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NEWS: Giornali Internet 29/04/05



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CACCIA
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Uccisi e macellati su un prato i due vitelli fuggiti dalla stalla
Allarme bracconieri nella zona del Deserto sopra Varazze
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=316457&IDCategori
a=592
Varazze Uccisi a fucilate e poi macellati sul posto. Sono finiti così i
giorni di Neve e Pallino, i due vitelli che l'inverno scorso avevano
mobilitato anche tiratori scelti (e armati di incruente siringhe
narcotizzanti, ndr) pur di essere "catturati" e ricondotti in stalla, prima,
e al pascolo poi. La storia dei due vitelli selvatici aveva destato
curiosità, interesse e tenerezza. Sentimento, quest'ultimo, che è mancato a
quelli che allevatori e animalisti definiscono senza indugi bracconieri.
Come quelli che ucciderebbero cinghiali e caprioli fuori da ogni regola o
limitazione.
Le carcasse dei due vitelli, oramai veri e propri vitelloni, sono state
rinvenute dall'alpeggiatore Ugo Vallerga, che li cercava da giorni. «Stiamo
radunando il bestiame per portarlo all'alpeggio sul Beigua - spiega - sapevo
di poterli trovare nella zona del "Deserto", in un bosco assai impervio per
uomini e animali domestici ma non per Neve e Pallino. Mesi di permanenza
allo stato brado li avevano resi selvatici. La Natura li aveva protetti dal
freddo dell'inverno facendo crescere un lungo pelo, come spesso accade. Più
che vitelli, visti da distante sembravano buoi muschiati. Con raccapriccio,
nei pressi del rio Serra, a levante dell'Eremo del deserto di Sant'Anna, ho
trovato solo le loro teste e le interiora. Il resto, più di tre quintali di
ottima carne, era stato evidentemente sezionato con perizia».
La notizia ha fatto il giro dell'entroterra, dove molti avanzano l'ipotesi
bracconaggio. Lo stesso allevatore ed altri colleghi avevano informato a
debito tempo Asl e Forestale. «Il pericolo - questa l'opinione diffusa - è
che nei boschi si aggirino persone senza scrupolo e soprattutto armate. Un
conto sono i cacciatori disciplinati, altro sono i bracconieri che sappiamo
essere purtroppo presenti nel nostro entroterra».
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Fondi, spara ai cani randagi «sgozza-galline» Anziano denunciato
http://www.iltempo.it/Lazio_sud.asp?id=71832&pag=2
FONDI ? Branchi di cani randagi gli avevano sgozzato, ogni giorno, due o tre
galline che lui teneva in un pollaio in Via Diversivo Acquachiara. Ieri,
intorno alle 15, dopo aver sentito i bipedi nuovamente eccitati per l?
approssimarsi dei quotidiani predatori, ha imbracciato la doppietta che
teneva regolarmente registrata ed ha cominciato a fare fuoco per salvare le
ultime galline rimastegli. Impauriti per quanto stava succedendo, alcuni
operai che stavano sistemando l?asfalto del manto stradale e i vicini hanno
chiesto l?intervento della polizia. Giunti immediatamente sul posto, gli
uomini del vicequestore Tocco, disarmavano lo sparatore, il 68enne Z.A. di
Fondi, gli sequestravano il fucile (perché spostato dal luogo dove l?
autorizzazione gli consentiva di custodirlo) ed una pistola che l?uomo
teneva regolarmente registrata. Inoltre è stato pure denunciato per
esplosioni non autorizzate. Trattandosi di un cacciatore, gli organi di
polizia hanno pure avviato la pratica per privarlo della licenza di caccia.
Ora. Rug.
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Australia, troppi dromedari Cacciati con gli elicotteri
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=19806&sezione=ATTUALITA&ediz
ione=20050429
Sydney ? Tiratori scelti a bordo di elicotteri percorreranno i cieli
dell'entroterra desertico dell'Australia, per eliminare migliaia di
dromedari selvatici, la cui popolazione è ?esplosa? da quando sono stati
reinseriti nell'ambiente allo stato brado oltre un secolo fa. La decisione è
stata ordinata dal governo dell'Australia meridionale, lo stato in cui vive
circa un quarto dei circa 700 mila dromedari selvatici, e arriva dopo una
serie di proteste di proprietari di grandi allevamenti di bovini ed ovini.
La popolazione dei dromedari secondo le stime sta crescendo al ritmo del
10-11% l'anno. Ma secondo gli animalisti la loro uccisione dall'aria è
crudele, non necessaria e assomiglia molto a una strage.
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«Facciamo un salto di qualità»
Italo Fanton, rieletto presidente provinciale Fidc, lancia la sfida «Mi sono
candidato alla vicepresidenza nazionale». Prosperini lascia
http://www.ecodibergamo.it/ecowebquotidiano/transfer.asp?string=/EcoWebQuoti
diano/input/2005/04/29/38_a.shtml&direct=
Il nuovo Consiglio direttivo della Sezione provinciale Fidc di Bergamo,
eletto dall'assemblea, ha riconfermato Italo Fanton presidente provinciale
per il prossimo quadriennio, individuando quali vice-presidenti Franco
Andrea Scotti, Pierino Moioli e Alessandro Ferrari, segretario Bruno Volpi.
Presso il Palazzo Marchesi-Terzi a Mornico al Serio, sabato 16 aprile
scorso, si è svolta l'assemblea elettiva per la sezione Fidc di Bergamo.
In concomitanza con l'apertura del nuovo ciclo olimpico 2005/2008, i
presidenti delle sezioni comunali dei quasi 9.000 federcacciatori
bergamaschi hanno provveduto all'elezione del nuovo consiglio elettivo
provinciale, dei delegati all'assemblea provinciale, oltre che degli altri
organi statutari.
Il presidente uscente Italo Fanton ha introdotto gli argomenti posti
all'ordine del giorno, preliminarmente però alla consueta relazione sulle
attività svolte dall'Associazione, Fanton, con un autentico scoop, ha
pubblicamente annunciato la propria candidatura alla vicepresidenza
nazionale della Federazione Italiana della Caccia.
Una scelta maturata dall'uscente presidente provinciale dopo la definitiva
uscita di scena dell'attuale presidente nazionale dell'Associazione Fausto
Prosperini e improntata a un profondo rinnovamento di idee, di metodi e di
uomini che il presidente orobico, insieme con la lista presieduta da Franco
Timo, neocandidato alla presidenza nazionale, ha dichiarato di voler
proporre alle 103 sezioni provinciali Federcaccia, che in Italia saranno
chiamate a eleggere il nuovo Consiglio nazionale della Federazione.
«È necessario», ha detto Fanton, «che la Federerazione italiana della caccia
non si limiti a sopravvivere nell'ordinaria amministrazione, come ha fatto
negli ultimi tempi. Occorre che la Federazione non si accontenti di
"galleggiare", ma riprenda finalmente a "navigare", tornando a svolgere il
ruolo che le compete di più autorevole riferimento ed espressione
dell'associazionismo venatorio italiano. In Italia, come in Europa».
Tra i momenti più significativi indicati dalla relazione di Fanton è stato
sottolineato il buon esito del tesseramento associativo, che conferma anche
per l'anno in corso lo stesso numero dei soci 2003, vale a dire 8849.
L'avvenuto acquisto in proprietà della sede sociale della Fidc di Bergamo
nel nuovo stabile di via Serassi; il completamento del Progetto di
informatizzazione delle sezioni comunali; la prima Festa provinciale della
caccia bergamasca tenutasi nel Parco di villa Suardi a Trescore.
Da ultimo, ma non per ordine di importanza, il Seminario di studio sul
rapporto tra caccia, agricoltura e aree protette nella regione Lombardia
svoltosi lo scorso mese di gennaio presso la Fiera di Bergamo.
«Una manifestazione di alto profilo», ha voluto precisare Fanton, «che ha
coinvolto, insieme a Federcaccia, le altre associazioni venatorie e le
associazioni agricole Coldiretti e Confagricoltura, che si è conclusa con la
formulazione di un comune progetto politico di partecipazione e
responsabilizzazione dell'intero mondo rurale nella gestione delle aree
protette».
«Per il futuro della caccia», ha concluso Fanton, «tutti i cacciatori devono
imporsi un "salto di qualità". Un conto è praticare la caccia, cosa ben
diversa invece è assumere ruoli di responsabilità nell'associazione, nei
comitati di gestione degli Atc e dei comprensori alpini o nelle istituzioni.
Per assolvere a questi impegni occorre che il mondo venatorio torni a
esprimere rappresentati autorevoli e preparati, persone al passo con i tempi
e soprattutto all'altezza di confrontarsi con misura di comportamento e
competenza tecnica con le altre realtà della nostra società. Questo è
l'impegno che la Federazione italiana della caccia si assume».
L'assemblea è poi proseguita con l'intervento delle autorità invitate. Erano
presenti tra gli altri l'assessore provinciale all'Agricoltura caccia e
pesca Luigi Pisoni, il consigliere regionale Pietro Macconi, il consigliere
provinciale Bruno Volpi, i funzionari caccia e pesca regionale e provinciale
Vittorio Vigorita e Giacomo Moroni e i presidenti dell'Atc Prealpino
Maurizio Volpi e dell'Atc Pianura Bergamasca Achille Rubini.
A conclusione dell'assemblea sono state comunicate dalla Commissione
elettorale le cariche sociali per il prossimo quadriennio 2005-2008.
Cesare Scuri
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Cacciatori di Tesino e Valsugana
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=506618
TESINO - Come ricorda Luciano Pace, presidente della Consulta del Tesino «le
mostre dei trofei di caccia sono lo specchio del patrimonio di ungulati di
ogni riserva ed il conseguente punto di partenza gestionale». Quest´anno
l´appuntamento per i cacciatori della Valsugana e del Tesino durerà tre
giorni. Coinvolte le riserve comunali di Bieno, Castello, Cinte, Pieve,
Scurelle e Strigno. Stasera all´oratorio di Scurelle alle 20 saranno
presentati i dati finali degli ungulati per il 2004 e si discuterà sulla
crisi del capriolo col presidente «Uncza» Rino Masera. Domani alle 20 nella
sala polifunzionale di Spera si parlerà invece del progetto forcello e della
gestione futura dei galliformi. Domani e domenica, al Camping Alice in
Celado a Castello dalle 9 alle 18 mostra dei trofei di caccia e lotteria.
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PESCA
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Siluro, pesce da cacciare a tutti i costi
http://www.ecodibergamo.it/ecowebquotidiano/transfer.asp?string=/EcoWebQuoti
diano/input/2005/04/29/38_c.shtml&direct=
Quella della pesca al siluro nel lago di Endine ormai sta diventando una
tradizione. Anche quest'anno, puntualmente è ripartita la gara.
Mercoledì 20 aprile scorso, infatti, ha preso il via la quarta edizione
della «Caccia al siluro», gara di pesca promossa dall'Associazione Pesca
ValCavallina, con il contributo della Provincia di Bergamo e della Comunità
montana Valle Cavallina.
La competizione, che si prefigge di contenere drasticamente la
proliferazione di questo vorace pesce danubiano, si concluderà il 31
ottobre.
Ai fini della classifica finale della competizione, a ogni pescatore verrà
attribuito un punteggio pari a 1 punto per ogni grammo di peso dei pesci
siluro catturati durante tutto il periodo dell'iniziativa.
Per la pesatura dei pesci il punto di riferimento è il negozio «TuttoPesca»
di Sangalli e Facchi a Ranzanico.
Per tutti i partecipanti alla «Caccia al siluro» sono previsti premi in
buoni d'acquisto spendibili presso diverse realtà commerciali del
territorio.
Il siluro nelle acque del lago di Endine e con ogni probabilità anche nel
Sebino sta prendendo il sopravvento sull'altra fauna ittica con conseguenze
devastanti sul lungo termine per l'intero ecosistema lacustre.
I pescatori sportivi che intendono partecipare per informazioni e modalità
di partecipazione possono rivolgersi al negozio «TuttoPesca», che si trova
in via Nazionale a Ranzanico, telefono 035/520881.
L'entità dei premi, che non sarà inferiore globalmente a 2.500 euro, e gli
esercizi commerciali che hanno aderito all'iniziativa, verranno comunicati
successivamente, mentre le premiazioni si svolgeranno a conclusione
dell'iniziativa nel mese di novembre.
Sono già oltre una trentina gli esemplari di grossa taglia allamati dai
«cacciatori» di siluro. Per il momento in testa alla classifica c'è Guido
Pienotto con un esemplare di 10,2 chilogrammi, seguito da Giovanni Tebaidi e
Lorenzo Cornolti rispettivamente con un esemplare di 7,3 e di 6,5
chilogrammi.
C. S.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it