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canile di rieti - la verità



 ----- Original Message ----- 
> From: Elisabetta Gregori
>  baumiao at tele2.it
>
>
> RIETI - UN ANNO DENTRO IL CANILE. VOLETE SAPERE TUTTA LA VERITA' O SOLO
CIO'
> CHE FA COMODO A QUALCUNO?
> Finora abbiamo assistito come spettatori alle molte chiacchiere su questo
> posto, in realtà impegnati in ben altro tipo di problemi, ma è arrivato il
> momento di raccontare la nostra versione.
> Questo nostro scritto è rivolto principalmente a chi, per problemi
oggettivi
> quali la distanza, o per pigrizia (perché andare a vedere con i propri
occhi
> è troppo faticoso), non può venire sul posto ma vuole davvero capire la
> situazione.
> Abbiamo cercato di riassumere, ma è un racconto comunque molto lungo.
> PER LORO, PER I CANI RINCHIUSI QUI DENTRO, VI PREGHIAMO DI NON STANCARVI E
> DI ARRIVARE FINO IN FONDO. Non accontentatevi delle storie a metà che
finora
> vi sono state raccontate.
> Nessuna presunzione: è solo il racconto di due persone, forse le uniche, e
> ve lo diciamo con cognizione di causa, a non avere alcun interesse in
questa
> vicenda.
> Una premessa doverosa, la solita, che è meglio "rispolverare" ogni tanto,
> soprattutto quando molti dimostrano di aver dimenticato...
> Il canile di Rieti (L'UNICO CANILE DI TUTTA LA PROVINCIA), di proprietà
> privata, nasce circa 15 anni fa. Nasce e cresce. Si moltiplicano senza una
> logica apparente le lamiere, le lastre di eternit, le reti, le tavole, le
> pedane, i pannelli, le porte, le finestre, le verande, la plastica, il
> cemento, i pezzi di roulottes e di prefabbricati... e insieme a loro si
> moltiplicano i cani.Si moltiplicano e lentamente marciscono... tutti
> insieme. Quindici anni sono la vita di un cane. La vita di cui a nessuno
> importa: il problema è risolto! C'è un buco nero che li accoglie tutti e
> pulisce la faccia di una provincia per bene. Non serve sapere dove si
trova
> o come arrivarci: nessuno vedrà più o sentirà più parlare di queste anime
> vaganti e fastidiose.
> Cercare oggi le responsabilità o i motivi dell'esistenza di quel posto è
> davvero impossibile: ci si perde in meandri in cui si mischiano
sicuramente
> potere, indifferenza, ignoranza, soldi, follia e chissà che altro... cose
> più grandi di noi e di cui non riusciremo mai a venire a capo.
> Ma è importante, DAVVERO IMPORTANTE non dimenticare che questo canile non
è
> nato dal nulla, che è stato creato da qualcuno, che è esistito, che
esisteva
> nel 2003 quando è stato venduto a qualcun'altro e che adesso non esiste
> quasi più. O meglio, non esiste più in quella forma, rimasta
cristallizzata
> per anni.
> Prescindere dalla storia di questo posto significa non riuscire ad avere
la
> percezione completa della realtà, già abbastanza complessa e già troppo
> facilmente manipolabile con abili giochi di parole, soprattutto in questo
> mondo virtuale. Qui nulla è realmente come sembra e dopo un anno, pur
avendo
> ormai un quadro piuttosto chiaro della situazione nelle sue linee
> essenziali, siamo sicuri che molti particolari e molti segreti, molti
> accordi più o meno velati, vecchi e nuovi, debbano ancora venire a galla.
> Detto questo concedeteci un'altra premessa. Siamo due persone che da anni
si
> occupano di animali in difficoltà, che lo fanno a proprie spese, che
insieme
> hanno una famiglia di 113 cani ad oggi, che non avrebbero mai pensato di
> doversi addentrare nei meccanismi perversi di un canile qualunque, che da
un
> anno si sono sentiti in dovere di occuparsi del canile di Rieti
(esattamente
> dal 15 gennaio 2004, giorno in cui Betty per la prima volta ha messo piede
> in questo inferno fino ad allora sconosciuto), che non hanno fatto patti
(al
> contrario di altri) con nessuno dei vari "diavoli" che vi ruotano intorno,
> che non devono compiacere nessuno perché non hanno "amici" comodi in
questo
> contesto, che non si riconoscono nelle correnti definizioni quali
> "volontari" o "salvatori" o "animalisti" di cui troppo spesso si abusa e
che
> credono, senza retorica, nel diritto alla libertà e alla dignità per
> tutti... due persone che in questa storia stanno unicamente DALLA PARTE
DEI
> CANI.
> Abbiamo fatto una scelta a monte: quella di non accontentarci di portare
> fuori da lì più disperati possibile, ma quella di arrivare a garantire
prima
> di tutto dignità a coloro che in quel canile saranno costretti a passare
> tutta la loro vita.
> Qualcuno può tentare di contestarci le morti, l'abbandono, la
disperazione,
> l'umiliazione che quelle vittime hanno dovuto subire e che, vi
assicuriamo,
> abbiamo subito anche noi in questi lunghi mesi, con quegli occhi che ci
> hanno accompagnati e ci accompagnano in ogni minuto, anche fuori dal
canile.
> Non crediamo di dover dimostrare nulla né di dover dare altre spiegazioni:
> chi siamo, ciò che facciamo e le nostre motivazioni sono sulle pagine del
> nostro sito.
> Ciò che ci portiamo nel cuore e nell'anima è affare nostro.
> Ed ora... la nostra versione dei fatti.
>
> LA NOSTRA PRESENZA IN CANILE
> Quando parliamo di "presenza", parliamo di presenza vera. Non di toccate e
> fughe, non di sbirciatine fuori dal cancello, non di immagini rubate dalla
> collina soprastante, non di indignazione derivata unicamente da voci e
> passaparola.
> Vi preghiamo di tener presente che abbiamo le nostre famigliole pelose da
> accudire, che Ezio abita a 300 km. da Rieti e che, come tutti i comuni
> mortali, dobbiamo anche lavorare per mantenere i nostri ospiti. Ma questa
è
> una faccenda che ci ha letteralmente risucchiati e siamo riusciti ad
> organizzare le nostre vite in modo da essere regolarmente presenti sul
> posto.
> Betty ha cominciato ad andare in canile, anche due volte a settimana, a
> partire dal 15 gennaio 2004. Ezio, messo al corrente della situazione e
> avendo dato la sua disponibilità ad accogliere nel Rifugio almeno una
> ventina di cani provenienti da qui, è entrato in canile per la prima volta
> il 31 maggio per accertarsi personalmente di quali fossero le reali
> emergenze, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni di cani che in quel
> contesto non erano affatto definibili "emergenze".
> Da quel momento abbiamo continuato a recarci in canile ogni settimana. Ci
è
> capitato di fare di tutto: scegliere i nuovi ospiti per il Rifugio, curare
i
> cani (che effettivamente non vengono curati da nessuno, ma approfondiremo
> oltre questo argomento), prelevare obbligatoriamente cani che rischiavano
la
> pelle (e che in altre situazioni non avremmo mai portato al Rifugio),
pulire
> i box, spostare i cani in collocazioni meno drammatiche, aggiustare porte
e
> reti, trovare cani in fin di vita (che NESSUNO, a parte gli operai, si
> prende la briga di "cercare") o già morti per varie cause.
> Non avremmo mai pensato di dover arrivare a questo punto, mai di dover
stare
> "dentro" ad un canile. Volevamo solo portare "fuori" i cani, a casa, con
la
> serenità di poter scegliere coloro che non voleva nessuno.
> Gli eventi non ce l'hanno permesso.
>
> ACCESSIBILITA' E ALTRE PRESENZE IN CANILE
> Nella prima telefonata tra Betty e l'attuale proprietario (parliamo sempre
> di gennaio 2004) lui ha affermato che non avrebbe fatto entrare volontari
o
> altre persone in canile fino alla realizzazione della nuova struttura,
> perché la struttura fatiscente (da lui GIA' acquistata così) era fonte di
> innumerevoli pericoli. VERO. I corridoi del canile erano pieni di tavole e
> chiodi sporgenti, lastre di eternit frantumate, pezzi di plastica in
bilico.
> Voi, quanto noi, sapete perfettamente delle manie di esaltazione e di
> allarmismo spicciolo di molta gente. Oltre a questo tipo di persone,
> immaginate una normale famigliola che vuole entrare in un canile come
questo
> magari con dei bimbi per scegliere il cagnolino da portarsi a casa.
> Immaginate il bimbo, l'animalista esaltato o anche una semplice persona
non
> abituata ad avere un certo tipo di "incidenti" o chi vi pare, mettere un
> piede su un chiodo arrugginito e ferirsi. In una situazione del genere
> avreste aperto i cancelli a chiunque? Noi no.
> Razionalmente il ragionamento del proprietario è stato questo: il canile
> attualmente è una trappola infernale per chiunque, ho presentato un
progetto
> per buttare giù tutto e fare una nuova struttura a norma, nell'arco di due
> mesi posso cominciare e finire i lavori, qualche esaltato che non si rende
> conto della situazione può fare una denuncia e tra indagini o sequestro si
> blocca la ristrutturazione, la gente ha aspettato 15 anni, perché non può
> aspettare altri due mesi senza rischiare o farmi rischiare l'osso del
collo?
> Non fa una piega. Oltretutto questo desiderio di entrare in canile, MAI
> manifestato prima da nessuno, è stato sicuramente inaspettato.
> C'è anche da tenere presente che questa è una proprietà privata e che,
buono
> o cattivo che sia il proprietario, si deve chiedere il permesso di
entrare.
> Possiamo assicurarvi che ogni volta che abbiamo chiesto il permesso, siamo
> entrati.
> Sul cancello c'è sempre stato un cartello con il numero del proprietario
per
> poter prendere appuntamento per andare a vedere i cani. Sugli appuntamenti
c
> 'è sempre stata da una parte una sorta di reticenza del proprietario che,
> ovviamente sceglieva il giorno che faceva comodo a lui, dall'altra la poca
> pazienza dei potenziali "adottanti" che ovviamente non erano disposti a
> tornare sul posto una seconda volta.
> Sia ben chiaro: NESSUNA GIUSTIFICAZIONE PER LE COMPLICAZIONI A CUI UNO
DEVE
> ANDARE INCONTRO PER POTER ADOTTARE UN CANE, ma se una persona è davvero
> intenzionata, beh... dal nostro punto di vista, non si arrende per così
> poco.
> La gente si è spesso presentata direttamente davanti ai cancelli del
canile:
> quasi sempre i cani venivano portati fuori dagli operai per essere
mostrati
> e diverse volte le persone sono andate via con il loro cagnolino.
> Il non poter varcare il cancello non significava non poter vedere o
adottare
> un cane.
> C'è anche questo da dire: quanti abitanti della provincia di Rieti pensate
> avessero tutta questa voglia di adottare un cane??? Per i cani dati in
> affidamento dal gennaio 2004 ad oggi, i numeri parlano da soli... Con
> pochissime eccezioni, sono stati tutti adottati in altre città d'Italia ed
> agli affidatari il cane veniva (e viene) portato direttamente a casa.
> Passiamo a volontari, animalisti e quant'altro, noi compresi: parliamo
solo
> di persone che abbiamo conosciuto e sempre a partire da gennaio 2004, e le
> citiamo solo per chiarire qualche incongruenza. Ciò non toglie che altre
> persone, di cui ignoriamo l'esistenza, in precedenza o in contemporanea
alla
> nostra presenza, si siano sempre adoperate per le adozioni dei cani.
> Vero è che se altre persone, oltre a quelle elencate in seguito, fossero
> entrate almeno una volta in canile, ne avremmo prima o poi avuto notizia.
> Inizialmente la prassi, per tutti, era questa: arrivavi al canile,
> telefonavi al proprietario avvertendolo che eri lì e lui ti dava il
permesso
> di entrare. Sempre.
> Il non voler chiamare il proprietario, pretendendo di entrare secondo i
> propri comodi, perché ci si sente al di sopra di tutto, non autorizza
> nessuno a dire che l'ingresso è vietato: è solo un banalissimo segno di
> maleducazione se non del solito delirio di onnipotenza.
> Da un certo punto in poi, quando sono iniziati i dissidi tra asl e
> proprietario per le competenze in merito alla cura dei cani (non siamo
> certi, ma sicuramente dopo l'estate), il proprietario richiedeva il
permesso
> rilasciato dalla asl per l'ingresso in canile. Nessuna difficoltà: si
andava
> alla asl che prontamente rilasciava il permesso e si entrava, come sempre,
> in canile.
> A gennaio Betty viene a conoscenza dell'esistenza di un gruppo di signore
> reatine che si adopera per far adottare i cani presenti al canile
sanitario.
> Piccola parentesi: il canile sanitario è il posto in cui i cani vengono
> portati subito dopo l'accalappiamento. Dopo la sterilizzazione delle
femmine
> ed un periodo variabile in base al sovraffollamento delle gabbie, i cani
> venivano portati nel canile "ufficiale". "Venivano" perché da alcuni mesi,
> vista la situazione ed i lavori in corso, nel canile di Rieti non sono più
> entrati cani.
> Saputo che Betty andava regolarmente in canile, una di queste signore con
> cui nel frattempo era entrata in contatto, comincia a chiederle
informazioni
> sui cani presenti e adottabili dicendo testualmente che lei in canile non
ci
> va perché si sente male.
> A marzo entra per la prima volta in canile una volontaria, con cui abbiamo
> (purtroppo) collaborato in quel periodo, che tuttora ha accesso alle
> strutture e insieme a lei, non ricordiamo se da subito o successivamente,
> entra in canile una signora sua amica.
> Una ragazza del posto si è sempre adoperata per le adozioni, entrando e
> portando persone, probabilmente anche prima che noi sentissimo parlare del
> canile.
> Inoltre l'ex-proprietaria del canile ha sempre avuto accesso al canile.
> Ed ecco l'incongruenza... nelle righe precedenti parliamo di almeno 6
> persone, noi compresi, che nell'ultimo anno sono entrate più volte in
canile
> per prelevare, adottare o far adottare cani. SULLA BASE DI QUALI
> INFORMAZIONI QUALCUNO AFFERMA CHE NESSUNO, TRANNE GLI OPERAI, O CHE UNA
SOLA
> PERSONA PUO' ENTRARE IN QUESTO CANILE?
> Non siamo dei miracolati o dei super-eroi: chiunque abbia avuto DAVVERO
> intenzione di entrare nel canile di Rieti, l'ha sempre fatto.
>
> LE CONDIZIONI DEI CANI
> Betty ha deciso di andare a vedere il canile di Rieti, dopo averne sentito
> parlare male, con tutte le intenzioni di far scoppiare un casino. Arrivata
> lì senza alcun preavviso alla fine del turno di lavoro degli operai, verso
> le due del pomeriggio, ha avuto un attimo di disorientamento: la
percezione
> di un forte contrasto tra l'assurda fatiscenza delle strutture e la
pulizia
> perfetta dei box unita al silenzio dei cani, evidentemente già nutriti e
con
> acqua limpida nei secchi.
> Purtroppo il lato psicologico della detenzione dei cani, in questo posto,
> diventa assurdamente il problema minore. Questo posto ha avuto e continua
ad
> avere carenze tali da costringerti a pensare che, al momento, l'importante
è
> che riescano a sopravvivere dignitosamente... al diritto di fare una corsa
> in un prato potremo pensarci dopo... immaginate quale può essere stata la
> situazione se proprio noi, che al di sopra di tutto vogliamo la libertà
per
> i nostri cani, siamo arrivati a tanto.
> Le condizioni igieniche del canile si mantengono dignitose più o meno fino
> alla primavera, quando tre dei quattro operai presenti concludono
> improvvisamente il rapporto di lavoro (non entriamo nel merito delle
> motivazioni). Fino ad allora TUTTI i cani hanno cibo e acqua fresca tutti
i
> giorni ed i box sono perfettamente puliti.
> La situazione ovviamente precipita: lo capite da soli! E' sufficiente che
> per un solo giorno un canile di oltre 700 cani venga lasciato a sé stesso
(e
> comunque nelle mani di un solo operaio che riesce a non impazzire nell'
> angoscia di non riuscire a badare a tutti) e non è difficile immaginare
ciò
> che può succedere...
> Dopo qualche giorno arrivano due nuovi operai, evidentemente reperiti d'
> urgenza: e qui non possiamo fare a meno di esprimere la nostra opinione...
> Ovviamente inesperti, assolutamente non portati al contatto con gli
animali,
> superficiali o sadici, questo non possiamo saperlo... Fatto sta che la
> situazione, invece che ristabilirsi, continua a degenerare: la sporcizia
si
> accumula, le crocchette si mischiano agli escrementi, i cani vengono
> ammassati nei box senza alcun criterio, cominciano a sbranarsi, ad
> aggredirsi per evidenti incompatibilità o "semplicemente" a morire di fame
> perché il più forte non lascia spazio agli altri...
> Finalmente questi due personaggi vengono allontanati, passano altri giorni
e
> subentra una cooperativa di servizi alla quale il proprietario appalta la
> pulizia del canile.
> Siamo di nuovo a tre operai: uno è l'operaio "storico", che lavorava in
> canile già con la vecchia gestione, la memoria di questo posto, una
persona
> dolcissima che ama i cani e li conosce UNO PER UNO, fonte indispensabile
di
> informazioni per proporre un cane in adozione. Un altro è un ragazzo che
si
> rivela anche lui una persona molto sensibile e amante degli animali. Loro
> sono gli unici operai presenti ancora oggi in canile. Loro sono le uniche
> due persone che non smetteremo mai di ringraziare e per le quali siamo
> disposti a schierarci.
> Il terzo operaio all'inizio sembra volonteroso e affidabile, abbastanza
ben
> predisposto verso i cani, ma ha usato i cani per manifestare le sue
> insoddisfazioni sul lavoro e, come rivalsa, ha fatto uno sciopero bianco
per
> due settimane presenziando in canile senza fare nulla... anche qui potete
> immaginare cosa ha significato per i cani del "suo" settore vivere per due
> settimane senza che i box venissero puliti.
> Dopo queste "altalene" gli operai, come dicevamo, sono rimasti in due:
sono
> riusciti egregiamente, nei limiti di quanto umanamente possibile, ad
> organizzarsi in modo tale da occuparsi di tutto il canile... Ci preme
> sottolineare che in DUE si occupano di almeno 700 cani. Hanno ricevuto
molte
> critiche, sono stati bersaglio di minacce e di disprezzo. Nessuno ha mai
> provato a mettersi nei loro panni: l'angoscia di non riuscire a badare a
> tutti, l'angoscia di arrivare la mattina in canile e trovare qualcuno
morto
> o sbranato, l'angoscia di essere in due e di essere stati lasciati soli a
sé
> stessi, senza mezzi, senza ascolto, senza aiuto, ogni giorno. Noi, come
> abbiamo detto, non finiremo mai di ringraziarli e speriamo che tutti si
> accorgano di quanto sono speciali.
> Fondamentale è lo stato di salute in cui hanno versato i cani finora: sin
da
> quando siamo entrati lì dentro il "fenomeno" più eclatante, ciò che
saltava
> subito all'occhio, era la diffusione a tappeto della rogna. Qui c'è una
> precisazione importantissima da fare: molti cani mostravano evidentemente
> segni di malattia recente, ma INFINITI cani avevano ormai la PELLE DI
CUOIO
> il che significa che non si trattava di settimane o mesi di "non cure"...
> Quei cani NON ERANO MAI STATI CURATI per la rogna, per TUTTI GLI ANNI in
cui
> hanno vissuto là dentro.
> Alle nostre richieste di spiegazioni sul perché ora, con la nuova
gestione,
> non si cominciava a provvedere, ci è stato risposto da asl, proprietario e
> direttore sanitario che le strutture erano ormai talmente impregnate di
> batteri e parassiti da rendere inefficace qualsiasi trattamento (= soldi
> buttati...) e che, una volta realizzata la nuova struttura, in un ambiente
> nuovo e pulito, si sarebbe potuto cominciare ad effettuare terapie
adeguate.
> Idem per infestazioni da vermi e zecche.
> Spiegazione sicuramente ineccepibile fornita da veterinari. PER NOI
COMUNQUE
> INACCETTABILE.
> SICURAMENTE le strutture erano talmente impregnate, unte, marce (sempre
> quelle esistenti da oltre 10 anni!!!) da essere ricettacolo di batteri e
> parassiti, FORSE pasticche, iniezioni e spugnature sarebbero state
> utilizzate inutilmente perché i cani si sarebbero re-infestati in tempi
> brevissimi, forse... NOI CI ABBIAMO VOLUTO PROVARE LO STESSO. Da agosto a
> dicembre abbiamo trattato circa 80 cani per rogna, ovviamente a nostre
> spese... i risultati sono ancora visibili, per i sopravvissuti.
>
> IL NUMERO DEI CANI
> Si è sempre parlato ufficialmente di circa 700 cani in canile, perché
questo
> sembra essere il numero stabilito dall'autorizzazione sanitaria.
> La realtà, nel gennaio 2004, era leggermente diversa.
> Circa 700 erano i cani di proprietà dei vari Comuni (cioè cani per cui i
> Comuni pagano il mantenimento), REGOLARMENTE tatuati con il codice a loro
> assegnato.
> Secondo quanto ci è stato riferito, e come abbiamo avuto occasione di
> accertare, in canile esistevano altri due "tipi" di cani, per il cui
> mantenimento provvedeva in precedenza, sembra a proprie spese, l'
> ex-proprietaria:
> - cani con un tatuaggio ASL per i quali, sembra, la ASL appunto, fosse
> riuscita ad imporre un censimento negli anni '97-'98; cani, quindi, di
> proprietà dell'ex-proprietaria del canile, non a carico dei Comuni, che
solo
> da quell'anno in poi sono stati in qualche modo censiti;
> - cani senza tatuaggio, sfuggiti negli anni precedenti e successivi all'
> accertamento, definiti di proprietà dell'ex-proprietaria del canile e di
> diversa provenienza: nati e cresciuti in canile, trovati legati o
> abbandonati davanti ai cancelli, trovati per strada, ritenuti randagi e
> portati lì, ecc. ecc.
> Al momento dell'acquisto quindi, il nuovo proprietario, si è trovato a
dover
> gestire un numero di cani superiore a quanto previsto, per i quali non
> percepiva rette dai Comuni. Ci sono stati sicuramente degli accordi nel
> passaggio, ma le versioni sono così contrastanti che preferiamo lasciar
> scoprire ad altri quale sia la verità.
> Ci preme sottolineare solo un fatto: nel momento in cui qualcuno è
riuscito
> a "contare" sommariamente i cani presenti in canile (e vi assicuriamo che
> nella vecchia struttura era un'impresa disperata scovarli tutti), imporre,
> da parte delle istituzioni, un trasferimento in blocco di questi cani non
> regolari (presumibilmente circa 200) avrebbe significato autorizzare in
> fretta e furia la nascita di un posto simile e non esistendo ufficialmente
> un altro canile autorizzato in tutta la provincia sarebbe stato
praticamente
> impossibile trovare qualcuno disposto ad accoglierli senza tra l'altro
> percepire soldi per il loro mantenimento poiché cani "di nessuno"; d'altra
> parte lasciarli lì significava per il nuovo proprietario una spesa che
> ovviamente non era disposto ad affrontare e per le istituzioni ampliare
un'
> autorizzazione in presenza di strutture assolutamente inadeguate ad
> accogliere anche solo i "regolari".
> Abbiamo raggiunto tutti insieme (nuovo proprietario, vecchia proprietaria,
> asl, noi, altri volontari) un compromesso: il permesso di accedere
> liberamente al canile in cambio di promuovere, prima di ogni altra, l'
> adozione di questi cani. In questo modo, cioè nell'unico modo possibile
per
> riparare ad una situazione creatasi negli anni precedenti, avremmo
riportato
> alla "normalità" il numero dei cani presenti, senza costringere
istituzioni
> e proprietari a prendere provvedimenti drastici per i quali, come al
solito,
> ne avrebbero fatte le spese solo i cani. Ad oggi ci risulta che dei cani
"di
> nessuno" ne siano rimasti solo una quindicina in canile (la certezza l'
> avremo solo nei prossimi giorni quando tutti i cani saranno stati
trasferiti
> nella nuova struttura e FINALMENTE si riuscirà a capire esattamente QUANTI
> sono). Moltissimi sono stati adottati e molti sappiamo essere comunque
stati
> portati altrove dall'ex-proprietaria in collaborazione con le volontarie.
>
> LA CURA DEI CANI
> Questo è l'arcano più scottante e misterioso, ad oggi rimasto ancora
> irrisolto...
> Due premesse:
> 1) Sembra prassi comune (ma non espressamente normata) che nella maggior
> parte dei canili privati del Lazio (ma anche di altre regioni) le cure e
la
> profilassi vengano effettuate dal proprietario della struttura tramite il
> suo direttore sanitario e che la asl abbia solo una funzione di controllo
(e
> così sembra avvenisse con la precedente gestione del canile, salvo il
fatto
> che la asl non sembra aver potuto mai esercitare questa funzione);
> 2) La Legge Regionale del Lazio (34/97) sfiora soltanto il problema dei
> canili privati senza disciplinarne precisamente il funzionamento. In
alcuni
> articoli (nello specifico le competenze per la somministrazione di cure e
> profilassi) si parla di "strutture di cui alla presente legge": le
> "finalità" della legge sembrano rivolte unicamente alla realizzazione e
alla
> ristrutturazione di canili pubblici, mentre un solo articolo parla
> espressamente delle strutture private...
> E qui sta l'inguacchio!!!
> Premesso che le convenzioni stipulate dai vari Comuni con il canile non
> sembrano prevedere le cure per i cani, ma solo il loro mantenimento;
> premesso che il nuovo proprietario, con il supporto dei suoi legali,
> sostiene che la legge attribuisce ai servizi veterinari delle aziende USL
la
> "cura e salute degli animali custoditi nelle strutture di cui alla
presente
> legge" comprendendo pertanto in esse anche quelle private; premesso che il
> servizio veterinario ASL sembra aver posto il quesito su queste competenze
> direttamente alla Regione e cioè al legislatore che non ha ancora
> risposto... premesso tutto questo, nel frattempo NESSUNO cura i cani che
> aspettano solo di sapere di che morte morire.
> Noi, per non saper né leggere né scrivere, dal 5 agosto, oltre a portare
in
> clinica i casi più gravi (che poi regolarmente, quando sopravvivono,
> diventano ospiti del Rifugio...) ci rechiamo in canile ad effettuare le
> terapie di primo soccorso per curare rogna, infestazioni da zecche o
> parassiti, infezioni varie di tipo cutaneo o da morso, ecc. ecc.
consapevoli
> del fatto che qualcuno potrebbe denunciarci per "abuso di professione"
come
> ci è stato più volte ricordato. Siamo pronti anche a questo purché
qualcuno
> prima o poi ci spieghi perché siamo costretti a fare cose che SICURAMENTE
> non competono a noi.
>
> LA VITA DEI CANI
> Poche parole per un argomento terribile: oltre a tutto il resto, quando un
> cane riesce a scappare da un box o è uno tra i pochi eletti a poter uscire
> per sgranchirsi le zampe, pensa di correre incontro alla libertà e invece
> corre incontro alla morte.
> Sembra che la cosa si sia verificata anche negli anni passati, ma mai con
l'
> atrocità, la furia e l'accanimento degli ultimi mesi: qualcuno spara ai
cani
> liberi ed ultimamente è entrato anche in canile sparando ai cani nei
box...
> Ne sono morti a decine...
> Sembra che il proprietario abbia fatto una serie di denunce, ma nessuna
> indagine viene aperta.
>
> LE ISTITUZIONI
> ASL - Dopo le turbolente "presentazioni" avvenute nel gennaio 2004 sullo
> stile "voi animalisti", "voi esaltati", ecc. ecc. abbiamo chiarito
> abbastanza in fretta le cose. La ASL ha sicuramente molte responsabilità
in
> merito alla nascita ed alla sopravvivenza di questo canile per tutti
questi
> anni ed in queste condizioni, ma anche qui bisogna analizzare a fondo la
> situazione per non incorrere in valutazioni veloci, indotte da poca o
falsa
> informazione.
> Nei lunghi anni della precedente gestione la ASL, o quanto meno i medici
del
> servizio veterinario, sembrano non aver avuto alcun "potere" di
> interferenza: le poche volte in cui hanno provato ad obiettare, sono stati
> zittiti.
> Su questo posto ha regnato il POTERE vero, quello inattaccabile, riservato
a
> pochi.
> Betty ricorda ancora brillare gli occhi del veterinario asl (e chi lo
> conosce sa bene che è un'espressione inimmaginabile su quel volto duro)
> quando finalmente gli è arrivato il materiale per poter cominciare a
> sterilizzare i cani e quando finalmente HA POTUTO COMINCIARE a
sterilizzare
> le femmine prima di mandarle in canile, cosa che a quanto pare negli anni
> precedenti sfuggiva al suo controllo...
> La ASL sembrava lo scoglio più duro in questa faccenda, ma dobbiamo
> ammettere che la maggior collaborazione e disponibilità nell'accorciare,
> dove possibile, le lentezze burocratiche soprattutto per le adozioni dei
> cani è venuta proprio da loro.
> I COMUNI - Che dire se non ciò che tutti sanno? Per i Comuni i cani sono
una
> spesa, una volta fatto l'impegno ed istituito un apposito capitolo in
> bilancio il problema scompare. Pochissimi Comuni della provincia conoscono
> la legge regionale 34/97 (alcuni ne ignorano proprio l'esistenza!!!) e
> l'art. 3 del D.P.R. 31.03.1979, i doveri a loro attribuiti riguardo alla
> tutela e al benessere degli animali, alla promozione delle adozioni dei
> cani... Alcuni Comuni hanno mostrato un minimo di sensibilità tentando di
> far affidare i cani ai concittadini, andando a controllare periodicamente
lo
> stato dei loro cani in canile o scegliendo già da anni un altro canile
fuori
> provincia, dove la spesa è un po' maggiore, ma dove le condizioni dei cani
> sono di gran lunga migliori. Altri Comuni hanno risolto il "problema" a
> monte: chissà perché non hanno randagi!!! Ve lo diciamo noi? Talvolta
> "spariscono" (qui si dice che vengono pizzicati da una vipera) o
> intelligentemente "sconfinano" nel territorio di un altro Comune...
> Resta comunque inspiegabile il fatto che il Comune di Rieti, i cui cani
sono
> oltre la metà tra quelli detenuti, si sia "svegliato" solo ora e non abbia
> mai monitorato il canile nei lunghi anni precedenti...
>
> LA STRUTTURA
> Durante uno dei primi contatti telefonici, il nuovo proprietario dice a
> Betty di aver presentato nel gennaio 2004 un progetto al Comune di Rieti
per
> la realizzazione di una nuova struttura. Con tutta la buona volontà è
> difficile credere ad una cosa del genere, che è la "solita cosa" che il
> gestore di un canile dice ai volontari per farli stare buoni e calmi...
> La vecchia struttura è OGGETTIVAMENTE ingestibile da una persona
normale...
> una spirale infernale cresciuta anno dopo anno, non sapremmo in quale
altro
> modo definirla. Box che si attorcigliano su sé stessi, cani nascosti in
> meandri introvabili e letteralmente murati vivi... allucinante.
Continuiamo
> a ripetere che se noi ci fossimo trovati a dover gestire quel posto da un
> giorno all'altro, ci saremmo accorti dell'esistenza di almeno 200 cani
solo
> dopo una settimana, sentendo la puzza dei cadaveri, perché erano talmente
> imboscati che l'occhio di una persona "normale" non li avrebbe mai
trovati.
> Ma perché dovremmo credergli? In fondo qualcuno è riuscito a gestire
> indisturbato quel posto per lunghi anni, perché lui non dovrebbe
continuare
> nello stesso modo???
> Passano un paio di mesi e alla domanda "A che punto è il progetto?" la
> risposta è questa:"E' bloccato in Comune, la pratica non va avanti".
> Ihihihih... deduzione ovvia: ci stai provando, ma chi vuoi prendere in
giro?
> Vedrai che è tutto un bluff!!!
> Betty decide di recarsi in Comune per verificare la veridicità della
> affermazioni, quasi certa di sentirsi dire qualcosa del tipo "Progetto per
> il canile? Mai sentito!!!".
> E' invece il progetto c'è eccome!!! Non solo!!! Facendo lo stesso mestiere
e
> ben conoscendo le procedure, capisce subito di trovarsi in quello che è il
> tipico ingranaggio burocratico, attorcigliato su sé stesso quasi come le
> lamiere del canile!!! Ostruzionismo, pignoleria, indifferenza, una buona
> dose di presunzione... tutto ciò che serve a tenere una pratica bloccata
per
> sempre, senza minimamente prendere in considerazione il problema "sociale"
> che un posto come il canile rappresenta. Nessuno del Comune, ovviamente,
> sembra essersi mai recato sul posto per vedere con i propri occhi lo
"stile
> architettonico" della struttura esistente sul territorio da anni.
> Per farla breve... dopo richieste di documentazione integrativa
dilazionate
> nel tempo e nei mesi a seguire (sulla correttezza di questa procedura ci
> sarebbe qualcosa da ridire) e dopo pressioni di diversa provenienza, verso
> la fine di ottobre (cioè dopo 9 mesi dalla presentazione del progetto) il
> Comune rilascia il permesso di costruire!!! Non solo... dopo pochi giorni,
> visto che il canile è ormai diventato "un caso scomodo" per la faccia
pulita
> di questa provincia, segue un'ordinanza che ingiunge di eseguire i lavori
> entro e non oltre 60 giorni.
> E qui sono necessarie un paio di precisazioni. Chi ha un po' di
> dimestichezza con i lavori edili sa che lavorare il cemento armato in
> inverno è una follia, soprattutto in una provincia in cui la neve fa la
sua
> prima comparsa in novembre e le temperature scendono subito sotto zero, e
> che costruire una struttura del genere in 60 giorni è una scommessa
> perlomeno azzardata, con tutte le conseguenze che comunque si porta dietro
> un lavoro fatto obbligatoriamente di fretta e furia...
> Beh... la scommessa è stata vinta: con una proroga di 25 giorni per il
> maltempo, il 18 gennaio 2005 la struttura, o quanto meno il lavoro grosso,
è
> stata ultimata. Rimangono da fare alcuni massetti e la chiusura superiore
di
> una parte dei box (dai quali ovviamente i cani scappano ancora...), ma
> ESISTE.
> Con questo non vogliamo santificare nessuno, tanto meno una persona che ha
> sicuramente molte responsabilità nella gestione disorganizzata e
> superficiale di questo canile nell'ultimo anno e noi che non siamo
> imprenditori, ma solo persone che hanno a cuore il benessere degli
animali,
> non possiamo accettare come giustificazione l'enorme spesa affrontata per
> costruire la nuova struttura, a discapito di un risparmio sulla manodopera
e
> sui materiali per la manutenzione della vecchia struttura in attesa di
> quella nuova. Ma ha mantenuto la promessa più importante, quella
> indispensabile per ripartire da zero e restituire la dignità ai cani e
> questo è un buon presupposto per le altre promesse che dovrà mantenere: in
> un anno di scartoffie ed in due mesi di lavori il nuovo canile è stato
> realizzato (lo sarebbe stato anche in meno tempo se non si fosse messa in
> mezzo la burocrazia) e non potete immaginare qual è la sensazione adesso
> nell'arrivare e non vedere più quelle catapecchie, nel non sentire più
quell
> 'odore ripugnante che ti rimaneva addosso per giorni, nel vedere
finalmente
> i cani illuminati dalla luce del giorno. Sia ben chiaro: un canile è
sempre
> un canile, cioè una galera, ma se aveste visto con i vostri occhi quello
che
> c'era prima capireste perché ora riusciamo anche a sorridere vedendo box
> tutti uguali, arieggiati, con cani che ora hanno tutti la stessa
possibilità
> di essere visti e "ben" 6 metri da percorrere nelle loro gabbie, quando
> prima c'erano cani costretti a rimanere immobili come il nostro Serse, che
> insieme alla sua compagna riempiva letteralmente il box in cui era
> collocato...
> Un solo augurio: che il passato sia davvero PASSATO, MORTO E SEPOLTO; che
> ora nel canile di Rieti si possa cominciare a parlare di normalità, per
> quanto possa essere "normale" una detenzione forzata.
>
> ASSOCIAZIONI PIU' O MENO FAMOSE, VOLONTARI & CO.
> A tutti coloro che in questi ultimi mesi hanno gridato allo scandalo, alle
> associazioni che dicono di essere presenti sul territorio e di cui non
> abbiamo mai sentito parlare né abbiamo mai visto operare in provincia, ai
> volontari che scrivono sui giornali badando a mantenere il più assoluto
> anonimato, fornendo informazioni quantomeno inesatte se non del tutto
> distorte, rivolgiamo solo poche domande...
> Dove eravate nei 13 anni precedenti al 2003? Nei 13 anni in cui questo
> canile è nato, cresciuto e marcito insieme ai cani rinchiusi? Nei 13 anni
in
> cui questo pozzo senza fondo fatto di eternit ha ingoiato chissà quante
> centinaia di cani all'insaputa del mondo?
> Possibile che solo adesso, nell'unico momento di cambiamento mai avvenuto
in
> 15 anni, ci sia stato un "risveglio" di massa? Proprio voi, cittadini di
> questa provincia malata, associazioni dai nomi conosciuti con una presunta
> onorevole storia alle spalle, tutti voi che esistete, qui, da molto più
> tempo di noi, DOVE ERAVATE PRIMA???
> Peccato non aver mai visto la calca affollarsi davanti al cancello del
> canile, con spintoni e strattoni per fare a gara a chi riesce ad entrare
per
> primo. Peccato non esserci mai incontrati in canile, affondando nella
melma
> e nella merda insieme ai cani e agli operai, così, tanto per scambiare due
> chiacchiere... Noi comunque ci siamo sempre... vi aspettiamo... e vi
> aspettano anche i cani.
>
> E INFINE... DOMANDE A RUOTA LIBERA...
>
> - E' curioso che solo nel momento in cui è stato realizzato ciò che
nessuno
> credeva possibile, si stiano alzando tante voci... non sembra anche a voi?
> Prima il silenzio assoluto. Poi, quando i dubbi cominciavano a prendere
> forma, qualche borbottio sommesso. Infine denunce, minacce,
rivendicazioni,
> rigorosamente anonime... proprio ora che le cose sono cambiate. Forse gli
> interessi di qualcuno cominciano davvero a vacillare? La speranza è sempre
l
> 'ultima a morire...
>
> - Non trovate altrettanto curioso che ogni notizia diffusa su questo
canile
> eviti ACCURATAMENTE di parlare della precedente gestione, accollando ogni
> responsabilità al nuovo proprietario, come se il canile fosse sorto dal
> nulla meno di un anno fa?
>
> - Pensate davvero che ci siano tutti questi "salvatori" al mondo? Se fosse
> vero, allora doppio, triplo, quadruplo natale e doppi tripli, quadrupli
> regali, hurrà!!!
> Continuiamo a sostenere che NESSUNO SALVA NESSUNO. Nello specifico, i cani
> si salvano da soli. Noi possiamo solo aiutarli ed offrire loro un'
> opportunità di cui nostri simili li hanno privati: portarli fuori da una
> gabbia in cui "noi" li abbiamo rinchiusi non è un salvataggio, è la
> restituzione di un diritto che "noi" abbiamo tolto. Chi crede il contrario
è
> un esaltato, un folle o solo un presuntuoso.
>
> - Tirare fuori un cane da un canile per portarlo in un posto identico in
cui
> nella migliore delle ipotesi "soggiornerà" solo per breve tempo, nella
> peggiore delle ipotesi per tutto il resto della sua vita, ha un senso
> compiuto?
>
> - Tirare fuori un cane da un canile sapendo che, se le cose non cambiano e
> non si agisce per cambiarle, gli altri 699 saranno condannati a rimanere
lì
> per sempre nelle stesse condizioni in cui hanno vissuto per lunghi anni, è
> sufficiente?
>
> - Parlare di cose che non si conoscono, magari ricamando e storpiando
realtà
> già abbastanza tragiche, ergendosi a giudici, tentando di primeggiare
nella
> scoperta di macabre atrocità, ma senza proporre alternative concrete e
> soprattutto senza VEDERE, serve a qualcuno e in questo caso specifico ai
> cani?
>
> - E' davvero così difficile mettere un attimo da parte sé stessi,
scordarsi
> del proprio nome, delle proprie esigenze esistenziali che possono
> tranquillamente essere soddisfatte in altro modo, senza usare loro come
> mezzo, ed ascoltare i cani?
>
> - E' così difficile ammettere che per la prima volta in 15 anni, forse,
> stiamo arrivando alla normalità???
>
> Siamo a disposizione per qualunque chiarimento... grazie se avete avuto la
> pazienza e la costanza di arrivare a leggere fino a qui.
> Ezio & Betty - 335/6619901 - 339/1847914
> info at ulmino.it      www.ulmino.it
>