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Il Secolo XIX 27.2.05



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Un pronto intervento per animali in difficoltà
L'Enpa di Savona ha soccorso nel 2004 cani, gatti, tartarughe e un cavallo
Savona Un pronto soccorso per gli animali. Funziona in tutte le quattro province della Liguria. In prima fila per aiutare cani, gatti e volatili in difficoltà ci sono l'Enpa, Ente nazionale protezione animali, associazioni come Lipu e Lav, le guardie forestali, gli addetti del servizio veterinario delle Asl e spesso anche i vigili del fuoco. In questa attività a favore degli animali in difficoltà o feriti si è distinta nel corso del 2004 l'Enpa Savonese che ieri ha presentato il bilancio del 2004. Quasi 800 sono stati gli animali soccorsi, circa 1.200 gatti liberi sterilizzati e reimmessi nel loro ambiente di vita, 1.651 consulenze telefoniche e 726 in sede, 844 interventi di soccorso o liberazione di animali e 558 operazioni chirurgiche, spesso complesse e costose, eseguite su soggetti malati o feriti dai veterinari convenzionati. Gli animali recuperati sono stati nel dettaglio 792, tra cui 301 animali selvatici e 12 rettili ed esotici (tra cui furetti, merli indiani e tartarughe), accuditi nei piccoli centri riabilitativi di Savona, Magliolo e Laigueglia, 115 cani randagi (ospitati nei tre rifugi di Cadibona, Leca d'Albenga e Finale Ligure) e 364 gatti liberi (una media di uno al giorno, curati nei locali attrezzati di Savona, Albisola, Celle Ligure, Laigueglia ed Albenga). Non sono mancati interventi complessi come quello per il salvataggio di un cavallo ferito che ha richiesto grande impegno e professionalità. E poi l'attività delle Guardie Zoofile Enpa: 650 servizi svolti, con la verifica delle condizioni di mantenimento di oltre 2.500 animali, 14 persone denunciate per maltrattamento di animali, 4 per inosservanza alle leggi sulla caccia e pesca, 2 per altri reati penali, un sequestro e 16.000 chilometri percorsi nella vigilanza in tutta la provincia. Un'attività che è stata svolta da un gruppo di volontari (alcune decine soltanto) che dedicano a questa missione ogni minuto del tempo libero dalla propria attività lavorativa. L'opera della sezione nel corso del 2004 non si è però limitata al soccorso ad animali ed alla consulenza ai cittadini. Molti sono stati gli interventi presso comuni, comunità montane, Provincia, Regione e magistratura per sostenere l'adozione di interventi a favore degli animali. Ma il risultato dello scorso anno sulla situazione degli animali in provincia è sempre negativo, malgrado, secondo l'Enpa savonese, diversi comuni meritino la sufficienza, alcuni l'eccellenza, mentre in altri, come a Mioglia, Villanova, Ortovero e Casanova Lerrone, nascervi animali è davvero una sventura. "A distanza di 25 anni dalla privatizzazione dell'Enpa - è scritto in una nota dell'associazione animalista -, i compiti di tutela che erano stati demandati ai comuni ed alle comunità montane sono ancora ampiamente disattesi e permangono grosse problematiche che non vengono affrontate in modo efficace dai settori della pubblica amministrazione, ai quali la legge attribuisce precisi obblighi di intervento e che lasciano invece vergognosamente soli i Volontari dell'Enpa a compierli, senza mancare poi di ostacolarli o addirittura perseguitarli".
L'avvoltoio degli agnelli è tornato in Valle d'Aosta
L'ultimo esemplare di gipeto fu abbattuto nel 1913. Ora sarà protetto
Aosta Ci sono voluti 92 anni perché la Valle d'Aosta firmasse la pace con il gipeto, l'avvoltoio degli agnelli. Infatti nel 1913, in Val di Rhemes fu abbattuto l'ultimo esemplare presente in Valle. Ma nei giorni scorsi per rimediare al grave danno causato alla specie, la Giunta regionale ha addirittura vietato il volo degli elicotteri per la pratica dell'eliski in una zona della Valle d'Aosta per non disturbare una coppia di gipeti reali che di questi tempi stanno amoreggiando volteggiando sulle vallate dell'alta Valle. La Giunta ha varato il provvedimento per consentire ai due avvoltoi di amoreggiare indisturbati, con la speranza che dopo la fecondazione, la femmina di 5 anni, deponga le uova nella cengia di una parete rocciosa dove pare stia costruendo il nido. «Non vogliamo rendere pubblica l'ubicazione della zona - ha commentato Luciano Caveri, assessore regionale al turismo e ai trasporti - per evitare che ci sia chi, per curiosità, va comunque a disturbare la coppia». Il volatile che ha un'apertura alare di circa 2,5 metri, nel 1800 era accusato di rapire gli agnelli (da qui il soprannome) ed anche i bambini in fasce: questa fama lo condusse allo sterminio. Oggi è stato accertato che il gipeto è inoffensivo per la fauna, in quanto si nutre esclusivamente di cadaveri e carcasse. Attualmente sulle Alpi sono presenti più di 50 esemplari e recentemente il rapace è stato rivisto volare nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Una mostra permanente dedicata alla reintroduzione nelle Alpi del gipeto si trova in Val di Rhemes ospitata dal Centro Visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso in località Chanavey. All'interno del Centro Visitatori si potrà assistere a proiezioni di documentari, conoscere la storia del gipeto, osservare fedeli ricostruzioni dell'habitat e del nido del rapace ed apprendere le modalità della sua reintroduzione nelle Alpi.
CENTRO DI CONSULENZA Come scegliere il cane ideale
Torino La scelta del cane da acquistare o da prendere da un canile, le tentazioni di abbandonarlo essendo finita l'infatuazione iniziale, i problemi che possono essere causati da suoi comportamenti aggressivi. In Piemonte è nata un'organizzazione senza fine di lucro, il "Centro culturale cinofilo Club Artu", che offre specialisti per risolvere questi dubbi e fornire consulenze. «Anche quello tra uomo e cane è a tutti gli effetti un rapporto d'amore» dice Silvana Giacoletto Massano, fondatrice dell'associazione.