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NEWS: Giornali Internet 31/05/05



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CACCIA
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Pula
Denunciati nove bracconieri
http://www.unionesarda.it/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=2
3&IDCatGOL=363&IDNotizia=141635&Edizione=1&Pagina=47&DataPubb=20050531&Versi
one=Testuale
Quando li hanno fermati, sui monti di Is Canargius, nelle prime ore del
mattino, il cervo abbattuto qualche ora prima l'avevano già scuoiato e fatto
a pezzi. Ognuno avrebbe avuto la sua parte, frutto di una fortunata battuta
di caccia grossa illegale. Ma per i nove bracconieri (sei di Sarroch, tre di
Villa San Pietro) le succulente bistecche resteranno solo un sogno. Anzi,
dovranno difendersi, davanti al magistrato, da pesanti accuse: caccia di
frodo tra l'altro in zona protetta e attività venatoria in periodo non
consentito. Il sequestroUno dei bracconieri dovrà anche rispondere di
detenzione illegale di arma: nella sua abitazione, i ranger hanno recuperato
e sequestrato un fucile di cui ancora non è stato individuato il vero
proprietario. Il blitzLa campagna antibracconaggio, promossa dalla stazione
del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Pula è scattata durante la
notte. Una squadra di ranger si è spinta sui monti di Is Canargius per un
controllo dell'attività venatoria illegale. L'operazione ha dato i frutti
sperati. I nove cacciatori di frodo sono stati intercettati mentre si
trovavano ancora nella zona dove presumibilmente, poco prima, avevano
abbattuto il grosso cerco. Custoditi in alcune buste di cellofan, i tranci
di carne dell'animale squartato. Mancava la testa, probabilmente abbandonata
sul luogo della macellazione. Dopo il blitz, a Is Canargius sono anche
arrivati in elicottero altri forestali, compresi un ufficiale di polizia
giudiziaria del Corpo e il comandante della stazione di Pula, Massimo
Sardara, richiesti dalla pattuglia. Poi, dopo l'identificazione, la
richiesta al magistrato per poter procedere con le perquisizioni
domiciliari. Nell'appartamento di uno dei cacciatori di frodo i forestali
hanno recuperato una doppietta, lacci in acciaio e tagliole. I ranger«È
stata un'operazione complessa e delicata - ha spiegato Sardara - che ci ha
impegnato parecchie ore, cominciata durante la notte e conclusasi nel primo
pomeriggio». Sequestrati anche uno zaino, diverse torce per poter illuminare
gli animali selvatici durante le ore di buio, due ricetrasmittenti che i
cacciatori di frodo utilizzano per comunicare tra loro. Insomma, al gruppo
di bracconieri domenica non è certo andata nel migliore dei modi. Ivan
Murgana
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Bracconiere in gabbia
http://www.corriereromagna.it/
RIMINI - Da cacciatore a preda. Della giustizia. Questa volta, a riempire le
reti, sono stati gli uomini della Polizia provinciale che hanno concluso con
successo un?operazione antibracconaggio, scattata dopo aver scoperto
?macchine? per la riproduzione di suoni da richiamo per uccelli migratori
che attratti dal richiamo sarebbero finiti in trappola, in reti
appositamente predisposte per la loro cattura.La vigilanza provinciale, nell
?ambito del servizio notturno antibracconaggio sul territorio, nella notte
tra venerdì e sabato - alle 2.30 - è intervenuta, con il coordinamento delle
Guardie venatorie volontarie, e ha localizzato i richiami in funzione, in un
?area nelle vicinanze dell?aeroporto di Rimini. Polizia provinciale e
guardie venatorie si sono così appostate in attesa dell?alba, momento in cui
avviene d?obbligo la raccolta dell?attrezzatura e delle prede. L?attesa che
quando il sole saliva ha dato i suoi frutti: in trappola è finito anche il
cacciatore, arrivato per raccogliere il catturato. L?operazione si è
conclusa con la sua denuncia all?Autorità giudiziaria, il sequestro delle
reti e degli uccelli morti impigliati, mentre la fauna selvatica viva è
stata liberata.
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Lupo impiccato in val di Vara
Macabro ritrovamento nei pressi di Sesta Godano. La Forestale pensa a un
bracconiere. È il secondo caso
Ucciso con un colpo d'arma da fuoco, è stato appeso a un cartello stradale
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=328454&IDCategori
a=584
Sesta Godano Una scena raccapricciante, testimonianza visiva d'una violenza
e d'una cattiveria gratuiti. Un lupo impiccato a un cartello stradale, dopo
essere stato ucciso con un'arma da fuoco. Lo hanno trovato e pietosamente
ricomposto al bivio tra la frazione di Antessio e Sesta Godano, in val di
Vara, alcuni agenti del comando locale della guardia forestale, avvisati da
un abitante. Il povero animale, probabilmente appeso a quel patibolo nel
corso della notte, penzolava tristemente con la testa imprigionata dal
cappio e con le fauci spalancate. Non è dato di sapere se fosse ancora
agonizzante al momento dello sfregio finale o già morto.
A un primo esame esterno, effettuato dalle mani esperte delle guardie
forestali, è stato infatti appurato che il lupo, un bellissimo esemplare
maschio del peso superiore ai cinquanta chilogrammi, era stato colpito da
un'arma da fuoco, probabilmente da un fucile da caccia, e trasportato fino
al cartello stradale dove è stata inscenata la macabra impiccagione. Gli
agenti di Sesta Godano sono stati coadiuvati dai colleghi di una pattuglia
del distaccamento di Borghetto Vara che hanno provveduto a completare i
rilievi. All'animale è stato anche asportato un ciuffo di peli per poter
procedere a analisi biologiche più approfondite attraverso l'esame del Dna.
Di ciò si occuperà il dipartimento di Scienze naturali dell'Università di
Genova mentre il servizio veterinario della quinta Asl spezzina provvederà a
stabilire, tramite autopsia della carcassa, la causa e il periodo esatti
della morte.
Del ritrovamento è stata informata anche l'autorità giudiziaria mentre sono
state subito avviate le indagini per individuare il responsabile o i
responsabili dell'uccisione e della messa in scena.
In val di Vara, il lupo è presente, soprattutto sulle pendici del monte
Gottero. Non esiste un censimento della popolazione perché si tratta di
animali non stanziali, che si spostano per chilometri da un posto all'altro,
provenienti dall'Appennino. Ma Guido Darello, pastore, conosciuto come
l'ultimo guardiano del Gottero dove vive da solo a oltre mille metri di
quota, giura che di esemplari ne girano. L'ultimo lo ha segnalato a fine
febbraio, in occasione della grande nevicata che ha imbiancato tutta la
vallata. Anzi, di lupi, in quell'occasione, il pastore disse di averne visti
addirittura due, a giudicare dalle impronte lasciate sulla neve fresca, a
meno di duecento metri dalla stalla dove tiene pecore e capre.
Ma ci sono altri abitanti della zona che affermano di essersi imbattuti nel
predatore. Alcuni anni fa, sempre sopra Sesta Godano, nei pressi del passo
del Rastrello, un fungaiolo rinvenne un animale morto, anche quello
ammazzato a fucilate, subito consegnato alla Forestale. Quello trovato ieri
mattina è stato probabilmente finito da un bracconiere che forse se l'è
trovato di fronte durante una battuta di caccia di frodo oppure da un
pastore che temeva per il proprio gregge. Comunque sia andata, e tenuto
conto del fatto che il lupo è una specie protetta, resta l'agghiacciante
teatralità dell'impiccagione, un gesto di spregio talmente disumano e
disgustoso che ha impressionato perfino gli uomini della Forestale.
Amerigo Lualdi
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Fucilate alla coppietta Oggi l?interrogatorio
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050531&ediz=14_PESARO&npag=3
1&file=A.xml&type=STANDARD
RIMINI Sarà interrogato oggi Arnaldo Grassi, 54 anni, l'imprenditore di
Piandiemeleto arrestato sabato notte dalla polizia a Rimini per tentato
omicidio plurimo dopo aver ferito, con due colpi di fucile da caccia, un
ragazzo e una ragazza di 18 e 17 anni che si erano appartati nella parte
ancora in costruzione della sua abitazione a Corpolò.Il ragazzo è stato
trasferito ieri nel reparto Maxillofacciale dell'ospedale Bufalini a Cesena:
i pallini gli hanno colpito la spalla e l'orbita parietale sinistra. La
ragazzina, ancora ricoverata all'ospedale Infermi di Rimini, dovrebbe essere
dimessa oggi. Polizia scientifica e squadra mobile hanno svolto ieri un
dettagliato sopralluogo.
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PESCA
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I comandanti denunciati dalla Finanza
Spadare in alto mare, bloccati due pescherecci
http://www.unionesarda.it/US_LAY_giornaleonline_06_NOTIZIA.asp?IDCategoria=2
3&IDCatGOL=386&IDNotizia=141874&Edizione=1&Pagina=25&DataPubb=20050531&Versi
one=Testuale
Avevano calato le spadare al largo del mare di Sant'Antioco, ma issandole a
bordo, i comandanti dei due pescherecci che stavano usando le reti proibite,
invece dei prelibati pescespada, hanno trovato due denunce. Reti vietateLe
reti vietate sono dunque tornate in azione. Messe al bando dall'Unione
europea per la loro azione distruttiva sulla flora e la fauna marina
continuano invece ad essere utilizzate da pescatori senza scrupoli. Due dei
loro utilizzatori sono stati colti in flagrante e denunciati in due diverse
operazioni della Guardia Costiera. Domenica notte nelle reti di una
motovedetta della Guardia Costiera è finito il motopeschereccio San Diego. I
militari hanno scoperto l'imbarcazione al largo delle coste sud di
Sant'Antioco. A bordo del peschereccio di Santa Maria Scalea la Guardia
Costiera ha scoperto 3500 metri della rete messa fuorilegge. Le spadare sono
state sequestrate insieme ai quattro pesci spada e agli otto tonni frutto
della pesca illegale. La denunciaLa scoperta dell'attrezzatura ha fruttato
una denuncia al capitano del San Diego. Si è aggiunta a quella per danni
all'Unione europea. Dopo un controllo, infatti, è risultato che al
motopeschereccio erano stati dati più di 36 mila euro dalla Ue per
utilizzare sistemi alternativi per la pesca al pescespada. Secondo
casoL'altro peschereccio fuorilegge, "Squalo", era stato sorpreso la notte
precedente dalla motovedetta G118 al largo dell'Isola. Sull'imbarcazione
appartenente alla marineria di Bagnara Calabra, i militari dopo un'ispezione
avevano scoperto una grossa quantità della rete proibita per i danni. Lunga
1500 metri e alta 20 era pronta ad essere utilizzata. Sul peschereccio,
insieme all'attrezzatura da pesca, c'erano il comandante del peschereccio,
che è stato denunciato, e un suo marinaio. Le caratteristicheLe spadare sono
reti che arrivano ad una lunghezza di decine di chilometri. Alte alcune
decine di metri vengono calate in zone ricche di pesce. In teoria dovrebbero
catturare solo pescespada. Ma tra le maglie finiscono spesso anche tonni e
soprattutto delfini. Altre specie di pesci non scampano allo strumento di
morte. Le spadare non sono proibite ovunque, ma in Italia usarle è vietato.
Marco Venturi
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ZOO
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Sette lupi dello zoo privato di Rijeka, in Croazia, stanno ...
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050531&ediz=01_NAZIONALE&npa
g=37&file=Q.xml&type=STANDARD
Sette lupi dello zoo privato di Rijeka, in Croazia, stanno morendo di fame a
causa del fallimento della struttura. Così la fondazione Bioparco di Roma ha
deciso di salvarli e, oggi, una task force composta dal curatore generale
della fondazione Bioparco di Roma, Fulvio Fraticelli, dal veterinario
aziendale Klaus Friedrich e dal personale zoologico si recherà proprio a
Rijeka per trasferirli al più presto nella capitale. Il consigliere delegato
ai diritti degli animali del Comune, Monica Cirinnà, ha spiegato che «sarà
fatto di tutto per evitare che i lupi vengano soppressi».
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CROAZIA
Zoo fallito a Fiume, il Bioparco di Roma salverà i lupi a rischio
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2444505&Luogo=Porden
one&Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Rijeka
Sette lupi dello zoo privato di Rijeka, in Croazia, stanno morendo di fame a
causa del fallimento della struttura. Così la fondazione Bioparco di Roma ha
deciso di salvarli e, domani, una task force composta dal curatore generale
della fondazione Bioparco di Roma, Fulvio Fraticelli, dal veterinario
aziendale Klaus Friedrich e dal personale zoologico si recherà proprio a
Rijeka per trasferirli al più presto nella capitale. Il consigliere delegato
ai diritti degli animali del Comune di Roma, Monica Cirinnà, ha spiegato che
«sarà fatto di tutto per evitare che i lupi vengano soppressi. In quello zoo
non c'è la politica del contenimento delle nascite, come esiste invece al
Bioparco di Roma. Ritengo quindi fondamentale che il Bioparco si trasformi
in una struttura adatta ad accogliere animali in stato di maltrattamento o
sotto sequestro, missione che ritengo prioritaria, al fine di dimostrare a
tutti i romani che è possibile coniugare l'esistenza di un vecchio zoo con
una nuova struttura che di fatto funziona come un centro di recupero».
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LUMACHE
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CITTA? DI CASTELLO
Ha mangiato 420 lumache Ora mette in palio il suo record
di GIORGIO GALVANI
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050531&ediz=06_UMBRIA&npag=3
5&file=E.xml&type=STANDARD
CITTA' DI CASTELLO. Abbuffata "record" a suon di piatti di lumache: conto
alla rovescia per l'inedita rassegna destinata ad entrare nel guinnes dei
primati. Fervono i preparativi di titolare del ristorante "Il Grillo",
Giancarlo Mearini, per organizzare al meglio, sabato, la 32esima Sagra della
lumaca, che vedra' ai nastri di partenza i più golosi mangiatori di lumache
per aggiudicarsi il titolo di ?Lumacone 2005?. I partecipanti dovranno
impegnarsi per battere il campione in carica Pierino Paoloni che ha un
palmares di ben 420 lumache stabilito nel 2003. Nel 2004 Pierino ha fatto ?
le bizze? e si e' fermato, si fa per dire, alla soglia di 410 lumache
mangiate. Lo scorso anno, Paoloni aveva dichiarato che nel 2005 non avrebbe
partecipato se, fra i vari tipi di lumache cucinate dallo chef signora
Colette, alla borgognona, ai funghi, alla pancetta e aglietto, con spinaci,
con sughetto piccante, con polenta al forno,con finocchio selvatico e fritte
non ci fossero state le lumache alle noci. La signora Colette da francese
verace ha tirato fuori tutto il suo savoir faire per convincere il campione
a partecipare alla tenzone e lo ha convinto consegnandogli un documento nel
quale dichiara che cucinerà per Pierino Paoloni un adeguato numero di
lumache alle noci. Di fronte al documento Pierino, con i suoi 118 chilogrami
di peso e 1 metro e 91 di altezza, ha garantito la sua presenza dichiarando
che è pronto a toccare quota 450. Gli avversari sono avvisati. Alla gara
possono partecipare signore e signori e giovani, nelle rispettive categorie.
Visto l?ottimo lavoro svolto lo scorso anno come presidente della giuria è
stato confermato Fabrizio Fratini (responsabile Cgil Funzione pubblica),
quindi Manlio Mariotti (segretario regionale Cgil), dall?industriale
Giuseppe Ponti, dall?assicuratore Marco Savelli e da Elio Vagnoni ideatore
del premio ?Il Lumacone?.
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ALLEVAMENTO
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ROVATO Il Comune franciacortino investe nella storica struttura di via
Spalenza
La capitale della carne punta sul macello
Nuova sede e corsi per i norcini. Ad ottobre la terza «Fiera Ovicaprina»
Daniele Piacentini
ROVATO
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/05/31/22,VALCAMONICA_SEB/T2.ht
ml
Strutture, fiere ed investimenti mirati: con questi tre strumenti, Rovato si
candida a diventare la capitale bresciana del mondo della carne. Il legame
fra il centro franciacortino ed il bestiame non è certo una novità degli
ultimi tempi: le prime testimonianze storiche riferite al paese riguardano
proprio il mercato di animali che i Longobardi avevano organizzato nei
pressi della Chiesetta di San Michele sul Monte Orfano attorno al 700 d.C.
Da allora, e fino alla metà del secolo scorso, il mercato del lunedì di
Rovato continuò ad aumentare di prestigio, favorito in questo dalla felice
posizione geografica e dagli speciali privilegi fiscali che i veneziani
concedettero nel Medioevo alla «quadra di Roado». Con la fine della seconda
guerra mondiale e il successivo boom economico, il declino: il mondo del
bestiame ha infatti perso inesorabilmente importanza sia dal punto di vista
economico che da quello sociale e culturale, con la contemporanea scomparsa
degli antichi mestieri e degli usi e costumi ad essi collegati. Un trend
indubbiamente negativo, che tuttavia negli ultimi anni sembra invece essersi
invertito grazie alla collaborazione fra il Comune di Rovato e i
rappresentanti delle filiere produttive: allevatori, produttori e consorzi
di qualità. L?intenzione del Comune franciacortino è infatti quella di
creare un «sistema-carne» che non si limiti ad una particolare tipologia di
bestiame ma punti invece ad integrare tre diversi ambiti: il settore dei
bovini, quello degli ovicaprini e quello dei suini. Trasversale a questi tre
settori è il progetto di riqualificazione e riammodernamento che sta
coinvolgendo in questi giorni il macello comunale di via Ettore Spalenza: l?
operazione, partita l?anno scorso e destinata a protrarsi fino al 2006,
dovrebbe costare alla casse comunali tra i 250 e i 300mila euro. Dice il
sindaco di Rovato, Andrea Cottinelli: «Con il nostro intervento intendiamo
aprire la strada a quanti volessero garantire anche territorialmente la
propria carne. La presenza costante dei veterinari dell'Asl nella struttura
è inoltre sintomo di credibilità anche per i consumatori». Novità anche
nelle singole tipologie di bestiame: per quanto riguarda i bovini - di gran
lunga la categoria più rappresentativa nel mercato del bestiame di Rovato -,
gli investimenti hanno riguardato il rilancio della fiera nazionale della
zootecnia «Lombardia Carne». La manifestazione, giunta ormai alla 116ª
edizione, ha fatto registrare negli ultimi due anni oltre 15mila visitatori:
un segno importante del ritrovato interesse di produttori e consumatori
attorno al tema della qualità della carne. Inoltre, proprio in questi giorni
il «Consorzio italiano vitelli di qualità» sta trasferendo la propria
filiale di Roma negli uffici del Foro Boario di Rovato. La struttura
fieristica ospiterà i prossimi 30 e 31 ottobre anche la terza «Fiera
Ovicaprina», ormai un appuntamento di rilevanza regionale per un settore in
forte crescita. Proprio l?anno scorso, in un convegno della fiera si decise
la nascita di un «super gregge» di prima qualità per la razza bergamasca:
200 fra i migliori capi di Brescia e Bergamo hanno dato vita ad esemplari
geneticamente più forti, che verranno poi reinseriti nei greggi d?origine
aumentandone così la qualità. Infine, il mondo dei suini: i corsi per
novelli norcini organizzati dall?Asl provinciale al distretto veterinario di
via I Maggio a Rovato hanno visto la partecipazione in due anni di quasi 100
persone, e per il 2005 le prenotazioni sono già 40. I «masadur» già
diplomati dell?Associazione Norcini Bresciani non potevano così che trovare
casa nella capitale franciacortina: dopo l?inaugurazione della sede di via
Cantine tenutasi qualche settimana fa, a breve dovrebbero partire i lavori
al macello per la nascita di un laboratorio per la preparazione delle carni.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it