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Fw: [Sicilia Animalista] Digest Number 158



> ----- Original Message -----
> From: <sicilianimalista at yahoogroups.com>
> To: <sicilianimalista at yahoogroups.com>
> Sent: Saturday, January 29, 2005 4:02 PM
> Subject: [Sicilia Animalista] Digest Number 158
>
>
>
> Questo numero contiene 2 messaggi.
>
> Gli argomenti di questo numero:
>
>       1. Una Shoah da 50 miliardi di individui
>            Da: "Asja" <sicilianimalista at yahoo.it>
>       2. (unknown)
>            Da: Sicilia Animalista <sicilianimalista at yahoo.it>
>
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> Messaggio: 1
>      Data: Sat, 29 Jan 2005 14:32:41 -0000
>        Da: "Asja" <sicilianimalista at yahoo.it>
>   Oggetto: Una Shoah da 50 miliardi di individui
>
>
> UNA SHOAH DA 50 MILIARD DI INDIVIDUI L&#8217;ANNO
>
> di Franco Libero Manco
>
>
>
> In questi giorni si celebra la ricorrenza della Shoah al cui ricordo
> giustamente si inorridisce pensando a tutte le vittime innocentemente
> sterminate dall&#8217;irrazionale disprezzo razzista. Ma pochi
considerano
> il perpetuo, sistematico, ininterrotto massacro di animali nei
> mattatoi, veri e propri campi di concentramento e di sterminio voluto
> non dagli eserciti o dai terroristi ma dalla maggioranza della gente
> comune. Ogni giorno viene consumato un massacro di proporzioni tali
> in confronto del quale quello di ogni guerra impallidisce e non sono
> migliaia o milioni le vittime ma decine di miliardi gli animali
> uccisi, non per difende la patria o la famiglia ma per il piacere
> della gola di chi mangia la carne. Vergogna, mille volte vergogna.
>
> . Montagne di cadaveri, fiumi di sangue, grida di terrore si alzano
> inascoltate dai mattatoi e il tutto avviene nel modo più naturale,
> silenzioso, con il tacito accordo e su delega di tutti, o quasi; ma
> quando la vita presenta, a questa umanità, il conto da pagare, la
> gente non sa vedere le sue colpe, non sa capire la causa delle sue
> sventure: crede che il dolore causato agli animali sia senza
> conseguenze e che la violenza, le guerre o le malattie siano da
> attribuire al fato. Ma se l&#8217;uomo si macchiasse degli stessi crimini
> nei confronti degli esseri umani sicuramente attribuirebbe a se
> stesso la causa delle sue disgrazie.
>
> L&#8217;attuale legge, voluta dal popolo italiano, protegge, in teoria,
> alcuni animali dal maltrattamento, quelli cosiddetti d&#8217;affezione. La
> gente non vuole che questi animali siano maltrattati o uccisi  però
> accetta che siano violentati e barbaramente uccisi tutti gli altri.
> La capacità di differenziare dolore da dolore e vita da vita porta
> in  se il germe di ogni razzismo. E&#8217; come se nel tempo degli schiavi
> fosse emanata una legge a condanna della violenza sugli schiavi
> bianchi ma legittimasse la tortura e l&#8217;uccisione degli schiavi di
> ogni altra razza.
>
> La gente ritiene che non sia giusto far soffrire un animale però
> ritiene normale, giusto, anzi doveroso, farlo a pezzi, triturarlo per
> essere cucinato, perché è convinta che la carne deve essere mangiata
> e che gli esperimenti bisogna pur farli su qualcuno e poi l&#8217;animale
è
> fatto per questo, altrimenti a che serve allevarli? Praticamente è
> come considerare reato dare uno schiaffo ad una persona ma ritenere
> lecito sparargli un colpo di fucile.
>
> L&#8217;umanità vive in uno stato di ipnosi profonda, in un sonno di
> primordiale espressione che gli impedisce di accorgersi dei suoi
> orrori.. L&#8217;ipocrisia umana, l&#8217;incoerenza, la mancanza di
dignità
> continua, purtroppo, ad essere regola comune. E&#8217; ipocrisia nutrire
> tenerezza  alla vista di un  coniglietto o di un pulcino o
> impietosirsi se questi vengono maltrattati e poi considerare lecito
> che gli stessi subiscano la violenza suprema negli istituti di
> sperimentazione o nei mattatoi. Ma l&#8217;uomo non ha abbastanza dignità
> per vergognarsi della sua incoerenza. E&#8217; ipocrisia condannare la
> violenza sugli animali se poi si accetta di buon grado che siano
> sterminati nei boschi, che siano spellati per farne capi di
> abbigliamento, che siano costretti ad ubbidire al suo tiranno uomo
> pena la frusta, il bastone o la morte. Ma questo è l&#8217;uomo: una
specie
> in via di evoluzione, un essere in perenne contraddizione con se
> stesso ancora lontano dal capire che quando fa del male ad un
> qualunque componente la famiglia dei viventi lo fa in primo luogo a
> se stesso  perché prima o poi ne paga le conseguenze.
>
>
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> Messaggio: 2
>      Data: Sat, 29 Jan 2005 15:58:24 +0100 (CET)
>        Da: Sicilia Animalista <sicilianimalista at yahoo.it>
>   Oggetto: (unknown)
>
>
> Una storia triste e commovente quella della cagnetta Tequila, alla quale
> bisognerebbe, ormai, porre un lieto fine.
>
> Prima settimana di settembre, ultima in cui sto a Marina di Modica,
piccola
> frazione balneare a circa 20 Km da Modica (Ragusa). Una cagnetta tutta
pelle
> e ossa, neanche pelo, visto che era affetta da rogna cutanea, si aggira
> spaesata al lungomare. Non posso non far niente, così, vado di corsa a
> prendere i croccantini a casa. La cagnetta non mangia e, accucciandosi
sopra
> il cibo, sembra cercare aiuto. Come lasciarla? Nonostante non ne avesse la
> forza, mi seguiva nelle mie peregrinazioni in cerca di qualcuno che me la
> tenesse per la notte in attesa, l'indomani, del veterinario. Finalmente ci
> riesco. Un giorno dopo l'altro Tequila si riprendeva: era allegra,
mangiava,
> bisognava adesso guarirla dalla rogna e trovarle un padrone. Ho petulato
> tanto, ma ero felice, perché un bravo signore avrebbe accolto Tequila
nella
> sua villetta insieme ai suoi cani, ma, prima di portargliela, dovevo
finirle
> la cura alla quale il veterinario l'aveva sottoposta. Dopo quattro
settimane
> in cui per ben due
>  volte al giorno, tra studio e lavoro, mi recavo a Marina di Modica per
> curarla, Tequila finalmente era guarita. Avevo deciso di portarla
l'indomani
> dal veterinario per un'ultima visita, un ultimo lavaggio e, poi.alla casa
> nuova, dal nuovo padrone. Ma la sventura doveva ancora accanirsi sulla
> cagnetta. Una telefonata terribile ha rotto il mio pomeriggio: "Tequila è
> stata investita! Vieni subito a Marina!" Mi sono precipitata: Tequila era
a
> terra, distesa e tremante.mi guardava con quegli occhioni terrorizzati! Lo
> sospettavo, ma di lì a poco la conferma dal veterinario: le hanno spezzato
> la spina dorsale. La terribile decisione di cosa fare, il mondo che ti
cade
> addosso. Non sono riuscita ad uccidere Tequila.lei vuole vivere, infatti
ha
> reagito bene e adesso "sta bene". Valorosa guerriera ha lottato contro la
> Morte ed è riuscita a vincerla, alla faccia di tutti quelli, veterinari
> compresi (ne ho interpellato più di uno) che mi dicevano di abbatterla, in
> specie conoscendo la mia
>  condizione di impossibilità a tenerla. Sono disperata! Non posso proprio
> tenerla e non so cosa fare. Tequila ha bisogno di un padrone che la ami. È
> meravigliosa, bella, simpatica, divertente e spiritosa, nonché
estremamente
> intelligente, ma, purtroppo, è rimasta semiparalizzata, è incontinente e
> necessita di un luogo pavimentato per non escoriarsi le zampette. Ho
> plastificato una stanza di un appartamento non rifinito, nel quale la
tengo
> da quattro mesi, sola! Tequila si muove normalmente, trascinando le
zampine
> posteriori; avrei a disposizione anche un carrellino, ma il veterinario mi
> ha consigliato di non metterlo, visto che non sto con lei. Tequila è
sempre
> sola: mi sto ammazzando la vita per andare da lei (fra l'altro non c'è
> neanche la luce e la sera vado con la lampadina tascabile), perché lavoro
e
> studio, ma è poco! Quanto può reggere una cagnetta sola tutto il giorno
> chiusa dentro quattro mura, che non andrà mai fuori nel balconcino perché
i
> condomini non devono scoprirla?
>  Non ce la faccio più. Il mio desiderio più grande è il miracolo di
riuscire
> a trovare qualcuno per Tequila, la quale ama le persone e gli animali
(anche
> i gatti!). Aiutatemi, perché ne ho provate tante! Aiutate la mia amica
> Tequila, piccolo angelo peloso.
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> Mi chiamo Valentina Raffa, il mio tel. è 333/34.777.63.
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