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Corriere della sera 31.1.05



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Milano
Cagnolino trovato morto dopo il bagno in un negozio
Un cagnolino è morto sabato durante una toelettatura nel negozio «Atlantide» di via Procaccini. Il cane, un volpino di nome Ariel, sarebbe stato sottoposto a un normale lavaggio: messo in una vasca, era poi stato legato con una catenella. L?addetta, vista l?insofferenza del cane, si è allontanata per prendere un asciugamani, quando è tornata il volpino era già morto. La proprietaria del cane potrebbe presentare denuncia per maltrattamento di animali.
Roma
Sulla spiaggia d?inverno, il coraggio di una dog-sitter
di MARGHERITA D?AMICO
Dog-sitter esperta, a Capodanno Marta ha alcuni cani in custodia fra cui Lulù - che ha la padrona in viaggio a Londra - e il barboncino Tancredi nel quale i petardi generano panico assoluto. Su raccomandazione del proprietario, a lui la notte del 31 viene anche somministrato un tranquillante omeopatico. Un paio di giorni dopo Marta va a trovare i parenti a Ladispoli e passeggia sulla spiaggia. I cani corrono e giocano, lei riflette in positivo sul futuro, quando una cricca di ragazzini spara un botto tardivo. Lulù scappa verso il parcheggio, Tancredi si tuffa in mare. Marta calma lo richiama, pensando sia solo un impulso del momento. Il barboncino invece non l'ascolta e punta verso il largo. Nel frattempo squilla il cellulare; è la padrona di Lulù da Londra, dice che la cagnolina si è persa. Ma no, obietta Marta: Lulù è con lei. Non è vero, la contraddice la signora, giacché è stata ritrovata a Ladispoli e hanno chiamato subito il suo numero, evinto dalla medaglietta. Marta tralascia di spiegarle che intanto Tancredi sta oltrepassando le boe. Accantonata Lulù che attende in buone mani, per un po' Marta omette di rispondere al telefono che insiste dall'Inghilterra, e corre lungo la battigia in cerca di un'imbarcazione. La testa del barboncino è un puntino tra i flutti. Naturale che gli stabilimenti siano chiusi, però in lontananza la dog-sitter scorge un pedalò in secco con un bambino seduto sopra. Questi risponde all'appello dell'avventura e non solo l'aiuta a spingere in acqua il natante, ma le pedala accanto con vigore. «Resisti, Tancredi!» grida Marta risalendo la costa. Quando miracolosamente lo trovano, il barboncino è allo stremo e gira sfinito su se stesso. Recuperati Lulù e gli altri, in auto Marta accende al massimo il riscaldamento e si precipita a casa a lavare e asciugare il nuotatore. I botti di Capodanno sono finiti, nei giorni a seguire Tancredi non darà nemmeno un colpo di tosse.