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NEWS: Giornali Internet 27/02/05



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CACCIA
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Lacci ai cinghiali, anziano nei guai
La Guardia Forestale ha denunciato un sessantaduenne mentre cercava di
catturare animali
http://www.iltempo.it/Lazio_nord.asp?id=23232&pag=2
di ALESSANDRA PASQUALOTTO LA caccia è chiusa, ma nonostante i divieti c'è
sempre chi, utilizzando lacci di acciaio, approfitta per catturare
illecitamente soprattutto i cinghiali. Dopo un controllo della Forestale, un
altro bracconiere è stato infatti denunciato dagli uomini del coordinamento
dopo aver agito nel comune di Cittaducale. A Caprareccia l'uomo è stato
sorpreso proprio mentre sistemava la trappola per i cinghiali: si tratta di
F. C. di 62 anni residente a Casette. Quando è stato notato dai forestali,
l'anziano si trovava in un bosco ceduo di querce ed è stato praticamente
colto in flagrante. L'uso di questi mezzi rientra tra quelli non consentiti
dalla legge sull'attività venatoria e pertanto costituiscono una fattispecie
penalmente rilevante, con l?aggravante della caccia in epoca di divieto. La
zona è stata bonificata ed i lacci, in tutto quelli recuperati sono sei,
sono stati posti sotto sequestro a disposizione della autorità giudiziaria.
Pochi giorni prima gli uomini del comandante Antonio Giusti, sempre nel
comune di Cittaducale, avevano trovato un cinghiale morto a causa
dell'azione di un altro laccio che lo aveva catturato ferendolo a morte. In
quel caso era stato avvisato il veterinario per procedere agli adempimenti
del caso e quindi redigere notizia di reato a carico di ignoti. Nel giro di
pochi giorni è il secondo bracconiere che viene individuato, grazie alla
professionalità e alla costanza degli uomini del Corpo Forestale dello Stato
intenti ad arginare questo fenomeno che viene messo in atto in maniera
sempre più frequente, con grave danno nei confronti della selvaggina.
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LOTTA AI CINGHIALI
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=D5F707F67E23FCD92F7587C
FA767A8F7
ACQUASANTA - Nel corso del consiglio provinciale e' stato approvato un
emendamento dell'importo di 20.000 euro per l'effettuazione del censimento
della popolazione dei cinghiali nel territorio provinciale con conseguente
diminuzione del capitolo riguardante le consulenze esterne. ?Tale
intervento - spiega il consigliere Brugni - risulta essere estremamente
importante in quanto finalmente apre il cammino alla risoluzione del gravoso
problema della proliferazione incontrollata dei cinghiali nella zona montana
dell'ascolano?.
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LA POLEMICA
Troppe tasse, la caccia diventa un lusso
L?Enalcaccia di Ascoli ?spara? sulla Regione: gli aumenti sono considerati
vessatori
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050227&ediz=07_MARCHE&npag=3
9&file=G.xml&type=STANDARD
ASCOLI Un vero salasso per i cacciatori. La tassa di concessione per la
licenza di caccia è stata portata da 134,28 a 173,16 euro. «Con un aumento
del trenta per cento e dopo che nel 2003 tutti i cacciatori erano stati
assurdamente sottoposti ad una revisione della licenza con la
ripresentazione del certificato medico che aveva comportato una spesa di
circa 50 euro per ognuno» dice il presidente provinciale dell?Enalcaccia di
Ascoli, Dino Guidotti. «E non è finita perché avremo per l?adeguamento anche
l?aumento della tassa regionale. Mica siamo Nababbi, i cacciatori sono
operai, impiegati, piccoli professionisti, pensionati». Guidotti esprime la
ferma protesta di tutta la categoria contro questi aumenti «a dir poco
vessatori» e contro l?utilizzo che si fa delle somme pagate dai cacciatori.
«La Regione Marche beneficia non solo della tassa regionale ma anche di una
parte di quella statale. E finora le somme rinviate dallo Stato sono state
spese per studi e progetti alcuni dei quali tecnicamente sbagliati, senza
minimamente consultare le associazioni venatorie. Per la tassa di
concessione regionale che ammonta per il 2005 a 2 milioni e 176 mila euro
era prevista dalla legge regionale 7/95 una ripartizione che assegnava il
65% alle Province, il 25 alla Regione e il 10 alle associazioni venatorie.
La prima ripartizione per le associazioni venatorie è stata del 2,3% delle
entrate e di riflesso verranno decurtati i fondi destinati alle Province che
poi vengono spesi per la gestione faunistica. Diamo atto alla Provincia di
Ascoli di aver sempre provveduto anche sopperendo con fondi propri ai
ridotti accrediti regionali». Il trend negativo degli stanziamenti per la
caccia è ormai cronico, aggiunge Guidotti che rivolge una domanda alla
Regione: che fine fanno i soldi della tassa di concessione e quale buco di
bilancio vanno a coprire?»
S. Bia.
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Riserva di caccia
Mariano Bertoni
neo presidente
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=486895
BRENTONICO - Dopo 12 anni Mariano Bertoni lascia la presidenza della riserva
di caccia e l´assemblea elegge Andrea Bertoni, rinnovando il Consiglio
direttivo.
Bertoni ha esposto gli ottimi risultati ottenuti nella gestione della fauna
alpina: lepre, capriolo, camoscio, gallo forcello godono, infatti, ottima
salute. Il nuovo direttivo si propone una gestione altrettanto attenta ed
oculata, apportando eventuali modifiche laddove l´esperienza lo suggerisca.
Uno sforzo particolare sarà fatto per creare una forte unità di sezione,
basilare per il raggiungimento dei molteplici obiettivi; saranno organizzate
serate a tema faunistico, iniziative a carattere ambientale e, a breve, la
cena sociale. Altro punto sul quale si intende insistere è una maggiore
apertura verso l´esterno, sia per uscire da un certo isolamento sia per
presentare l´immagine di una caccia legata alle tradizioni ed al territorio.
Il nuovo direttivo è composto dal presidente Andrea Bertoni, dal vice Romeo
Peroni, dal segretario Roberto Gasperotti, dai consiglieri Fulvio Benedetti,
Maurizio Benedetti, Giovanni Galli, Adele Gobbi (prima presenza femminile),
Giorgio Tonolli e dai revisori Maurizio Conti, Franco Tonolli e Giulio
Veronesi.
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MALTRATTAMENTI
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LA STORIA
Uccide due cani a fucilate. Poi scappa
Erano maschio e femmina. Forse è stato un pastore. La Cirinnà: «Deve essere
arrestato»
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050227&ediz=01_NAZIONALE&npa
g=44&file=E.xml&type=STANDARD
Un automobilista ha ucciso ierimattina due cani ed è poi fuggito. L'uomo,
intorno alle 8, è arrivato con una Fiat Punto, vicino a un piccolo parco in
via Casal Bianco, a Settecamini. A dare l'allarme sono stati alcuni persone
che hanno assistito alla scena e hanno chiamato la polizia. Lo sconosciuto è
però riuscito a scappare.
Quando gli agenti del commissariato San Basilio sono arrivati sul posto
hanno trovato i cani, un pastore maremmano e un pastore tedesco morti, più
altri due, un husky e un golden retriver, che gironzolavano nel parco.
Il maremmano era femmina e stava per accoppiarsi col pastore tedesco. È
toccato ai veterinari del canile comunale della Muratella ricostruire, poco
fa, attraverso l'esame sui cadaveri dei due cani, gli ultimi momenti di vita
degli animali. «La femmina era in calore - spiegano i veterinari - lui era
sul punto di montarla».
Dall'esame è anche emerso che nessuno dei due cani era tatuato: impossibile,
quindi, risalire al loro legittimo proprietario. Quel che è certo, però, è
che ci sono due testimoni, che hanno assistito alla loro uccisione. Gli
altri due cani, che erano stati notati nella zona, hanno fatto perdere le
loro tracce: in un primo momento si era pensato che fossero collegati a
quelli morti. Uno di loro, però, aveva il collare: quasi certamente
appartengono a qualcuno residente nella zona. Le indagini della polizia,
intanto, proseguono e potrebbero essere orientate sulla vendetta da parte di
un pastore.
«Una persona del genere va arrestata, come previsto dalla legge. Mi
costituirò parte civile, augurandomi che l'autorità giudiziaria arresti il
responsabile di questo atto barbaro». Monica Cirinnà, delegata del sindaco
per i diritti degli animali, si è subito attivata per capire il da farsi.
Sul luogo dell'uccisione degli animali, in via di Casal Bianco, a San
Basilio, sono stati trovati altri due cani, vivi. «Ai sensi della codice
penale, con la nuova legge sui maltrattamenti degli animali, viene previsto
il carcere da 3 a 18 mesi». Nel caso in cui i cani non dovessero essere
tatuati, questi sono da considerarsi di proprietà del Comune. «Per questo mi
costituirò parte civile - spiega la Cirinnà - una persona che riesce a
sparare a un animale è pericolosa anche per gli uomini e va arrestata».
Anche la Lega Anti Vivisezione (Lav) si costituirà parte lesa e chiede, per
l'uomo che ha ucciso i cani l'applicazione del nuovo articolo del Codice
penale che prevede la reclusione da tre a diciotto mesi, senza alternative
di sanzione pecuniaria.
Il responsabile dei rapporti istituzionali della Lav Gianluca Felicetti ha
reso noto di aver chiesto al questore ed al prefetto di Roma che «vengano
fatte tutte le indagini necessarie a scoprire l'assassino e a intensificare
i controlli per reprimere le violenze contro gli animali».
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COMMERCIO
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Testuggini proibite
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050227&ediz=08_ABRUZZO&npag=
44&file=P.xml&type=STANDARD
Il Corpo Forestale ha sequestrato due testuggini in un negozio, il cui
titolare è stato denunciato per truffa e violazione della Legge che
disciplina i reati relativi all'applicazione in Italia della Convenzione di
Washington sul commercio di specie animali protette. Gli esemplari sono
stati affidati in custodia giudiziale al Centro Recupero Fauna Selvatica.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.itNEWS: Giornali Internet 26/02/05