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Il Messaggero - 30.1.05



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GATTI SALVATI
I vigili del fuoco del distaccamento di Gradoli, ieri pomeriggio, hanno salvato sette gatti rimasti isolati a causa della neve in un casolare in località Montione, nel comune di Latera. A chiedere il loro intervento è stato un anziano pensionato che da alcuni giorni non riusciva a portare cibo ai suoi gatti. L'uomo, dopo aver chiamato il 115, ha consegnato un grosso pacco di crocchette ai vigili del fuoco dicendo loro di essere molto preoccupato per la sorte dei gatti che custodisce nel suo podere. Gli stessi vigili del fuoco hanno avuto grosse difficoltà a raggiungere la località ma, appena arrivati, sono stati circondati dai gatti affamati che si sono tuffati sul cibo. I vigili del fuoco, prima di rientrare, hanno lasciato un'abbondante scorta di crocchette a loro disposizione, anche perchè nella zona, in serta è ripreso anche a nevicare. Questi gattini sono stati fortunati, ma il grande gelo di questi giorni si è rivelato fatale per altre bestiole che non hanno avuto la fortuna di ricevere il soccorso di qualcuno. Quegli animali che sono riusciti a trovare un riparo hanno dovuto combattere con la fame, molti persone hanno lasciato qua e là del cibo soprattutto in campagna per poter aiutare gli animali soli.
Cani seviziati tolti al padrone per ordine della Procura
Sei meticci tenuti a catena, senza acqua e alle intemperie. La denuncia dell?Enpa che fa intervenire la Magistratura
di ANNA BELLA MORELLI
Il sostituto procuratore Renzo Petroselli ha disposto - su segnalazione di Elvia Viglino, presidente dell?Enpa di Viterbo - il sequestro di sei cani meticci tenuti dal proprietario, T.P., pastore di Tuscania, in località Poggio della Ginestra, in condizioni di vere e proprie sevizie. Erano infatti legati a catena corta, senza un riparo sia pure minimo, sotto la tempesta di neve che ha martellato il Viterbese in questi giorni. Il sequestro è stato effettuato giovedì con la collaborazione del maresciallo Tabacchi dei carabinieri di Tuscania. E per T.P. scatteranno tutti i meccanismi previsti dalla legge contro chi maltratta gli animali. Da tempo quei cani legati a un muretto di recinzione con una catena di qualche decimetro erano stati notati. In piena estate sotto il sole cocente non avevano nemmeno una ciotola d?acqua per lenire la loro sete e tante volte le giovani collaboratrici del fiduciariato Enpa di Tuscania erano andate, su segnalazione di alcuni vicini mossi a compassione dalla visibile sofferenza delle bestie, a portargliela con le taniche. E si erano domandate chi fosse il proprietario di quelle bestie così maltrattate, ma non potevano intervenire direttamente non avendone l?autorità. Hanno chiesto quindi l?intervento del veterinario dell?Azienda sanitaria di Tarquinia ma non ci sono stati grossi risultati se è vero che il pastore ha continuato ad infierire sugli animali, tanto che anche nei giorni scorsi quando ha piovuto moltissimo le bestie, bloccate dalla catena, stavano immerse nell?acqua e poi sotto la tempesta di neve, ridotte quasi a blocchi di ghiaccio. Ma hanno cominciato a ululare, come a chiedere aiuto, e alla fine non è stato più possibile fingere di non vedere e sentire. Così il capogruppo delle guardie zoofile ha chiesto all?Enpa di sollecitare con urgenza l?intervento della magistratura. «Grazie al sostituto procuratore Petroselli ? dice Elvia Viglino ? siamo arrivati alla conclusione di questa storia che andava avanti da troppo tempo».
Canile, generosa risposta all?appello dei volontari
La situazione dell?impianto è migliorata, ma mancano sempre un veterinario e il laboratorio «Grazie, grazie a tutti». A circa un mese dall?appello lanciato ai civitavecchiesi, le volontarie del canile delle Molacce (sono sei) ringraziano i tanti concittadini che hanno raggiunto la struttura per portare coperte, ciotole, medicinale, prodotti alimentari. «Mai avremmo pensato di ricevere una risposta così tempestiva, estesa e generosa - affermano -. Il sindaco in primo luogo, alcuni imprenditori e tantissima gente hanno dimostrasto una straordinaria sensibilità verso il problema, sensibilità che è propria di un grande cuore. Netta è stata la sensazione che la nostra opera di volontariato, assolutamente insufficiente se non supportata adeguatamente, finalmente non fosse più sola. Decine e decine sono stati i cittadini che si sono fatti avanti con aiuti concreti di ogni genere, mentre le istitutzioni hanno assicurato l?effettuazione di quegli interventi strutturali che sicuramente renderanno il canile più accogliente e vivibile». «Ci auguriamo - concludono - che continui l?opera di sostegno di chi ha dimostrato la sua disponibilità e che, anche passate le feste, ci siano interventi per offrire momenti migliori a questi piccoli amici dell?uomo soli e abbandonati». Se le volontarie del canile sono contente e grate a tutti per gli aiuti ricevuti nelle ultime settimane, sono molte le cose che mancano per rendere adeguata la struttura e per poter assicurare la necessaria assistenza ai 150 cani. L?amministrazione comunale ha assicurato che a breve verrà realizzata la strada, sarà portata l?acqua potabile e incrementata l?illuminazione. Ma alle Molacce c?è anche un disperaro bisogno di un veterinario e di un laboratorio veterinario. Attualmente i cani malati vengono presi dalle volontarie e portati negli studi priovati, e spesso sono loro a pagare le visite. I cani malati sono circa cinquanta, cioè un terzo della popolazione presente. Poi servono altri volontari. Le sei, sette persone che dedicano il loro tempo ai cani abbandonati sono divise su due turni, ma capita che per malattie od altro ci sia soltanto una persona ad accudire ai bisogni giornalieri degli animali ospiti: un lavoro impossibile se si pensa che solo la distrubuzione delle medicine ai 50 malati richiede un paio d?ore. Intanto, il tentativo, da parte dell?amministrazione, di agevolare la situazione cercando di ridurre il numero dei cani ospiti sembra destinato al fallimento. L?incentivo di 200 euro a chi adotta un cane, nonostante sia stato ben pubblicizzato, non ha dato risultati e nessuno si è presentato per adottare un animale. Tra i tanti problemi c?è dunque anche quello del numero degli ospiti delle Molacce che, secondo diversi parametri, non dovrebbero essere più di centotrenta.
Don, abbandonato il beniamimo dei bambini
L?odissea del meticcio passato da un padrone all?altro prima di essere adottato da una giovane coppia
di PIETRO BIZZONI
Cosa accade a un cane che ha perso grinta da cacciatore e lucidità da perfetto animale da compagnia? Di solito, il destino gli riserva tre possibilità: al macello per farne bistecche da dare in pasto ai cavalli, una potente iniziezione di anestetico per una morte veloce e sbrigativa o, al più, abbandonato per finire i suoi giorni lungo la strada o nei recinti dei canili. Una storia di questo genere, per alcuni versi triste, ma con un bel lieto fine, ha per protagonista Don, un meticcio, mezzo cane lupo e mezzo cane pastore dal pelo color rosso-marrone, con una grande affinità ed amore verso i bambini, verso le scorribande in giro per i boschi, le lunghe passeggiate a fianco degli anziani, gli ossi di manzo belli grossi come pure per le processioni, le messe della domenica mattina e la banda musicale! Proprio così: Don, per circa dieci anni è stato la mascotte, fiera e scodinzolante, della città di Amatrice e di tutte le manifestazioni e i festeggiamenti possibili svolti nella località montana. Un brutto giorno di qualche anno fa, Don viene accalappiato e liberato per il buon cuore di qualche cittadino amatriciano. Una seconda cattura un mese fa, a fine dicembre. Portato prima in un canile-lager nel Reatino e poi in uno nel Ternano, Don nostro eroe, ha finito per intenerire con la sua grande simpatia e fame di carezze una coppia di giovani fidanzati che gestisce a proprie spese un rifugio di nuova concezione nelle campagne della Toscana, tra boschi e prati a perdita d?occhio, tanto cibo e tenere cure. Proprio questi giovani cinofili, visitando accuratamente il nostro Don, si sono accorti della presenza di un regolamentare tatuaggio di riconoscimento che lo fa appartenere ad un prete, residente nell?Amatriciano. «Ci siamo stupiti dell?ignavia dimostrata dal padrone - conferma la ragazza che ha raccolto Don nel canile - per giorni interi abbiamo lasciato messaggi sulla sua segreteria telefonica e tentato di parlare del ritorno di Don a casa sua; tutto inutile, l?argomento non sembra interessare il prelato. Così - prosegue la ragazza - Natalino (questo il nuovo nome dato a Don nel rifugio ndr), rimane con noi, con gli altri amici cani, a smaltire la delusione per l?abbandono da parte del suo padrone e l?affronto di aver subito una cattura senza che nessun compaesano abbia alzato un dito per lui». Quanti volessero avere notizie del nostro eroe-cane, possono trovarle sul sito www.ulmino.it, curato dall?associazione onlus ?Rifugio del Prick e dell?Ulmo?. Intanto, il Comune di Amatrice prova a dire stop al randagismo. Con un avviso ai cittadini, l?Amministrazione detta l?obbligo di iscrizione al registro regionale allevatori per i possessori di un numero di cani, in età da riproduzione, uguale o superiore alle cinque unità. Il termine massimo entro il quale sarà obbligatoria la segnalazione tramite la Asl provinciale è il 9 maggio prossimo, scaduto il quale scatteranno su tutto il territorio comunale amatriciano i controlli da parte dei Vigili urbani con relative multe salate ai trasgressori. Un tentativo lodevole, portato avanti ad Amatrice dalla vecchia Giunta, guidata da Antonio Fontanella, fu quello di elargire un contributo di 800 euro in due anni per i residenti nel comune montano che avessero scelto di adottare uno dei cani raccolti nel territorio di Amatrice ed ospiti del canile ?Bamby? di Rieti. L?iniziativa, vantaggiosa anche dal punto di vista economico per le casse comunali, portò apprezzamenti fra gli appassionati di animali, ma causò un enorme abbandono nel corso dell?estate successiva (era il 2002). I padroni dei cani, stanchi di avere il proprio quattrozampe fra i piedi, con l?iniziativa promossa dal sindaco si sentirono autorizzati a mollare a cuor leggero i loro ?amici? in un comune che ne avrebbe preso sicuramente poi cura!
CANTALICE
Sultano, il paziente Maremmano
Sultano, storia di un salvataggio riuscito. «Maremmano dal manto di neve e dagli occhi d'esistenza», lo definisce Laura Fabbri, la volontaria che ha scovato Sultano nel canile di Castelfranco, abbandonato e soprattutto malato. La Fabbri ha chiesto e ottenuto di portare via il pastore maremmano per farlo curare. «Sultano ha un tumore alle ossa, le cure sono tuttora in corso - racconta la donna - e devo dire che il cane sta reagendo bene, anche se i veterinari della struttura reatina che se ne stanno occupando non gli danno più che pochi mesi di vita. Ma questa - conclude Laura Fabbri - è comunque una storia positiva tra le tante di segno opposto, maltrattamenti su tutte, che la cronaca quotidiana ci propina. Spero davvero che Sultano possa avere ancora vita lunga».
Canile, raccolta di viveri e coperte
Freddo terribile e condizioni igieniche precarie al canile di Cantalice. Un assist arriva dal Centro giovanile del Comune di Rieti che ha organizzato una raccolta di coperte usate per dare un po? di conforto agli oltre mille cani ospitati. Insieme alle coperte, la raccolta riguarda anche prodotti alimentari per la sussistenza dei cani. «Un?iniziativa doverosa - spiegano dal Centro giovanile - viste le condizioni di assoluta precarietà in cui si trova il canile». Per aderire alla raccolta ci si può rivolgere alla sede di piazzarel Angelucci 5 o a quella di viale Maraini (ex Piaggio), tel. 0746/297828-293276.
Cani e gatti sporcano il centro storico: cittadini in rivolta
di ANDREA MARINANGELI
Circa venti tra cani e gatti sotto casa: i cittadini di Forano, residenti nelle vicinanze dell?anello di via Goito, sono esasperati. Da più o meno un anno è sorto in un terreno privato adiacente alle abitazioni un vero e proprio ricovero per animali domestici. La struttura, realizzata alla buona con legno e lamiera, si trova a non più di dieci metri di distanza dalle case e crea non pochi disagi alle persone che vi abitano. «D?estate - dicono alcuni cittadini - la situazione raggiunge il limite della sopportabilità, non è possibile convivere con il cattivo odore proveniente dalla gabbia. Abbiamo chiesto sia ai proprietari del terreno sia al Comune di prendere provvedimenti, che risolvano in maniera definitiva questa faccenda, ma le nostre proteste finora sono rimaste inascoltate». Oltre al cattivo odore, la presenza degli animali in pieno centro ha ripercussioni negative sull?igiene ed il decoro urbano della zona. Cani e gatti randagi, infatti, sono attirati nei pressi del gabbiotto dall?abbondanza di cibo. Le piccole vie e le numerose scalette, caratteristiche di questa parte del paese, ne risultano costantemente imbrattate e di conseguenza invivibili per la popolazione. «Non ne possiamo più - continuano i cittadini di Forano - non è possibile uscire di casa senza imbattersi lungo la strada in escrementi e residui di cibo. L?Amministrazione comunale non fa nulla per mantenere quest?area pulita. Qui gli operatori ecologici non vengono mai». Con ogni probabilità, chi ha realizzato la gabbia, lo ha fatto per prendersi cura degli animali. I cittadini di via Goito, però, hanno il diritto di vivere in un ambiente decoroso. Urge, quindi, che gli enti competenti prendano dei provvedimenti: magari trovando una nuova sistemazione a questi cani e gatti, lontano dalle abitazioni. Intanto a Fara Sabina scattano nuove norme per chi possiede un cane. Con un?ordinanza ad effetto immediato del sindaco Tersilio Leggio, il Comune ha emanato le regole cui dovranno attenersi chi possiede un cane, pena multe salate. L?ordinanza prevede che i proprietari debbano evitare che gli animali creino condizioni pregiudizievoli per l?igiene pubblica e li obbligati a dotarsi di un?attrezzatura idonea alla pulizia degli escrementi, che dovranno essere immessi in appositi contenitori e gettati nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Paletta e raccoglitore, inoltre, devono essere in dotazione a chi conduce un animale già al momento dell?uscita dall?abitazione. Il provvedimento del Comune concerne anche la sicurezza per le persone esposte alla presenza di un cane: nei luoghi pubblici, infatti, è vietato portare un quattrozampe senza guinzaglio e munito di museruola. Chi verrà meno a queste regole sarà punito con una sanzione pecuniaria, che va da un minimo di 25 ad un massimo di 154 euro. Al controllo per il rispetto delle nuove norme sono stati incaricati i Vigili urbani e gli agenti della Forze dell?ordine.
Con i soldi del calendario lampade per riscaldare i cani
di GIORGIO GALVANI
CITTA' DI CASTELLO. Canile "hi-tech" per sopravvivere ai rigori dell'inverno. Il freddo pungente, le temperature polari di questi ultimi giorni mettono a dura prova anche gli animali ed in particolare i cani dal pelo corto. Via libera dunque all'utilizzo di lampade e coperte per riscaldare i box del canile comprensoriale a Mezzavia di Lerchi. In ogni dimora a "quattrozampe" il gestore della struttura, Mario Casacci, ha infatti posizionato speciali impianti per rendere piu' vivibile l'ambiente, soprattutto nelle ore in cui la colonnina di mercurio scende anche ben al di sotto dello zero. Gli oltre 130 ospiti del canile comprensoriale (dove Comunita' Montana, Asl numero 1 e otto comuni dell'altotevere, da tempo operano in sinergia) hanno a disposizione anche diverse coperte utilizzate all'occorrenza per garantire il tepore necsarrio a superare questa fase, a dir poco difficile, della stagione invernale. Sia le lampade, che le coperte sono state acquistate grazie alla generosita' di quanti hanno contribuito, in particolare durante le festivita' natalizie, alla diffusione del calendario a "quattrozampe" realizzato dall'Enpa altotiberino. "Come sempre gli Umbri e le persone che hanno a cuore la sorte degli animali, ha detto Casacci, hanno dimostrato una straordinaria generosita', oltre all'acquisto del calendario qualcuno e' venuto direttamente al canile a portare le coperte ed altri generi di prima necessita' per la sopravvivenza degli animali". "Intere famiglie, spinte soprattutto dall'amore dei bambini per cani e gatti hanno deciso di devolvere qualche euro per una nobile causa". "Tulipano", "Libero", "Lillo" e gli altri colleghi a "4 zampe" che hanno posato per il calendario sono dunque diventati dei veri e propri testimonial della lotta contro l'abbandono e il maltrattamento degli animali. "Il canile sta diventando sempre di piu' un luogo di incontro ed un vero e proprio laboratorio dei diritti degli animali", ha concluso con un pizzico d'orgoglio, il delegato Enpa, Mario Casacci. E si allunga così il già lungo elenco delle iniziative dell?Enpa altoberina che si è segnalata per cercare di dare una svolta al rapporto con gli animali, troppo spesso maltrattati, anche da persone e da famiglie che all?inizio tirano su cuccioli, amorevolmente, ma poi finiscono per stanacarsi.
Chiude la caccia animalisti in festa
LANCIANO - Manifestazione-spettacolo degli animalisti italiani mascherati da cacciatori e animali alle ore 11.30 in piazza Plebiscito. In collaborazione con la lega per il cane, l?associazione di Walter Caporale intende così festeggiare la chiusura della stagione venatoria e la salvezza degli animali.
Paura per due pittbul feroci
Cerveteri: fuggiti da una villa, hanno dilaniato altri due cani
di GIANNI PALMIERI
Pit bull ancora protagonisti della cronaca nera sul litorale: momenti di vero terrore nella frazione delle Due Casette, nelle campagne di Cerveteri. Due pit bull, usciti da una villa sfuggendo alla sorveglianza del proprietario, che aveva lasciato il cancello del giardino aperto, hanno seminato lo scompiglio, sbranando un cane e riducendone in fin di vita un altro. La movimentata vicenda è iniziata attorno alle 20,30 quando i due cani si sono lanciati come forsennati fuori della villa. Prima hanno iniziato a girovagare nella strada, in quel momento deserta vista l?ora tarda e il maltempo, poi hanno trovato un cancello aperto e sono entrati nel giardino di una casa rurale confinante. Una meticcia di sei mesi, scodinzolando, è andata incontro ai pit pull. Dopo pochi istanti, sotto gli occhi sgomenti dei padroni richiamati alla finestra dai guati di dolore della cucciola, i pit bull hanno assalito e tempestato di morsi la cagnolina, tentando di sbranarla viva. Con la forza della disperazione i due figli dei proprietari si sono lanciati contro i cani, riuscendo a colpi di bastone a salvare la bestiola dalla loro furiosa aggressione. Sono stati momenti di grande paura: i due grossi cani hanno iniziato infatti a ringhiare minacciosamente contro i giovani, come se si preparassero ad aggredirli. Poi sono fuggiti fuori dalla villa. Ma l'incubo alle Due Casette non era ancora finito. I pit bull, dopo pochi minuti, si sono introdotti nel sentiero che conduce ad una vicina struttura agrituristica. Qui hanno aggredito un bastardino di appena un anno, azzannandolo alla gola in pochi istanti. Prima che accadessero conseguenze ancora peggiori, il proprietario dei cani è riuscito a bloccarli proprio mentre minacciavano di assalire alcuni clienti della struttura. La meticcia, operata a tarda notte in uno studio veterinario di Cerveteri, versa ora in gravi condizioni. Nulla da fare, invece, per l'altro cagnolino a causa delle gravi lesioni provocate dai morsi. Il padrone dei cani si è dichiarato pronto a risarcire tutti i danni provocati dai suoi animali. Nella zona delle Due Casette non è la prima volta che i pit bull fuggiti dalle abitazioni provocano seri guai. Nei giorni scorsi un altro esemplare di questa feroce razza aveva aggredito e sbranato due cani dopo essere fuggito da una casa rurale. Più volte gli abitanti della frazione hanno invitato i proprietari dei pit bull ad avere maggiore attenzione, ma le aggressioni sembrano essere senza soluzione di continuità.
INDAGINE DELL?ISTITUTO ZOOPROFILATTICO
Nato ai Castelli il lupo del Vivaro
E? la conferma che nel Parco vive un piccolo branco autoctono
di LUIGI JOVINO
Non ci sono tracce di cattività. Il lupo morto sotto le ruote di un'automobile ai pratoni del Vivaro potrebbe essere addirittura nato nei Castelli Romani. La conferma arriva dall'Istituto zooprofilattico di Teramo che ha eseguito l'esame autoptico dell'animale selvatico. Nei giorni scorsi si erano diffuse notizie secondo cui l'animale trovato al Vivaro presentava una stazza più consistente dell'età e le unghie poco consumate. Queste caratteristiche avevano fatto presupporre che il lupo potesse essere stato tenuto in cattività e poi liberato. «Invece - afferma Ercole Di Girolamo, il pastore veterinario proprietario di un prezioso gregge di pecore sopravvissane - il dotto Fico dello Zooprofilattico di Teramo mi ha confermato che l'animale non è stato tenuto in cattività. Infatti è stato ben nutrito dalla madre e conservava ancora integre le unghie perché probabilmente nato in zona, e quindi costretto a nessuna migrazione forzata». Il lupacchiotto analizzato, comunque, risulta molto simile agli animali trovati morti lungo i binari della strada ferrata in Abruzzo. Intanto è singolare che a preoccuparsi delle conseguenze della presenza di un branco di lupi nei Castelli Romani sia un allevatore, impegnato sul fronte scientifico. Di Girolamo, infatti, possiede l'ultimo gregge di pecore autoctone del centro Italia ed è giustamente preoccupato delle notizie dell'arrivo dei lupi anche perché dalle autorità del Parco dei Castelli Romani non ha ricevuto nessuna rassicurazioni nel merito. La vicenda dell'allevatore castellano che conserva uno straordinario pool genetico, rimettendoci di tasca propria, è stata ripresa dai maggiori network nazionali ed ha interessato moltissimi cittadini ed esperti del settore, ma dai dirigenti del Parco neanche una telefonata. E' pur vero, però, che i guardiaparco stanno mettendo tutto l'impegno possibile per individuare il branco e per proteggere adeguatamente gli eventuali esemplari selvatici presenti. La presenza di un lupo in un parco regionale, minacciato dal cemento e soggetto ad attacchi di ogni tipo darebbe un nuovo impulso a quelle forze che richiedono a gran voce di salvare un patrimonio naturalistico di indubbio valore. Dal Comune un decalogo per salvare gli animali: «Non fate gelare le cucce e date briciole agli uccellini» JESI È emergenza neve anche per gli animali. Non si preoccupa solo dei suoi cittadini l'amministrazione comunale di Jesi e, dopo quattro giorni di nevicate scese implacabilmente sulla città di Federico e dintorni, il suo pensiero va alle specie di animali messe più in difficoltà dal freddo. Per aiutarle a sopravvivere, l'amministrazione jesina ha creato una sorta di unità operativa e si è rivolta ai cittadini, stilando un decalogo di aiuti immediati. Il nuovo piano di intervento pratico-teorico è scattato ieri mattina dopo un summit tra le guardie zoofile volontarie di Legambiente e la polizia municipale. Destinatari dei soccorsi saranno soprattutto i volatili, ma anche gli animali domestici, in primo luogo cani. E ai proprietari di questi ultimi si raccomanda di lasciare all'animale «sufficienti scorte di cibo, di controllare che la ciotola dell'acqua non sia gelata e che la cuccia sia isolata dalla neve e dal gelo previsto per le prossime ore». Poi, un pensiero alla collettività ricordando che «con la neve i cani vanno tenuti rigorosamente al guinzaglio in quanto possono essere più facilmente causa di incidenti stradali, visto che le corsie sono più ristrette, senza contare che - aggiungono gli esperti dell'amministrazione - se dovessero sfuggire al controllo, avrebbero maggiori difficoltà a ritrovare la propria abitazione in quanto la neve riduce le capacità olfattive e di orientamento». Ma veniamo ai volatili. Già ieri le guardie zoofile hanno iniziato a posizionare delle mangiatoie per uccelli nei parchi urbani e in altri punti della città. Fin qui Legambiente. Ma anche i cittadini possono fare qualcosa e a questo scopo l'amministrazione si fa dispensatrice di consigli, invitando «a deporre sulle aree più riparate di terrazze, balconi, davanzali, giardini privati un contenitore per l'acqua e sementi vari». Per informazioni e segnalazioni è possibile contattare le guardie zoofile al numero 3476491767. L.Rom.
EMERGENZA ANIMALI
PESARO E? emergenza anche per gli animali selvatici. Il Servizio conservazione, tutela e gestione della fauna selvatica della Provincia ha intensificato il controllo su tutto il territorio, anche attraverso gli operatori dell?Osservatorio epidemiologico per la fauna selvatica, dei veterinari dell?Asur e del Cras, Centro per il recupero degli aninali selvatici. Martedì alle 12 al Centro di Protezione civile di Villa Fastiggi ci sarà un incontro per organizzare la distribuzione di mangine per la fauna selvatica. La Provincia inoltre invita a segnalare casi di animali in difficoltà ai seguenti numeri: 0721/359265, 0721/301926, 0721/5369850 e 0721/283501. «Aiutateci o liberiamo le nostre tigri siberiane» E i soccorsi arrivano anche al Circo Ringland PERGOLA Ruggiti di ringraziamento. Barriti e nitriti di gioia. Così le tigri siberiane, gli elefanti, i cavalli e pure l?ippopotamo - a suo modo - del circo Ringland hanno accolto gli uomini del Comune di Pergola e i vigili del fuoco di Cagli prontamente accorsi per strapparli ad una gelida morte. Non altrettanto grato il signor Polacchini, titolare del circo, che dai suoi simili si è invece sentito abbandonato. Sorpreso dalla copiosa nevicata che ha messo in crisi, tra le altre cose, anche il circo, il titolare racconta di essersi trovato in serie difficoltà per ottenere aiuto. Anche perchè, evidentemente, tutti i mezzi e gli uomini disponibili erano dirottati su altre emergenze. Ma lui, abituato a trattare con le belve, non si è certo intimorito. Anzi, ha minacciato di liberare le tigri siberiane - tra l?altro ben felici del clima glaciale - per ricevere aiuto. Una volta giunti sul posto, i soccorritori, su esempio del buon Noè, si sono premurati solo dello stato di salute degli animali. Poi hanno traslocato tendoni, gabbie e umani, cioè Polacchini e famiglia, nella zona industriale di Pergola, non di certo sgombra da neve, nella quale ancora si trovano. E da lì, intrappolato con i suoi animali, lancia il suo appello alle autorità pergolesi che gli consentano di fare almeno uno spettacolo per le scuole. Ribadendo la propria dignità di uomo nomade, che ha diritto di essere rispettato dai suoi simili in quanto uomo, o come minimo alla stregua dei suoi animali.
E.R.