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viso barbuto allo yogurt



Da: "Ecumenici"
Data: Sun, 30 Jan 2005 14:50:56 +0100
Oggetto: Controcorrente


La bontà di Padre Pio (in barattolo da 125 grammi)


"Via i mercanti dal tempio", c'è scritto sul Vangelo e, umanamente parlando,
per una frase del genere Gesù Cristo ci ha rimesso la pelle.
S. Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, è diventata una specie di
Hollywood cattolica, il laboratorio della spettacolarizzazione religiosa in
Italia, il fulgido esempio che al sud, volendo, povertà e disoccupazione si
possono combattere, basta commercializzare la (buona?) fede.
Così, attorno alla nuova cattedrale recentemente realizzata da Renzo Piano,
si può ammirare ormai da qualche anno l'isola felice di Padre Pio da
Pietralcina, costituita da catene di autobus, ristoranti, alberghi, negozi e
bancarelle, tutti impegnati a rinvigorire ogni giorno questa evidente e
sfacciata operazione di marketing. L'immagine del santo "tira" e appare in
costante aumento, vista la varietà di gadgets che questi abili speculatori
dei sentimenti altrui sono costretti sempre più frequentemente a ricreare:
siamo al punto che il viso barbuto e serafico di Padre Pio potresti
vedertelo sbucare dappertutto; le regole-non regole del mercato
contemporaneo consentono l'abbattimento di qualsiasi inibizione etica e
morale.
Accade perciò che tra qualche settimana partirà (manco a dirlo dal sud) la
campagna promozionale di un gustosissimo yogurt con l'effigie di Padre Pio,
rigorosamente prodotto dalla Casa Sollievo della Sofferenza, l'azienda
agricola da lui fondata a S. Giovanni Rotondo, che garantirà un prezzo
assolutamente concorrenziale e dunque in favore dei più bisognosi, come ha
in sintesi candidamente affermato il monsignor Domenico D'Ambrosio, vescovo
di Manfredonia e delegato dalla Santa Sede alla supervisione delle opere del
santo. Ma non è ancora tutto.
Tele Radio Padre Pio, l'emittente satellitare lanciata un anno fa, dopo
strenui tentativi di resistenza sarà anch'essa costretta a cedere alle
lusinghe delle sirene pubblicitarie perché, come umilmente spiega il
direttore responsabile Stefano Campanella, "i costi di una televisione
satellitare sono elevati e visto che gli obiettivi sono quelli di estendere
il più possibile il nostro bacino di utenza, l'apertura alla pubblicità, e
agli introiti che da essa derivano, è stata una scelta praticamente
obbligata".
Bisogna dunque andarci cauti con i giudizi sui frati minori cappuccini di S.
Giovanni Rotondo, che dalla sede situata proprio al fianco della cattedrale
firmata Renzo Piano gestiscono la tv di Padre Pio: se il mondo è cattivo e
nelle mani del diavolo, loro non ne hanno colpa, e non possono far altro che
adeguarsi.
Per il bene dei nuovi mercanti del tempio, c'è da augurarsi che Gesù Cristo
sia anche stavolta distratto dalle malefatte di qualche altro peccatore.