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Il Secolo XIX 29.7.05



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Pietra
"Maltratta" il suo cane
Una cinquantenne di Pietra Ligure (M. C.) è stata denunciata alla Procura di Savona dalle guardie zoofile dell'Enpa per maltrattamento di animali. Gli agenti, su segnalazione di alcuni passanti, hanno trovato il suo cane nel giardino di casa, in un paesino dell'entroterra, legato a una catena corta, al sole e senza acqua. Era in evidente stato di sofferenza. La padrona è stata rintracciata sul lavoro e denunciata. La tecnica Gabbie di rieducazione per recuperare chi morde Nella nuova struttura di Monte Contessa, uno dei punti di forza saranno le "gabbie di rieducazione": non spazi punitivi, come potrebbe suggerire il nome, ma semmai aree ampie dove riabituare gradualmente gli animali che hanno sofferto l'isolamento al contatto con altri cani e con l'uomo. Perché nei canili succede lo stesso fenomeno che si registra nelle carceri: invece di essere occasione di riscatto, la prigione dell'uomo è spesso scuola di criminalità. Così il canile, quando le bestie sono costrette in spazi angusti, diventa inevitabilmente una tortura che acuisce le asperità del carattere, rende le bestie paurose e diffidenti. Intrattabili. «Nel nuovo canile ci sarà uno spazio riservato ai cani pronti per l'adozione, quelli che non daranno certamente problemi - racconta la direttrice - dove i visitatori interessati a portarsi a casa un animale potranno scegliere con serenità il loro compagno. Ma ci saranno anche spazi destinati ad abituare gradualmente, seguendo tecniche collaudate, i cani più difficili al contatto con gli altri animali e con l'uomo». Paradossalmente, spiega Clara Bongiorno, la vicinanza del padrone è più facile da accettare che l'incontro occasionale con un consimile a quattrozampe. «E il problema vero è quando si porta il cane a spasso e lui aggredisce tutti gli animali che incontra, magari strattonando la padrona non più giovanissima». B. V. Nuovo "ricovero", battaglia continua ricorso dei comitati alla Corte europea Due milioni di euro saranno investiti dal Comune nella costruzione del nuovo canile a Pian di Croce, sulle alture di Sestri. I lavori, avviati a inizio anno dall'impresa "Corrado Lionetti" di Napoli, sono al centro di un duro braccio di ferro tra Tursi, da una parte, comitati e circoscrizione Medio Ponente, dall'altra. Un ricorso al Consiglio di Stato e un'istanza alla Corte di giustizia europea pesano sul progetto della casa degli animali, fortemente sostenuto dai Verdi Luca Dallorto, assessore comunale all'Ambiente, e Cristina Morelli, capogruppo in consiglio comunale e consigliere regionale. Il progetto, che prevede una struttura per circa 200 animali con cucce ampie e riscaldate, più parco e servizi, è da tempo al centro di un duro scontro politico. A fine giugno, il gruppo consiliare a Tursi di Forza Italia ha affisso 400 manifesti per denunciare «lo spreco di risorse e l'eccessivo impatto ambientale dell'opera». Dallorto ribatte ricordando che, «grazie al parco canile, sarà possibile ridurre il numero di cani cosidetti morsicatori incentivando le adozioni». Quanto al problema ambientale, sempre secondo Dallorto, «il saldo tra alberi abbattuti e rimpiantati sarà, alla fine, largamente positivo». Intanto il Comitato per Sestri, che riunisce i cittadini contrari al progetto, non demorde: «Quello di Pian di Croce, dove i lavori procedono insolitamente spediti con grandi sbancamenti e tagli di alberi, è un sito di interesse comunitario. Il Comune ha quindi compiuto un illecito rendendo edificabile un'area sottoposta a tutela. Perciò ci siamo rivolti alla Corte europea».
Canile, scoppia l'emergenza pitbull
IL CASO Sono 35 gli esemplari di quella razza ospitati in via Adamoli. Ma il fenomeno riguarda anche dobermann e rottweiler
Raffica di abbandoni da parte dei proprietari: «E' cresciuto, mi fa paura»
Per loro sarà certamente una lunga estate da cani. Colpevoli di avere una gran brutta fama, oppure solo di essere grossi, poco adatti a una vita da salotto e magari pure malati. Pitbull o rottweiler mai abituati alla vita di città, acquistati spesso in modo clandestino e messi da parte nel momento in cui l'affettuoso cucciolone si trasforma in una massa di muscoli e denti su quattro zampe. Inquietante per i suoi stessi padroni. «Sono i cani-Sirchia - dice l'assessore comunale all'Ambiente Luca Dallorto - quelli per i quali l'ordinanza del ministro ha reso obbligatoria la denuncia. Il fenomeno dell'abbandono di questi animali ha avuto un picco subito dopo il varo della nuova normativa, concepita due anni fa e aggiornata la scorsa estate». Ma alla vigilia delle ferie di agosto 2005, l'allarme sembra essere tutt'altro che alle spalle. Nel canile municipale di via Adamoli, la struttura che si appresta a chiudere i battenti per lasciare spazio alla nuova casa per animali di Monte Contessa a Sestri, la presenza dei cani-Sirchia sta diventando un problema di difficile soluzione, perchéè improbabile che questi animali, costretti anche a un lungo soggiorno in condizioni non facili, trovino qualcuno disposto ad adottarli. E, all'opposto, gli abbandoni si moltiplicano. «Solo tra giugno e luglio abbiamo accolto 14 nuovi pitbull - racconta Clara Bongiorno, direttrice del canile - tutti portati dai padroni che se ne volevano disfare». Così in totale i cani delle razze "difficili", ospiti con poche possibilità di trovare una sistemazione, sono diventati un branco: «Abbiamo in totale 35 pitbull, ma anche una decina di rottweiler di razza pura o frutto di incroci, cinque dobermann, tre cani corsi e due alani. Alcuni sono buonissimi, qualcuno è malato, problemi alle zampe posteriori che gli conferiscono movimenti sgraziati». Allora il cane comprato perché va di moda non va più bene, si mette da parte come un oggetto. A volte a spingere al rifiuto è la paura. «I pitbull sono tutti giovanissimi, tra i nove mesi e un anno e mezzo, nessuno è stato utilizzato per combattimenti o lotte clandestine. Però, quando i cuccioli diventano adulti, fanno paura». Con un dettaglio inquietante: «Quando chiediamo dove sono stati acquistati, la risposta è sempre la stessa: non so più, non ricordo. Segno che i canali d'arrivo di queste bestie sono difficilmente regolari». A preoccupare non è soltanto l'assenza di controlli. «Un uomo ci ha portato il suo pitbull, una volta cresciuto gli faceva paura. Ma ci ha rivelato di averlo preso che aveva appena venti giorni di vita: una assurdità, toglierlo alla madre così piccolo, quando ancora non aveva terminato lo svezzamento e certamente non aveva avuto il tempo di imparare quelle nozioni elementari che i genitori passano ai figli, anche tra i cani. Ma se lo scopo è solo vendere per fare soldi, allora ecco che un allevatore improvvisato si disinteressa completamente delle conseguenze di questo sradicamento». Il risultato? Animali disadattati, caratteriali, difficili. Per colpa dell'uomo. Una volta erano i dobermann a fare paura. «Ne abbiamo cinque - racconta Bongiorno - Yurka, Demon, Zeb che è venuto con la fama di essere un morsicatore. Ma solo perché una bambina di pochi anni, la figlia del suo padrone, aveva cercato di prenderlo da dietro, una cosa che, con un cane, non si deve fare mai. E poi Shary e Unka, che hanno problemi di salute alle gambe. E questo non fa bello». Dei duecento animali oggi ospiti del canile, i casi più difficili sono loro, i cani che hanno fama di essere "cattivi". Andranno ad aggiungersi, con tutta probabilità, agli altri ergastolani a quattro zampe, una sessantina di cani che sono in via Adamoli da più di dieci anni. Per questi 60 ospiti, vecchi e resi selvatici dalla vita in gabbia, le possibilità di tornare ad essere accolte nella società degli umani sono ormai inesistenti. Bruno Viani
Gli angeli degli animali vigilano altre due contravvenzioni in A26
Fermati due Tir con cavalli e ovini, 12 mila euro di multa agli autisti. Ambientalisti tedeschi segnalano i mezzi sospetti alla polizia Ovada Animal's Angels. Ovvero gli Angeli degli animali che marcano stretti i camion che trasportano animali ingiro per l'Europa, segnalando casi irregolari alle varie forze di polizia. Come accaduto con l'operazione alla quale gli Angeli hanno collaborato e che è stata condotta dalla Polstrada di Belforte Monferrato sulla A26. Dove sono stati controllati i camionisti che trasportano, in particolare per percorsi lunghi che superano i 600 chilometri, carichi di bestiame in condizioni di estrema sofferenza a causa del caldo e del mancato rispetto delle severe norme che regolano questo tipo di trasporto. Altri due carichi, di equini e ovini, sono stati fermati e, dopo i controlli, è scattata la sanzione ed il pagamento di 6.000 euro. In aiuto alle pattuglie della polizia, in questi giorni c'è il fattivo contributo dei volontari della Animal's Angels, associazione con sede a Friburgo. I volontari possono far conto su una rete informativa e su gruppi referenti ed appoggi anche in Italia ed in altri stati europei. In modo particolare in questo periodo, parecchi volontari sfruttano le ferie e le vacanze per seguire il trasporto di carichi di bestiame. «Li attendono alla frontiera - chiariscono alla polizia - poi li seguono e li controllano da vicino». La loro presenza è particolarmente efficace per individuare i casi sospetti. Dunque dopo i due casi dell'altro giorno, riguardanti i camionisti responsabili di due trasporti di bovini e ovini, multati di 6.000 euro, la polizia stradale ha compiuto ancora due blitz. Un Tir carico di cavalli, è stato bloccato e controllato dagli uomini dell'ispettore Disette all'area di sosta Le Betulle, sulla A26 nord, nei pressi di Ovada. Il camion era condotto da G. N., 33 anni, residente ad Andria. Proveniva dalla Spagna ed era diretto in provincia di Bari. Evidente lo stato di sofferenza degi animali riscontrato dagli agenti provocato dalla violazione delle norme che regolano soste, alimentazione, igiene, ammassamento di capi in spazi limitati. Un altro Tir della stessa ditta di autotrasporti barese è stato fermato, sempre vicino ad Ovada, con un carico di ovini prelevato in Spagna e diretto nel meridione per poi essere probabilmente ancora smistato su mercati diversi. In questo caso no ci sono state conseguenze penali peròè scattata una nuova sanzione da 6.000 euro.
B. M.