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NEWS: Giornali Internet 31/03/05



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CACCIA
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Uccide il cane per salvare una donna
Lei, azzannata, è finita in ospedale. Il padrone ha sparato col fucile:
denunciato
http://www.ecodibergamo.it/ecowebquotidiano/transfer.asp?string=/EcoWebQuoti
diano/input/2005/03/31/19_c.shtml&direct=
TRESCORE Ha ucciso a fucilate il suo cane per impedire che ferisse
gravemente la passante contro la quale l'animale s'era avventato. La donna è
stata comunque azzannata ed è finita all'ospedale con 20 giorni di prognosi,
ma il gesto del padrone dell'animale le ha probabilmente evitato conseguenze
peggiori. L'uomo, un pensionato del paese, è stato denunciato d'ufficio per
spari in luogo pubblico e maltrattamento di animale. In più ora rischia una
querela per lesioni, anche se al momento ai carabinieri non è stata
presentata alcuna denuncia.
L'episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di domenica in via Vallesse a
Trescore. R. D. V., una donna che abita con l'anziana madre a pochi metri
dal luogo dell'aggressione, stava passeggiando in strada. All'improvviso è
stata avvicinata da un cane meticcio di media taglia che l'ha aggredita
ferocemente. L'animale ha cominciato a morsicarla, ferendola alle mani, alle
braccia e alle gambe. La donna s'è messa a urlare, in preda al terrore,
mentre il proprietario del cane - un pensionato, L. B., residente nella
stessa via - assisteva atterrito alla scena. L'uomo ha cercato di richiamare
più volte l'animale, ma non è riuscito in alcun modo a farlo desistere.
Così il pensionato ha optato per la soluzione estrema. È corso in casa, ha
preso il suo fucile da caccia, lo ha caricato e poi si è ripresentato in
strada, dove il cane stava ancora azzannando la donna. L'uomo ha sparato
alcuni colpi da distanza ravvicinata contro l'animale, ferendolo a morte.
Una scelta dolorosa per il pensionato, che però non ha trovato di meglio da
fare per bloccare il cane e salvare così la passante dalla sua furia.
Sul luogo sono intervenuti i carabinieri di Trescore che, dopo gli
accertamenti, hanno provveduto a denunciare a piede libero L. B. per aver
sparato in un luogo pubblico e per maltrattamento ai danni di animali. La
donna è rimasta ferita ed è stata accompagnata all'ospedale dove è stata
trattenuta: per lei la prognosi è di 20 giorni. Nei giorni scorsi la signora
era stata sottoposta a un intervento chirurgico al tendine di una mano.
I residenti di via Vallesse hanno preferito non commentare l'accaduto. Un
mese fa, in località Grena, non distante dal luogo dell'aggressione di
domenica, un pensionato era stato azzannato da un pastore bergamasco
randagio. Anche l'uomo era finito in ospedale, seppur con ferite più lievi.
Monica Armeli
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Pizzighettone. Volatili nel mirino del Comune: mangime anti-fecondativo in
centro, fucili spianati nelle campagne
Troppi piccioni, ecco un piano per foltirli
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=10268&sezione=PAESI&edizione
=20050331
PIZZIGHETTONE ?? E? partito il piano comunale per il controllo dei piccioni.
L?obiettivo è il contenimento della specie e delle tante colonie presenti
sia in paese sia nella campagna. La loro riproduzione, rapida, rischia di
compromettere monumenti, fabbricati e sottotetti senza contare il rischio di
malattie per l?uomo e per gli animali. L?operazione per il contenimento
della specie, seguita da una ditta specializzata con la collaborazione del
personale comunale, si sviluppa su due fronti: nel centro storico attraverso
la distribuzione di mangime granulare anti-fecondativo che inibisce la
riproduzione bloccando la nascita di nuovi esemplari; nelle cascine, agli
agricoltori e ai cacciatori autorizzati è concesso l?uso delle doppiette per
l?abbattimento all?interno dei singoli fondi agricoli. Il progetto
proseguirà fino alla fine di ottobre per coprire il periodo di massima
riproduzione e verrà ripetuto anche nei prossimi due anni. Un?attività
triennale necessaria per ottenere un risultato positivo. A breve, alla
cittadinanza verrà distribuito un foglio illustrato con indicazioni da
seguire per il rispetto del piano, tra cui quella di non dare cibo ai
piccioni durante il periodo di trattamento con il mangime anti-fecondativo.
(cv)
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valbrona I residenti delle frazioni di Candalino e Maisano pensano a
trappole posizionate dai cacciatori Nuove sparizioni, cresce la paura in
paese per il killer dei gatti
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=E
RBA&Bassa=si&Pagina=28&IDNotizia=1440300
VALBRONA Un paese a misura d'uomo, sicuramente non a misura di gatto,
Valbrona, dove alle denunce dei giorni scorsi ne sono seguite altre, di
persone che hanno visto il loro micio sparire senza lasciare traccia. «A me
sono spariti cinque gatti negli ultimi anni mentre alla mia vicina tre
soriani, l'ultimo dei quali la scorsa settimana ? spiega Giusy Turba ? un
fenomeno che purtroppo non è isolato alla sola frazione di Candalino visto
che la stessa cosa è capitata in passato e continua a verificarsi anche qui
a Maisano. Ormai io sono arrivata alla decisione di non tenere più gatti per
casa, visto che diventa impossibile farli uscire di casa senza correre il
rischio di non vederli più ritornare. L'ultimo mi è sparito due anni fa,
anche se lo tenevo quasi sempre in casa, memore delle esperienze precedenti.
Purtroppo queste cautele non sono servite a nulla, la prima volta che è
uscito non è più tornato e ogni ricerca si è rivelata vana». Un vero e
proprio mistero anche se in paese qualche idea la gente ha iniziato a
farsela, con il sospetto che i mici finiscano, loro malgrado, in trappole
riservate ad altri animali, tipo lepri o fagiani, e vengano poi fatti
sparire. «Una volta ricordo che un micio mi è tornato a casa, dopo una
scorribanda nei boschi vicino alla frazione, con ferite sul dorso, segno
probabilmente che qualcuno gli aveva sparato con un fucile a pallettoni,
mentre un'altra volta un altro gatto è tornato con una zampa ferita, come se
fosse rimasto impigliato in una tagliola. Questo prima di sparire poi
definitivamente». Indizi che non lasciano ben sperare sulla fine dei quattro
zampe che molto probabilmente sono caduti in qualche trappola e poi lasciati
morire. «Anche se per qualcuno i gatti sono animali senza importanza io come
la mia vicina e tante altre persone che conosco amiamo i nostri animali ?
conclude la signora Turba ? e ancor oggi non capisco come possano esistere
persone così crudeli da non liberare queste bestiole e restituirle ai loro
proprietari. La cosa che più mi dispiace è che alla fine mi sono dovuta
arrendere e rinunciare ai miei amati gatti, pur di non soffrire sapendo che
un giorno o l'altro avrei rischiato di perderli». Ro. Can.
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Vano ogni tentativo di soccorso, l?uomo è morto
Si spara con il fucile da caccia Anziano ritrovato dal figlio
http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=425DD54525F3B9BA4487A96
589F3D5E8
OSIMO - E? stato il figlio ad effettuare la tragica scoperta. Verso le 13 è
rientrato in casa, in via Molino Torre 1, poco lontano dal Cimitero
Maggiore, ed ha trovato suo padre, Giulio Frontini, riverso a terra in una
pozza di sangue. L?uomo, di 84 anni, si era sparato poco più di un?ora prima
con un fucile da caccia a canna doppia, e giaceva privo di sensi, ma ancora
vivo. Il figlio ha immediatamente chiamato i soccorsi: dopo pochi minuti
sono giunti sul luogo i mezzi del 118, oltre ad alcune auto dei carabinieri.
Da Torrette si è anche alzata in volo un?eliambulanza, atterrata poi nei
pressi della casa colonica, sperando in un possibile trasporto in volo verso
il pronto soccorso anconetano. Ma dopo gli immediati tentativi di rianimare
l?uomo, i soccorritori hanno capito che ogni altro spostamento sarebbe stato
inutile, e non hanno potuto fare altro, mentre l?eliambulanza rientrava a
Torrette, che accertare la morte di Giulio Frontini, e permettere poi il
trasporto della salma all?obitorio del SS. Benvenuto e Rocco, ad Osimo. E?
prevista per questa mattina l?ispezione cadaverica da parte del medico
legale, mentre i funerali sono stati fissati per domani, alle 15.30, presso
la chiesa della Misericordia. Ancora sconosciuto il motivo che ha spinto l?
anziano osimano ad un gesto così estremo: nessuna lettera, nessun biglietto.
Forse un momento di debolezza psicologica, che lo ha trascinato verso il
silenzio dopo lo sparo.
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Gabbie anti-cinghiali contrari i cacciatori
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=306637&IDCategori
a=592
Cairo Sono contrari alla posa delle gabbie nei boschi da parte della polizia
provinciale per catturare e ammazzare i cinghiali e chiedono che questa
pratica finisca. L'appello- richiesta, "basta con le gabbie", fatto alla
Provincia parte da un gruppo di cacciatori e caposquadra carcaresi che vanno
a sparare tra Giusvalla e Montenotte. Un caposquadra che chiede l'anonimato
per il timore di ritorsioni, ha interessato del caso la Federcaccia. «I
cinghiali in giro sono già pochi, adesso la stagione di caccia è chiusa,
riaprirà a settembre, e non ci sembra giusto che la polizia provinciale,
anche se previsto dalla legge, metta le gabbie-trappola per poi ammazzare i
cinghiali catturati giustificandosi con i danni alle coltivazioni». Per
giustificare la protesta le tre squadre di doppiette interessate forniscono
i loro numeri: «Tre anni fa furono abbattuti 178 cinghiali, l'anno dopo 90 e
nell'ultima annata soltanto 38. Adesso con le gabbie gli ultimi ungulati
verranno sterminati». Delle proteste per il metodo delle gabbie sono stati
informati il presidente della Federcaccia di Cairo, Gabriele Parodi e quello
dell'Ambito Territoriale di Caccia, Rodighiero Zucchero.
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DOPO LA RIUNIONE DELL?AMBITO UNICO DI BRESCIA
Una proposta: per salvare la caccia eliminare gli Atc
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/03/31/43,LETTERE/T6.html
Le chiedo cortesemente uno spazio della sua rubrica per mettere a conoscenza
tutti i Cacciatori bresciani sulla riunione del 17-03-05 dei delegati dell?
ambito unico di Brescia. Ho seguito con interesse ed attenzione l?
esposizione della relazione tenuta dal presidente Guglielmo Pagani che non
ho condiviso per una serie di argomenti esposti contraddittori con una
realtà che nessuno vuole leggere. Da un lato la relazione evidenzia l?
ampliamento dei centri urbani, la creazione di nuovi poli industriali e la
realizzazione di nuove reti viarie sottraendo terreno utile alla caccia;
diffusa, di colture intensive ed io aggiungo le distanze di rispetto dalle
cascine e dalle innumerevoli strade. Dall?altro lato si considerano le zone
di ambientamento (zone rosse) come un bene, perché sono fonti di
irradiamento e di cattura, e qui il mio disaccordo raggiunge l?apice perché
non fanno altro che togliere del bellissimo territorio utile alla caccia,
almeno dovrebbero eliminare quelle non idonee. Il mio disaccordo è
suffragato dai dati, infatti sui 7/8.000 ettari circa vincolati di zone
rosse, quest?anno di lepri se ne sono catturate 136 delle quali 88 nella
zona rossa delle Fontanelle. Il sottoscritto, cacciatore di lungo corso,
prende nota con molto rammarico che il cacciatore bresciano ha a
disposizione solo 2 ettari circa di terreno per praticare lo sport della
caccia, quindi sta diventando impossibile praticare una caccia di svago.
Come pure faccio fatica ad accettare una apertura di dialogo con gli
ambientalisti fino a quando il loro obiettivo principale è quello di
eliminarci, mi auspico invece di vederli nell?immediato futuro combattere
contro i disastri ambientali come quello che ha colpito il fiume Chiese
qualche giorno fa distruggendo in poche ore tutto il patrimonio ittico. In
merito al bilancio consultivo 2004 discusso esprimo il mio profondo dissenso
sui punti che sotto vado ad elencare; - sul lancio di fagiani pronto caccia
in grosse quantità, sarebbe auspicabile lanci più frequenti con un numero
inferiore di capi di selvaggina. - Sul compenso dato agli amministratori
(euro 44.544,58). - Sui costi sostenuti per la gestione di n. 4 voliere
(euro 35.084,50). - Sui costi erogati ai tecnici faunistico (euro
17.500,00). - Sui costi sostenuti per finanziare il miglioramento ambientale
(euro 156.452,03). - Per l?acquisto di fagiani riproduttori, appena lanciati
(euro 18.20 cadauno). - Sul rimborso danni provocati alle colture (euro
100.169,47). - Per non avere dato le piante a tutti i titolari di
appostamento fisso. In conclusione mi sento di affermare che con l?evento
degli Atc, a detta di molti, dovevano essere la salvezza e il rilancio della
caccia, invece sono stati un assoluto flop. Io ho ancora impresso nella
mente quando nel Bresciano eravamo in 50.000 ad esercitare lo sport della
caccia e non c?erano problemi, inoltre pagavamo di meno, avevamo più
selvaggina e si poteva circolare su tutto il territorio nazionale. Secondo
il sottoscritto la caccia in Italia si può salvare con delle piccole vecchie
regole, eliminare tutti gli Atc lasciando circolare liberamente i cacciatori
in tutta Italia, mettendo solo una tassa provinciale gestita dagli organi
preposti alla Provincia stessa, ed infine, proibire l?importazione di
selvaggina morta uccisa all?estero. Si ricordino tutti i cacciatori
bresciani, che se per ipotesi le sezioni comunali potessero gestirsi i
proventi delle quote pagate all?ambito, avremmo sicuramente più selvaggina,
uno stato ambientale ottimale, e avremmo meno rimborsi da erogare per
ipotetici danni alle colture. È per i motivi sopra esposti ho votato contro
al bilancio consultivo 2004 e preventivo 2005, certo in quella occasione
sarebbe stato un bel segnale se tutti i delegati presenti (43% degli aventi
diritto al voto) avessero votato come me bocciando questa classe dirigente.
PASQUALE VECCHIOLINI
Presidente prov. Cpa
Delegato Comune di Carpenedolo
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L'INVITO
Lega per l'abolizione della caccia: «Non votate Carroccio e An»
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2360235&Luogo=Venezi
a&Pagina=PRIMO%20PIANO
Mestre
Votate chiunque, ma non An e Lega. È la «raccomandazione» agli elettori del
consiglio direttivo della Lega per l'abolizione della caccia: «Non votare
per i partiti Alleanza nazionale e Lega Nord: tali partiti hanno programmi e
azioni politiche che sono assolutamente incompatibili con una corretta
conservazione della natura e protezione degli animali. In particolare,
questi partiti stanno tentando di modificare la legislazione sulla caccia
nel senso di una maggiore permissività e in violazione degli obblighi
derivanti all'Italia dal far parte dell'Unione europea».
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Cacciatori a sorpresa
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/rubrica/Lettera4.htm
Caro direttore, in campagna elettorale, ma non solo, le sorprese sono all?
ordine del giorno. L?ultima è quella legata al comunicato della lista
Cacciatori Bresciani, secondo i quali la caccia è "tra le più importanti dal
punto di vista della tradizione venatoria, sportiva, produttiva,
ambientale". Ma la sorpresa non è legata a questa "ovvia" affermazione,
peraltro condivisa dalla stragrande maggioranza dei bresciani, bensì all?
ineffabile corollario, quello del voto a Sarfatti (non lo fu per Tino Bino
in ambito provinciale). Però gli attempati e - mi lasci dire - anche
"ineffabili" membri dei Cacciatori Bresciani dimenticano - sicuramente per
caso, anzi del tutto casualmente - che con Sarfatti ci sono i Verdi e tutta
la "canea", altrettanto rumorosa, degli "anticaccia", tra i più viscerali e
"talebani". Tagliarsele con le proprie mani, come vorrebbero alcuni, è
veramente troppo. Da troppi anni c?è chi - anche a Brescia - pur di
racimolare qualche briciola di consenso politico, si dichiara favorevole - a
parole - alla tradizione millenaria dell?attività venatoria, ma alla prima
occasione è disposto benevolmente a scendere ulteriormente a patti con Verdi
e "compagnia bella" per i "scagnèi". Da noi, in alta valle, li chiamano con
un nomignolo colorito che fa riferimento alla "laméra", semplicemente per
denunciare opportunismi di troppo. I bresciani - non da ora - sanno chi è
veramente dalla parte dei cacciatori. In Valtrompia molti seguaci di Diana
appoggiano l?imprenditore lumezzanese Silverio Vivenzi, collegato alla lista
di Formigoni, proprio per una scelta di campo certa e affidabile, in barba
ad alcune "cornacchie" e Cassandre di turno. A meno che ora i Verdi siano
diventati "amantissimi" della caccia e dei cacciatori, una nuova
"rivoluzione galileiana". Un?altra sorpresa, tutta da dimostrare. Carlo
Sabatti
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SORPRESE ELETTORALI
Cacciatori e anticaccia
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/03/31/43,LETTERE/T7.html
In campagna elettorale, ma non solo, le sorprese sono all?ordine del giorno.
L?ultima è quella legata al comunicato della «Lista Cacciatori Bresciani»,
secondo i quali la caccia è «tra le più importanti dal punto di vista della
tradizione venatoria, sportiva, produttiva, ambientale». Ma la sorpresa non
è legata a questa «ovvia» affermazione, peraltro condivisa dalla stragrande
maggioranza dei bresciani, bensì all?ineffabile corollario, quello del voto
a Sarfatti (come lo fu per Tino Bino in ambito provinciale). Però gli
attempati e - mi lasci dire - anche «ineffabili» membri dei «Cacciatori
Bresciani» dimenticano - sicuramente per caso, anzi del tutto casualmente -
che con Sarfatti ci sono i Verdi e tutta la «canea», altrettanto rumorosa,
degli «anticaccia», tra i più viscerali e «talebani»... Tagliarsele con le
proprie mani... come vorrebbero alcuni è veramente troppo! Da troppi anni, c
?è chi - anche a Brescia - pur di racimolare qualche briciola di consenso
politico, si dichiara favorevole - a parole - alla tradizione millenaria
dell?attività venatoria, ma - alla prima occasione - è disposta benevolmente
a scendere ulteriormente a patti con i Verdi e «compagnia bella» per i
«scagnèi». Da noi, in alta Valle, li chiamano con un nomignolo colorito che
fa riferimento alla «laméra», semplicemente per denunciare opportunismi di
troppo... CARLO SABATTI Gardone Valtrompia
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FIERE VENATORIE
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Dopo Travedona, domenica uccelli in gara alla fiera di Bulgorello Master
Anmofa, la prima tappa
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=C
ACCIABOCC&Bassa=si&Pagina=42&IDNotizia=1440188
Il Master 2005 dell'Anmofa è partito con la grande Fiera di Travedona.
Numerosi gli uccelli esposti per la prova canora e le diverse bancarelle di
animali da cortile, canarini di vario colore e uccelli esotici hanno fatto
da cornice a questa fiera. La prova ornitofila ha dato i seguenti risultati:
Tordo Bottaccio 1. Sala R., 2. Capoferri C., 3. Beccalli S., 4. Stella N.,
5. Mazzoleni G. Tordo Sassello 1. Trezzi L., 2. Massari T. Tordina 1.
Aliprandi G., 2. Beccalli S., 3. Santin F., 4. Pellizzari C. Merlo 1.
Allievi T., 2. Brunati C., 3. Trezzi L., 4. Mantiero S. Fringuello 1.
Allievi T., 2. Aliprandi G., 3. Anzani V., 4. Sala GM., 5. Trezzi L.
Allodola 1. Brunati C., 2. Trezzi L., 3. Aliprandi G. La prova è stata
giudicata da Barboni, Bizzotto, Brunati, Gervasdini e Lissoni. Alla mostra
cinofila sono sfilati dei buoni soggetti di varie razze e al Best in Show si
sono qualificati i seguenti cani: Giovani 1. Bloodhound di Panza Daniela, 2.
Pastore tedesco di Rimedio R., 3. Setter Irlandese di Rapisarda M.C. Libera:
1. Shih Tzu di Cogliati C., 2. Kurzaar di Galluccio M., 3. Bovaro Bernese di
Novali M. Il Master prosegue il 3 aprile a Bulgorello.
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SAGRE
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Pulcini vietati: polemica
http://www.gazzettadiparma.it/gazzettadiparma/GF_viewArticle.jsp?idarticolo=
54579875&showimage=on
COENZO - Da diverso tempo la Festa di Primavera vedeva il circolo Anspi di
Coenzo distribuire ai bambini che intervenivano alla manifestazione una
coppia di pulcini, « impacchettati » in una apposita scatolina e con
allegato un pacchettino di mangime; i bambini facevano la fila per portarsi
a casa i due pulcini, che nel giro di un paio di mesi diventavano polli. Il
circolo Anspi si è sempre dato disponibile a recuperare i pulcini divenuti
polli. Ma l'anno scorso una lettera dell'Enpa di Parma, a firma del
presidente Angela Pia Maria Mori Gialdi, la quale invocava il rispetto di
« ordinanze sindacali e regolamenti comunali che in tutta Italia vietano la
distribuzione di animali vivi nelle sagre, fiere e manifestazioni locali »
ha di fatto impedito la distribuzione dei pulcini. I soci dell'Anspi per
evitare dissapori con l'Enpa decisero di non distribuire quei pulcini che
erano già arrivati dalla Romagna; e quest'anno la questione si è
ripresentata, ma ancora un volta si è deciso di mettere da parte l'idea
della distribuzione dei pulcini, anche per l'introduzione di una nuova legge
regionale. Ma a Luca Ferroni, veterinario dell'Ausl e consigliere comunale
per la lista civica « Civiltà Sorbolese » , la cosa proprio non va gi ù .
« Partiamo dal presupposto che io credo molto nello sviluppo della relazione
uomo- animale, una nuova scienza chiamata zooantropologia - attacca
Ferroni - e con la Provincia e molti miei colleghi stiamo organizzando corsi
per operatori di canili, comuni, insegnanti e vorremmo che a questi corsi
partecipassero anche i ragazzi » . E quindi Ferroni vede nell'allevamento
domestico di un paio di pulcini un'occasione per i bambini di assistere ad
un aspetto importante di una normale relazione uomo- animale. « Si, ma
quest'anno a rendere difficoltoso questo aspetto tradizionale a Coenzo si è
aggiunta anche una legge regionale che, disponendo norme a tutela del
benessere animale, vieta di cedere in omaggio a qualsiasi titolo animali
nell'ambito di attività ricreative. E cosí un rapporto di relazione e di
conoscenza che inevitabilmente si veniva a creare, con l'inizio della
primavera, tra i nostri bambini e i «pulcini di Coenzo» se ne è andato
probabilmente per sempre, in nome di un presunto maltrattamento degli
animali che, francamente, si fa fatica a comprendere ».
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CIRCO
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Senna ha deciso: mai più circhi con gli animali
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=C
ANT&Bassa=si&Pagina=32&IDNotizia=1440173
SENNA COMASCO (mb) Anche il circo è a rischio. Il 2 aprile viene inaugurato
in municipio lo sportello gestito dall'Ente nazionale per la protezione
degli animali (Enpa) e aperto ogni due settimane, il sabato, dalle 10.30
alle 12. L'attivazione del servizio è stata preceduta dall'approvazione da
parte del consiglio comunale di uno specifico regolamento per la tutela
degli animali domestici e da allevamento che, in paese, ha suscitato qualche
discussione. A esprimere una certa preoccupazione sono i commercianti che
non sanno bene come regolarsi nel caso in cui un cliente pretenda di entrare
al bar, in un ristorante o in un negozio accompagnato dal proprio cane. In
base al regolamento, i titolari possono rifiutarsi di far entrare fido
nell'esercizio ma devono predisporre, recita l'articolo 22, «appositi o
adeguati strumenti di accoglienza all'esterno». Tutti i dubbi sull'argomento
potranno ora essere fugati rivolgendosi allo sportello dell'Enpa, a cui
potranno essere segnalati anche eventuali casi di maltrattamento: «Agli
animali ? dice il responsabile Enpa Francesco Marelli facendo riferimento
alle norme di carattere generale che sono tenuti a rispettare i proprietari
dei cani ? deve essere garantita la possibilità di soddisfare le loro
esigenze anatomiche, fisiologiche e comportamentali. I cani non possono
essere detenuti a catena (di almeno 4 metri) per un periodo superiore alle 8
ore e devono stare in un ricovero rialzato da terra e coperta da un'adeguata
tettoia in grado di proteggerli. Lo sportello per la tutela dei dritti degli
animali serve a spiegare alla cittadinanza il contenuto del regolamento al
fine di potersi adeguare alle sue disposizioni, di educare i proprietari al
rispetto dei diritti dei loro amici a 4 zampe, di raccogliere segnalazioni
di maltrattamento, di abbandono e di cattiva detenzione degli animali. Nel
corso della settimana gli utenti avranno la possibilità di lasciare le
proprie richieste o segnalazioni agli agenti di polizia locale e presso gli
uffici comunali». Le polemiche sul regolamento che difende la dignità degli
animali non sembrano però destinate a finire. Marelli sottolinea che il
regolamento comunale vieta anche la vendita di animali durante le feste
(art.12) e le forme di spettacolo o di intrattenimento che contemplino
l'utilizzo di animali (art.14). In altre parole i sennesi dovranno abituarsi
all'idea che sul loro territorio non è possibile portare il circo con
animali ammaestrati e organizzare sagre di paese con vendita di animali da
cortile e di compagnia.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it