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[Africa] Invito alla presentazione del mio libro "Rwanda, La cattiva memoria" venerdì 4 aprile 2014 alla Feltrinelli di via Orlando alle 18



 

Cari amici,
 

Mi auguro vedervi numerosissimi.
 

Abbracci
 

Françoise
 

Presentazione Libro "Rwanda, la cattiva Memoria"

Intervengono Daniele ScaglionePietro Veronese giornalista di Repubblica e Milena Santerini, docente Università Cattolica di Milano, deputata.

Nel Libro che uscirà in occasione del ventennale del Genocidio dei Tutsi in Rwanda, con Daniele abbiamo riflettuto sulla disinformazione sapientemente montata dalla Francia poi ripreso da tutti i media, compresi quelli italiani, sul genocidio dei Tutsi in Rwanda. Cosa rimane a vent'anni di tale eccidio? Ci siamo dotati degli strumenti per evitare che succeda di nuovo? E i negazionisti hanno smesso di infangare la memoria di un milione di morti e i sopravvissuti hanno ricevuto una minima riparazione?

Infinito edizioni – nuovo in libreria
 

Rwanda, la cattiva memoria
 

Cosa rimane del genocidio che ha lasciato indifferente il mondo
 

(€ 12 – pag 140)
 

 
 

Di Françoise Kankindi e Daniele Scaglione
 

Prefazione di Luigi Ciotti
 

Introduzione di Yolande Mukagasana
 

 
 

Cento giorni, il Paese delle mille colline, un milione di morti
 

 
Il 6 aprile 1994 segna l’inizio del genocidio dei Tutsi rwandesi. Cento giorni di atrocità, uccisioni e massacri tra tutsi e hutu, un milione di morti. Non si è trattato di una guerra tra tribù africane, la verità è un’altra: lo sterminio del popolo tutsi era stato attentamente programmato a tavolino. Un’analisi superficiale potrebbe dire che fu il governo rwandese, capitanato dagli estremisti hutu, a complottare affinché i tutsi venissero sterminati. Ma è una cattiva memoria: gli hutu erano stati imposti al governo rwandese nel 1959 dalle alte cariche che governavano l’Occidente. Inoltre, prima e soprattutto durante i massacri, l’Onu e i potenti del mondo hanno ignorato le richieste d’aiuto dei tutsi, e alcuni, come la Francia, hanno fornito armi e sostegno agli hutu.
 
Con Rwanda, la cattiva memoria Daniele Scaglione, un occidentale che al tempo “non aveva capito niente” e Françoise Kankindi, rwandese che nel 1994 vedeva dall’Italia il suo popolo nel sangue, sono riusciti a far emergere la verità. In modo che gli occhi dell’Occidente siano aperti e non si chiudano mai più davanti a un genocidio ignorato.
 
 
 
“Durarono oltre tre mesi i massacri dei tutsi. Donne, bambini, vecchi, persino malati nei letti d’ospedale. Cento giorni di massacri durante i quali fummo perseguitati dai nostri assassini e dal silenzio del mondo. Eravamo come una piccola isola nel mezzo di un oceano in cui infuriava la tempesta. Nessuno venne in nostro soccorso. E quando il mondo cominciò appena a provare vergogna, i nostri morti già superavano il milione”. (Yolande Mukagasana)
 
 
 

“Il libro ricostruisce con grande precisione e chiarezza l’opera di disinformazione messa in atto. E proprio così, mostrando le contraddizioni della verità ‘ufficiale’ e della ‘cattiva memoria’ che l’accompagna – memoria che resta in superficie, che non distingue, che ha fretta di ‘celebrare’ per meglio dimenticare – restituisce dignità alle vittime e coraggio a chi, sopravvissuto, sentendosi morto ‘dentro’ ha preferito rimuovere”. (Luigi Ciotti)
 

 
 

Gli autori
 

 
 

Françoise Kankindi è presidente dell’associazione Bene Rwanda, che ha fondato nel 2006. Nata già profuga da genitori rwandesi in Burundi, nel 1992 si è trasferita in Italia dove tutt’oggi vive.
 

 
 

Daniele Scaglione (Torino, 1967), è direttore scientifico dell’associazione Certosa 1515, che si occupa di formazione e promozione di giustizia sociale e diritti umani. Ha lavorato per ActionAid ed è stato presidente di Amnesty International. Per Infinito edizioni ha scritto La bicicletta che salverà il mondo (2011) e Rwanda. Istruzioni per un genocidio (2010).
 


 

 


Allegato Rimosso
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