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NEWS: Giornali Internet 29/07/05



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CACCIA
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FILOTTRANO
Imprenditore edile e bracconiere Denunciato per caccia alla lepre
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050729&ediz=13_ANCONA&npag=3
8&file=C.xml&type=STANDARD
FILOTTRANO - Spari all'una di notte. E' vero che i colpi si sentivano in
aperta campagna ma di questi tempi ogni esplosione non può che alimentare la
psicosi da paura di attentati. Perciò è stato chiesto aiuto ai carabinieri
di Filottrano che a sorpresa, si sono trovati davanti due bracconieri in
tenuta estiva ed hanno finito per denunciare un imprenditore di Filottrano
ed un suo dipendente muratore di Cingoli. L'allarme è scattato di notte. I
militari sono accorsi sul terreno segnalato e hanno intravisto un
fuoristrada. Era buio pesto, hanno quindi acceso il faro per illuminare la
vettura, intimando ai due passeggeri che erano a bordo di scendere. In tutta
risposta hanno ottenuto che anche il fuoristrada puntasse il suo faro sulla
gazzella. Alla fine sotto i ?riflettori? la coppia di cacciatori ha pensato
bene di ?arrendersi? uscendo dall'abitacolo della vettura e dichiarando le
proprie generalità.
Uno dei due aveva un braccio insanguinato ma non presentava ferite. Dinnanzi
all'evidenza dei fatti ha ammesso di aver sparato ad una lepre che però è
riuscita a fuggire proprio mentre l'uomo tentava di agguantarla. La storia è
terminata con il sequestro del fucile Savane a due canne (calibro 22 e 26),
di due pallottole calibro 22, di un coltello a serramanico con lama lunga 11
centimetri e del faro. I due sono stati denunciati in concorso per porto
illegale di armi in luogo pubblico, esercizio della caccia in periodo di
chiusura generale, per divieto di caccia in zona di ripopolamento e cattura,
per sparo da veicolo in sosta. Per chiudere il cerchio è stata anche
inoltrata alle Questure di Ancona e Macerata la richiesta di sospensione per
le licenze di caccia.
M.P.C.
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SASSOFERRATO/COLPO DI TESTA DI UN PRANOTERAPEUTA
Minaccia gli agenti con un fucile: in manette
La Guardia forestale spara in aria, lui si barrica in casa poi viene colpito
da malore. Piantonato in ospedale
di CLAUDIO CURTI e GIAMPAOLO MILZI
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050729&ediz=13_ANCONA&npag=4
0&file=A.xml&type=STANDARD
SASSOFERRATO - Momenti di tensione ieri pomeriggio a Cabernardi, frazione
del comune di Sassoferrato. Un pranoterapeuta prima minaccia gli agenti del
Corpo forestale dello Stato con un fucile da caccia (scarico) e poi si
barrica in casa con la moglie. Dopo circa trenta minuti di paura, anche
grazie all'intervento dei Carabinieri della stazione di Sassoferrato e dell?
avvocato, viene arrestato. L'incidente, che avrebbe potuto avere conseguenza
ben più gravi, si è verificato intorno alle 16.30 di ieri pomeriggio quando
una pattuglia composta da sei uomini del Corpo Forestale dello Stato di
Genga e Sassoferrato si è recata presso l'abitazione di Nicola Melluso,
64enne originario di Cerignola e residente a Cabernardi, per notificargli
una multa da duemila euro per accensione di fuochi nel bosco.
Non appena i forestali hanno bussato alla porta dell'uomo, questi è uscito
fuori da casa imbracciando un fucile da caccia e minacciando di far fuoco se
non se ne fossero andati via dalla proprietà. Il comandante dei forestali
pare ha esploso un colpo in aria per ricondurre il 64enne a più miti
ragioni. Melluso, spaventato, si è dunque barricato in casa con la propria
moglie. Nel frattempo, i sei forestali hanno chiesto rinforzi al comando di
Ancona e ai Carabinieri di Sassoferrato. I militari della Benemerita, una
volta giunti sul posto, si sono assunti l'onere di intermediare con l'uomo.
Dopo pochi minuti, i Carabinieri e i Forestali sono riusciti a far desistere
il 64enne dalle proprie posizioni e ad arrestarlo presumibilmente per
minacce. A questo punto, però, l'uomo visibilmente provato da tutto
l'accaduto si è sentito male, chiedendo aiuto e affermando di essere
cardiopatico. Il 64enne è stato dunque trasportato d'urgenza presso
l'Ospedale "Engles Profili" di Fabriano dove è stato ricoverato nel reparto
di Cardiologia, piantonato dagli uomini della Forestale.
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LA SEDUTA DI OGGI
Sarà battaglia su commissioni e soprattutto su caccia in deroga
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2523692&Luogo=Nord
est&Pagina=NORDEST
(g.t.) Ma sarà oggi la prima giornata campale del consiglio regionale in
questa ottava legislatura. Dell'istituzione delle cinque commissioni
speciali temporanee si è già cominciato a discutere ieri e non è escluso che
le opposizioni, che hanno già depositato qualche centinaio di emendamenti,
ricorrano all'ostruzionismo per fermare le due aggiunte sulla devoluzione e
sui problemi delle famiglie per arrivare a fine mese. Sarà sicuramente
battaglia, invece, sulla caccia in deroga con uno sbarramento di duemila
emendamenti dei Verdi, di altri mille di Rifondazione ai quali potrebbero
aggiungersene altri da parte di altri gruppi del centrosinistra. Le
opposizioni hanno apertamente dichiarato che non passerà la legge come
uscita a maggioranza dalla competente commissione: il provvedimento prevede
una deroga quinquennale nei confronti di ben tredici specie, mentre l'anno
scorso era stata di un anno e relativa a sole sei specie. Protezionisti e
ambientalisti hanno già annunciato un presidio di protesta davanti a palazzo
Ferro Fini, sede del consiglio regionale, ed è evidente che (con il vigente
regolamento) solo una mediazione consentirà il varo della legge.
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TERRORE AL BAR
Punta la doppietta a canne mozze alla gola di un cliente
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2523647&Luogo=Vicenz
a&Pagina=VICENZA
(m.a.) Sono le 21.30 dell'altro ieri quando, imbracciando una doppietta a
canne mozze, fa irruzione nel bar "Drive In" di via Volta a Vicenza.
Guanti di lattice sulle mani che stringono salde il fucile Beretta calibro
12 pronto per sparare: lo punta alla gola dell'unico cliente, Alfonso, 47
anni e minaccia anche la titolare Vincenza De Stasio (36): vuole sapere a
tutti i costi dove si trovano alcuni avventori abituali.
Per i due, attimi di vero terrore: "Paolo il belga", è così che conoscono
l'uomo che spesso e volentieri si ferma nel locale, sembra proprio fuori di
sé. Temono il peggio quando si pianta sulla porta e con l'arma spianata
impedisce a chiunque di entrare.
È in quel momento che la donna riesce a chiamare il 112. Ma quando la
pattuglia del radiomobile del maresciallo Gianluca Lombardi e del
luogotenente Vito Ruscigno arriva, Paolo si è già allontanato sua una Fiat
600 blu.
Scattano le ricerche. Che uno giri armato per la città e magari con il
grilletto facile è un rischio che non si può certo correre. I carabinieri
intercettano l'auto in contra' Misericordia, giusto in tempo per vedere che
il conducente scende e si disfa di un fagotto. Dentro c'è il fucile. Viene
portato in caserma per l'identificazione: si tratta di Paolo Fernando
Gerolimon, 50 anni, vicentino di fatto senza fissa dimora, con precedenti
per stupefacenti e bancarotta. Ha in uso un garage nei dintorni: è lì che i
militari trovano un'altro fucile, stavolta un automatico, sempre con la
canna mozza, sempre Beretta calibro 12 e dodici cartucce. Gerolimon non dà
spiegazioni sul possesso delle armi che si accerta, attraverso il numero di
matricola, appartenere a un settantanovenne di Vicenza con la passione per
la caccia. Contattato dagli uomini dell'Arma, l'anziano cade dalle nuvole:
certo ha otto fucili, tutti regolarmente denunciati, sono in cantina. Ma
quando va per prenderli scopre che ne mancano cinque: non se n'era mia
accorto. Probabilmente i ladri penetrati in casa alcune settimane prima li
avevano rubati.
Gerolimon è stato arrestato, nel giorno del suo compleanno, per minaccia
grave, alterazione di armi da fuoco e ricettazione. Il cacciatore, invece, è
stato denunciato per omessa custodia di armi. Rimane da capire che fine
abbiano fatto gli altri tre fucili che non sono stati ancora ritrovati e che
potrebbero essere in mano agli "amici" che Gerolimon cercava in maniera così
pressante. Le indagini continuano.
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Le leggi venatorie della Regione fanno discutere: soddisfazione tra le
doppiette, critici gli ambientalisti
Caccia, si accende la polemica
Lav e Lipu minacciano: «Ci rivolgeremo al Governo e alla Ue»
Federcaccia e Anuu «Norme equilibrate, siamo soddisfatti»
Rebecchi: «Risultato discreto, ci voleva più concertazione»
di Natalia Danesi
http://www.bresciaoggi.it/storico/20050729/cronaca/Aab.htm
C?è chi si dichiara ampiamente soddisfatto e chi avrebbe voluto più
concertazione. Qualcuno si dice perplesso, altri ancora minacciano al più
presto iniziative di contrasto.Fa discutere il via libera del Consiglio
regionale ai provvedimenti che disciplinano l?attività venatoria per la
stagione 2005 - 2006, che partirà il 18 settembre e si chiuderà il 31
gennaio.
LE LEGGI. L?approvazione del progetto di legge n. 59 consentirà a 16 mila
«doppiette» che hanno optato entro giugno per la caccia da appostamento
fisso di cacciare in deroga 206 mila e 909 esemplari di peppole e 569 mila e
547 fringuelli. Ogni cacciatore avrà diritto, inoltre, a un numero massimo
di 20 esemplari di passeri d?Italia e passere mattuge e a 50 esemplari della
specie storno. Niente da fare per chi voleva l?inserimento tra le specie in
deroga del prispolone, nonchè l?estensione alla caccia in forma vagante del
fringuello. Novità di quest?anno, il calendario venatorio non è stato più
approvato con un provvedimento di Giunta, ma è regolato da una specifica
legge.
Il secondo Pdl (n. 60) autorizza le province ad effettuare in deroga la
cattura, attraverso 55 impianti specializzati, di 44.450 esemplari tra tordo
bottaccio, tordo sassello, cesena, merlo, allodola e pavoncella da fornire
gratuitamente ai cacciatori.
I CACCIATORI. Secondo Federcaccia, quello dell?altro ieri è un ottimo
risultato. «Sono provvedimenti molto equilibrati - spiega Enzo Bosio,
presidente provinciale dell?associazione -; siamo soddisfatti per il numero
di esemplari di peppola cacciabili e per l?inserimento dell?uso dei richiami
vivi. Ci auguriamo che queste leggi anticipino l?istituzione, l?anno
prossimo, dell?Osservatorio ornitologico regionale: uno strumento previsto
dalla legge dal 1993 e che rappresenterebbe una base scientifica importante
per la Lombardia». Pieno appoggio anche dall?Anuu Gasparotto. «Abbiamo
assistito ai lavori in aula e possiamo affermare che il risultato è
perfettamente in linea con quanto ci aspettavamo - commenta il presidente
provinciale Umberto Gafforini -. Un?unica osservazione: avremmo potuto
ottenere qualcosa di più sul periodo di caccia degli storni e passeri, che
altrove si estende fino a dicembre o gennaio». In un comunicato stampa, Acl
e Ucl regionali si dicono «attoniti»: «la maggioranza si è lasciata
"impallinare" dalla sapiente tattica adottata dagli anti - caccia. Due
consiglieri hanno obbligato il ritiro di un emendamento migliorativo che
prevedeva l?inserimento tra le specie in deroga del prispolone, nonchè l?
estensione alla caccia in fornma vagante del fringuello. E?necessaria una
riflessione politica su quanto è accaduto». Aldo Rebecchi, presidente
regionale di Arci Caccia, spiega che secondo lui «si è raggiunto un discreto
risultato: l?insoddisfazione deriva dal metodo con cui è stata affrontata la
questione». «Si sarebbe potuto fare meglio - spiega - se ci fosse stato un
maggiore coinvolgimento delle associazioni, auspicabile per l?anno prossimo.
Avrebbe potuto essere l?occasione per far partire un tavolo delle
associazioni dei cacciatori».
GLI AMBIENTALISTI. Sono «sul piede di guerra», invece, gli ambientalisti. La
Lav spiega in una nota che le leggi approvate «sono illegittime e per questo
adirà la Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale. Nel
frattempo, ha già trasmesso tramite l?ufficio regionale del Governo i testi
delle due leggi ai dipartimenti Affari regionali e Politiche comunitarie
della presidenza del Consiglio dei ministri e alla direzione protezione
natura del ministro dell?Ambiente per chiederne l?annullamento». «La
direttiva comunitaria 409/79 - incalza il coordinatore regionale della Lipu,
Massimo Soldarini - rimarca chiaramente la straordinarietà dello strumento
di deroga, che in questo caso viene disciplinato invece da un decreto legge
e, quindi, come ordinario. Impone, inoltre, il prelievo di piccole quantità
ai fini di un utilizzo ragionevole, ma in condizioni controllate e su base
selettiva. E?evidente che nei nuovi provvedimenti si fa un utilizzo della
deroga illegittimo». «E?incredibile, inoltre - continua - che invece di
aprire gli occhi e condannare il bracconaggio, in Lombardia si scelga di
andare nella direzione opposta». Il responsabile guardie del Wwf Brescia,
Dario Buffoli, spiega che «non si capisce il motivo per cui specie che in
tutta Italia è vietato cacciare qui sono consentite» ed è «preoccupato
perchè con le nuove norme aumenterà esponenzialmente il lavoro di
vigilanza». Ma «è un segnale positivo di dialogo che tra le specie in deroga
non sia stato inserito il prispolone». Silvio Parzanini di Legambiente è più
positivo e crede che siano leggi «abbastanza rispettose delle normative
europee», ma è critico sulle quantità di esemplari utilizzati per i
richiami. «Sono molti più dell?anno scorso: non vediamo la necessità di
questo aumento».
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NOCIVOSARAITU
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COLLI EUGANEI
Catturati altri 42 cinghiali il Parco continua la "caccia"
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2523214&Luogo=Padova
&Pagina=ABANO%20COLLI%20ESTE%20MONTAGNANA
Colli
(V.M.) Il progetto di limitare i danni dei cinghiali nei boschi dei Colli
Euganei sta dando i suoi frutti. Tanto che è stata approvata la proroga
della "fase di emergenza" per il contenimento dei cinghiali nel Parco Colli.
Il comitato esecutivo del Parco regionale dei Colli Euganei e la giunta
provinciale hanno quindi dato parere positivo alla proposta avanzata dalla
commissione tecnica operativa, posticipando a data da stabilire la chiusura
di questa fase del progetto, inizialmente fissata per lo scorso 30
giugno.Motivo della proroga è stata l'efficacia riconosciuta al metodo di
cattura tramite chiusini, che ha permesso, solo nel mese di giugno, la
cattura di 42 animali, portando a 102 (57 maschi e 45 femmine) il numero di
esemplari catturati e abbattuti dallo scorso 15 febbraio e a 152 quello
totale dall'inizio del progetto.Ventitré suidi, particolarmente dannosi per
le coltivazioni, sono finiti nei chiusini posizionati a Galzignano Terme,
mentre 5 sono stati catturati a Cinto Euganeo, 9 a Baone e altri 5 ad Arquà
Petrarca. Giunta provinciale e comitato esecutivo del Parco Colli hanno
anche dato il via libera all'acquisto di nuovi chiusini, che verranno
collocati nelle zone maggiormente interessate dalla presenza dei suidi.
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ALLEVAMENTO
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Gli angeli degli animali vigilano altre due contravvenzioni in A26
Fermati due Tir con cavalli e ovini, 12 mila euro di multa agli autisti.
Ambientalisti tedeschi segnalano i mezzi sospetti alla polizia
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=349476&IDCategori
a=595
Ovada Animal's Angels. Ovvero gli Angeli degli animali che marcano stretti i
camion che trasportano animali ingiro per l'Europa, segnalando casi
irregolari alle varie forze di polizia.
Come accaduto con l'operazione alla quale gli Angeli hanno collaborato e che
è stata condotta dalla Polstrada di Belforte Monferrato sulla A26. Dove sono
stati controllati i camionisti che trasportano, in particolare per percorsi
lunghi che superano i 600 chilometri, carichi di bestiame in condizioni di
estrema sofferenza a causa del caldo e del mancato rispetto delle severe
norme che regolano questo tipo di trasporto.
Altri due carichi, di equini e ovini, sono stati fermati e, dopo i
controlli, è scattata la sanzione ed il pagamento di 6.000 euro. In aiuto
alle pattuglie della polizia, in questi giorni c'è il fattivo contributo dei
volontari della Animal's Angels, associazione con sede a Friburgo.
I volontari possono far conto su una rete informativa e su gruppi referenti
ed appoggi anche in Italia ed in altri stati europei. In modo particolare in
questo periodo, parecchi volontari sfruttano le ferie e le vacanze per
seguire il trasporto di carichi di bestiame.
«Li attendono alla frontiera - chiariscono alla polizia - poi li seguono e
li controllano da vicino».
La loro presenza è particolarmente efficace per individuare i casi sospetti.
Dunque dopo i due casi dell'altro giorno, riguardanti i camionisti
responsabili di due trasporti di bovini e ovini, multati di 6.000 euro, la
polizia stradale ha compiuto ancora due blitz.
Un Tir carico di cavalli, è stato bloccato e controllato dagli uomini
dell'ispettore Disette all'area di sosta Le Betulle, sulla A26 nord, nei
pressi di Ovada. Il camion era condotto da G. N., 33 anni, residente ad
Andria. Proveniva dalla Spagna ed era diretto in provincia di Bari. Evidente
lo stato di sofferenza degi animali riscontrato dagli agenti provocato dalla
violazione delle norme che regolano soste, alimentazione, igiene,
ammassamento di capi in spazi limitati.
Un altro Tir della stessa ditta di autotrasporti barese è stato fermato,
sempre vicino ad Ovada, con un carico di ovini prelevato in Spagna e diretto
nel meridione per poi essere probabilmente ancora smistato su mercati
diversi.
In questo caso no ci sono state conseguenze penali peròè scattata una nuova
sanzione da 6.000 euro.
B. M.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it