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NEWS: Giornali Internet 29/06/05



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CACCIA
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Caccia, si comincia il 18 settembre
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2483872&Luogo=Nord
est&Pagina=LA%20POLITICA
Venezia
La stagione venatoria si aprirà quest'anno in Veneto il 18 settembre per
chiudersi il 30 gennaio 2006. Lo ha deciso ieri la Giunta regionale, su
proposta dell'assessore alla caccia Elena Donazzan, approvando il calendario
venatorio per l'esercizio 2005-2006 e il disegno di legge sulla caccia in
deroga. Il calendario stabilisce le specie ammesse a prelievo e i relativi
periodi di caccia; il numero delle giornate settimanali di caccia; il
carniere massimo giornaliero e stagionale; l'ora di inizio e di termine
della giornata venatoria.
«Nel suo complesso - spiega l'assessore Donazzan - l'approvazione del
calendario, che aveva ragioni di urgenza ai fini della sua pubblicazione, si
pone in continuità con le stagioni venatorie precedenti. Il piano nei suoi
dettagli sarà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione». «Per
quanto riguarda l'altra importante approvazione del provvedimento sulla
caccia in deroga - prosegue l'assessore - ritengo che una nuova legge in
materia sia opportuna tenendo conto dell'esperienza maturata e dei dati
scientifici di riferimento finora conseguiti. La positiva esperienza della
direttiva comunitaria in materia, applicata su tutto il territorio regionale
per il triennio 2002-2004, ci permette di avere la consapevolezza di operare
sia in favore della corretta gestione del patrimonio faunistico, sia sotto
l'aspetto del controllo di alcune specie dannose per l'agricoltura». «Il
disegno di legge - precisa Donazzan - prevede maggiori quantità di specie
cacciabili, il cui prelevamento è permesso nel rispetto di piccole quantità
e per periodi limitati, in coerenza con le tradizioni venatorie venete. La
novità è invece costituita dal fatto che, per quanto riguarda i danni
all'agricoltura, sarà compito delle Province intervenire definendo le
colture a rischio e i limiti territoriali di intervento».
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PEDEMONTANA Numerose segnalazioni sono arrivate alle forze dell'ordine:
«Comportamenti pericolosi»
Cinghiali, caccia grossa senza freni
Doppiette scatenate specie di notte in tutta la provincia per il prelievo
straordinario dei grossi suini
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2483335&Luogo=Porden
one&Pagina=SPILIMBERGHESE%20MANIAGHESE
Spilimbergo
Da circa dieci giorni in tutta la pedemontana pordenonese si è scatenata una
vera e propria guerra al cinghiale, dopo che sono arrivate le autorizzazioni
al prelievo straordinario di 50 capi nel territorio che si estende da
Castelnovo del Friuli a Caneva. Permesso che si somma alla possibilità, a
partire dal 15 giugno, di operare ai danni di questa specie di maiali
selvatici anche la normale caccia di selezione.
Per quanto concerne il prelievo straordinario, esistono pochissimi vincoli,
proprio perché c'è la necessità di abbattere molti capi in poco tempo (il
permesso scade a fine luglio), evitando per il futuro i gravi danni
all'agricoltura che i cinghiali hanno già causato nelle scorse settimane.
Proprio la libertà assoluta di movimento, di orario e di tecniche utilizzate
di cui godono i cacciatori, sarebbe al centro di alcune segnalazioni
pervenute alle forze dell'ordine circa veri e propri tentativi di mattanza
avvenuti in alcuni paesi, soprattutto nella pedemontana orientale. Alcuni
cittadini sarebbero molto preoccupati per le spedizioni notturne delle
"doppiette", le quali in molti casi operano anche in prossimità di strade
molto frequentate e non lontano dalle case. «Potendo cacciare di notte con
l'ausilio di fari e di altri strumenti utili all'individuazione delle
prede - sarebbe l'accusa mossa ai cacciatori - alcune "doppiette" starebbero
esagerando, assumendo comportamenti potenzialmente pericolosi sia per quanti
transitano in zona, sia per gli stessi compagni di battuta». Di qui la
segnalazione alle forze dell'ordine affinché intervengano a verificare
quanto sta accadendo.
C'è anche un risvolto simpatico di questa vicenda: la grande caccia al
cinghiale avrebbe portato, nei giorni scorsi, nello spilimberghese,
all'individuazione di alcuneprede umane. Si trattava di una coppietta che si
era appartata in un luogo isolato e aveva deciso di regalarsi qualche
effusione al chiaro di luna, stesa sul prato. Immaginabili spavento, stupore
e fors'anche vergogna alla vista di un nugolo di cacciatori giunti da quelle
parti in cerca di ben altre prede.Quanto ai metodi usati per catturare
quanti più capi possibile, c'è anche chi - nel maniaghese - si è ingegnato e
ha montato sul proprio fuoristrada un grande faro, di quelli in dotazione ai
vigili del fuoco e alla protezione civile quando intervengono di notte.
Illuminando a giorno i campi, il compito dovrebbe essere ben più agevole, ma
i bene informati assicurano invece che nonostante questo grande
dispiegamento di uomini e mezzi il numero di abbattimenti sarebbe inferiore
al previsto. Probabilmente perché - come spiegavano nei giorni scorsi alcuni
esperti direttori di Riserva - i cinghiali in questo periodo sono in attesa
che spuntino le pannocchie e, nel frattempo, si nutrono di altri cibi, che
non necessariamente reperiscono in pianura.
Lorenzo Padovan
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ALLE PROVINCE
Danni da fauna selvatica, risarcimenti
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2482961&Luogo=Udine&;
Pagina=FRIULI%20VENEZIA%20GIULIA
Trieste
Ammontano a 744mila euro i fondi assegnati alle Province per il
finanziamento degli interventi di miglioramento ambientale (realizzati dalle
riserve di caccia e delle aziende faunistico-venatorie) e per la prevenzione
e il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica all'agricoltura.
Ne ha dato notizia l'assessore regionale alle Risorse agricole, Enzo
Marsilio, precisando che una parte di tali risorse potrà essere destinata
dalle Amministrazioni provinciali alla copertura dei rischi di
responsabilità civile dei Direttori di riserva e alla concessione di
contributi per la conservazione e la valorizzazione di bressane e roccoli.
Il decreto di riparto assegna 418.284,24 euro alla Provincia di Udine
(59,69\%), 219.814,80 euro a quella di Pordenone (30,05\%), 63.664,08 euro
al Goriziano (6,73\%) e 42.236,88 euro alla Provincia di Trieste (3,53\%).
«Tali importi - ha spiegato l'assessore Marsilio - sono stati determinati
sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento del 2003».
Il documento in questione «prevede che il 10\% delle risorse finanziarie
disponibili sia suddiviso in parti uguali tra le province e il restante 90\%
attribuito sulla base di una media ponderata, calcolata tenendo conto
dell'estensione territoriale, della superficie agricola e boschiva, della
popolazione residente, della rete stradale e del numero di cacciatori
assegnati alle riserve di caccia di ciascuna provincia».
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Caccia, testa a testa sul calendario
La ?differenziata? batte la ?generalizzata?, ma solo di un punto
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050629&ediz=06_UMBRIA&npag=3
5&file=B.xml&type=STANDARD
di MAURIZIO TROCCOLI
E' testa a testa tra i cacciatori umbri chiamati ad indicare una delle due
ipotesi di calendario, per la stagione venatoria del 2006.
L'Umbria, la regione con la più elevata concentrazione di cacciatori,
rispetto al territorio cacciabile, conta circa 40.000 iscritti. Di questi
alcuni scelgono la caccia migratoria( che prevede una zona di osservazione
fissa sulle rotte migratorie degli uccelli), altri quella stanziale (che
riguarda le specie permanenti, come ad esempio il cinghiale, per cui
esistono oltre 500 squadre di cacciatori, composte da una cinquantina di
persone e una quarantina di cani per ogni gruppo).
In questo momento i cacciatori sono chiamati a indicare, su proposta del
gruppo caccia dei Ds, una tra le due ipotesi di calendario: e cioè se
preferiscono l'apertura generalizzata (la stagione apre per tutte le
tipologie di caccia lo stesso giorno), oppure quella differenziata (a
tipologie di caccia diverse, corrispondono periodi diversi).
La consultazione coinvolge tutti i 40.000 appassionati dell'attività
venatoria e, in poco più di dieci giorni dall'inizio della richiesta, sono
pervenute alla segreteria Ds, 1895 risposte (con una media di oltre 100
invii al giorno).
Sono 964, ovvero il 51% dei cacciatori umbri che hanno spedito risposta,
quelli che hanno detto sì all'apertura differenziata, mentre 931 i no,
ovvero il 49%. Tradotto significa che non si è giunti ad una posizione
univoca. Ma soprattutto significa che ognuna delle due ipotesi apre delle
problematiche.
Ad esempio i favorevoli alla caccia generalizzata sostengono che questa crei
meno danni alla specie. Vuol dire che se nella stessa stagione si praticano
diversi tipi di caccia si esercita una minore pressione su determinate
tipologie di volatili.
Questa tesi non raccoglie però il parere favorevole dei cacciatori migratori
che in questo modo rischiano di perdere il periodo della migrazione perché
la caccia potrebbe essere chiusa. Dunque indicano la seconda ipotesi che
potrebbe prevedere, ad esempio, la caccia ad agosto e a settembre per
consentire la cattura di alcune specie in rotta, in quel periodo.
Ma attorno al tavolo delle trattative non ci sono solo i cacciatori. Anche
il mondo agricolo e gli ambientalisti vogliono esprimere la propria
opinione. Non solo. Ci sono ulteriori interessi rappresentati dalle regioni
limitrofe come Lazio, Marche e Toscana.
Se si dovessero decidere sistemi diversi a seconda delle regioni, si
potrebbe ottenere il risultato che i cacciatori possano spostarsi da una
regione all'altra sfruttando la diversità di regolamento. Questo a danno
delle specie che subirebbero un'aggressione spropositata. Ecco perché
all'incontro di presentazione dei primi risultati della consultazione, di
ieri, presso la sede regionale dei Ds, il gruppo caccia ha chiesto
all'assessorato regionale preposto, di indire una seconda conferenza
regionale venatoria per ascoltare le diverse parti, compresi i
rappresentanti delle regioni limitrofe. « Qualunque sia la decisione che
prenderà l'Assessore regionale - ha detto Stefano Gabrielli, responsabile
gruppo caccia Ds -, dovrà passare attraverso una concertazione».
Tra gli altri presenti: il responsabile del programma per i Ds Paolo
Bagliardini, il consigliere provinciale Paolo Borgioni e Fabrizio Bracco,
segretario regionale Ds, tutti concordi sull'ipotesi della concertazione e
della seconda conferenza venatoria regionale.
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Caccia, in arrivo i corsi gratuiti
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=15350&sezione=CREMONA&edizio
ne=20050629
Corsi gratuiti per aspiranti cacciatori promossi da Italcaccia ed Italpesca.
Uno si svolgerà a Cremona (sede in via Aselli, telefono 348-7491464) e l?
altro invece si terrà a Castelleone. Per il primo, gestito dal presidente di
Italcaccia Giuseppe Tortini è possibile iscriversi, entro il 3 luglio,
rivolgendosi al bar Soldi di via Giuseppina (telefono 0372-434343, chiuso il
lunedì). Quanto al corso che si terrà a Castelleone, gestito da Gianfranco
Villani, identica scadenza per l?iscrizione per la quale bisogna contattare
Villani al seguente numero telefonico: 339.7123303. Si tratta degli ultimi
corsi del 2005. Gli esami saranno sostenuti il 31 agosto.
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VIVISEZIONE
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Esperimento ai limiti della realtà: tre ore di morte poi il ritorno alla
vita
Usa, cani uccisi e fatti resuscitare
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050629&ediz=07_MARCHE&npag=1
&file=CANI.xml&type=STANDARD
di ALBERTO OLIVERIO
QUANDO il cuore si ferma per qualche minuto e il cervello non riceve più
sangue è possibile riportare alla vita una persona attraverso un intervento
di rianimazione; ma se l'arresto cardiaco è troppo lungo e il cervello manca
di ossigeno il declino diventa irreversibile e una persona viene considerata
clinicamente morta. Quali sono i limiti per riportare in vita chi risulta
morto in seguito a un blocco cardiaco, a una grave emorragia o a un trauma?
Esiste un modo per limitare i danni cerebrali

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it