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NEWS: Giornali Internet 25/02/05



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CACCIA
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RAVENNA: SORPRESI 2 BRACCONIERI ALL?OPERA NEL PERIODO DI CHIUSURA GENERALE
DELLA CACCIA
Poste sotto sequestro una quarantina di trappole, comunemente chiamate
?scattarelli?, e liberati sul posto una quindicina di esemplari di Cesene e
Merli
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=1952&TipoArt
icolo=Notizie
25 Febbraio ? Anche in periodo di chiusura generale della caccia prosegue il
controllo del territorio da parte del Corpo Forestale dello Stato, attività
svolta a prevenire e reprimere l?attività di bracconaggio. Durante i servizi
svolti nelle campagne ravennati, unitamente ad alcune associazioni di
vigilanza venatoria, sono state individuate delle trappole tese all?interno
di un frutteto al fine di catturare fauna selvatica viva da utilizzare come
richiamo. Sono seguiti appostamenti che hanno permesso al personale
Forestale di sorprendere, martedì scorso, due persone intente all?utilizzo
di tali meccanismi. I due bracconieri identificati sono stati denunciati all
?Autorità Giudiziaria per ?attività di caccia con mezzi vietati in periodo
di divieto generale?. Inoltre sono state poste sotto sequestro una
quarantina di trappole, comunemente chiamate ?scattarelli?, e liberati sul
posto una quindicina di esemplari di Cesene e Merli
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Longare. La carcassa del rapace imbottita di pallini rinvenuta in un bosco a
Lumignano
Falco pellegrino trovato morto È opera del "solito" bracconiere
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/Provincia/Hab.htm
«Era il "mio falco" e l?ho trovato abbattuto da una serie di pallini
vaganti, là per terra, in un angolo del bosco, tra carpini, castagni e
roverelle». Elena Barbieri del movimento Una, Uomo natura animali, ha un
cuore speciale perché sa apprezzare le piccole gioie della vita come il volo
libero di un rapace nel cielo azzurro. E il volo di quel falco pellegrino l?
aveva conquistata e rapita tante volte, a tal punto da considerarlo un po?
"suo" quell?uccello becco ricurvo e dita armate di unghie potenti. Nei
giorni scorsi, durante una passeggiata tra i boschi di Lumignano e
Castegnero l?amara scoperta. Ed è stato un po? come ricevere uno schiaffo
dritto in faccia. «Quando l?ho fotografato - spiega Barbieri - ho
riconosciuto la gola bianca, la parte inferiore color cenere e le sfumature
rossicce a macchie scure. Era proprio il "mio" falco: l?avevo incontrato più
volte e osservato mentre volteggiava lento tra le nuvole e si precipitava in
picchiata. È un uccello bellissimo e altrettanto raro: per questo ne è
vietata la caccia. La sua non è una vita facile. Una volta viveva sulle
pareti del Broion di Lumignano, poi è stato scacciato dall?invadenza dei
rocciatori. Ed ora è stato abbattuto a tradimento nel cielo vicino a San
Pancrazio, luogo di spiritualità violata doppiamente».
E doppiamente vile è il gesto del bracconiere che ha impallinato quel falco.
Doppiamente perché il cacciatore illegale ha preferito far fuori il suo
"antagonista naturale" pur di trovare più facilmente prede da abbattere col
fucile. E perché qualsiasi persona con la passione per la caccia sa che
sparare a un falco è illegale.
Ma Barbieri rincara motivando il suo «no» alla caccia: «In questi giorni era
stata proposta in Parlamento una legge oscena per allargare le specie
cacciabili e il periodo di attività in barba ai periodi di nidificazione o
di migrazione. Davanti a queste baldanzose posizioni penso tristemente alla
povera Ballerina bianca che correva con un?ala ferita, incapace di
sollevarsi e destinata a morire, al fringuellino colorato lasciato cadavere
lungo il sentiero e al mio falco impallinato senza colpe».
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valsolda Professionista luganese era stato sorpreso con un'arma da caccia
sulla statale Regina Condannato a quattro mesi il medico col fucile
http://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezion
e=LAGO&Bassa=si&Pagina=24&IDNotizia=1402092
valsoldaLa «ignoranza» della normativa in tema di importazione di armi ?
seppur a uso sportivo ? «non è scusabile» e pertanto non è idonea a
scriminare i fatti imputati. Con questo dispositivo ieri mattina il giudice
monocratico di Como, Giuseppe Bocelli, ha inflitto 4 mesi di carcere,
sospesi, a Giorgio Giuseppe Edoardo Bronz, noto chirurgo luganese (tra i
suoi pazienti ci sarebbe anche il premier Silvio Berlusconi), portato a
giudizio dalla procura per aver attraversato il valico di Oria il 29 ottobre
2003 con un fucile da caccia nel vano posteriore del suo fuoristrada.
L'episodio dell'autunno di due anni fa era abbastanza controverso: Bronz -
assistito dal legale Pierangelo Parravicini - aveva superato il valico di
Oria senza problemi e senza dichiarare alcunché, anche perché secondo il
difensore «nulla gli era stato chiesto»; tuttavia un finanziere notò il
fucile in vista nel bagagliaio della fuoristrada, facendo scattare l'allarme
culminato nel fermo dell'auto 7 chilometri più avanti. Il medico,
interrogato in aula la scorsa settimana aveva dichiarato di essere diretto
in Austria per trasportare mobili di famiglia e per praticare il passatempo
preferito, la caccia. «Non avrei mai pensato ? aggiunse - che in Italia
fosse necessario dichiarare il Sauer 202, del resto non avevo fatto nulla
per nascondere il carico in dogana, e inoltre in Austria come in Svizzera il
trasporto di quest'arma è lecito». Proprio su questo punto aveva insistito
il difensore, a giudizio del quale il regolamento doganale (datato 1896, a
dispetto di quattro successive modifiche della legge) non contemplerebbe il
dovere di dichiarare, quando non esplicitamente richiesto. La pena inflitta
dal giudice è comunque il minimo assoluto, considerato che il punto di
partenza ? prima della riqualificazione giuridica dell'episodio - era di tre
anni di reclusione. Inevitabile, comunque, il ricorso in appello. A.Gal.

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AUSTRIA
Troppi cinghiali, in Carinzia si mobilitano i cacciatori
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2308838&Luogo=Udine&;
Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Klagenfurt
(g.s.) Il numero dei cinghiali in Carinzia negli ultimi vent'anni è
aumentato enormemente. L'animale è diventato una vero e proprio problema
perché cercando cibo causa gravi danni. Poiché sono i cacciatori a dover
risarcire ai contadini i danni causati dai cinghiali, è stato deciso di
cacciare l'animale selvaggio più spesso, migliorando anche i metodi. Le
cause per l'aumento della popolazione dei cinghiali vanno ricercate oltre
che nel cambiamento climatico, anche dalla migrazione degli animali dalla
Stiria e dal Friuli. Siccome in inverno la terra sempre meno spesso è
coperta di neve o è gelata, più cinghialetti hanno la possibilità di
sopravvivere. Secondo Horst Leitner, biologo, l'aumento della popolazione
dei cinghiali avrebbe raggiunto una dimensione preoccupante, mentre circa
vent'anni fa gli abbattimenti ammontavano a circa 30 all'anno: nel 2004 si è
arrivati a 330.
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PESCA
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Intervento di Zago
«Novellame, pesca distruttiva»

http://www.lasicilia.it/giornale/2502/ragusa/rg06/a03.htm
La pesca del novellame applicata in maniera intensiva è estremamente
distruttiva per l'ecosistema marino, poiché impedisce il rinnovo delle
specie ittiche. Per questa ragione esiste una norma che vieta in certi
periodi dell'anno questo tipo di pesca. Dal 31 gennaio scorso, però, è stata
autorizzata dall'assessorato regionale alla Cooperazione e pesca la deroga
per altri due mesi, quindi sino alla fine di marzo, che consente questo tipo
di attività. Da parte della marineria della provincia di Ragusa, in
particolare di Scoglitti e Pozzallo sono state avanzate delle proteste nei
confronti di tale deroga. In un'interrogazione presentata dal deputato
regionale dei ds Salvatore Zago all'assessorato regionale alla Cooperazione
si sottolineano i motivi per cui la marineria ragusana contesta questa
scelta. "La pesca del novellame danneggia le normali attività dei pescatori
locali dato che viene esercitata il più delle volte da marinerie non locali
e dunque, scarsamente interessate alla difesa dell'ambiente nel quale
intervengono", dice Zago che rileva, che alla fine di febbraio è prevista la
convocazione del consiglio regionale per la pesca, un incontro che potrebbe
rappresentare un'occasione per discutere le ragioni "che hanno indotto
l'assessore ad adottare la deroga al divieto di pesca del novellame".
R. S.


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ZOO
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Zoosafari, la Lav contesta il ?cambio di rotta? di Celli
http://www.corriereromagna.it/ (RAVENNA)
ravenna - La Lav (Lega anti vivisezione è indignata per lo ?stupefacente
cambio di rotta dell?etologo Giorgio Celli, acquisito ora tra chi esprime
pareri positivi sul nuovo progetto di parco zoologico della Alfa 3000?.
Etologo e divulgatore, Celli fu fra i membri della Commissione chiamata dal
Comune di Ravenna, lo scorso anno, a valutare l?opportunità di un tale
insediamento nella zona limitrofa al parco di Mirabilandia. Commissione che
bocciò, appunto, il progetto presentato da Alfa 3000. Il ?cambio di rotta?
non è proprio andato giù alla Lav, oppositrice della prima ora dell?
insediamento: ?Per anni noto presentatore di documentari naturalistici, ci
rattristiamo nell?apprendere, solo ora, che Giorgio Celli considera i
documentari in tv ?solo un sussidio? necessitando, nella sua missione di
divulgatore, anche di uno zoo per fare conoscere ai romagnoli le zebre
africane tra le dune del Po - dichiara Giovanni Guadagna, responsabile Lav
settore Zoo -. Deduciamo che il professore non avrebbe nulla in contrario a
recintare animali appartenenti alla fauna romagnola nella savana africana,
se questo è necessario per simpatizzare con gli animali?.




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AMBIENTE
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INQUINAMENTO. Disastro ecologico da Gavardo ad Asola per una misteriosa
sostanza versata nel fiume
Strage di pesci nel Chiese
La Polizia provinciale: «La più grave moria degli ultimi 20 anni»
http://www.bresciaoggi.it/storico/20050225/Provincia/Aac.htm
Migliaia e migliaia di pesci morti galleggiavano ieri su tutto il corso del
Chiese, da Gavardo a Prevalle, poi giù a Bedizzole fino ad Asola nel
mantovano, uccisi da una misteriosa sostanza scaricata nel fiume in quantità
tale da provocare il più grave inquinamento degli ultimi vent?anni. Ignoti,
per ora, i criminali che si sono macchiati di questo gravissimo disastro
ecologico. «Stiamo indagando - spiega l?ispettore Dario Saleri della Polizia
provinciale -, ma è ancora presto. A prima vista sembra trattarsi di
inquinamento industriale da metalli pesanti. I campioni d?acqua sono stati
prelevati dall?Agenzia regionale per l?ambiente, mentre esemplari di pesci
morti sono stati inviati all?istituto zooprofilattico. Quando sapremo quale
sostanza li abbia uccisi, potremo forse risalire ai responsabili. Io -
aggiunge l?ispettore - faccio questo mestiere da 22 anni, ma non avevo mai
visto una morìa di tali proporzioni. La quantità di sostanza doveva essere
enorme, non certo poca roba: i pesci morti sono centinaia di quintali».
L?allarme è scattato ieri mattina verso le 7.30 quando alcuni dipendenti
della Ferriera Ponte Chiese di Prevalle hanno allertato la polizia locale
segnalando alcuni pesci morti che galleggiavano nel Chiese.
E? apparso chiaro che il fiume è stato invaso da una sostanza chimica,
probabilmente un metallo pesante, che ha inquinato in maniera inesorabile l?
acqua anche là dove il fiume si divide e diventa il Naviglio Grande. Non c?è
stato scampo per i pesci, sia per quelli che vivevano nel Chiese, sia per
quelli trasportati dalla corrente nel Naviglio.
Una volta intervenuti, i tecnici di sono resi conto che nel primo pomeriggio
alcuni pesci erano ancora agonizzanti: significa che potrebbero esserci
state due ondate di inquinante. La prima presumibilmente nel corso della
notte, e questo giustifica la morte dei pesci trovati di primo mattino, e la
seconda nel corso della mattinata stessa, che ha ucciso anche quei pochi
pesci riusciti a sopravvivere.
Nessuna forma di vita è dunque stata scampata a questo disastro. «Tra i
pesci morti ci sono trote, temoli, cavedani, barbi, persici reali,
bottatrici - dice l?ispettore -: molti sono venuti a galla a pancia in su,
tanti altri giacevano sul fondo con la bocca aperta».
L?inquinamento è partito probabilmente dalla zona di Gavardo, poco prima
della località San Martino, dalla sponda sinistra del Chiese (per chi scende
la corrente) con sversamento diretto nel fiume di rifiuti ancora
imprecisati: se si tratta di sostanza volatile, come il cianuro, si rischia
persino di non riuscire a identificarla.
In serata l?ondata di morte era arrivata addirittura ad Asola, nel
mantovano, e questo prospetta due possibilità: o una quantità eccezionale di
inquinante, o una sostanza particolarmente aggressiva.
A Prevalle, dove c'è la griglia dalla quale non riesce a passare il pesce al
di sopra del mezzo chilo di peso, lo strigliatore (attrezzatura che pulisce
la griglia dai residui ingombranti) ha raccolto e depositato una gran
quantità di pesce, anche esemplari di 4 o 5 kg di peso. Tutti pesci al di
sotto del mezzo chilo ha attraversato la griglia e ha proseguito trascinato
dalla corrente.
Le associazioni dei pescatori dilettanti dell'intero bresciano stanno
pensando di chiedere alle centrali un rilascio d'acqua straordinario, per
aumentare la portata del fiume. Obiettivo: cercare di ripulire subito il
fondo del Chiese, che in questo momento, ipotizzando un deposito
dell'inquinante, potrebbe esserne intriso.
Le autorità competenti stanno lavorando a pieno ritmo. L?assessore
provinciale alla pesca, Alessandro Sala, sta «marcando stretto» la Asl e l?
Arpa per avere in tempi brevi l?esito delle analisi e le indicazioni per le
eventuali misure sanitarie restrittive da adottare.
Intanto, di paese in paese, l?indignazione è andata crescendo per tutta la
giornata. A Bedizzole il primo ad accorgersi della morìa è stato un
volontario dell?associazione «Vita fiume Chiese», che verso le 10 ha
segnalato le migliaia di pesci morti. «Ho constatato che purtroppo il
disastro ambientale supera ogni aspettativa - spiega il presidente dell?
associazione Valerio Gabana -. Noi dell?Associazione "Vita fiume Chiese"
abbiamo scattato varie fotografie per documentare lo scempio. Per anni
abbiamo lottato per dare un futuro al nostro fiume. Ma tutto è rovinato in
una notte di veleni».
Gaia Mombelli
Massimo Pasinetti
Alfredo Laffranchi

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it