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Il Messaggero 27.2.05



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Roma
LA STORIA
Uccide due cani a fucilate. Poi scappa
Erano maschio e femmina. Forse è stato un pastore. La Cirinnà: «Deve essere arrestato» Un automobilista ha ucciso ierimattina due cani ed è poi fuggito. L'uomo, intorno alle 8, è arrivato con una Fiat Punto, vicino a un piccolo parco in via Casal Bianco, a Settecamini. A dare l'allarme sono stati alcuni persone che hanno assistito alla scena e hanno chiamato la polizia. Lo sconosciuto è però riuscito a scappare. Quando gli agenti del commissariato San Basilio sono arrivati sul posto hanno trovato i cani, un pastore maremmano e un pastore tedesco morti, più altri due, un husky e un golden retriver, che gironzolavano nel parco. Il maremmano era femmina e stava per accoppiarsi col pastore tedesco. È toccato ai veterinari del canile comunale della Muratella ricostruire, poco fa, attraverso l'esame sui cadaveri dei due cani, gli ultimi momenti di vita degli animali. «La femmina era in calore - spiegano i veterinari - lui era sul punto di montarla». Dall'esame è anche emerso che nessuno dei due cani era tatuato: impossibile, quindi, risalire al loro legittimo proprietario. Quel che è certo, però, è che ci sono due testimoni, che hanno assistito alla loro uccisione. Gli altri due cani, che erano stati notati nella zona, hanno fatto perdere le loro tracce: in un primo momento si era pensato che fossero collegati a quelli morti. Uno di loro, però, aveva il collare: quasi certamente appartengono a qualcuno residente nella zona. Le indagini della polizia, intanto, proseguono e potrebbero essere orientate sulla vendetta da parte di un pastore. «Una persona del genere va arrestata, come previsto dalla legge. Mi costituirò parte civile, augurandomi che l'autorità giudiziaria arresti il responsabile di questo atto barbaro». Monica Cirinnà, delegata del sindaco per i diritti degli animali, si è subito attivata per capire il da farsi. Sul luogo dell'uccisione degli animali, in via di Casal Bianco, a San Basilio, sono stati trovati altri due cani, vivi. «Ai sensi della codice penale, con la nuova legge sui maltrattamenti degli animali, viene previsto il carcere da 3 a 18 mesi». Nel caso in cui i cani non dovessero essere tatuati, questi sono da considerarsi di proprietà del Comune. «Per questo mi costituirò parte civile - spiega la Cirinnà - una persona che riesce a sparare a un animale è pericolosa anche per gli uomini e va arrestata». Anche la Lega Anti Vivisezione (Lav) si costituirà parte lesa e chiede, per l'uomo che ha ucciso i cani l'applicazione del nuovo articolo del Codice penale che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi, senza alternative di sanzione pecuniaria. Il responsabile dei rapporti istituzionali della Lav Gianluca Felicetti ha reso noto di aver chiesto al questore ed al prefetto di Roma che «vengano fatte tutte le indagini necessarie a scoprire l'assassino e a intensificare i controlli per reprimere le violenze contro gli animali».
Abruzzo
San Clemente, una ?pillola? anti-piccioni
Danneggiano il prezioso pavimento dell?antica abbazia. Si cerca di ridurne la prolificità
di FLORIANA BUCCI
CASTGLIONE A CASAURIA - Gli ultrasuoni non funzionano, non resta che ricorrere alla pillola. I piccioni che frequentano abitualmente l'abbazia di San Clemente, l'avranno gratis, sotto forma di normalissimi chicchi di granoturco. La fornitura del grano antifecondativo, ultima trovata nella guerra ai prolifici pennuti, è un metodo che la Soprintendenza ai beni Ambientali de L'Aquila ha pensato di sperimentare in primavera. Il dissuasore ad onde corte si è rivelato inefficace. I piccioni casauriensi non se ne sono nemmeno accorti. E continuano imperterriti le loro scorribande all'interno della chiesa. E con i loro escrementi affrescano il pavimento del monumento simbolo dell'Abruzzo medievale. Per porre rimedi alla situazione la Soprintendenza ha dovuto disporre turni di pulizia più frequenti. Ma non basta. Perché loro trovano sempre il modo di entrare. E per qualcuno che ci lascia le penne, rimanendo schiacciato dalla porta d'ingresso, ce ne sono a decine pronti a sostituirlo. Di qui l'idea del contenimento delle nascite. "Ci siamo rivolti ad una ditta di Reggio Emilia specializzata nella pollulazione di colombi in ambienti urbani - spiega l'architetto Berardino D'Eramo. Si tratta di un antifecondativo autorizzato dal ministero della sanità. Avevamo pensato anche al falchetto, così come hanno fatto a Pompei, ma non è facile trovarli. Abbiamo scartato anche l'idea dell'aquila finta che di certo non si addice ad un monumento". Alla Soprintendenza cercano rimedi e, intanto, i visitatori si lamentano. C'è chi scrive la sua indignazione sull'albo delle presenze e chi risponde che nel luogo di Dio c'è spazio anche per i piccioni. Quanto alle spose, nessuna paura. Se c'è un matrimonio loro non si fanno vedere. Escono solo a cerimonia finita. Per abbuffarsi di riso.
RIAPRE LA STAGIONE
Da oggi si pesca, ma il Tirino è senza trote
Delusione per i tanti appassionati che sfidano da giorni il maltempo per non perdere la postazione
di FLORIANA BUCCI
BUSSI - Riapre la pesca alla trota. Sul Tirino, come ogni anno, c'è il tutto esaurito. Di pescatori. Ma di trote se ne vedono poche. Le trote che scarseggiano e il tesserino segna-catture unico sono le novità della stagione di pesca. Il paradiso delle trote, a sentire gli umori della vigilia, sembra smentire la sua fama: se ci sono, le trote si sono ben guardate dal farsi notare dalle centinaia di appassionati che da giorni stazionano lungo le rive, sfidando la pioggia mista a neve e il divieto di campeggio che il Comune rinnova ad ogni riapertura. Il rischio di tornarsene a lenza asciutta fa arrabbiare il popolo dei pescatori, arrivati da ogni regione. Ma nessuno abbandona la postazione scelta per celebrare il rito della riapertura sul Tirino, l'unico fiume limpido in tutte le stagioni, «Vengo ogni anno da Brescia -commenta un pescatore davanti alla sede dell'Ailps che gestisce un tratto del Tirino- ma non ho mai visto così poche trote». Colpa del ripopolamento, lamentano all'Ailps, quest'anno decisamente scarso: «Solo 90 chili di trote su due chilometri di fiume». Che si vanno ad aggiungere a quelle già "in dotazione" al fiume. Le risorse del Tirino non sono infinite: faranno bene a tenerlo a mente le migliaia di pescatori che da oggi a settembre verranno a gettare l'amo nelle limpide acque del Tirino. Da quest'anno tenere il conto delle presenze sarà più difficile perché nella provincia di Pescara è entrato in vigore il tesserino segna-catture unico. Mentre fino all'anno scorso per pescare nel tratto Ailps del Tirino bisognava rivolgersi al circolo locale dell'associazione, adesso il tesserino potrà essere ritirato anche altrove: a Farindola, a Lettomanoppello. I cinquecento a disposizione dell'Ailps di Bussi sono finiti in pochi giorni. In tanti sono rimasti senza. Stessa musica al circolo Arcipesca, che gestisce un altro tratto del Tirino. Più di cento tesserini consegnati in poche ore e stesse proteste per le poche. Ieri, vigilia della riapertura, l'Arcipesca ha premiato gli alunni delle scuole medie di Bussi e Popoli che hanno partecipato al corso "A scuola di pesca" tenuto da istruttori di pesca a mosca e di pesca subacquea. Un modo per avvicinare i giovani al fiume e ai suoi abitanti. Dove il progetto europeo Life 03 vorrebbe far tornare il gambero.
Il Tar e l?Aventino
PESCARA - La sezione di Pescara del Tar ha sospeso la delibera della Provincia di Chieti con cui erano stati rettificati i confini della zona di divieto di pesca nel fiume Aventino. È stato così parzialmente accolto il ricorso della ?Scuola italiana di pesca a mosca? contraria alla riapertura della pesca, oggi, nel tratto dalla restrizione Enel a monte di ?Acque vive? fino alla dighetta a valle nel territorio di Taranta Peligna.
Pescara
Testuggini proibite
Il Corpo Forestale ha sequestrato due testuggini in un negozio, il cui titolare è stato denunciato per truffa e violazione della Legge che disciplina i reati relativi all'applicazione in Italia della Convenzione di Washington sul commercio di specie animali protette. Gli esemplari sono stati affidati in custodia giudiziale al Centro Recupero Fauna Selvatica.