inferiorità, quasi dovessero vergognarsi di essere ciò che sono. Tutti i mezzi di 
comunicazione, radio e televisione in particolare, sono stati - e sono tuttora - 
monopolizzati da chi detiene il potere e controlla le ricchezze nazionali.

L'Accordo globale di pace del 2005 non ha voluto affrontare il destino del popolo nuba e 
di altri gruppi marginalizzati del Sudan, né osato esaminare le molte cause di conflitto 
presenti in quelle aree. Questa la ragione principale che sta dietro l'attuale ritorno 
alla violenza, il pericolo di una nuova guerra civile e la possibilità di un conflitto 
interregionale se non addirittura internazionale. Oggi Khartoum uccide persone indifese 
che sono fuggite da zone di guerra, raggiungendole perfino nei campi profughi.

Cosa bisogna fare per fermare le violenze e evitare una nuova guerra? Di sicuro, serve la 
partecipazione di molti. Pertanto, ci appelliamo:

1. ai tutti i nuba della diaspora, perché sostengano il loro popolo, usando ogni mezzo 
possibile per far conoscere le sue sofferenze e le sue lotte, coinvolgendo i mezzi di 
comunicazione della nazione in cui vivono, così che il regime di Khartoum non possa più 
continuare impunemente a fare ciò che sta facendo sui Monti Nuba e nel Kordofan 
Meridionale;

2. alla comunità internazionale e agli organismi non governativi, perché approntino e 
inviino subito sui Monti Nuba e nel Kordofan Meridionale commissioni d'inchiesta per 
raccogliere documentazioni sui crimini che vi sono commessi, e nello stesso tempo mandino 
aiuti ai civili indifesi;

3. alle potenze mondiali e alle agenzie dell'Onu, perché esercitino pressioni sul governo 
di Khartoum, affinché consenta il libero accesso alle zone colpite dalle nuove violenze e 
promuovano un dialogo politico tra tutte le parti interessate.
Invitiamo tutti a fare in fretta, ad agire ora, quando un genocidio vero e proprio è 
ancora evitabile.

Firme

Mohamed Yassin (Diaspora nuba) - Acli Cremona - Acli Milano - Amani Italia - Arci Darfur 
Milano - Arci Milano - Campagna italiana per il Sudan - Commissione giustizia e pace 
comboniani Italia - Fondazione Nigrizia onlus - Ipsia Milano - Iscos Emilia Romagna - 
Koinonia Kenya - Koinonia Roma - Nexus Bologna - Tavola della Pace.

Altre adesioni possono essere comunicate a erdana" color=#1122cc size=4>info at 
developmentdays.net e forum at nigrizia.it


erdana" size=2>In ottemperanza al D.L. n. 196 del 30/6/2003 in materia di protezione dei 
dati personali, le informazioni contenute in questo messaggio sono strettamente riservate 
ed esclusivamente indirizzate al destinatario indicato (oppure alla persona responsabile 
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