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NEWS: Giornali Internet 28/07/05



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CACCIA
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Doppiette al via il 18 settembre
IL CALENDARIO VENATORIO
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/07/28/14,PRIMO_PIANO/T3.html
In Lombardia la stagione della caccia si aprirà ufficialmente il 18
settembre e terminerà il 31 gennaio 2006. «Il calendario venatorio - afferma
Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all?Agricoltura, con delega
alla caccia - dallo scorso anno non è più approvato con un provvedimento di
Giunta ma è regolato da una specifica legge. In questo modo non potrà più
essere oggetto di ricorsi. Ancora una volta abbiamo lavorato per offrire ai
cacciatori un calendario chiaro e puntuale, basato su certezze». In
particolare, è prevista l?anticipazione all?1 agosto della caccia di
selezione agli ungulati. Si deve poi segnalare che nella zona faunistica
delle Alpi, area di maggior tutela, la caccia vagante è consentita dall?1
ottobre al 30 novembre, nelle giornate di mercoledì e domenica. Nella zona
di minor tutela e relativamente alla selvaggina migratoria, nella forma
vagante, il periodo consentito va dal 18 settembre al 31 dicembre per tre
giorni alla settimana mentre la caccia da appostamento fisso è ammessa dal
18 settembre al 31 gennaio. Queste, infine, le specie consentite e i
relativi periodi di caccia. Dal 18 settembre al 31 dicembre: allodola,
beccaccia, coniglio selvatico, merlo, minilepre, quaglia, tordo bottaccio e
tortora. Dal 18 settembre al 31 gennaio: alzavola, beccaccino, canapiglia,
cesena, codone, colombaccio, fagiano, fischione, folaga, gallinella d?
acqua, germano reale, marzaiola, mestolone, moretta, moriglione, pavoncella,
tordo sassello, volpe. Dal 18 settembre all?8 dicembre: pernice rossa,
starna e lepre comune (in zona Alpi la caccia alla lepre comune termina il
30 novembre). Dall?1 ottobre al 30 novembre: pernice bianca, gallo forcello,
lepre bianca e coturnice delle Alpi. Dall?1 ottobre al 30 novembre:
camoscio, capriolo, cervo, e muflone, fatta eccezione per le cacce di
selezione. Dall?1 ottobre al 31 dicembre (con facoltà delle Province di
spostare il periodo dall?1 novembre al 31 gennaio): cinghiale.
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Col voto favorevole di maggioranza e Margherita il Consiglio ha approvato le
leggi venatorie proposte dall?assessore Beccalossi
Sì della Regione alla caccia in deroga
Riapriranno 55 roccoli che potranno catturare oltre 44mila richiami vivi
Rosario Rampulla
MILANO
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/07/28/14,PRIMO_PIANO/T2.html
Si è concluso in Consiglio regionale l?iter dei progetti di legge in materia
venatoria presentati dall?assessore all?Agricoltura Viviana Beccalossi. Con
i voti favorevoli della maggioranza e della Margherita, la caccia in deroga
ha così una normativa nuova di zecca, cui si aggiunge la legge sulla cattura
dei richiami vivi. Nulla di fatto invece per i prispoloni, il cui mancato
inserimento nel novero delle specie cacciabili ha lasciato i cacciatori
parzialmente insoddisfatti. Dopo che la seduta di martedì si era conclusa
con un nulla di fatto, il dibattito consiliare andato in scena ieri al
Pirellone ha visto trionfare la ragione politica. Che le cose si stessero
avviando verso una rapida risoluzione lo si è capito nel momento in cui il
capogruppo dei Verdi in Regione, Carlo Monguzzi, ha ritirato i 1.162
emendamenti presentati dal suo partito, chiedendo «in cambio» che il
Consiglio inserisca fra le sue priorità il dibattito «su questioni quali il
terrorismo, la crisi economica ed i problemi legati al pendolarismo». C?è
invece una valutazione di opportunità politica dietro il ritiro, da parte
della maggioranza, degli emendamenti mirati all?inserimento del prispolone
tra le specie in deroga. Tale decisione, maturata in seguito ad una
richiesta da parte del capogruppo dei Ds Giuseppe Benigni (i diessini si
sono poi astenuti al momento del voto), ha definitivamente sbloccato i
lavori dell?aula, permettendo di giungere ad una rapida conclusione. La
«legge Beccalossi» sulla caccia in deroga consente dunque il prelievo di
fringuelli (569.547 esemplari) e peppole (206.909), unitamente a passero d?
Italia, passera mattugia (massimo 20 esemplari per cacciatore) e storno,
fino a 50 esemplari. Potrà cacciare un numero massimo di 16 mila cacciatori,
che hanno optato per la caccia di apppstamento fisso. Il prelievo venatorio
in deroga potrà essere effettuato, per il fringuello dal 1° ottobre al 19
novembre, per la peppola dal 15 ottobre al 30 novembre e, per passeri e
storni, tra il 18 settembre e il 19 novembre. Accanto alla vittoria
(parziale) sul fronte delle deroghe, il mondo venatorio può segnare un
risultato a proprio favore anche per quello che riguarda la cattura dei
richiami vivi. È stato infatti approvato, con disegno di legge e non più con
delibera di Giunta, il progetto che prevede la cattura, attraverso 55
impianti specializzati, di 44.450 richiami. Riaprono quindi i roccoli una
realtà che, per Brescia, rappresenta una tradizione importante. Basti
pensare che su un totale di 55 impianti lombardi, sono 23 i roccoli della
provincia di Brescia, autorizzati ad un prelievo di circa 20.000 esemplari.
La natura legislativa del provvedimento, che avrà la durata di un anno,
preserva i roccoli da eventuali ricorsi al Tar, eventualità già verificatasi
negli anni passati.
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Beccalossi: «Regole migliori», Busana (Ucl): «Mi aspettavo di più»
L?assessore Viviana Beccalossi
Guido Galperti (Margherita)
LE REAZIONI
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/07/28/14,PRIMO_PIANO/T1.html
BRESCIA - Bicchiere, anzi carniere mezzo vuoto o mezzo pieno? La fumata
bianca giunta ieri dal Pirellone non sembra aver accontentato del tutto i
cacciatori che, evidentemente, si aspettavano decisioni più favorevoli
rispetto alla normativa sull?esercizio del loro hobby prediletto. Ad uscire
vincitirce dal dibattto di ieri è stata senza dubbio Viviana Beccalossi, cui
spetta l?elaborazione dei due disegni di legge votati ieri. L?assessore
regionale all?Agricoltura con delega alla caccia, ha sottolineato come
«Giunta e Consiglio abbiano lavorato in maniera razionale per migliorare la
situazione della pratica venatoria, dimostrando giusta attenzione verso la
caccia ed i cacciatori». Ma non c?è rosa senza spine e, per evitare una
discussione interminabile intorno alle sue proposte, la Beccalossi ha dovuto
sacrificare sull?altare dell?opportunità politica l?emendamento che avrebbe
dovuto inserire, tra le specie in deroga, il prispolone. «La rinuncia a
questa miglioria legislativa - ha aggiunto -, nata da una espressa richiesta
dell?Aula, rimane il mio unico rammarico». Alla soddisfazione della
Beccalossi ha fatto eco quella del consigliere della Margherita, Guido
Galperti. Rivendicando il «ruolo costruttivo svolto dal mio partito nell?
approvazione delle leggi in materia venatoria», Galperti ha riconosciuto
come «la nuova disciplina definisca meglio l?esercizio della caccia,
consentendo l?avvio della stagione in un quadro di maggiore tranquillità e
certezza, anche per ciò che attiene agli impianti di cattura». Al momento
del voto la scelta dei Democratici di sinistra è stata quella dell?
astensione. In una nota, il consigliere bresciano Arturo Squassina ha
motivato questa scelta evidenziando come «la caccia in deroga debba avvenire
secondo regole certe e secondo quantitativi che non siano eccessivi per la
sopravvivenza della singola specie animale». Come detto, non sono mancati i
malumori, espressi soprattutto dal mondo dei cacciatori. «Siamo delusi - ha
attaccato senza mezzi termini Fortunato Busana, coordinatore regionale dell?
Ucl - per una legge che non ci fa ottenere quanto sperato. In particolare mi
aspettavo qualcosa di più dalla maggioranza». Evidentemente la scelta della
Beccalossi rispetto all?emendamento sulla caccia al prispolone ha lasciato l
?amaro in bocca. «Come reagiranno - ha proseguito Busana - i cacciatori
lombardi a questa limitazione quando, in Veneto, è consentito cacciare in
deroga nove specie in più rispetto a quanto avviene in Lombardia? La caccia
al prispolone, vietata dal 1982, è una tradizione forte nel territorio
bresciano e andrebbe reinserita» Busana ha fatto balenare l?eventualità di
una risposta «politica» alle decisioni della Regione. «Chiederò di avere
accesso agli atti del Consiglio per verificare il numero degli assenti. Non
vorrei che si dimenticasse che i cacciatori sono anche elettori». Carlo
Monguzzi, dei Verdi, ha parlato di «leggi infami perchè è infame uccidere
esseri viventi per gioco catturare uccelli per attirarne altri ed
ucciderli». (r. r.)
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Dal 18 settembre
Peppole e passeri si possono cacciare
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=6200&sezione=CREMONA&edizion
e=20050728
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza due progetti di legge che
permettono la cattura di richiami vivi e soprattutto la caccia a fringuelli,
peppole, passeri d?Italia, passere mattugia e storni, ma non al trispolone.
Soddisfatto del provvedimento il relatore Giovanni Rossoni (Fi) «perchè è
una risposta positiva alle aspettative di alcuni territori della regione che
vivono di questa tradizione ancora oggi molto sentita». La legge fissa le
quantità di queste specie che i 93 mila cacciatori della Lombardia potranno
catturare. I 16 mila cacciatori che hanno scelto entro lo scorso giugno la
caccia da appostamento fisso potranno cacciare un numero massimo di 206.909
peppole, 569.547 fringuelli. Questo il calendario venatorio: dal 18
settembre al 31 dicembre si potranno cacciare: allodola, beccaccia, merlo,
minilepre, quaglia, tordo bottaccio e tortora; dal 18 settembre al 31
gennaio: alazavola, beccaccino, canapiglia, cesena, codone, colombaccio,
fagiano, fischione, folaga, gallinella, germano reale, marzaiola, mestolone,
moretta, moriglione, pavoncella, tordo tassello, volpe; dal 18 settembre all
?8 dicembre: pernice rossa, starna e lepre comune; dal 1° ottobre al 30
novembre: pernice bianca, gallo forcello, lepre bianca, conturnice delle
Alpi; dal 1° ottobre al 31 dicembre: cinghiale.
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Ritirati dal verde Carlo Monguzzi gli emendamenti ostruzionistici, il
Consiglio del Pirellone ha detto sì al regolamento venatorio
Caccia, via libera dalla Regione
La Margherita con il centrodestra, Ds astenuti, contro Prc, Verdi e Idv
http://www.bresciaoggi.it/storico/20050728/cronaca/Aac.htm
Via libera dalla Regione al regolamento venatorio. Il Consiglio del
Pirellone ha approvato ieri i progetti di legge che regolano l?attività
venatoria in deroga e il numero di richiami vivi da catturare, proposti
dalla bresciana Viviana Beccalossi di An, vicepresidente della Lombardia e
assessore all?Agricoltura. Il provvedimento aggiunge tra le specie
cacciabili il fringuello e la peppola, e indica con quali modalità sia
autorizzata la caccia al passero d?Italia, alla passera mattugia e allo
storno.
Il prelievo venatorio in deroga potrà essere effettuato per il fringuello
dal 1° ottobre al 19 novembre, per la peppola dal 15 ottobre al 30 novembre
e per passeri e storni tra il 18 settembre e il 19 novembre. Il progetto di
legge che riguarda le richieste di richiami vivi dei cacciatori prevede
invece la cattura - attraverso 55 impianti specializzati - di 44.450
richiami. Al provvedimento hanno detto sì il centrodestra e la Margherita,
mentre i Ds (che in commissione avevano votato contro) si sono astenuti; no
da Rifondazione comunista, Verdi e Italia dei valori.
«Giunta e Consiglio hanno lavorato in maniera razionale e fattiva per
migliorare ulteriormente la situazione di questa materia, dimostrando la
giusta attenzione verso la caccia e i cacciatori - ha dichiarato Viviana
Beccalossi -. L?unico rammarico nasce dal fatto che, su espressa richiesta
dell?aula, ho dovuto rinunciare alla presentazione di un emendamento
migliorativo che prevedeva di inserire tra le specie in deroga il
prispolone».
Quest?anno in Lombardia la stagione della caccia si aprirà ufficialmente il
18 settembre e terminerà il 31 gennaio. Il calendario venatorio - aggiunge l
?assessore bresciano - «dallo scorso anno non è più approvato con un
provvedimento di Giunta, ma è regolato da una specifica legge. In questo
modo non potrà più essere oggetto di ricorsi spesso pretestuosi e
inconsistenti. Ancora una volta abbiamo lavorato per offrire ai cacciatori
un calendario chiaro e puntuale, basato su certezze».
Il calendario prevede l?anticipazione al primo agosto della caccia di
selezione agli ungulati. Si deve poi segnalare che nella zona faunistica
delle Alpi, area di maggior tutela, la caccia in forma vagante è consentita
dall?1 ottobre al 30 novembre il mercoledì e la domenica. Nella zona di
minor tutela e relativamente alla selvaggina migratoria nella forma vagante,
il periodo consentito va dal 18 settembre al 31 dicembre per tre giorni alla
settimana, mentre la caccia da appostamento fisso è ammessa dal 18 settembre
al 31 gennaio.
Queste, invece, le specie consentite e i relativi periodi di caccia: dal 18
settembre all?8 dicembre pernice rossa, starna e lepre comune (in zona
alpina la caccia alla lepre comune termina il 30 novembre); dal 18 settembre
al 31 dicembre allodola, beccaccia, coniglio selvatico, merlo, minilepre,
quaglia, tordo bottaccio e tortora; dal 18 settembre al 31 gennaio alzavola,
beccaccino, canapiglia, cesena, codone, colombaccio, fagiano, fischione,
folaga, gallinella d?acqua, germano reale, marzaiola, mestolone, moretta,
moriglione, pavoncella, tordo sassello, volpe; dall?1 ottobre al 30 novembre
pernice bianca, gallo forcello, lepre bianca, coturnice delle Alpi,
camoscio, capriolo, cervo e muflone, fatta eccezione per le cacce di
selezione; dall?1 ottobre al 31 dicembre (con facoltà delle Province di
spostare il periodo dall?1 novembre al 31 gennaio): cinghiale.
Secondo un altro bresciano che ha votato sì, il capogruppo della Margherita
Guido Galperti, «la nuova disciplina norma meglio l?attività venatoria e
consente l?avvio della stagione in un quadro di maggiore tranquillità e
certezza, anche per ciò che attiene agli impianti di cattura». Il ds Arturo
Squassina spiega invece così la sua astensione: «Ritengo praticabile la
caccia in deroga, ma nel pieno rispetto delle indicazioni che provengono
dagli organi competenti, come l?Istituto nazionale per la fauna selvatica,
che almeno nel caso di peppole e fringuelli esprime la non opportunità di
incrementare il prelievo».
In Regione c?è un altro Squassina bresciano, l?Osvaldo di Rifondazione
comunista: secondo il Prc - schierato con il «fronte del no» - «il mondo è
travolto dalla spirale del terrorismo e della guerra, la Lombardia sta
vivendo una crisi industriale e occupazionale senza precedenti, e il
Consiglio regionale che fa? Discute di peppole e fringuelli!».
Una posizione in qualche modo rispecchiata dall?azione del capogruppo verde
Carlo Monguzzi, che aveva presentato oltre 1.150 emendamenti per rallentare
l?approvazione della legge (per i verdi la deroga non ha motivo di essere,
perché le specie interessate non sono in surplus e non creano danni all?
agricoltura). In apertura di seduta, dopo il rinvio dell?altra sera,
Monguzzi si è offerto di ritirare i suoi emendamenti in cambio della
promessa che a settembre, nelle prossime sedute del Consiglio regionale, si
discuta di terrorismo, crisi economica e trasporto pubblico.
Per esaminare la proposta, il presidente del Consiglio Attilio Fontana ha
sospeso la seduta e convocato una riunione dei capigruppo. Poi, come abbiamo
visto, la votazione e l?approvazione del regolamento.b.c.
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lombardia Le norme approvate provocano qualche lamentela tra cacciatori e
ambientalisti Caccia, in Regione via libera alla nuova legge
http://www.laprovinciadilecco.it/online/online.asp?SiglaEdizione=LE&Sezione=
ATTUALITA&Bassa=si&Pagina=7&IDNotizia=1572854
Milano I centomila cacciatori lombardi da ieri possono contare su una nuova
legge per la pratica del loro hobby preferito. Il Consiglio regionale della
Lombardia ha infatti approvato il provvedimento che disciplina l'attività
venatoria lombarda per la stagione 2005-2006. La legge autorizza la caccia
per un numero massimo pari a 206mila e 909 esemplari per le peppole e a
569mila e 547 esemplari per i fringuelli. Può cacciare un numero massimo di
16mila cacciatori che hanno optato entro giugno per la caccia da
appostamento fisso. Per gli esemplari appartenenti alle specie passero
d'Italia e passera mattugia, ciascun cacciatore è autorizzato a cacciare un
numero massimo di 20 esemplari, mentre sarà possibile cacciare fino a 50
esemplari della specie storno. Dunque, in Lombardia, pur con alcuni limiti,
si potranno cacciare peppole, fringuelli e alcune altre specie protette in
deroga alle direttive europee. Non si potrà cacciare il trispolone. Mentre
il verde Carlo Monguzzi ha ritirato gli emendamenti che ancora dovevano
essere discussi, fra gli oltre 1.160 che aveva presentato, la maggioranza su
richiesta del capogruppo dei Ds, Giuseppe Benigni, ha ritirato gli
emendamenti che volevano permettere la caccia anche al trispolone. Così la
soddisfazione generale per la fine della lunga discussione e l' approvazione
della legge ha lasciato qualche scontento sia fra cacciatori che fra gli
ambientalisti. Nonostante il ritiro degli emendamenti comunque Monguzzi ha
ripetuto che «si tratta di due leggi infami perchè è infame uccidere esseri
viventi per gioco ed è insopportabile catturare uccelli per attirarne altri
ed ucciderli». Soddisfatto del provvedimento il relatore Giovanni Rossoni
(Fi) «perchè è una risposta positiva alle aspettative di alcuni territori
della regione che vivono di questa tradizione ancora oggi molto sentita». La
legge fissa le quantità di queste specie che i 93 mila cacciatori della
Lombardia potranno catturare. I 16 mila cacciatori che hanno scelto entro lo
scorso giugno la caccia da appostamento fisso potranno cacciare un numero
massimo di 206.909 peppole, 569.547 fringuelli. Per quanto riguarda invece
passero d'Italia e passera mattugia, ogni cacciatore potrà prendere al
massimo 20 esemplari, mentre è di 50 esemplari il numero massimo di storni
cacciabili. Meno soddisfatto Carlo Saffioti, presidente della Commissione
Attività produttive, che avrebbe preferito diverse quantità e più specie
cacciabili. Soddisfatto invece Pietro Manconi di An perchè «i due progetti
di legge approvati migliorano la legislazione rispetto allo scorso anno e
facendo leggi e non atti amministrativi solo lo Stato potrà fare ricorso» e
non quindi le associazioni di ambientalisti che negli ultimi anni si sono
sempre rivolte al Tar. Soddisfatta anche la Margherita che ha votato a
favore della legge, tanto che il capogruppo Guido Galperti, ha voluto
sottolineare «il ruolo costruttivo e determinante» del suo partito
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MILANO
Legge sulla caccia nel mirino anche i passeri
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_MILANO&doc=UNNOH
Caccia aperta dalla terza domenica di settembre anche a peppole, fringuelli,
passeri e storni in aggiunta ad altri selvatici cacciati già lo scorso anno,
ma con limitazione di prede. Lo ha votato il Consiglio regionale con un
provvedimento che ha visto la drastica opposizione di Verdi, Rifondazione
Comunista, Italia dei valori e Gruppo misto. Silvia Ferretto di An ha
proposto provvedimenti contro i bracconieri.
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Approvata in commissione la legge che amplia a tredici il numero delle
specie ?nel mirino?
Caccia, la ?deroga? fa polemica
E adesso la proposta della giunta cerca il «sì» del consiglio regionale
di Antonio Trentin
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Aad.htm
Nell?ultimo paio di giorni di lavoro in consiglio regionale - oggi e domani,
in vista della pausa agostana - arriva in discussione il primo provvedimento
di forte impatto della legislatura iniziata da tre mesi.
È il nuovo testo che regola la ?caccia in deroga? nel Veneto: un
provvedimento fresco di voto nella commissione Agricoltura & affini,
presieduta dal forzista Clodovaldo Ruffato; iscritto a tamburo battente all?
ordine del giorno di palazzo Ferro-Fini per un varo utile in vista del
prossimo calendario venatorio; e immediatamente diventato occasione per una
dura polemica.
In commissione le novità pro-cacciatori - a lungo preparate (e contestate)
negli anni scorsi - sono state approvate con i voti della maggioranza (Forza
Italia, Alleanza Nazionale e Lega Nord) che nell?appuntamento consiliare si
preannuncia compatta: «Si tratta di dare finalmente una risposta alle
aspettative del mondo della caccia che vuole agire secondo la tradizione
venatoria locale e nel rispetto delle compatibilità ambientali e
faunistiche».
L?opposizione di centrosinistra (Margherita, Ds e Rifondazione), dopo aver
votato contro, ha annunciato un fuoco di sbarramento: «La normativa è stata
approvata con un colpo di mano della maggioranza, stravolge la legge
esistente dando via libera alle cosiddette cacce tradizionali, va contro gli
indirizzi dell?Istituto nazionale per la fauna selvatica, in consiglio non
passerà mai».
E i due fronti contrappostisi in commissione verranno rinforzati, nello
scontro in aula, dai partiti minori: in particolare saranno i Verdi a dare
battaglia.
C?entrano parecchio i vicentini in questa vicenda legislativa regionale che
arriva a un nuovo punto di svolta, dopo le molte tappe del passato.
La tradizionale concorrenza tra Alleanza nazionale e Lega Nord in materia
venatoria aveva infatti prodotto - subito all?inizio di questa ottava
legislatura - due diversi progetti di legge sulla ?caccia in deroga?, uno
con prima firmataria Elena Donazzan (importante terminale in Regione della
filiera politico-venatoria facente capo all?europarlamentare Sergio Berlato,
consigliere del ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno) e uno
con primo firmatario il neoconsigliere Roberto Ciambetti.
Strada facendo la Donazzan è diventata assessore e la giunta regionale ha
sfornato una propria proposta. Ed è questa a fare da base per il testo che è
stato approvato in commissione - dopo un?audizione degli ?addetti ai lavori?
(le sette Amministrazioni provinciali, le associazioni ambientaliste, le
associazioni venatorie e le organizzazioni agricole) - e che adesso è in
arrivo in Consiglio.
La nuova normativa fa tra l?altro riferimento alla possibilità - indicata
nella direttiva Cee 409 del 1979 - di cattura selettiva, in condizioni
rigidamente controllate, di ?piccole quantità? di uccelli che può avvenire
anche sulla base delle tradizioni venatorie regionali. Un?interpretazione,
questa, della quale si fa forte il fronte filo-caccia e che, come si è
visto, viene particolarmente contestata dall?opposizione.
Alle Province resta la competenza sull?abbattimento delle specie nocive alle
colture agricole.
Con quali valutazioni esterne al consiglio arriva al dibattito la proposta
di legge della giunta della Casa delle libertà presieduta da Giancarlo
Galan?
Nell?audizione in commissione un parere positivo era stato dato dalle
Province e dalle federazioni dei cacciatori. Ma con alcune perplessità. La
Federcaccia ha giudicato inopportuna la possibilità di segnalare solo a fine
giornata i capi abbattuti. Le organizzazioni dei coltivatori hanno auspicato
una revisione dell?elenco delle specie cacciabili in quanto alcune, come lo
storno, sono effettivamente dannose alle colture, ma altre no.
Del tutto contrari, invece, gli ambientalisti che hanno parlato di legge
?rivolta, più che altro, agli interessi elettoralistici della maggioranza? e
non rispettosa dei limiti quantitativi di abbattimento delle specie in
deroga fissati dall?Istituto per la fauna selvatica.
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Tassidermia
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050728&ediz=NAZIONALE&n
pag=39&file=A.xml
Rendere legale l?abbattimento e l?imbalsamazione di animali, anche quelli
superprotetti dalla legge: è un vero regalo a trafficanti di specie e
bracconieri quello che si sta consumando alla Regione Campania, peraltro all
?interno di un contesto del tutto avulso quale la legge finanziaria
regionale». La denuncia è della Lipu e della Lav che, in una lettera
indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella,
accusano la Regione di voler approvare un provvedimento sulla tassidermia
«che nulla ha a che fare con la materia finanziaria in discussione in queste
ore e che, invece, rappresenta un grave attacco alla fauna selvatica
protetta dalla legge». La norma consentirebbe a musei, istituzioni, zoo e
allevamenti di far imbalsamare, senza più rischiare alcuna sanzione, gli
animali selvatici.
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FIERE VENATORIE
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RIESE PIO X
Arriva la Fiera degli uccelli
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2522548&Luogo=Vicenz
a&Pagina=CASTELFRANCO
Riese Pio X
(G.Z.) Anche una mostra d'armi, dalle più antiche fino a quelle più
sofisticate e moderne, alla "Fiera degli Uccelli" organizzata per sabato 30
e domenica 31 a Riese Pio X. Organizzatori, l'ente fiera presieduto da
Luciano Ceccato, l'associazione cacciatori "Fidc", la pro-loco di Riese (in
tutti un centinaio di persone) sotto l'egida dell'amministrazione comunale.
Si tratta di una manifestazione che negli ultimi cinque anni (era nata nel
1978 e si è svolta fino al 1991 prima di interrompersi fino al 2001 quando è
stata riorganizzata proprio dall'associazione cacciatori) è cresciuta
moltissimo fino a diventare una delle più importanti iniziative comunali e
mandamentali. Basti pensare che lo scorso anno si sono avuti ben 3 mila
visitatori con 400 uccelli in esposizione e 70 espositori. "I veri
protagonisti sono i volontari che la organizzano-ha spiegato il sindaco
Gianluigi Contarin in sede di presentazione e conoscendo lo sforzo che viene
fatto. Sforzo sottolineato dal presidente dell'ente fiera
Ceccato:"Quest'anno abbiamo spostato la rassegna cinofila al sabato mentre
per la domenica abbiamo lasciato la mostra degli uccelli e tutte le varie
manifestazioni collaterali a partire dalla mostra delle armi che proponiamo
come nuova iniziativa quest'anno". Fra le iniziative infatti la mostra di
uccelli acquatici, diorama della fauna locale, mostra mercato del musso e
del cavallo, esposizione di falchi, artigianato e trattori d'epoca. Nel
pomeriggio di domenica inoltre ci sarà una gara di automodelli ed ins erata
un'esibizione della scuola di ballo "Full Time" nell'anfiteatro. Una
manifestazione che vede impegnata in prima persona anche la pro-loco; il
presidente Mario Zonta:" Uno dei tre premi che abbiamo istituito quest'anno
per festeggiare i 50 anni di attività dell'associazione è stato riservato
proprio alla fiera degli uccelli". Infine l'assessore Michele Stocco che ha
ribadito l'impegno costante dell'amministrazione verso questa
manifestazione. Per domenica viabilità modificata in centro a Riese con la
chiusura di via Sarto fino alle 12 e di via Asolana fino a sera.
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PESCA
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JESOLO
Pesca a strascico, multato chioggiotto
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2522333&Luogo=Venezi
a&Pagina=SANDONATESE%20PORTOGRUARESE
Jesolo
Tentavano di ripulire il mare di Jesolo dai mitili con la pesca a strascico.
Una procedura che sotto costa è vietata e che il comandante del peschereccio
della marineria chioggiotta conosceva bene. Sono stati i Carabinieri della
motovedetta di Caorle a fermare l'altra notte, B.S. ventinovenne di
Chioggia. Il peschereccio si era spinto fino a Jesolo dove a poche centinaia
di metri dalla costa stava pescando con l'apposita attrezzatura munita di
ramponi.Sulle reti erano finiti in particolare una discreta quantità di
cozze, ma anche di altre tipologie di molluschi. Immediatamente i militari
hanno ordinato la restituzione al mare di quanto pescato abusivamente e il
marinaio è stato multato.La sanzione amministrativa ammonta a quasi 1.100
euro, un' infrazione che permetterà al giovane di ricordarsi che quel tipo
di pesca non conviene tanto ma rovina la fauna e flora marina.I Carabinieri
hanno poi provveduto a sequestrare i 4 ramponi e le reti usate per il grave
danneggiamento. Non è la prima volta che pescherecci di altre marinerie
arrivino all'estremo capo del litorale veneziano trasgredendo le regole come
i pescatori del posto hanno più volte evidenziato.
M.C.
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ALLEVAMENTO
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Centomila euro per gli allevatori della Valle del Sacco
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050728&ediz=11_METROPOLIT&np
ag=33&file=F.xml&type=STANDARD
«Un piccolo ma significativo aiuto a sostegno degli allevatori della Valle
del Sacco». Così ha definito l'assessore provinciale all'Ambiente e all?
Agricoltura Loredana De Petris lo stanziamento di 100 mila euro deciso ieri
dalla giunta di Palazzo Valentini. «Il contributo della giunta Gasbarra - ha
aggiunto la De Petris - vuole essere un sostegno agli allevatori che hanno
subito perdite economiche a causa dell'evento calamitoso che si è abbattuto
sulla zona». «L'obiettivo strategico - ha concluso l'assessore provinciale -
è la difesa del territorio e dell'ambiente, nonché la salute dei cittadini,
aggredita da sempre più gravi forme di inquinamento».

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
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