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la nemesi



Title: la nemesi
28.01.2005

Cellule staminali contaminate
Il loro possibile uso terapeutico in soggetti umani sarebbe compromesso




Le linee di cellule staminali embrionali umane attualmente disponibili per la ricerca negli Stati Uniti sono state contaminate con una molecola non-umana che ne compromette il loro potenziale utilizzo terapeutico in soggetti umani. Lo sostiene uno studio di ricercatori della Scuola di Medicina dell¹Università della California di San Diego (http://medicine.ucsd.edu/) e del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla (http://www.salk.edu/), in California.
In uno articolo pubblicato online il 23 gennaio 2005 sulla rivista "Nature Medicine" (http://www.nature.com/nm/index.html), gli scienziati scrivono di aver scoperto che le cellule staminali embrionali umane, comprese quelle attualmente approvate per lo studio con finanziamenti federali negli Stati Uniti, contengono sulla superficie un acido sialico chiamato acido N-glicolilneuraminico (Neu5Gc) che le cellule umane non sarebbero geneticamente in grado di produrre. In uno studio collegato, pubblicato il 29 novembre 2004 sulla rivista "Journal of Biological Chemistry" (http://www.jbc.org/), lo stesso gruppo di autori aveva descritto l'esatto meccanismo cellulare che ha causato questo fenomeno.
Studiando una delle linee di cellule staminali embrionali approvate dal governo degli Stati Uniti, i ricercatori hanno determinato che Neu5Gc viene incorporato dalle cellule quando vengono fatte crescere o derivare da colture di laboratorio che contengono fonti animali della molecola in questione. Tutti i tradizionali metodi di coltura in vitro usati per far crescere le cellule staminali embrionali umane comprendono materiali di derivazione animali, come cellule del tessuto connettivo di topi o siero fetale di vitello.
"Le cellule staminali embrionali umane - spiega Ajit Varki, principale autore dello studio - rimangono contaminate da Neu5Gc anche se crescono in condizioni di coltura speciali, con i sostituti del siero attualmente in commercio, probabilmente perché anche questi prodotti sono di derivazione animale".

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(http://www.lescienze.it/index.php3?id=10234)