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SUD SUDAN: RIAPERTA LA BASE DEVASTATA A PIBOR, INTERSOS SOCCORRE I NUOVI SFOLLATI



 
COMUNICATO STAMPA
CIBO E AIUTI PER LE VITTIME DELLE VIOLENZE A PIBOR IN SUD SUDAN
RIAPERTA LA BASE DEVASTATA DAGLI SCONTRI, INTERSOS SOCCORRE I NUOVI SFOLLATI

‘Siamo tornati nella nostra base di Pibor devastata dall’attacco alla città dei giorni scorsi. Abbiamo trovato una situazione grave, tutto è stato danneggiato e rubato, i magazzini svuotati, hanno portato via perfino i tavoli e le sedie. Le tende dove dormiamo di solito sono state strappate a brandelli e soprattutto sono stati sottratti centinaia di kit di prima emergenza che dovevano essere distribuiti alla popolazione civile’. E’ Davide Berruti, Coordinatore di Intersos in Sud Sudan a raccontare lo scenario di distruzione della città del Jonglei State. La spirale di vendette e ritorsioni tra i diversi gruppi etnici, i Murle e i Lou Nuer, sempre più violenti e feroci ha portato oltre 6mila uomini armati a saccheggiare e radere al suolo 3 villaggi - Pibor, Lekuangole, Verthet - ad uccidere quasi 3.000 persone e a rubare migliaia di capi di bestiame.

Dalla nostra base di Bor sono giunti aiuti per 200 famiglie, mentre con il supporto logistico delle Nazioni Unite stanno arrivando aiuti per 2000 famiglie in totale, 10.000 persone circa. Un sostegno concreto alla missione di Pibor che sta lottando per fare distribuire gli aiuti nonostante le difficili condizioni logistiche e di sicurezza, e il clima di terrore che si è diffuso tra la popolazione civile. ‘Il nostro staff sud sudanese è stato vittima delle violenze dei giorni scorsi, erano tutti scappati nel bush, la boscaglia, insieme alle loro famiglie, oggi sono tornati a lavoro con la voglia di dare una mano agli altri, ma i traumi sono profondi, la nostra cuoca ha avuto il marito e il padre uccisi’ conclude Davide.

Oggi quattro operatori umanitari di INTERSOS hanno ripreso il lavoro di assistenza e protezione dei civili: ‘dalla nostra base di Bor sono arrivati materiali per rimettere in sesto gli uffici, siamo senza elettricità ma abbiamo ancora 4 tende in buono stato e stiamo dando ospitalità ad altri cooperanti e al responsabile di UN-OCHA che sta seguendo l’emergenza a Pibor’ ci ha confermato Berruti. Una delegazione formata dall’Ufficio di coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (UN-OCHA), da altre agenzie UN e da INTERSOS ha visitato le aree colpite per organizzare gli aiuti, per raggiungere gli sfollati in gran parte ancora nascosti nella boscaglia lontano dalla città. A Pibor centinaia di vittime si sono ammassate nella scuola primaria, riabilitata lo scorso anno dalla missione INTERSOS. ‘Insieme all’associazione sud sudanese Nashingole Development Foundation, stiamo distribuendo cibo e teli di plastica e kit d’emergenza per i ripari notturni, il nostro team di protezione sta registrando gli sfollati restati senza casa, e siamo anche andati in soccorso dei bambini rimasti soli, che durante gli scontri si sono trovati separati dalle loro famiglie. Sono 117, ora si trovano raccolti in un cortile del Governatore, hanno tra i 2 e i 7 anni, gli diamo assistenza psicologica e li seguiamo per facilitare il ricongiungimento familiare, ancora è presto per capire quanti di loro sono rimasti orfani’ racconta il coordinatore Intersos.

Nonostante lo sforzo di costruzione dei servizi di base e di rispetto dei diritti fondamentali dei più vulnerabili nello Stato del Jonglei, questo ciclo di vendette e violenze, che hanno causato piu’ di 1.000 morti solo nel 2011, rappresenta uno degli ostacoli più gravi per il futuro e la stabilità del nuovo Sud Sudan.

INTERSOS e' presente in Sud Sudan dal 2005, la missione a Pibor assicura sostegno per l’educazione e la protezione dei più fragili:

Education in Emergenza, forniamo materiale scolastico, rafforziamo le capacità del Ministero dell'Educazione attraverso la formazione di insegnanti e dell’ "associazione genitori-insegnanti" (PTAs) e il supporto psico-sociale ai bambini vulnerabili.

Protection, seguiamo il monitoraggio e l'identificazione dei gruppi/individui più vulnerabili e dei loro bisogni più immediati, sia tra la comunità locale che tra gli sfollati (IDPs). Ledonne e bambini appartengono ai gruppi sociali più vulnerabili, per questo INTERSOS previene e agisce in risposta ai casi di violenze di genere (GBV), e lavora per proteggere i bambini di strada.

Nel 2011 a Pibor INTERSOS ha svolto le attività attraverso un Protection team composto da staff locale e in stretta collaborazione con l’organizzazione non governativa locale Nashingole Development Foundation. INTERSOS risponde alle emergenze assistendo le persone colpite dagli scontri causati dai conflitti inter-etnici sia da un punto di vista psico-sociale che materiale in collaborazione con le altre agenzie ed organizzazioni internazionali presenti.

Per aiutarci a portare cibo e aiuti si può donare sul sito INTERSOS

Le immagini dell’emergenza a Pibor

Per informazioni e interviste in italiano con il coordinatore Davide Berruti dal Sud Sudan:
Ufficio Stampa INTERSOS
Paola Amicucci
328.0003609 - comunicazione at intersos.org