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Gazzetta di Parma 30.1.05



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Bracconieri, ladri di natura
Il reato verrà considerato come un furto ai danni dello Stato CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - Bracconieri ladri di natura. Uno dei sogni degli animalisti è diventato realtà: il comandante del Corpo forestale dello Stato ha inviato ieri una circolare a tutti i comandi territoriali in cui si invita a considerare il bracconaggio come furto ai danni dello Stato, con conseguente aumento delle pene per i trasgressori. Lo ha annunciato il vicequestore del Corpo forestale, Isidoro Furlan, tra i responsabili del Nucleo operativo antibracconaggio (Noa). La circolare richiama una recente sentenza della Cassazione. Da bracconieri un furto ai danni dello Stato - «La direttiva _ ha spiegato Furlan _ è un risultato molto importante, che soddisfa chi, come noi, agisce sul territorio contro il bracconaggio, finora considerato una violazione minore». «Per il bracconiere colto sul fatto scattava _ ricorda Nisticò _, nel 90% dei casi, una denuncia a piede libero per caccia con mezzi non consentiti: la pena prevista è di tre mesi, condonabile dietro pagamento di una sanzione di circa 520 euro. Ma ora _ ha sottolineato _ la pena aumenta fino a sei mesi e non è condonabile dietro pagamento di una sanzione; è invece previsto il ricorso al patteggiamento». Italia: terra di svernamento uccelli - A contribuire allo sviluppo dell?attività di bracconaggio, ha proseguito l'esponente del Corpo forestale, «anche il mutamento climatico, che ha fatto diventare l?Italia, da territorio di transizione per gli uccelli migratori che dal Nord Europa scendevano a svernare in Africa, in terra di svernamento per molte specie. L'innalzamento della temperatura ha portato diverse specie a fermarsi in Italia invece di scendere fino in Africa: ciò ha moltiplicato le possibilità per i bracconieri». Le grandi migrazioni europei di uccelli verso terre più calde hanno tre corridoi: lo stretto di Gibilterra, lo stretto di Messina e il Bosforo. L?Italia si trova quindi su una delle direttrici principali. Le valli bresciane e lo Stretto di Messina tra le aree più critiche - Per questo motivo, ha osservato Furlan, «uno dei punti più critici per l?attività antibracconaggio si trova nelle valli bresciane (Val Trompia e Val Sabbia), dove cacciatori di frodo puntano ai piccoli passeriformi, che arrivano spesso sui men ù dei ristoranti locali sotto forma del tipico piatto di ?polenta e osei?». Proprio per salvaguardare quest?area, da 14 anni il Cfs attua tra ottobre e novembre l?«Operazione pettirosso», con un apposito contingente di forestali dedicato giorno e notte al contrasto dei bracconieri: in questi anni sono stati sequestrati nelle valli bresciane ben 85 mila tra archetti, trappole e lacci per la cattura degli uccelli, 1.200 reti, 655 fucili, 138 richiami acustici elettronici, quasi 12 mila volatili. Altra zona calda del bracconaggio è quella dello Stretto di Messina, uno dei principali punti di concentrazione per numerose specie di rapaci. Nel mirino dei bracconieri soprattutto il falco pecchiaiolo, specie protetta. Da 16 anni anche in quest?area una taskforce di forestali scende periodicamente in Calabria per contrastare il fenomeno.
Rottweiler « rapito » dal canile municipale
Sulle pagine del giornale aveva già « debuttato » il 4 giugno scorso quando aveva aggredito due bambini al parco Ducale. « Quel rottweiler senza museruola e senza guinzaglio ha morsicato i miei bambini e solo a fatica sono riuscita a strapparla alle sue fauci » , aveva raccontato con terrore la madre che era anche stata minacciata dal padrone del cane, fuggito prima dell'arrivo della polizia Poi, 15 giorni dopo, l'animale, taglia grossa e aria feroce, era stato avvistato dagli agenti della polizia municipale al parco Pellegrini mentre gironzolava ancora libero e senza museruola. Anche in quel caso il padrone, un giovane nordafricano molto alto e magro, era riuscito a scomparire con il cane grazie all'aiuto di un gruppo di giovani che lo avevano spalleggiato aggredendo i vigili. Poi era stato uno stillicidio di denunce e avvistamenti e, in alcuni casi, morsicature, fortunatamente non gravi, fino ad una decina di giorni fa quando, infine, la « latitanza » del cane si è interrotta. L'animale era infatti stato pizzicato nell'ennesimo parco cittadino, il padrone vista la mala parata lo aveva lasciato, e una siringa di anestetico sparata dai responsabili del servizio veterinario del Comune aveva placato la furia dell'animale. Che, forse un po' per indole di razza e probabilmente anche per il tipo di addestramento subito, di farsi prendere non ne voleva proprio sapere. Il rottweiler era cosí finito in una gabbia singola del canile municipale dove i tecnici del canile lo avevano rinchiuso e dove era stato sottoposto a controlli. Visite che avevano evidenziato, oltre alla proverbiale « sana e robusta costituzione » , anche una completa seria di vaccinazioni da cui i responsabili del canile, che nel frattempo avevano anche inserito un microchip sotto la pelle del molosso, contavano di risalire al padrone. Di cui però non si sono trovate tracce visto che il cane, ormai entrato nella parte della « primula rossa a quattro zampe » , è scomparso. « Rapito » da qualcuno che è entrato in azione con il buio, aprendo a colpo sicuro la gabbia in cui era rinchiuso il cane e scomparendo poi con un balzo oltre la recinzione. « Al mattino arrivando al canile abbiamo trovato la gabbia aperta » , hanno dichiarato i volontari del canile che hanno rinvenuto le tracce del passaggio del misterioso visitatore notturno. Un rapitore che sembrerebbe facile identificare con il padrone del rottweiler che difficilmente, visti i precedenti, avrebbe accettato, senza usare i denti, di seguire un perfetto sconosciuto. « Stiamo proseguendo le indagini - spiegano alla polizia municipale - per risalire dai registri delle vaccinazioni e da altri riscontri al proprietario dell'animale » . Che ancora una volta sembra scomparso. Come quel cane dal morso facile sempre pi ù simile ad un personaggio da film. Le macellerie islamiche e la legge occidentale Signor direttore, nel servizio, fatto a pagina 23 della Gazzetta di martedí 18 gennaio, che riguardava la comunità islamica e le macellerie islamiche di Fidenza, viene segnalato il fatto che questa carne macellata con questo rito religioso viene venduta anche a borghigiani. Desidero modestamente far notare che la vendita di carne macellata con rito religioso islamico a persone non di tale religione è contraria alla legge. Infatti, è palese che, pur essendo gli abbattimenti rituali consentiti grazie a una deroga della legislazione vigente basata sulla tutela delle minoranze, questi abbattimenti avvengono in violazione della vigente normativa quando il prodotto finale della macellazione viene destinato ad un pubblico indistinto, che acquista la carne degli animali macellati con questi riti, per motivi diversi da quelli che hanno giustificato la deroga citata. La macellazione rituale nel nostro paese avviene in base al DM 11/ 06/ 80 che, nelle premesse, pone come motivazione la necessità delle comunità ebraiche e mussulmane di poter consumare carne proveniente da animali macellati secondo la rispettiva religione e per poter dar corso ad esportazione della stessa verso paesi di confessione islamica che non sarebbero dotati di impianti idonei. All'articolo 1 delDMcitato viene indicato che, in deroga quindi alla normativa vigente che prevede il preventivo stordimento degli animali, è consentito eseguire la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo i riti ebraico ed islamico da parte delle rispettive comunità. Questo significa che il legislatore ha inteso porre una deroga solo e soltanto per gli aderenti alle citate confessioni religiose e non certamente liberalizzare una forma di macellazione assolutamente irrispettosa dei diritti degli animali. E' evidente quindi che la deroga alla legislazione vigente, che permette a persone facenti parte di queste comunità religiose di uccidere senza preventivo stordimento mammiferi indifesi, nonostante l? immaginabile aumento del grado di sofferenza di questi animali, intende unicamente permettere a queste comunità di poter rispettare alcune loro tradizioni religiose anche se oscurantiste e crudeli, quindi il prodotto ottenuto da queste macellazioni deve essere destinato solo ai componenti di queste comunità. A parte che le sofferenze inflitte a questi animali durante la macellazione per sgozzamento sono inaccettabili nel XXI secolo da qualsiasi società civile, se si volesse intendere questa legge in modo diverso da quello di voler concedere una deroga soltanto per gli adepti delle due confessioni religiose, si verrebbe a creare una situazione di violazione della libera concorrenza commerciale, visto che chi non appartiene alle citate comunità non può effettuare macellazioni usufruendo della deroga e, conseguentemente, se volesse procedere alla mattazione di animali senza stordimento, incorrerebbe nella violazione dell'articolo 727 C. P. e delle normative in merito alla protezione degli animali durante la macellazione ( D. L. 333 del 01/ 09/ 98). Fernando Rastelli Noceto, 26 gennaio
A Varano Melegari maiale protagonista
VARANO MELEGARI - ( V. Stra.) L'antico rito della « maialatura » , fulcro dell'economia che contornava la vita rurale di un tempo, torna a rivivere questa mattina a Varano Melegari nella rassegna « Sua maestà il maiale » . Dopo l'uccisione dell'animale, la carne sarà trasformata nel giro di poche ore, grazie ad abili esperti, in pietanze. La rassegna, promossa dalla Pro loco diVarano, coniuga spettacoli musicali, riscoperta del folclore, iniziative enogastronomiche e valorizzazione dei prodotti tipici. Nonostante le contestazioni avanzate alla vigilia della rassegna dalla Lega antivivisezione, che ne ha chiesto l'annullamento perchè ritenuta un'iniziativa cruenta e diseducativa, gli organizzatori si sono preparati a far fronte al « tutto esaurito » . La Pro loco, in collaborazione con l'Associazione per la tutela delle antiche razze suine parmensi, oggi proporrà anche la lavorazione delle carni del maiale nero, una razza recentemente reintrodotta in Valceno. Ma ecco il programma di oggi. Nel parco Cordani, dalle 6 del mattino, Porky's amarcord, una rievocazione dell'antico rito della maialatura, mentre dalle 14 i prodotti confezionati saranno venduti al pubblico. Faranno da cornice alla manifestazione l'iniziativa Valceno in Tavola e una mostra mercato dei prodotti tipici della Valceno. La giornata sarà allietata dal gruppo Millelitri.