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Nascita di un Centro Internazionale Antivivisezionista



da AgireOra:

Messaggio da Massimo Tettamanti
massimo.tettamanti at gmail.com
(notare il cambio di mail, aggiornate la vostra rubrica!)

Ciao a tutti.

Comunico con piacere la nascita del “Centro Internazionale per le
Alternative nella Ricerca e nella Didattica”
(www.icare-worldwide.org
-
sito ancora non completato) con sede in India e progetti in varie
nazioni.
Il nome ufficiale in inglese è “International Center for Alternatives
in
Research and Education” le cui iniziali formano la sigla I-CARE che,
sempre in inglese, vuol dire “io ho cura”, “a me importa” …
sottolineando la spinta etica di base contro la vivisezione.
Proprio nella presentazione del centro si legge che I-CARE è contro una
scienza che “uccide e provoca sofferenza”.
La necessità di creare il centro I-CARE, nasce da alcuni fattori:

1)La vivisezione è regolamentata principalmente da protocolli
internazionali e non può essere contrastata da progetti soltanto
nazionali
2)Alcuni campi di vivisezione sono regolamentabili a livello nazionale
(es. la didattica universitaria) e ci sono ad esempio nazioni che usano
metodi alternativi e altre che non li usano. L’idea della
collaborazione
internazionale è quella di usare precedenti ottenuti in una nazione per
sostituire test con animali in altre nazioni (ad esempio la didattica
in
Italia è decisamente diminuita mentre in Svizzera è clamorosamente
aumentata).
3)La sola protesta, in alcuni casi, non è sufficiente e potrebbe
risultare utile essere anche propositivi.
4)La possibilità di bloccare varie sperimentazioni porta alla
necessità
di riabilitare gli animali salvati. Quando il numero di animali diventa
troppo grosso, singoli progetti o singoli rifugi possono non essere in
grado di farcela per mancanza di competenze specifiche, mancanza di
posto o di soldi. All’interno del centro I-CARE si è creato un network
collaborativo di tutti i rifugi che, fino a ora, in diverse nazioni,
hanno riabilitato animali da laboratorio.
5)Il movimento per gli animali basato sull’associazionismo non è
praticamente mai stato in grado di collaborare e di compattarsi  (non è
possibile a livello nazionale figuriamoci a livello internazionale) e
quindi era necessario creare un centro di coordinamento basato
esclusivamente su progetti in cui possono convogliare singoli
ricercatori, gruppi di ricerca, associazioni o gruppi animalisti che
hanno obiettivi specifici comuni anche se mentalità differenti.
6)Gli attuali “portavoce ufficiali” dei metodi alternativi sono di
solito ricercatori che usano anche animali o comunque ricercatori che
NON sono contro la vivisezione. L’idea è quella di partecipare a
congressi con progetti validi, pubblicare articoli su riviste
scientifiche, inserirsi nei gruppi di lavoro legislativi o scientifici
in modo da rompere l’attuale idea “scienziati contro animalisti
emotivi”
ma “scienziati che uccidono animali contro scienziati che li salvano”
7)Molti progetti saranno basati sulla didattica, sull’Education,
perché, oltre a cercare di sostituire l’uso di animali in questo campo,
si riesce a entrare in contatto con studenti e docenti universitari. In
pratica si lavora anche molto per cambiare la mentalità dominante che
considera l’animale un oggetto, si lavora coi futuri ricercatori e coi
loro docenti (sono già più di 400 i docenti universitari nel mondo che
hanno partecipato a seminari sulle alternative organizzati dall’I-CARE)
8)Spesso i gruppi d’azione diretta in stile SHAC vengono identificati
come pseudo-terroristi. Il centro I-CARE si propone come supporto
tecnico-scientifico per chiarire, quando necessario, chi veramente
“uccide e fa soffrire”, quotidianamente, costantemente.

In sintesi:
·impronta etica chiara e orgogliosamente palesata.
·analisi della realtà attuale per evitare progetti magari
scientificamente validi ma giuridicamente improponibili.
·sviluppo, produzione e diffusione di metodi alternativi.

2 progetti Italiani sono già automaticamente confluiti nel centro
I-CARE
-Didattica senza animali (progetto che ha portato a una drastica
diminuzione dell’uso di animali nella didattica universitaria): è il
più
riuscito progetto su questo argomento e servirà come precedente e
supporto per progetti paralleli in altre nazioni
-Vita Da Topi (per l’esperienza acquisita nel portare fuori animali
dai
laboratori e per la loro riabilitazione). Il progetto, così come era
nato era centrato su troppe poche persone e facilmente attaccabile
rispetto al numero di animali salvati (circa 1500 in due anni e
tutt’ora
in aumento)

Per aiutare il Centro I-CARE:
-Organizzare conferenze/dibattiti specialmente nelle università o
nelle
scuole superiori a indirizzo scientifico
-Supporto economico diretto o supporto economico alle associazioni
sponsor del centro con la causale di versamento “I-CARE” (nessun membro
del Centro I-CARE può ricevere uno stipendio o un qualsiasi compenso,
tutti i soldi vanno ai progetti o alla riabilitazione degli animali
salvati)
-Diffusione di questo messaggio o creazioni di link sui siti web

Per essere aiutati dal Centro I-CARE
-singoli, associazioni, gruppi, istituzioni, ecc. che hanno in mente
un
progetto ma non sono in grado, per competenza o per motivi economici,
di
portarlo avanti da soli possono contattare il Centro I-CARE per aiuto
finanziario, giuridico o tecnico-scientifico.

Per il momento sono attivi vari progetti in Italia, Svizzera, India,
Romania e alcuni progetti obbligatoriamente internazionali (come minimo
europei). Nei prossimi mesi si uniranno progetti in Portogallo,
Inghilterra, Francia, Olanda, Usa e in varie nazioni dell’America
Latina.
Ciao a tutti.

Massimo Tettamanti

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