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Ambiente Italia 2005



 
Ambiente Italia 2005
Il rapporto annuale di Legambiente: l'economia italiana è ferma, ma crescono gas serra, consumi energetici e territorio, abusivismo edilizio, trasporti su gomma.

 

L?ambiente è vittima del declino,

ma l?ambiente è anche parte integrante e decisiva

delle strategie più efficaci per contrastarlo.

Come? Con l?impegno contro l?illegalità diffusa

e la criminalità organizzata che,

dall?abusivismo edilizio alle ecomafie,

devastano il territorio e che, in particolare nel Sud,

sono tra i principali disincentivi allo sviluppo economico;

con la necessità di promuovere molto di più

l?educazione, la formazione, la ricerca,

risorse immateriali e dunque squisitamente ecologiche

nonché principali fattori competitivi

per economie mature come la nostra;

sta dentro l?esigenza di spingere, valorizzare

quel sistema di capitalismo territoriale

che è il primo prodotto tipico italiano

e che deve la sua forza

a un antico e mai rinnegato radicamento

delle risorse locali sia materiali

(paesaggio, beni culturali, agricoltura di qualità, turismo)

sia immateriali (saperi, intelligenze, legami sociali).

Roberto Della Seta

 

La sedicesima edizione del Rapporto di Legambiente Ambiente Italia 2005  (244 pagine, disponibile in libreria) è l?annuale rapporto sullo stato di salute del Paese curato dall?Istituto di ricerche Ambiente Italia e pubblicato da Edizioni Ambiente.  

 

Esso è centrato sull?antinomia: qualità ambientale come antidoto alla perdita di dinamismo socio-economico.

 

Il lungo periodo di stagnazione economica ha paralizzato l?Italia senza ridurre la pressione sull?ambiente.

 

Si registra una crescita eccezionale:

  • dei consumi energetici (+2,6% da un anno all?altro con il carbone che in 10 anni ha fatto un balzo in avanti del 25%) a tassi largamente superiori a quelli del Pil;
  • della mobilità su gomma del +43% nell?ultimo decennio che, nonostante il miglioramento dell?efficienza del parco auto, ha determinato un maggior impiego di combustibili (+6% tra 2000 e 2003);
  • dell?urbanizzazione del territorio (+6% a partire dal 1990): cinque chilometri quadrati su 100 sono oggi completamente artificiali con un picco lombardo del 10%.

I risultati lusinghieri ottenuti puntando sulla coppia innovazione-ambiente sono arrivati:

  • lo sviluppo della raccolta differenziata e della capacità di trattamento tecnologica dei rifiuti ha fatto decrescere (dal 67% del 2000 al 44% del 2003) la quantità di spazzatura abbandonata in discarica, generando (anche se quasi esclusivamente al nord) un sistema più razionale, più efficiente economicamente, con un maggior tasso di occupazione;
  • il fenomeno dell?agriturismo è andato acquisendo rilevanza sempre maggiore sia per il settore agricolo che per quello turistico: oggi è forte di 12.600 aziende, il 10% in più rispetto al 2002;
  • l?Italia è il Paese europeo a più alta concentrazione di prodotti tipici con 145 Dop e Igp pari al 21% dei riconoscimenti comunitari;
  • il Bel Paese è anche il luogo dove Colosseo, Pompei e Uffizi attirano, da soli, circa sette milioni di turisti l?anno.

Il consueto set di 100 indicatori, parte monografica, è dedicata quest?anno ad approfondire il peso che può e deve giocare l?ambiente nelle strategie contro il declino.

 

?L?Italia è a un bivio: da una parte la qualità, l?innovazione, la modernizzazione, la competitività. Dall?altra l?attuale economia, il declino, la stagnazione che soffoca nel Paese la gioia e il gusto della sfida. Per combattere le paure degli italiani, né poche né infondate, bisogna definire e presentare un disegno che sappia evocare le energie oggi latenti, mobilitare i talenti che non trovano la forza di emergere, le intelligenze e la creatività che portano gli italiani a occupare le poltrone della city di Londra, le cattedre delle università americane o i laboratori dei più importanti centri di ricerca mondiali.

 

L?Italia deve puntare da una parte sulle risorse più tipiche di tutti i Paesi industrializzati - scommettere cioè sui saperi, sulla ricerca, sulla conoscenza, sull?innovazione - e insieme deve valorizzare pienamente ciò che ci rende un Paese unico al mondo.

 

Questo made in Italy che si declina in forme diverse nei vari territori e che spesso il presidente Ciampi ci invita, a ragione, a considerare la base del nostro futuro è la materia prima per costruire una modernità a misura d?uomo, il punto di partenza irrinunciabile per ridare competitività alla nostra economia e avviare un nuovo ciclo di sviluppo. L?Italia deve ritrovare l?orgoglio, deve tornare a credere in se stessa e nel proprio futuro. Deve tornare a fare l?Italia?, afferma Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente.

 

Materializza questa riflessione la campagna Piccola Grande Italia, iniziativa di successo per la salvaguardia e la valorizzazione dei piccoli comuni che l?8 maggio, con Voler bene all?Italia, celebra la sua seconda giornata nazionale di festa in centinaia e centinaia di borghi di tutta la penisola.