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NEWS: Giornali Internet 30/05/05



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CACCIA
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SESTA GODANO (LA SPEZIA): LUPO UCCISO DA ARMA DA FUOCO RITROVATO IMPICCATO
AD UN SEGNALE STRADALE
Il lupo, un bellissimo esemplare di peso superiore a 50 chilogrammi, era
stato impiccato, dopo essere stato ucciso con un?arma da fuoco, al cartello
stradale indicante la località ?Antessio?. Autopsia e analisi del Dna
diranno qualcosa di più sulla vicenda, mentre i forestali indagano per
individuare il responsabile dell?uccisione e della macabra messa in scena
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=2374&TipoArt
icolo=Notizie
30 Maggio ? Tutto è cominciato con una segnalazione di un lupo morto,
comunicata da un cittadino. Gli agenti del Comando stazione forestale di
Sesta Godano sono quindi immediatamente intervenuti in località ?Antessio?
dello stesso Comune. Arrivati sul posto, nel tratto di strada che presenta
un bivio tra ?Antessio? e ?Sesta Godano?, hanno dovuto constatare che il
lupo, un bellissimo esemplare di peso superiore a 50 chilogrammi, era stato
impiccato, dopo essere stato ucciso con un?arma da fuoco, al cartello
stradale indicante la località ?Antessio?. Gli agenti, coadiuvati da una
pattuglia del Distaccamento di Borghetto Vara, hanno provveduto ai rilievi
del caso, compresa l?asportazione di alcuni ciuffi di pelo dell?animale per
procedere alle indagini del DNA del lupo. L?analisi sarà fatta dal
Dipartimento di Scienze naturali dell?Università di Genova, mentre il
Servizio veterinario dell?ASL della Spezia si occuperà di stabilire,
mediante autopsia dell?animale, la causa e il periodo della morte. Del fatto
è stata informata l?Autorità giudiziaria. Sono tuttora in corso le indagini
per individuare il responsabile dell?uccisione e della macabra messa in
scena.
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PIANDIMELETO, FIDANZATI SCAMBIATI PER LADRI
Ferisce una coppietta a fucilate, arrestato
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050530&ediz=14_PESARO&npag=4
8&file=B.xml&type=STANDARD
PIANDIMELETO Qualche bacio al buio, qualche carezza, un po? d?intimità
lontani da sguardi indiscreti. Ma quel sabato sera d?amore, i due
fidanzatini se lo ricorderanno per un pezzo: scambiati per ladri e presi a
fucilate. Se lo ricorderà per un pezzo, però, anche il padrone di casa:
arrestato dalla polizia per tentato omicidio plurimo. E? vero che il fucile
da caccia era caricato a pallini, ma i ragazzi, raggiunti da due scariche
precise e micidiali mentre fuggivano in scooter, possono ritenersi
fortunati: lui ne avrà per 30 giorni, lei per 20. Poteva andare molto
peggio.
La storia d?amore e fucilate comincia verso le 3 della notte scorsa nelle
campagne di Corpolò, nel Riminese. Lui ha 18 anni appena compiuti, lei 17 e
abitano nella zona. Hanno imboccato in scooter una strada chiusa e, giunti
in fondo, si sono appartati nell?area ancora in costruzione di una villetta
bifamiliare. Un ottimo posto, devono aver pensato, per amoreggiare in
libertà, al coperto e senza pericolo di essere visti da nessuno. Visti no,
forse, ma sentiti sì: il padrone di casa, quando ha sentito ripartire lo
scooter, è uscito fuori brandendo un fucile da caccia. La villetta
appartiene a un uomo di 54 anni originario di Piandimeleto, Arnaldo Grassi,
titolare di un?attività artigianale nel settore delle escavazioni. E?
sposato e si è trasferito da poco a Corpolò, è appassionato di caccia e non
ha mai avuto problemi con la legge.
Per i due ragazzini è stato un incubo: hanno visto una luce accendersi alle
loro spalle, hanno sentito un uomo che gridava qualcosa contro di loro, poi
i due colpi, sparati a una quindicina di metri di distanza. Bersaglio in
movimento e al buio, ma il cacciatore ha buona mira. Il ragazzo è raggiunto
dai pallini al collo e a una spalla (hanno anche scalfito il casco), la
ragazza alla parte inferiore della schiena. Continuano a fuggire per qualche
centinaio di metri, nonostante le ferite, poi lui non ce la fa più per il
dolore e cadono. Con il cellulare il ragazzo chiama il padre: «Ci hanno
sparato, siamo feriti». Il padre, a sua volta, dà l?allarme al 118 e al 113.
L?ambulanza arriva subito e li trasporta all?ospedale di Rimini: sotto shock
ma, per fortuna, nessuna conseguenza grave. L?odore della polvere da sparo,
invece, guida i poliziotti alla casa più vicina. Grassi nega di avere
sparato, ma le cartucce della doppietta sono ancora lì, davanti al portone,
a due passi da lui. Alla fine ammette: «Ho sparato pensando che fossero dei
ladri». «Ma che ladri - diranno poi i ragazzi - noi cercavamo solo un posto
per starcene tranquilli». Gli agenti sequestrano l?arma e il casco. Per
Grassi scatta l?arresto con l?accusa di tentato omicidio plurimo.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it