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NEWS: Giornali Internet 28/02/05



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CACCIA
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RIETI: DENUNCIATO UN UOMO DI 72 ANNI PER BRACCONAGGIO
Il bracconiere è stato scoperto mentre era intento a posizionare dei 'lacci'
per la cattura di cinghiali, mezzi non consentiti dalla legge sull'attività
venatoria. E? in aumento l?allarme bracconaggio in tutta la provincia
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=1960&TipoArt
icolo=Notizie
28 Febbraio ? Allarme bracconaggio in provincia di Rieti. A lanciarlo è il
Corpo forestale dello Stato di Rieti che ha registrato un preoccupante
incremento del fenomeno. I due ultimi episodi si sono verificati il 19
febbraio, con il ritrovamento a Cittaducale di un cinghiale morto a causa
dell'azione del 'laccio', e venerdì mattina, quando, sempre a Cittaducale in
località ?La Caprareccia?, all'interno del fitto bosco ceduo di specie
quercine, i forestali hanno sorpreso un bracconiere in azione. L?uomo, un
settantaduenne della frazione Casette di Rieti, è stato scoperto mentre era
intento a posizionare dei 'lacci' per la cattura di cinghiali, mezzi non
consentiti dalla legge sull'attività venatoria. Il bracconiere è stato
denunciato, la zona è stata bonificata ed i 6 lacci ritrovati sono stati
posti sotto sequestro a disposizione della Autorità giudiziaria.
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Oschiri. Tutti contro la direttiva europea sulla zona a protezione totale
per il palmipede
Polemiche in consiglio sulla gallina prataiola
http://www.unionesarda.it/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=2
3&IDCatGOL=394&IDNotizia=105047&Edizione=1&Pagina=17&DataPubb=20050228&Versi
one=Testuale
Sta scatenando un vero e proprio putiferio ad Oschiri la gallina prataiola,
dentro e fuori il consiglio comunale. L'Unione Europea vuole proteggere il
volatile con una nuova zona di tutela speciale, che riguarda un'area di
circa diecimila ettari compresa nei territori di Oschiri, Berchidda, Ozieri
e Tula. Secondo alcuni consiglieri di minoranza, un'operazione che sta
passando senza il coinvolgimento delle comunità interessate. Nell'ultima
seduta dell'assemblea civica di Oschiri è stato anche chiesto al sindaco
Antonio Perinu di convocare un consiglio comunale straordinario per
discutere della questione. In pratica si tratta di una delibera della Giunta
Soru, datata 20 luglio 2004, firmata dall'assessore Tonino Dessì, con la
quale vengono individuate zone di protezione speciale. Oltre a quella del
Monte Acuto, l'elenco comprende l'arcipelago di La Maddalena, l'Asinara, il
Gennargentu, le isole di Tavolara, Molara e Molarotto, Capo Caccia, Isola di
Mal di Ventre, Capo Carbonara, Monte dei Sette Fratelli, Monte Linas, Monte
Limbara. Per un totale che, secondo il consigliere comunale, Alessio
Pasella, è vicino ai 267mila ettari. Dopo anni di silenzio, quindi, si
ritorna a parlare di una qualche forma di tutela che non riguarda soltanto
la riva nord del lago artificiale del Coghinas, ma anche la stessa montagna
gallurese. Oggetto di progetti di parco regionale che non hanno mai avuto
sviluppi operativi. «Ci sono ? spiega il consigliere Pasella ? pesanti
limitazioni all'uso del territorio, soprattutto per quanto riguarda le
attività agricole e venatorie. Le misure speciali di conservazione sono
studiate per tutte le specie di uccelli, naturalmente allo stato selvatico.
Vorrei ricordare, che le decisioni sull'assetto del territorio sono di
competenza esclusiva del consiglio comunale. Deve essere ascoltata anche la
popolazione, i proprietari dei terreni, gli allevatori e i cacciatori. Il
provvedimento riguarda, all'80 per cento, Oschiri. Si parla di zone di
protezione speciale in Sardegna, a seguito della condanna della Corte di
giustizia europea che riguarda la Repubblica italiana. Non sarebbero state
infatti istituite un numero sufficiente di Zps nel territorio nazionale. Per
questo abbiamo chiesto al sindaco se in merito all'individuazione delle aree
di tutela, sia stata chiesta la consultazione del Comune di Oschiri e se la
Giunta abbia espresso la sua adesione al progetto». Il sindaco Perinu sta
esaminando l'interrogazione. Ma è già nelle condizioni di dare una prima
risposta. «La delibera regionale ? spiega ? risale al luglio scorso. Vorrei
ricordare che nell'ultima parte si parla di consultazione degli enti
interessati e concertazione delle Zps. Ancora questo procedimento non è
stato avviato, quando lo sarà forniremo le nostre indicazioni. Posso però
dire già che prima di aderire a questo progetto, vogliamo capire bene la
natura e le dimensioni dei vincoli imposti al nostro territorio». Andrea
Busia
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Elena Donazzan all?assemblea «Zona Alpi»
«Risposte precise per i cacciatori»
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/PrBas/F.htm
Cacciatori della Zona Alpi (sinistra Valbrenta, da Pove a Cismon, dalla
pianura al massiccio del Grappa) in fermento dopo l?incontro di ieri mattina
al cinema Valbrenta di Solagna, al quale era presente anche la consigliera
regionale Elena Donazzan (An) che da sempre segue le tematiche relative alla
caccia. L?assemblea è stata convocata, dopo le dimissioni del presidente
della Zona Alpi, con l?avallo dell?assessore provinciale Rocco Battistella
al quale Manuela dal Lago ha affidato il referato della caccia. «Quest?
ultima, tuttavia - spiega Elena Donazzan - ha fatto sapere che per lei il
presidente dimissionario della Zona Alpi è ancora in carica». Disorientati i
cacciatori: l?assemblea di ieri è valida oppure no?
Per capirne di più hanno dato mandato ad Elena Donazzan di far chiarezza
presso le istituzioni e la povese s?è accollata l?incarico tanto che già da
oggi avvicinerà gli organi provinciali che si occupano dell?esercizio
venatorio.
Sono centinaia i cacciatori della Zona Alpi di sinistra Brenta che attendono
risposte precise: ci sono un bilancio da approvare, una stagione venatoria
da coordinare e definire nei dettagli, chiarimenti sulle leggi e sulle
normative che regolano l?esercizio della caccia.
Per questa ragione la mediazione di Elena Donazzan diventa rilevante.
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Il programma riguarda l'attuale delimitazione territoriale
Piano della caccia, oggi il voto in Provincia
http://www.unionesarda.it/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=2
3&IDCatGOL=393&IDNotizia=105039&Edizione=1&Pagina=15&DataPubb=20050228&Versi
one=Testuale
Oggi il Consiglio provinciale è chiamato ad approvare il piano faunistico
venatorio. Un piano ormai datato, che comprende il "vecchio" territorio
provinciale, quello antecedente l'istituzione delle nuove entità
territoriali. Ma la Regione ha posto la giornata di oggi come l'ultima utile
per l'approvazione dei piani provinciali, altrimenti scatta il
commissariamento "ad acta", cioè la Regione si sostituirebbe alla Provincia.
Questo per l'urgenza di approvare il piano faunistico venatorio regionale
nei tempi previsti. In piano è stato predisposto dall'agronomo Annico Pau
dopo un lungo e accurato studio che ha portato all'individuazione di quattro
ambiti territoriali di caccia. Il primo comprende 17 Comuni (Birori,
Bolotana, Borore, Bortigali, Bosa, Dualchi Flussio, Lei, Macomer, Magomadas,
Modolo, Montresta, Noragugume, Sagama, Silanus, Sindia, Suni e Tinnura) per
comp;essivi 749 cacciatori. Il secondo ragguppa 19 Comuni (Nuoro, Bitti,
Budoni, Dorgali, Galtellì, Irgoli, Loculi, Lodé, Lula, Oliena, Onanì,
Onifai, Orosei, Orune, Osidda, Posada, San Teodoro, Siniscola e Torpé) con
3201 cacciatori censiti. Il terzo mette insieme 34 Comuni (Atitzo, Atzara,
Austis, Belvì, Desulo, Escolca, Fonni, Gadoni, Gavoi, Genoni, Gergei, Isili,
Laconi, Mamoiada, Meana Sardo, Nuragus, Nurallao, Ollolai, Olzai, Oniferi,
Orani, Orgosolo, Orotelli, Ortueri, Ottana, Ovodda, Sarule, Serri, Sorgono,
teti, Tiana, Tonara, Villanovatulo e Lodine), con 2309 cacciatori. Infine il
quarto ambito, con 29 Comuni (Arzana, Barisardo, Baunei, Elini, Escalaplano,
Esterzili, Gairo, Girasole, Ilbono Jerzu, Lanusei, Loceri, Lotzorai, Nurri,
Orroli, Osini, Sadali, Perdasdefogu, Seui, Seulo, Talana, Tertenia, Tortolì,
Triei, Ulassai, Urzulei, Ussassai, Villagrande e Cardedu) con 3052
cacciatori. Ma l'istituzione della nuove province avrà pesanti effetti anche
sull'ambito territoriale dei cacciatori nuoresi. Il piano faunistico
venatorio predisposto dall'agronomo Annico Pau dovrà infatti essere
praticamente dimezzato Ora invece lo spazio disponibile si riduce della
metà, o quasi e quindi anche il piano dovrà essere adeguato alla nuova
realtà amministrativa. L'assessore provinciale all'ambiente Rocco Cementano,
qualche tempo fa, ha diffuso i dati del pesante ridimensionamento dello
spazio cacciabile nel Nuorese. La superficie territoriale della Provincia di
Nuoro, per effetto della nuova perimetrazione, si ridurrà dagli attuali
704.398 ettari a ad appena 398.972 ettari, con una diminuzione di 305.426
ettari, mentre l'attuale popolazione residente (secondo quanto si prevede
dopo l'elaborazione dei dati del censimento 2001) passerà da 256.916
abitanti a 165.010 abitanti, con una diminuzione di 91.906 unità. Di
conseguenza i cacciatori che attualmente sono 12.103 passeranno a 7.613 con
una diminuzione di 4.490 unità, mentre le oasi di protezione faunistica
passeranno dall' attuale numero di 10 ad appena 4. Infine le zone
autogestite dalle attuali 63 passeranno a 43, con una diminuzione di ben 20
unità. La Provincia dovrà fra l'altro vigilare sull'attività e sul
funzionamento degli organi preposti alla gestione degli Ambiti Territoriali
di Caccia (A.T.C.) e sull'osservanza dei divieti di legge e di quelli
conseguenti al calendario venatorio. Ma l'attività principale sarà quella di
coordinamento fra i vari enti statali, regionali e locali di volontariato
che si occupano di programmazione e di controllo dell'attività venatoria e,
più in generale, di tutela dell'ambiente, al fine di evitare pericolose
sovrapposizioni. Angelo Altea
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Piano faunistico. La Provincia alla Regione: i confini sono sbagliati
http://www.unionesarda.it/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=2
3&IDCatGOL=395&IDNotizia=105053&Edizione=1&Pagina=14&DataPubb=20050228&Versi
one=Testuale
Non si può costruire un piano faunistico di Oristano senza tener conto dei
territori dei Comuni che faranno parte del nuovo assetto provinciale. Lo
hanno detto a chiare lettere alla Regione i capigruppo del Consiglio
provinciale nel documento sul piano faunistico inviato all'assessorato
regionale all'Ambiente. La Regione aveva imposto alle province oggi come
scadenza per l'approvazione dei piani faunistici. L'assessore provinciale
all'Ambiente Gianni Solinas ha portato il piano in consiglio lunedì e
martedì pomeriggio: uno strumento già contestato ad Ales due giorni prima
dai cacciatori della Marmilla e che nell'aula del Consiglio ha riscontrato
la contrarietà di esponenti di maggioranza e minoranza. Allora la
maggioranza ha ritirato il piano faunistico provinciale e tutti i gruppi
hanno concordato sulla necessità di redigere un documento da spedire
all'assessorato. «Il piano faunistico deve comprendere l'intero territorio e
non è accettabile che i nuovi confini vengano determinati al momento da
consigli di altre province», dichiara il documento. Il Consiglio ha dunque
deliberato di chiedere alla giunta provinciale un ampliamento del piano
faunistico alla nuova superficie provinciale e di chiarire con la Regione il
problema dell'ampliamento dell'articolo 52 della legge regionale della
caccia del 98, che non contempla i nuovi comuni della provincia. (an.pin.)
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COMMERCIO
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PESCARA: SCOPERTE DUE TESTUGGINI PROTETTE IN UN NEGOZIO, DENUNCIATO IL
COMMERCIANTE
Il sequestro è avvenuto nell'ambito di controlli sul rispetto della
Convenzione di Washington sul commercio di specie animali protette. Gli
esemplari sono stati affidati in custodia giudiziale al Centro Recupero
Fauna Selvatica
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=1963&TipoArt
icolo=Notizie
28 Febbraio ? Il personale del Servizio Cites di Pescara del Corpo forestale
dello Stato, che vigila sulla Convenzione di Washington sul divieto di
commercio di specie animali e vegetali rare e in via di estinzione, ha
sequestrato due testuggini in un negozio di Pescara. Il titolare
dell'esercizio commerciale è stato denunciato per truffa e per violazione
della legge che disciplina i reati relativi all'applicazione in Italia della
Convenzione. Gli esemplari sono stati affidati in custodia giudiziale al
Centro Recupero Fauna Selvatica.
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ALLEVAMENTO
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GIOVANI ANGA Cinquanta imprenditori hanno effettuato un viaggio di studio in
California
Agricoltura Usa, un altro pianeta
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2313484&Luogo=Rovigo
&Pagina=1
Una delegazione di 50 giovani dell'Anga - l'associazione dei giovani di
Confagricoltura - ha compiuto un viaggio studio in California, dove
convivono serenamente da anni l'agricoltura biologica con quella
tradizionale e transgenica, per cogliere spunti utili alla realizzazione
della coesistenza anche in Italia. Della delegazione ha fatto parte il
presidente dei giovani agricoltori veneti Alberto Protti, che conduce una
azienda a Porto Tolle, ed alcuni giovani imprenditori di Rovigo.
«Molto interessante - dice Protti - è stata la visita all'Università di
California, a Davis. Lì abbiamo capito che negli Usa si ha una concezione
dell'agricoltura biologica diversa dalla nostra, orientata verso la
commercializzazione dei prodotti non solo vegetali ma anche animali». «Per
quanto riguarda, poi, le biotecnologie - continua - ne viene esaltato
l'impiego non solo in agricoltura ma anche in medicina, senza metterne in
dubbio la legittimità sul piano etico». «Dalla visita a due grandi aziende
zootecniche, una da latte e una da carne - prosegue Protti - abbiamo capito,
invece, che le regole igienico-sanitarie e di tutela del benessere degli
animali imposte ai nostri allevamenti dall'Unione europea e dalla Regione,
sono molto più severe di quelle osservate negli Usa».
«In conclusione - commenta Protti - ho ricavato l'impressione di una realtà
agricola ben diversa da quella italiana e veneta, non solo per le dimensioni
enormi rispetto al nostro metro (ho visitato fra l'altro un vivaio di 200
ettari), ma anche per la spiccata propensione alla fase della vendita (nei
supermercati si trovano prodotti provenienti direttamente dalle aziende
agricole con etichetta che ne certifica l'origine) e per la presenza di
vincoli molto meno restrittivi dei nostri a tutela della salute umana,
dell'ambiente e del benessere degli animali».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it