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IDEOLOGIE SPURIE, DIGOS, ARRESTI, LOBBY E LA GUERRA CHE VIENE



http://www.ahimsa.it/ricciopa14.html

Questo intervento è parte di: "ANIMALISMO E POLITICA
un dibattito: una svolta per l'animalismo radicale?"

IDEOLOGIE SPURIE, DIGOS, ARRESTI, LOBBY E LA GUERRA CHE VIENE



Il problema serio è che qualcosa che nasce, come l’animalismo radicale, venga immediatamente annientato alle prime difficoltà. Nel movimento animalista radicale (chiamiamolo così) c’è la possibilità che le difficoltà esperimentate - come gli arresti domiciliari, la Digos e l’incredibile eruzione di anatemi anarcoidi verso eroi caduti - portino ad una ulteriore frammentazione del movimento o addirittura al suo annientamento. Concludere il dibattito - largamente ignorato - in questo momento è cosa corretta. Fatto questo prendiamo atto della devastante desolazione, scuotiamo i sandali - come invita a fare il vangelo - e muoviamoci verso altre direzioni.

Il pericolo è restare impantanati nelle sabbie mobili della follia ideologica, del ciarlare inane internettiano, nella bolgia del rock n’roll anarcoide destinato, col tempo, alla sua solita estinzione naturale. Prendiamo atto che queste monadi, che orbitano nel firmamento dell’animalismo come schegge impazzite - hanno la capacità incredibile di rigettare qualsiasi forza emergente e di alienare profondamente e irreversibilmente tutto ciò che si spinge - timidamente - verso di loro.

E’ il gioco del campo di ossa ove ogni fesso è re. Ove ogni nevrotica è regina. Ove ogni squilibrato è imperatore. Tutto ciò, pur essendo una cosa tristissima, è parte del gioco dei movimenti nascenti. Trasformare eroi in “giuda nazisti” è il gioco scellerato di movimenti che vanno costituendosi. Ne sappiamo noi qualcosa che abbiamo vissuto il Sessantotto.

In quegli anni una pletora di gruppuscoli folli cercava di instaurarsi come testa pensante di ipotetiche masse. All’animalismo radicale succede la stessa cosa. Uno contempla frastornato l’orrore suicida che trasforma nel vero nemico, non il cacciatore o il vivisettore, ma l’animalista che non è d’accordo, che cerca nuove vie, che cerca più vaste alleanze. E tutto questo ricorda la lotta sciagurata tra stalinisti e troschisti. Ricorda Trozsky divenuto una raffigurazione del male più pericolosa degli stessi nazisti. E poi vinse Stalin e sappiamo come tutto è finito. Il mondo va così. Prima il chiacchiericcio - atrocemente ampliato da Internet - che esalta ogni singola follia, poi, col passare del tempo, si cambia. Ci si trasforma. Si capisce meglio. Si matura.

Ricordo che alcuni amici - che nel Sessantotto si rifiutavano di entrare a casa mia perché detestavano, come le Guardie Rosse di Mao, le raffigurazioni dell’arte moderna borghese - approdarono più tardi ad altri lidi; ed ora sono con Fede, Bondi, Cicchito e la ciurma previtiana a tessere lodi a Mediaset, al libero mercato e al grande leader che ci ha salvato dal comunismo.

Magari, qualche feroce lapidatore del “reprobo” Max Tettamanti, un giorno diventerà segretario dell’Arcicaccia. Io, i grandi rivoluzionari li vidi arrivare una volta in Albania in due bus differenti. Fu un grande momento di ideologia fantozziana. Un gruppo giunse con mogli, amanti e bambini per ricevere il placet di Hoxha; un altro - sempre con coniugi, rampolli e concubine, esitava, tentennava a ricevere la benedizione, voleva essere convinto, perché in quel momento (era il 1978) tendeva ideologicamente più verso Pechino e c’era aria di scisma tra Albania e Cina.

Il leader dei marxisti “albanesi” lo rividi anni dopo in America mentre tesseva lodi ai Repubblicani reganiani e mi disse: “Il popolo non ci ha voluti e io ora faccio soldi a palate!”

La guida che mi accompagnò in giro per l’Albania e mi distrusse pontificando per tutto il tempo e suggerendo tesi astruse su una eventuale rivoluzione italiana che doveva unire le masse rurali e la classe operaia approdò come il pio Enea, con le prime carrette galleggianti, ai lidi italici.

“E il libro di Enver Hoxha che mi suggerivi sempre di leggere “Avec Staline” te lo sei portato dietro, cara?” le chiesi “Vai a fotterti tu, Stalin e Hoxha!” mi rispose. Depositò le natiche su un bianco divano e si mise a guardare la Carrà davanti al televisore. E non ha più smesso ed anche adesso segue estatica Bonolis e le gemelle Lecciso. Così va il mondo. Certo quando esistono contrapposizioni così letali come quelle esistenti tra Tettamanti e i gruppuscoli che lo osteggiano non c’è altra via che prendere altre direzioni: navigare verso altri lidi. Qualsiasi altra via è errata. Occorre un taglio drastico. Il florilegio delle infamie internettiane continuerà ma quello è parte del gioco. Bisogna ignorare e procedere. Bisogna stoicamente sopportare e trascendere.

Traverso dice una cosa giustissima quando scrive che il dibattito sulla svolta politica è stato ignorato. Spiega: “Noi abbiamo scritto solo perché ce l’ha imposto Sottofattori.”

Spiega che il dibattito ha avuto luogo solo perché gli amici di Ricci (sic) hanno scritto e noi siamo stati costretti a rispondere. Molto edificante!

Vorrei precisare a Traverso che io conosco bene solo Paola Bozzi e Aldo Sottofattori, Matteo Preabianca non l’ho mai incontrato, Francesco Guerini l’ho visto una sola volta a Monza, Max tre volte a Milano, Monza e a Varese e la Berati non ho mai avuto il piacere d’incontrarla.

Prendiamo atto che la cosa, come scrive giustamente Traverso, non interessa a nessuno e chiudiamo questa parentesi desolante. La svolta politica non desta interesse perché c’è solo la necessità di preservare i campetti d’ossa e chiudercisi dentro per scrivere le eterne, inani chiacchiere e le pippate professorali su Cartesio che non aiutano assolutamente nessuno. Però una cosa vorrei dirla a Traverso e agli amici di Rinascita Animalista: il discorso sulla lobby è stato già assimilato ed è già in parte funzionante. Chi doveva udire ha udito. Questo solo mi interessava e non provocare la solita tempesta di insulti. E credo che la tempesta di insulti sia stata evitata solo grazie a Sottofattori perché immagino, dai toni - ma forse è solo un’impressione - che alcuni suoi amici fossero pronti per la solita rissa ideologica.

Importante è ora capire quanto sia forte la “struttura embrionale” che si sta muovendo nella direzione della “lobby”. Perché se la “struttura embrionale” soccombe intimorita dagli eventi e affonda nel silenzio offeso allora è tutto finito. Se coloro che l’hanno avviata restano silenti per un lungo periodo e poi riprendono la lotta allora va bene; allora tutto si definirà meglio. Ma se gli iniziatori della svolta svaniranno alle prime difficoltà, allora è “buonanotte ai suonatori”, arriveranno i pagliacci, calerà il sipario e sarà notte. Anche se la notte non durerà a lungo. Il discorso animalista non può essere soggetto alle restrizioni della follia demenziale attuale. Certe cose troveranno necessariamente uno sbocco. L’animalismo e la difesa del pianeta sono onde anomale inarrestabili. Non saranno i campetti di ossa con le loro filosofie surreali ad ostacolare quello che giungerà, improvviso, “come un ladro nella notte.”

L’arresto domiciliare della Berati e la Digos a casa di Tettamanti, di Sottofattori e di altri?

Via…è inutile spiegarlo noi siamo il paese che siamo. La Berati finisce agli arresti domiciliari mentre Dell’Utri ci propina sermoni socratici in una tenda - teatro tra la borghesia plaudente e giovani mercenari estatici. Qui, dove vivo, il povero Blunkett è stato maciullato dalla stampa - fogna, massacrato dall’opposizione per un evento irrisorio mentre da noi Cesarone Previti, romano verace e pittoresco, imperversa in Parlamento e Andreotti è considerato un nume tutelare.

Sorprenderci per la Berati? Ma via…noi siamo il paese che concede spazio ai delinquenti, e massacra i giudici con il consenso popolare. E non è vero che i nostri politici sono corrotti, noi, popolo, siamo corrotti se concediamo ancora oggi - dopo la devastazione prodotta dal governo di centro destra - un consenso vastissimo a Berlusconi. Il Polo in un paese democraticamente compiuto sarebbe al 3% non al 46-47% come è oggi da noi. In un paese democratico Previti e soci sarebbero finiti da tempo in gattabuia. E qualcuno avrebbe buttato le chiavi della cella.

Da noi è la Berati che finisce agli arresti domiciliari e non Mattioli che apre i parchi ai cacciatori.

Cosa che in Inghilterra avrebbe scatenato un’insurrezione armata.

La classe politica è espressione di un popolo. O parte di un popolo.

E se siamo una “Repubblica delle bandane” perché sorprenderci per gli arresti domiciliari della Berati? Ma è parte del grande gioco che ci relega nel mondo al 42mo posto della corruzione mondiale e al settimo di quella europea. Quelli siamo. Guardiamoci allo specchio. Anche se va riconosciuto che come gli americani - che in 48 milioni detestano Bush - siamo un popolo diviso con una opposizione ridicola e fatalmente suicida composta da uno schieramento che va dai troschisti di Rifondazione agli allegri democristiani di Mastella.

Nell’animalismo non ci sono scorciatoie.

La grande battaglia della “caccia alla volpe” (disprezzata dalle somme intelligenze animaliste nostrane perché insignificante) che è effettivamente marginale, è ancora in corso, non è ancora conclusa. E stiamo parlando di un paese che ha un livello altissimo di vegetariani, vegani e agguerriti animalisti. Per vincere la battaglia della “caccia alla volpe” ci sono voluti circa 80 anni.

Pensate che tutto cominciò nel lontano1822 - il primo presidente della Lega fu George Greenwood eletto nel 1925-26 - e che oggi, agli albori del 2005, la battaglia non è ancora conclusa perché Blair, intimorito dalla forza dei pro-caccia, vuole procrastinare l’esecuzione della legge. Il “Parliament Act” del 18 Novembre 2004, quindi, non ha ancora chiuso la controversia.

E se questi sono i tempi per ottenere una vittoria marginale immaginate cosa ci vorrà per smuovere la gente verso la chiusura dei macelli. Quelli che pensano a una scorciatoia pensano forse al terrorismo. Ma quello è un terreno minato. Non percorribile anche se, prima o poi, brutalmente, ci investirà. Quello che ho notato e che mi ha colpito nella lotta contro la “caccia alla volpe” (e di molte altre specie) è il fatto che già nel lontano 1979 il manifesto elettorale dei laburisti si impegnava per l’abolizione della “caccia alla volpe”. Se qualcuno riuscisse a spingere uno dei nostri tentennanti partiti, tipo i DS, ad accettare una sostanziale condanna della caccia sarebbe un miracolo. Ma le somme intelligenze animaliste hanno decretato che quella è una perdita di tempo, perché la caccia sta morendo da sola (ed è falso dal momento che la LAC ci ha informato che “Il numero dei cacciatori in Italia da circa 5 anni si è stabilizzato intorno agli 800.000” che, nel 2002, i cacciatori sono stati 800.457, che nel 2000 erano 801.835 e nel 2001 erano 791.848 e quindi sono in crescita di quasi 10.000 unità) e i macelli sono cosa più oscena dei massacri venatori. Giusto! Ma gli inglesi hanno capito che certe vie sono percorribili in questo momento storico e altre sono sbarrate dall’orrore del tempo. Piace ai vegani inglesi concentrarsi solo sulla “caccia alla volpe”? Certo che no! Ma seguono un disegno strategico a scalare perché sanno che una cosa tira l’altra e la lotta fortemente aggrega.

Quello che i signori nostrani dei campi d’ossa non capiscono é che una lotta del genere - marginale che sia - unisce fortemente, mentre le pippate tra devoti vegani e figli della luce su internet non aggregano altro che i loro poveri ego ammalati di protagonismo e producono il nulla assoluto.

Rispondo sinteticamente sui vari punti sollevati dai vari interventi su OPA.

Vorrei precisare che l’idea che io non abbia capito la differenza tra anglosassoni e italiani mi sembra bizzarra e assicuro Fragano di averci, invece, riflettuto profondamente.

La differenza tra me e Fragano é che io ho vissuto in entrambi i paesi per moltissimi anni, e che gli italiani mi hanno sempre colpito per la loro capacità di organizzazione nelle lotte sindacali e nelle manifestazioni politiche e non credo, nella maniera più assoluta, che non siano in grado di mettere insieme una “lobby” in difesa degli animali. La verità è che non la si vuol fare. Ma questa è un’altra cosa. Delle quattro proposte fatte nella mia lettera:

Una lobby trasversale che punti a risolvere i problemi risolvibili, in questo dato momento storico, attaccando il “ventre molle” della struttura economica - politica della violenza contro gli animali.

La creazione di un partito animalista

L’entrismo in più partiti attraverso raggruppamenti interni ai partiti tipo ARCIANIMALI

L’entrismo in un solo partito con l’ingresso in massa in un partito tipo i VERDI

ritengo la “Lobby” la soluzione più valida.

Opzioni significano scelte. Se qualcuno non l’ha capito e usa i toni che usa è affare suo. La supponenza saccente non aiuta quando non si capiscono le cose. Riguardo alla confusione sulle varie proposte, e la “mescola di opzioni disomogenee” vorrei precisare che anche il mio cane Max ha capito che opzioni significano scelte e che si può prendere una via o un’altra, o alcune vie insieme, oppure si può anche non prendere una nuova via e restare nel “panorama stantio” della palude dei figli della luce attendendo Godot. E se si resta nella palude poi non si possono aiutare le oche. La prosopopea non aiuta quando non si capiscono le cose o non si vogliono capire ed è sintomo - come dice giustamente Traverso - della “perdita di lucidità analitica, tipica di tempi in cui si naviga a vista senza bussola”.

Detto questo dopo aver letto Francesco Guerini mi sono convinto che il suo tentativo all’interno dei DS è un tentativo serio e giusto. Coinvolgere la “Sinistra giovanile” mi sembra una cosa molto valida. Che riesca - data la notoria ottusità dei diessini riguardo al problema animale - è un’altra cosa. Guerini avrà irritato i nostri rivoluzionari animalisti (si fa per dire) ma io trovo il suo tentativo ragionevole. Se in ogni realtà politica apparisse qualcosa con l’intento di difendere gli animali sarebbe una cosa ottima.

Anche in AN? Si anche in AN.

Un esempio? La nascita di una “lobby gay” in AN.

Sono rimasto esterrefatto dalla nascita di un simile aggregato. Mi sono detto: come è possibile che dopo le dichiarazioni del ministro post -fascista - ex - Salò Tremaglia riguardo i “culattoni”, i gay di destra abbiano creato qualcosa nel cuore di AN?

La risposta è arrivata lapidaria dal creatore della corrente: “Abbiamo creato un raggruppamento gay in AN per sensibilizzare il partito verso i nostri problemi.”

E questa è sicuramente una via percorribile che non esclude le altre.

Anzi quelle elencate sono tutte vie percorribili che non escludono le altre.

Sul Partito animalista ho seguito le tesi di Preabianca e di Caci. Se si potesse creare un partito sarebbe una gran cosa, ma è fattibile?

Il discorso di Caci che afferma che un tale partito prenderebbe sicuramente un 3% non è poi così peregrino. Anch’io sono convinto che un partito Verde - Kyoto animalista (e non rosso come dice Traverso) prenderebbe un notevole numero di voti. E ha ragione Caci quando porta l’esempio del 3% e fa pensare a Mastella. Se i signori dell’Ulivo si sono messi a pecoroni davanti allo “statista” campano per timore di perdere le elezioni, significa che ogni voto conta e che un partito del genere può diventare, in un’Italia politicamente profondamente divisa, l’ago della bilancia. Ma un partito del genere definendosi rosso perderebbe una massa notevole di voti. Un partito del genere se mai sorgerà dovrà combattere con tutte le sue forze contro la distruzione del pianeta, la fame nel mondo e il massacro animale e delle specie. E sarebbe “de facto” un partito di sinistra.

Se gli amici di Sottofattori hanno intenzione di muoversi nella direzione di un partito di movimentista - animalista (di estrema sinistra come afferma Traverso) o qualcosa del genere è meglio che se lo scordino. Una formazione del genere è battuta già prima di partire. Ed io non capisco come certe persone non lo capiscano. La mia impressione è che Preabianca e Caci dicano cose differenti da Traverso (che parla di un partito “rosso”) riguardo a una futura forza politica. Io penso che i tempi per un formazione politica non siano ancora maturi, ma un apparato del genere col tempo potrà manifestarsi. Sicuramente non un’entità “movimentista” animalista (di estrema sinistra) perché quella sarebbe, come ho detto, sconfitta in partenza. E averla pensata dimostra - come dice lo stesso Traverso - la “perdita di lucidità analitica, tipica di tempi in cui si naviga a vista senza bussola”.

Quello che si evince dalle risposte è che molti non hanno letto quello che ho scritto.

O si sono distratti. O l’hanno interpretato male sospinti da Sottofattori che voleva provocare un dibattito (spero non per il gusto del conflitto dialettico - ideologico che non frega a nessuno).

Ed è inutile spippare per ore davanti al nulla. Non serve a niente e offende il Bambino Gesù.

Sul discorso di Zanetti che una lobby possa essere “solo adattata all’associazionismo conservatore” rispondo che la lobby inglese è fortemente oscillante a sinistra e che le lobby possono essere di destra, di sinistra, di centro o totalmente trasversali. Limitare l’animalismo ai “Viet Cong” è un idea demenziale. Ma di demenza l’animalismo radicale ne rigurgita quantità inaudite. Il discorso poi che una lobby possa riguardare solo le associazioni esistenti mi sembra profondamente errato. Ognuno può creare gruppi di pressione e mi pare che questa idea sia già stata recepita dal momento che sta provocando l’indignazione scriteriata del “blackblochismo” animalista. Il discorso per me incomprensibile è quello dell’abbandono della politica - perché “sporca” - alle frange venatorie che la utilizzano con perversa capacità. La risposta di Traverso è totalmente l’opposto di tutto quello che penso. E’ l’essenza dell’immutabile “panorama stantio”

che condanna Zanetti. Ed è inutile che mi ripeto, a queste tesi ho già risposto mille volte come ho risposto a Sottofattori riguardo alla crescita del vegetarismo. Aldo è convinto che la crescita dei vegetariani e dei vegani me la sono sognata in una notte di luna piena ma io invece - che leggo anche la stampa borghese - la notizia l’ho letta su almeno tre quotidiani inglesi, su due riviste americane, su Repubblica e l’Espresso, l’ho sentita riferita dalla TV inglese e riportata anche da Singer e da tanti altri pensatori animalisti. Io penso che il mondo cambi. E cambi in meglio e in peggio allo stesso tempo. Mi ha sorpreso che tra i bambini intervistati in un recente sondaggio oltre l’85% si siano espressi contro qualsiasi violenza verso gli animali. Ma quello che mi ha meravigliato di più è stato un sondaggio SWG” (www.agcom.it)- sull’Espresso 25-11-04 - dove gli italiani invitati a cambiare i dieci comandamenti hanno inserito, al posto dell’ottavo, un nuovo comandamento: “Rispetta la natura e gli animali”. Una piccola cosa per i sommi intelletti animalisti, ma una cosa notevole per me che spero in una sempre maggiore aggregazione attraverso la persuasione; e penso che i Preabianca, i Bozzi, i Guerini, i Caci, i Podat vadano seguiti con grande attenzione e rispetto, perché sono esempi di quello che pensa la gente comune (anche non animalista) che vuol cambiare le cose. E se non si accolgono e integrano nel movimento animalista le idee anche dei Preabianca, dei Bozzi, dei Guerini, dei Caci e dei Podat allora si resta nella palude stantia descritta mirabilmente da Zanetti.

Anche il fatto che il numero dei cani e dei gatti stia superando il numero dei bambini presenti nelle case è un’altra spia del cambiamento. E questo sta avvenendo in parecchi paesi industrializzati. Capisco che questo in un’ottica animalista è un cattivo segno perché aumentando gli animali domestici aumentano il randagismo e i maltrattamenti. Ma io lo vedo anche come una maggiore disposizione umana verso gli animali che ci hanno accompagnati da millenni e pensare, come fanno alcuni, alla loro estinzione è sintomo della cecità politica che ci sta portando alla sbando.

Una amico con il quale ho scambiato miliardi di e-mail, mi ha parlato spesso di un lavoro che sta portando a termine con un gruppo di ideologi marxisti animalisti. Il discorso all’incirca è questo: poiché la politica è “sporca” e non bisogna contaminarci bisogna attendere che il pensiero elaborato da questi pensatori veda la luce del giorno, dopodiché l’animalismo non sarà più lo stesso. Insomma, da quello che sono riuscito a capire attraverso gli oscuri pronunciamenti emanati - con immensa parsimonia - dal mio amico due o più tomi stanno nascendo, direi germogliando, che sconvolgeranno il mondo degli esseri senzienti.

Bene…io umilmente dico: nell’attesa di questa manifestazione epifanica di sapienza animalista non possiamo fare qualcosa di utile che salvi - nel frattempo - milioni di animali per poi mettere la “lobby” (o quello che si vuole fare) in cantina o in qualche polveroso solaio?

Quando i tomi degli ideologi saranno pronti allora il mondo cambierà e non ci sarà più bisogno di lobby, partiti autonomi ed entrismo politico ecc…ecc…

A quel punto seppelliremo tutte queste idee malsane che sono originate dalla mia debole testa e si procederà con la nuova Grundrisse animalista.

A questo proposito, ricordo, sempre nel ’68, che un compagno - grande ammiratore di Kim Il Sung e ora in forza a Mediaset - mi diceva che era sbagliato che gli “homeless” prendessero una tazza di brodo dalla “Salvation Army” perché ritardava la rivoluzione (sic). Io gli rispondevo che era giusto che la bevessero, perché era ragionevole che i poveri sopravvivessero con qualsiasi aiuto; quando poi sarebbe giunta la rivoluzione con le sue chiome fulgenti, allora avremmo messo in soffitta la Salvation Army con le sue valide vecchiette, i suoi tromboni e le sue chitarre di Dio…ah sancta simpilicitas!

Certo viene da ridere…Traverso dice: “Che facciamo, minacciamo i politici di non dargli il voto?”

E cosa fanno i gay, gli ebrei, i cristiani di Bush, gli arabi in America? Cosa fanno Bertinotti e Mastella quando ricattano? Non minacciano con la forza che origina dai loro voti?

Ma certo… rimaniamo nell’iperuranio incontaminato dei figli della luce attendendo la rivoluzione predetta per il vicino 3035. Nel frattempo moriranno milioni di animali?…

Ma si… gridiamo come urlò Simone di Monfort mentre il suo esercito scannava credenti e Catari: “Il signore riconoscerà i suoi!”

E poi facciamola finita con la storia che i cacciatori sono vincenti perché ci sono i grandi interessi economici dietro. Nel paese dove vivo - che non è un entità geografica esistente su un altro pianeta - ma è parte integrante dell’Europa: la stampa di destra, i conservatori, la nobiltà feudale, la Camera dei Lord, il Principe Carlo e i reali, il proletariato agricolo, il sottoproletariato al servizio della cavalleria feudale catafratta hanno mosso l’Acheronte come Giunone - sospinti e sovvenzionati dagli ingenti capitali delle grandi multinazionali che sostengono le attività venatorie - per bloccare il “Parliament Act” che ha messo fine alla “caccia alla volpe” e sono stati sconfitti. Dire che i poteri economici dominanti abbiano l’ultima parola nelle scelte politiche è completamente assurdo. Tutte le grandi rivoluzioni hanno vinto contro i poteri economici dominanti. Se il popolo vuole una cosa ed esiste una leadership “adeguata” le battaglie si vincono. L’Ucraina, piaccia o non piaccia, è un esempio. Dire che Berlusconi rimanga sempre al potere perché dispone di mezzi mediatici potenti ed è sorretto da grandi interessi economici é sostenere che il mondo sarà sempre in mano ai ricchi. E questa è un’imbecillità. Per di più questo detto da un membro del “politburo” di RA è una cosa che più antimarxista non esiste. La storia della imbattibilità dei cacciatori è una forma congenita di vigliaccheria; è roba da figli della luce, da impotente ghetto vegano. E’ roba da pippate tipo: “loro vincono sempre ma noi siamo nel giusto”. Il classico motto dei perdenti. Su un punto Fragano ha ragione quando scrive delle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori vegetariani e vegani e afferma che “questo strumento è assolutamente politico e lo è nella misura in cui i consumatori si coalizzano per difendere i propri diritti, o meglio, per riappropriarsi dei propri diritti, e per fare pressione su chi esercita il potere.”

A questo rispondo: per questo esistono le lobby che si autofinanziano e proteggono gli interessi dei soci. Le lobby esistono per dare forza a questi progetti, altrimenti come si organizza una cosa del genere? Con le pippate su internet? Le lobby servono per questo e anche per pagare l’avvocato della Berati. Servono per difendere gli interessi di un gruppo che può essere radicaleggiante, moderato, di destra, di sinistra o trasversale. Ed è meglio che qualcuno si faccia spiegare come funzionano invece di raccontare fesserie.

Le vuole veramente aiutare le oche Sottofattori? E allora pensi politicamente perché proteste irritate su internet non servono a nulla. Ed è bene che cominci a capirlo.

E finiamola anche con la mitologia dell’animalismo di sinistra.

Il socialismo reale era chiuso ai problemi della natura e degli animali quasi di più del capitalismo trionfante. Io visitai in passato molti paesi comunisti, anzi li visitai quasi tutti: Cuba, Cina, Albania, Russia, Bulgaria, Romania, Germania dell’Est, Ungheria Cecoslovacchia, Polonia… e quando chiedevo degli animali mi rispondevano sempre che era un problema inesistente. Roba da piccoli borghesi. Mi sono chiesto più volte se i marxisti - animalisti abbiano mai letto quello che scrisse Friedrich Engels riguardo i vegetariani e il mangiar carne nel suo scritto intitolato “ Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia”; lo hanno letto?

Hanno letto cosa scrissero i fondatori del Marxismo riguardo l’esplosione demografica che più tardi avrebbe devastato la terra?

Anch’io ho letto con attenzione le pagine del giovane Marx nella “Grundrisse” riguardo al processo di oggettivazione della natura e le profetiche parole di Engels riguardo all’impossibilità umana di assoggettarla; ma è ben povera cosa. Il socialismo reale - come il capitalismo - si è comportato da assassino verso il non umano. E quando lo storico Pokrovskiy cercò di mettere in guardia la leadership bolscevica del rischio della devastazione dell’ambiente fu rapidamente messo a tacere dal potere sovietico. Le parole devono essere misurate: si può dire che l’animalismo sia prevalentemente di sinistra, come si può dire che i cacciatori umbri e toscani - massacratori di tutto ciò che vive - siano prevalentemente di sinistra. La sinistra ha fatto assai poco per gli animali. Ed é tempo di trascendere le ideologie e puntare direttamente a risultati immediati che salvino dalla morte e dallo strazio milioni di esseri senzienti.

Primum servare deinde philosophari: Max e la Berati hanno ragione.

Riguardo al progetto globale dico questo:

Se qualcosa nascerà - e io sono sicuro che nascerà ma non dal “panorama stantio” dell’animalismo radicale nostrano - avrà connotati globali.

Ormai il problema è salvare il pianeta e i suoi abitanti. Salvare la terra e chi la abita dai cani alle tartarughe, dagli alberi agli uomini, dalle oche ai gatti. Per Verde - Kyoto intendo qualcosa che riveda radicalmente i rapporti tra l’umano e il non umano prima che sia troppo tardi. La lotta deve riguardare la fame nel mondo (il sistema economico infame che costringe miliardi di persone alla morte) e il nostro rapporto con gli animali e la natura che abbiamo devastato. Battersi solo per gli animali è errato. Bisogna battersi per gli tutti gli esseri senzienti e la terra che li ospita.

Una nuova organizzazione di natura animalista dovrebbe avere una visione più ampia e deve far riflettere su quello che sta accadendo nel mondo.

Tempo fa lessi un articolo sull’ “Observer” di Johnathan Dimbley, un giornalista particolarmente attento ai problemi del pianeta. Il giornalista spiegava nel settimanale letto da 400.000 persone che il terrorismo, il “global warming”, e la fame nel mondo erano inestricabilmente tessuti insieme. Dimbley, dopo un viaggio in Etiopia - cercando di capire la guerra e il terrorismo che verranno -, spiegava che la popolazione affamata è composta da moltissimi laureati e da giovani che seguono la televisione satellitare e che usano Internet; e che questi giovani sono teste pensanti interessate ai risvolti politici del mondo. Questa massa giovanile - secondo l’inglese - è esposta continuamente a martellanti messaggi che condannano gli USA e l’Occidente indicando il piano di sviluppo economico occidentale come la causa prima dei grandi mali che generano stermini nei loro continenti. Dimbley ci informava che le accuse spietate contro gli Americani e l’Europa le aveva sentite, non nelle strade di Baghdad o Kabul, ma ad Adis Abeba la capitale di una nazione di 70 milioni di persone delle quali almeno il 50% di fede ortodossa. E affermava che gli stermini dell’Aids e della fame produrranno un nuovo terrorismo perché le “distorsioni grottesche” economiche causate dal capitalismo globale fanno sì che se in Africa giunge un dollaro di aiuti ne escono due per le barriere commerciali, i sussidi e i debiti. Ci sarà un momento - spiegava il giornalista - quando i poveri rigetteranno il sistema infame dei ricchi e qualcosa accadrà. Dimbley passava poi ad analizzare la seconda possibilità che potrebbe generare il terrorismo futuro: il “global warming”; e si chiedeva cosa accadrà quando i poveri avranno le loro terre completamente desertificate e noi vedremo i ghiacciai dissolversi e i fiumi in piena e le onde anomale devastare le nostre coste e le nostre città? E si chiedeva: “Periremo in qualche Armageddon siberiana o sahariana? O ci troveremo intrappolati nelle spire di una demente crescita maltusiana che ci priverà di cibo e di acqua?” E citava il presidente della Banca Mondiale che allarmato da quello che stava osservando affermava: “Se arriva un marziano e vede come mandiamo avanti le cose su questo pianeta, riparte subito e quando torna a Marte dice: non preoccupatevi per quelli là perché si stanno distruggendo da loro stessi”.

Sempre più il film le “Dodici scimmie” - ispirato da un “corto” francese “La Jetée” - sembra profetico. Solo che questa volta non avremo tempo per rifugiarci nelle viscere della terra.

A una precisa domanda sul terrorismo Veltroni, giorni fa, ha risposto: “Il terrorismo si combatte diffondendo la prosperità.”

La domanda conseguente è: “E se la prosperità non si diffonde nel mondo cosa accadrà?”


La popolazione mondiale si è raddoppiata in 50 anni. Allo stesso tempo le emissioni velenose di diossina sono quadruplicate; usiamo sei volte più acqua che nello scorso secolo. Per il 2050 si prevedono tre miliardi in più di persone sul pianeta. L’eco sistema sta saltando, ma gli scienziati ci dicono che la terra ne i suoi abitanti può ancora essere salvata se ci muoviamo in tempo. Vandana Shiva, la biologa e ambientalista indiana ci ha invitato ripetutamente ad evitare ulteriori disastri. Lester Brown, fondatore del Worldwatch, é stato lapidare: se non si cambia ci accelererà il processo di riscaldamento, si innalzeranno i mari, si moltiplicheranno i tifoni e gli tsunami. E ha spiegato che la Groenlandia perde 51 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno e che lo spessore dei ghiacci nel Mar Artico è diminuito del 40%; e se si arriverà alla fusione dei ghiacci il livello dell’acqua del mondo salirà di 7 metri. Gli Inuit - che abitano l’Alaska, il Canada, la Groenlandia, la Chukotka e la Russia ci hanno messo in guardia confermando che il ghiaccio che si sta squagliando nei loro territori provocherà molto presto, in altre parti del mondo, catastrofi. In questi giorni si sta parlando del “global dimming” l’oscuramento della luce solare che accelerando il processo di desertificazione sulla terra contribuisce alla morte di centinaia di migliaia di persone. Jeremy Rifkin ci ha messo in guardia ripetutamente dicendo che se non cambiamo ci saranno tempeste, alluvioni, uragani; se non riduciamo le emissioni nocive catastrofi immani ci attendono. Ognuno di noi produce cinque tonnellate di emissioni velenose all’anno.

Per fermare questa tendenza apocalittica che sta distruggendo il pianeta bisognerebbe ridurre le emissioni mefitiche del 60%. Ma questo è impossibile perché per Bush il controllo dell’emissioni provocherebbero perdite di posti di lavoro negli USA. Siamo nelle grinfie di cristiani folli. Dipendiamo da una pazzia generalizzata e onnipervadente . Ormai esercitiamo una pressione sull’ambiente che è tra le 1000 e le 10.000 volte superiore a quella esercitata dagli uomini degli albori. La velocità delle estinzione è tra le 100 e le 1000 volte superiore a quella naturale. La nostra specie ha avuto sempre il ruolo del “killer sterminatore” ma ora ha raggiunto livelli stratosferici di annichilimento. Le specie viventi ai limiti dell’estinzione sono 15.589. Entro il 2010 un decimo delle specie volatili potrebbe essere estinto e un ulteriore 15% a rischio di estinzione. L’Antartico fiorisce - cosa che non si verificava da 10.000 anni - ma la sua vita marina rischia la fine. I pinguini rischiano lo sterminio e hanno lo stesso diritto delle oche a essere difesi.

Terrorismo? Ma questo è il vero terrorismo. Questo è terrorismo “specista”.

Il terrorismo eversivo ha ucciso 24.000 persone dal '68. Ed è condannabile.

Ma il terrorismo “specista” che uccide ogni anno 240.000 persone non è più condannabile?

Tutti però tacciono mentre consegnano ai loro figli una terra devastata.

Quando arriverà l’arresto delle correnti calde atlantiche che mantengono l’equilibrio climatico in Europa allora tutti si sveglieranno. E mentre scrivo Carlisle è inondato dalle acque. Quando l’Inghilterra esperimenterà un clima siberiano allora gli inglesi finiranno di guardare “The Big Brother” e si renderanno conto dell’orrore.

Oltre a questo sappiamo cosa succede ai poveri. Agli innocenti.

Quelli che pensano che il capitalismo sia la forma finale della storia è meglio che se lo tolgano dalla testa e pensino a quello che ha detto Marx riguardo la storia che riproducendo modelli obsoleti si trasforma da tragedia in farsa. Certo non si ritornerà a forme superate e stantie, massacrate dagli eventi e relegate nel mondezzaio della storia - nelle quali molti di noi hanno creduto - ma il futuro, se ci sarà, avrà connotati fortemente anticapitalisti e vegetariani.

Davanti a quello che vediamo accadere nel mondo crediamo veramente che le cose si siano concluse con la vittoria finale dei conservatori guerrafondai di Bush e degli yuppie mercenari di Berlusconi? Ma via… su questo pianeta un bambino su sei soffre la fame e per la fame ogni sei secondi ne muore uno, 640 milioni di piccoli vivono in condizioni tragiche, 180 milioni eseguono lavori di natura schiavista, 1,2 milioni sono vittime del vergognoso traffico infantile, 2 milioni sono oggetto di sfruttamento sessuale, 3,6 milioni sono uccisi nei conflitti religiosi e interetnici del terzo mondo. Inoltre, 800 milioni di persone sono a rischio per la fame. 1 miliardo e 440 milioni di persone vivono con due dollari al giorno.

A questo si aggiunge il pauroso strazio animale: 1500 animali massacrati ogni secondo 48 miliardi uccisi ogni anno.

Terrorismo? Ma ce l’abbiamo davanti agli occhi è il sistema mondiale economico che privilegia una minoranza di nevrotici che galleggiano su un vascello fatiscente in un oceano di strazio.

E’ il sistema che condanna miliardi di esseri viventi a una morte oscena.

Occorre qualcosa che nasca e affronti questi immani problemi. E che li unisca in maniera globale.

Lobby, partito di RA, movimento, organizzazione…quello che si vuole ma questi problemi sono tessuti inestricabilmente.

E io dico - Digos o non Digos - se si distrugge la terra e i suoi abitanti tutto è lecito per difenderla. Tutto!

Paolo Ricci

18-1-2005



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