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NEWS: Giornali Internet 26/02/05



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CACCIA
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CANEVA Il giudice Piera Binotto ha condannato un sessantacinquenne di Sarone
arrestato dai carabinieri
Armi, 14 mesi al pensionato
Decisive le perizie sui fucili e le munizioni da guerra. Le tesi del
difensore
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2310943&Luogo=Pordenone&Pag
ina=MANIAGHESE%20SACILESE
Caneva
Un anno e due mesi di reclusione: è la condanna che il giudice Piera
Binotto, accogliendo in parte le richieste del pm Francesco Giannone, ha
inflitto al pensionato Mario Viel, 65 anni, di Sarone di Caneva. L'uomo,
assistito con puntiglio dall'avvocato Roberto Centrone, era accusato di
detenzione di armi e munizioni da guerra perché - come ricostruito
dall'accusa sulla base delle prove prodotte dai carabinieri di Caneva,
coordinati dal comandante maresciallo Andrea Bristot, e dalle guardie ittico
venatorie della Provincia - ad inizio settembre del 2004 venne trovato in
possesso di alcuni fucili e munizioni che non erano state denunciate
all'autorità di pubblica sicurezza (come prevede la legge), tra le quali
un'arma per la caccia grossa. Le Forze dell'ordine, al termine della
perquisizione, fecero scattare l'arresto del pensionato. Poche ore prima del
blitz le Forze dell'ordine avevano trovato il pensionato, in compagnia di un
compaesano, mentre era intento in una battuta di caccia notturna nella zona
del Col Longone a Sarone.
Dopo pochi giorni Viel venne scarcerato e potè tornare a casa. A distanza di
quattro mesi, terminate una serie di perizie tecniche sulle armi poste sotto
sequestro, si è tenuto il procedimento penale, nel quale sono stati chiamati
a testimoniare il maresciallo Bristot, un perito e un un investigatore delle
Guardie ittico venatorie della Provincia. Nel frattempo l'avvocato Centrone
aveva tentato di trovare un accordo con il pm Giannone, ma la trattativa non
era andata a buon fine.
«È una condanna pesante - ha puntualizzato l'avvocato Centrone - ma comunque
inferiore al patteggiamento. Attendo di leggere le motivazioni della
sentenza e poi valuterò se presentare ricorso in Appello».
Ro
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DOPO UNA DENUNCIA DELLA LAC
Falco "assassino", al veterinario viene cancellata la multa
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2311196&Luogo=Treviso&Pagin
a=TREVISOL'hanno assolto per non aver commesso il fatto: l'accusa era di
aver provocato la morte di un picchio rosso con un falco da caccia. È una
guerra tra la Lega anticaccia e un cacciatore che è anche... veterinario
dell'Usl, falconiere ma consulente del Centro recupero fauna selvatica. Non
è la prima volta che avviene lo scontro, già registrato dalle cronache in
occasione dell'abbattimento di un capriolo investito nel cuore della notte a
Cozzuolo, e soppresso dall'uomo. La Lac aveva chiesto al presidente della
Provincia Luca Zaia il ritiro della convenzione con il veterinario, ma così
non è avvenuto. Questa volta il veterinario era chiamato davanti al giudice
per il falco, affidato alla sua custodia, che aveva ammazzato il picchio.
Picchio che non può avere difensori; fatto sta che il veterinario di Paese
era stato condannato con decreto penale al pagamento di 1.690 euro di
ammenda, parte dei quali in sostituzione di 40 giorni di arresto ma al
provvedimento aveva opposto ricorso, giudicato ieri in udienza e cancellato.
L'autore materiale del delitto è stato senz'altro il falco, e il giudice ha
creduto che il "mandante" non sia stato il veterinario.
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PROVINCIA
Caro caccia, ordine del giorno di Lodovisi contro nuove tasse
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050226&ediz=03_RIETI&npag=38
&file=C.xml&type=STANDARD
Un ordine del giorno contro l?aumento delle tasse per le concessioni
governative che versano i cacciatori, a persentarlo in Provincia è stato
Vincenzo Lodovisi, consigliere provinciale e nella giunta Calabrese
assessore alla Caccia. «La questione ha una rilevanza per la sproporzione
dell?aumento disposto, ma diventa devastante se si considera che
parallelamente si dispone la cancellazione della devoluzione del 50 per
cento degli introiti alle province cui sono state trasferite le competenze»
ha spiegato Lodovisi.
Nell?ordine del giorno il consigliere provinciale della Margherita fa
rilevare come «gli effetti di tali misure comporteranno un considerevole
esborso di danaro per l?esercizio venatorio a carico dei singoli cacciatori
che non sempre godono di particolari posizioni reddituali. In più queste
quote non torneranno sul territorio per essere destinate, come nelle
previsioni previgenti, agli investimenti tesi a migliorare ed incrementare
il patrimonio ambientale e faunistico, con l?effetto perverso che le tasse
versate dai cacciatori saranno restituite ai ceti appartenenti ai redditi
alti. Questo provvedimento - scrive Lodovisi nell?ordine del giorno - appare
sproporzionato, ingiustificato vessatorio in danno di molti cittadini per
molti dei quali la caccia rappresenta l?unico momento di svago e
socializzazione ma che penalizza un settore che attiva migliaia di posti di
lavoro nell?industria, nel commercio e nel mondo rurale».
Il documento impegna ?il Consiglio provinciale a sollecitare la Regione a
intervenire, per il tramite della Conferenza delle Regioni, nei confronti
del Governo e del Parlamento? e, altresì, ?la Provincia di Rieti affinché
per il tramite dell?associazione nazionale si intervenga per il ripristino
del gettito a favore delle Province, che deriva dal pagamento delle tasse».
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Spara alla compagna e si suicida a 71 anni
http://www.iltempo.it/Roma.asp?id=22108&pag=6
di CARLO PACE
UN COLPO di fucile sparato da vicino. Troppo da vicino, per fortuna della
vittima: la rosa dei pallini esplosi dall?arma, un grosso calibro 12 Beretta
da caccia, non si è aperta, ha colpito il braccio ma solo quello. Anna Maria
T., 67 anni, è rimasta ferita un modo serio, sì, ma in pericolo di vita. Lui
invece, l?ex compagno di ballo col quale l?amicizia si era conclusa da
pochissimo, a gennaio, Enrico Ricottino di 71 anni, ha creduto di averla
uccisa. È tornato all?auto, una Fiat Panda bianca, e ha atteso. Poi ha visto
l?ambulanza arrivare a sirene spiegate, ha creduto che fosse davvero finita
per sempre, ha tirato il grilletto del fucile, legato a un cordino. Si è
ucciso così, in mezzo alla strada in via Monte Cervialto davanti al civico
146, proprio mentre qualcuno dei passanti chiamava il 112 e prestava i primi
soccorsi. La vittima, portata d?urgenza all?ospedale Sandro Pertini, è stata
ricoverata. Mentre sul corpo del suo compagno di liscio d?una volta,
impazzito dalla gelosia, impazzito per la perdita di quel rapporto che era
diventato la sua ragione di vita, iniziavano i rilievi dei carabinieri. Le
indagini, condotte dai militari della compagnia di Montesacro, agli ordini
del maggiore Gildoni, hanno chiarito subito la dinamica del tentato omicidio
e del successivo suicidio. Anna Maria T., da sette anni vedova di un agente
carcerario, aveva deciso di troncare quella relazione ormai divenuta
insopportabile forse proprio per il carattere troppo possessivo dell?uomo.
La figlia della donna spiega anzi che una vera relazione non c?era mai
stata, che era solo un?amicizia, che lei amava ballare e da lui si faceva
accompagnare in una scuola di danza a Fidene. Ma forse da tempo c?era un
altro rapporto, un altro amico con una Punto rossa col quale aveva iniziato
a uscire. Lui però, Enrico, non s?era mai voluto rassegnare. Accecato dalla
gelosia, l?altro ieri ha incrociato Anna Maria, ho forse l?ha seguita ben
sapendo che lei, che abita in zona, avrebbe percorso quell?itinerario. All?
improvviso è sceso dalla macchina, ha percorso qualche metro col fucile
spianato, la sparato. La donna, ferita al braccio, è riuscita a scappare nel
bar «Sole e Luna» e a chiedere aiuto. E proprio da qui appunto sono partite
le telefonate al 112 e al 118. Quell?ambulanza è stata per Ricottino come un
segnale che ormai l?irreparabile era stato compiuto. Così ha deciso di farla
finita anche lui, travolto dalla sua stessa follia e forse dall?enormità del
suo gesto. Ha ripensato un momento alle serate trascorse insieme, alle
comuni origini umbre - entrambi vedovi, entrambi della provincia di Perugia,
entrambi appassionati del liscio - poi si è sparato sul petto. Spegnendo per
sempre il fuoco della gelosia. Foto Fabiano
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NOCIVOSARAITU
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Viadana. Cittadini allarmati: il rischio di alluvione è grande, chi effettua
i controlli?
Argini, allarme volpi
Sabbioni, tane enormi minano la stabilità
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=18595&sezione=CASALASCO&ediz
ione=20050226
SAN MATTEO (VIADANA) ? L?argine maestro del Po è minacciato dalle volpi che
in numero sempre più massiccio stanno scavando le loro tane, mettendo a
repentaglio la stabilità degli argini stessi. «Dopo aver partecipato a un
incontro pubblico della Protezione civile Oglio Po ? spiegano Cesare
Bologni, Dino Veronesi e Luciano Zapparoli che hanno denunciato il
problema ?, al di là della riconoscenza verso i volontari, ci siamo
allarmati perché abbiamo notato assenza di controllo, di impegno, se non di
fastidio, da parte delle istituzioni preposte. Non si è capito infatti
perché alla richiesta dei volontari della protezione civile di ripulire da
arbusti e sterpaglie gli argini, si sia risposto negativamente, per non
parlare della inspiegabile noncuranza nel trattare i problemi riguardanti la
presenza di animali non autoctoni nelle golene e dei controlli che non si
effettuano sulle distanze di sicurezza dagli argini delle piantumazioni».
Nei giorni scorsi, poi l?amara scoperta. «Vagando per la golena ci siamo
imbattuti in diverse tane di volpe, scavate direttamente nell?argine
maestro, nascoste e protette da arbusti ebacce ed essenze varie. È in questo
contrasto, tra l?impegno profuso da molti cittadini e l?insufficienza dei
controlli, che sta l?allarme. Si, perché da quello che si evince dalla
esperienza delle molte persone che vivono, lavorano, operano e quindi
conoscono i nostri argini, boschi e animali che li abitano da sempre o più
recentemente, pare che i pericoli che corriamo in caso di piena siano molto
grandi. È tempo che qualche ?autorità? con la testa non ancora totalmente
burocratizzata, voglia ascoltare anche le persone del luogo che spesso non
sono degli invasati ma sono portatori anche di conoscenze utili. L?Italia è
piena di disastri dovuti alla presunta onniscienza degli esperti».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it