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NEWS: Giornali Internet 28/08/05



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CACCIA
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Fucili con una lampada sulla canna per sparare di notte e un arsenale in
casa. Carne di cinghiale nel congelatore
Due bracconieri sorpresi e arrestati
Erano sul Subasio e hanno aggredito la squadra della Polizia provinciale
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050828&ediz=06_UMBRIA&npag=4
0&file=A.xml&type=STANDARD
Due pensionati di Spello sono stati arrestati per avere aggredito con calci
e pugni agenti della polizia provinciale che la scorsa notte li avevano
sorpresi mentre stavano compiendo una battuta di caccia illegale in località
Paradiso. All'operazione ha collaborato anche personale della questura di
Perugia e del commissariato di Foligno. In casa di uno dei due pensionati
gli investigatori hanno sequestrato anche quattro pistole normalmente
utilizzate per l'abbattimento dei suini modificate in maniera tale da poter
sparare cartucce calibro 12. La polizia provinciale ritene servissero per la
caccia di frodo ai cinghiali e ad altre specie di selvaggina. Recuperati
anche due fucili da caccia dotati di fari, una ventina di cartucce a
pallettoni, due coltelli e lacci di acciaio. I due - di 60 e 65 anni - sono
stati individuati intorno alla mezzanotte scorsa da un pattuglia della
polizia provinciale, comandata dal dottor Lino Volpi, impegnata nei
controlli antibracconaggio. Entrambi avevano fucili da caccia calibro 20
dotati di potenti fari per individuare la selvaggina. Alla vista degli
agenti - secondo la ricostruzione degli investigatori - hanno cercato di
liberarsi di armi e munizioni, reagendo quindi con calci e pugni. Uno di
loro ha cercato di colpire la polizia provinciale con una grande pietra ma è
stato bloccato dal capo pattuglia, il tenente Teodoro Rosina.
Nella colluttazione il sottufficiale che era con lui è stato colpito con un
pugno al volto. Medicato in ospedale è stato giudicato guaribile in dieci
giorni.
Sul posto sono quindi intervenute altre pattuglie della provinciale e
personale della squadra mobile della questura. I due sono stati poi condotti
al commissariato di Foligno e arrestati. Nel corso delle successive
perquisizioni nell'abitazione del sessantenne sono state sequestrate le
quattro pistole modificate per l'abbattimento dei suini. Secondo la polizia
provinciale queste vengono collocate nei boschi, ancorate agli alberi, con
il meccanismo di innesco legato a un cavetto di nylon che poi viene steso. È
la selvaggina al suo passaggio a far partire il colpo. Recuperata anche
carne di cinghiale conservata nei congelatori. Tra i reati ipotizzati, a
vario titolo, la caccia in periodo di divieto, la fabbricazione e il porto
abusivo di armi alterate.
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VIONE Quattromila euro di multa ai due bracconieri sorpresi sopra l?abitato
di Canè
Abbattono cervo, due denunciati
VIONE
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/08/28/20,VALCAMONICA_SEB/T5.ht
ml
I bracconieri sono sempre in agguato, specialmente in Alta Valcamonica. Le
loro prede preferite sono gli ungulati, cervi e caprioli, che durante la
stagione turistica rappresentano un?importante attrazione. L?altra notte gli
agenti del Nucleo ittico-venatorio della Provincia di Brescia, in località
Vialàc, sopra l?abitato di Cané, frazione di Vione, al confine dell?area che
dal 1975 è parte integrante del Parco dello Stelvio, hanno sorpreso due
uomini che stavano trasportando la carcassa di un cervo maschio abbattuto
poco prima. Uno splendido esemplare del peso di oltre 200 kg, che era
probabilmente uscito dall?area protetta alla ricerca di una nuova area di
pascolo. I due bracconieri sono stati denunciati per caccia in un periodo
non consentito e abbattimento di selvaggina protetta. Per il rimpiazzo del
capo abbattuto, ammende varie e spese legali da sostenere al processo se la
dovrebbero cavare con circa 4mila euro a testa. Il prefetto dovrebbe
decidere sulla revoca ai due del porto d?armi. La trappola a due bracconieri
è scattata non appena è riecheggiato sui monti un colpo di carabina e i due
sono stati sorpresi mentre caricavan o la bestia uccisa sul loro
fuoristrada. Da tempo gli agenti del Nucleo ittico venatorio tenevano d?
occhio la zona del Vialàc, perché erano stati informati che da settimane, di
notte, si registrava uno strano movimento di auto, estraneo alle cascine
della zona. La carcassa dell?animale è stata portata in una macelleria di
Vezza d?Oglio e nei prossimi giorni la carcassa verrà venduta all?asta e
aggiudicata al miglior offerente. Il ricavato andrà, come previsto, al
Comune o un ente benefico sul cui territorio è stato effrettuato l?
abbattimento. Di solito la maggior parte dei capi abbattuti illegalmente
vanno a rifornire le celle frigorifere dei ristoranti.
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Cinque reti alte tre metri e mezzo su pali telescopici. Caccia ai
bracconieri
Ton, roccolo nel frutteto
Scoperto dai guardacaccia, liberati 150 uccelli
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=546118
TON - Cinque reti alte tre metri e mezzo, infilate su pali telescopici
muniti di piantoni nel terreno. Ancora vive, imprigionate nelle maglie dei
circa 400 metri di rete da uccellagione - una pratica notoriamente
illegale - oltre 150 prede, dai merli ai tordi, dalle cesene alle gazze:
uccellini di ogni tipo liberati uno ad uno dai guardacaccia di zona
dell´Associazione cacciatori trentini, autori della scoperta di questo
roccolo senza precedenti in bassa Val di Non, perlomeno negli ultimi anni.
Il roccolo, così ingegnosamente costruito, è stato scoperto mercoledì scorso
dai guardacaccia della bassa Anaunia sul territorio di Vigo di Ton, nel
filare di un frutteto nella zona alta, non lontano dal confine con il comune
di Taio. Ignoti gli autori (o l´autore) della trappola mortale che è stata
allestita per catturare gli uccelli di passo, particolarmente abbondanti in
zona anche per la vicinanza dei frutteti. Una trappola che evidentemente era
stata costruita per fare vittime, non catture di uccelli vivi: secondo gli
esperti, una volta imprigionati, gli uccellini non possono infatti resistere
a lungo. Difficile capire chi possa aver messo in piedi un simile sistema di
reti; i guardacaccia, nonostante le lunghe ore trascorse in appostamenti,
non sono riusciti a identificare nessuno. Il materiale rinvenuto, tuttavia,
sembra installato da mani esperte, da chi è forse abituato a queste barbare
catture. Reti, pali telescopici, sostegni, sacchetti per i volatili sono ora
a disposizione della Procura della repubblica, presso la quale è stata
presentata denuncia contro ignoti, cui spetta affidare le indagini per
cercare di risalire agli autori materiali del roccolo.
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Bracconieri denunciati
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=546278
Il controllo sull´auto sospetta è scattato esattamente alle 2.55 di sabato:
i carabinieri di Castello Tesino sono arrivati nel territorio di Pieve, in
una zona vicino al bosco in località Coldané.
Due persone del posto sono fine nei guai: all´interno della vettura è stata
trovata una lepre morta, uccisa molto probabilmente qualche minuto prima con
il fucile nascosto anch´esso nell´abitacolo. Con l´accusa di violazione
delle norme per la protezione faunistica, sono stati denunciati due
quarantenni di Pieve, D.R, e R.D. conosciuti per la loro passione per l´arte
venatoria ed in possesso di regolare licenza di caccia. Ma erano troppo in
anticipo rispetto a quanto previsto dal calendario venatorio.
I carabinieri, oltre alla denuncia, hanno sequestrato la lepre (che ora si
trova nel freezer della caserma di Castello Tesino), il fucile trovato in
macchina ed i bossoli esplosi. Dai primi controlli pare che dall´arma sia
stato sparato un solo colpo, probabilmente quello stesso che ha ucciso la
lepre. Ulteriori accertamenti sono in corso.
La scoperta della lepre prima e del fucile poi è stata effettuata nel corso
di un servizio perlustrativo organizzato dai carabinieri in collaborazione
con le stazioni forestali, per prevenire la caccia di frodo nei boschi nelle
ore notturne ed in periodi non previsti dalla legge. I controlli
proseguiranno anche nei prossimi giorni.
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Niente caccia in collina Cianciosi ci riprova
http://www.corriereromagna.it/isapi/presstoday.exe?mail=ok&desk=RIMINI&id=35
3479
RICCIONE - ?La caccia va vietata non solo negli ettari del parco degli
Agolanti, ma anche nella fascia esterna che deve considerare una distanza
dai confini del parco di almeno 150 metri?.Antonio Cianciosi dei Verdi ci
riprova. Dopo che la sua proposta di vietare la caccia su tutto il
territorio comunale si è scontrata contro un muro di nome Daniele Imola, il
sindaco, Cianciosi ha deciso di cambiare tattica. Non più richieste
definitive che avrebbero fatto tacere le doppiette, ma una battaglia contro
la caccia che punta su piccoli traguardi da raggiungere. Una politica dei
piccoli passi, sperando di far digerire un passo alla volta, il boccone
amaro ai cacciatori.Il primo passo è, appunto, la richiesta di istituire una
fascia di protezione attorno al parco pubblico che si estende nelle
vicinanze del castello degli Agolanti.?E? stato il sindaco - spiega il
consigliere dei Verdi - a dire pubblicamente che avrebbe introdotto una
fascia di rispetto di almeno 150 metri dagli alvei fluviali. Ebbene ritengo
che anche il parco degli Agolanti debba godere delle medesime tutele.
Personalmente vigilerò su quanto detto dal sindaco e presenterò una
interpellanza, oppure una mozione, perchè venga introdotta una fascia di
rispetto simile anche per il parco pubblico in collina?.
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PROVINCIA
In quattro ?a caccia? di lepri
Il Wwf : «Tutto a spese dei contribuenti», Pantone si difende
di TEODORA POETA
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050828&ediz=08_ABRUZZO&npag=
40&file=I.xml&type=STANDARD
«Un viaggio in Ungheria a spese dei contribuenti» per il Wwf. «Un viaggio
per tessere i rapporti istituzionali con il Comune di Tatàrszentgyorgy» per
l?assessore provinciale al Bilancio, Pietro Pantone, membro della
delegazione che, al momento, si trova proprio in Ungheria. Due punti di
vista diversi, che trattano, però, lo stesso argomento: il viaggio all?
estero pagato dalla Provincia. Secondo la delibera dell?ente, si tratta di
promozione in materia faunistico - venatoria. Un modo di fare promozione
assolutamente non ammesso dal Wwf, che sottolinea alcuni passaggi della
delibera, in cui si legge che il viaggio è anche finalizzato «ad attivare
canali esterni per l?eventuale acquisizione di fauna selvatica, lepri in
particolare, con la quale ripopolare a scopo sperimentale i territori della
provincia di Teramo». «Una giustificazione piuttosto curiosa - commenta
Dante Caserta del Wwf - in quanto è ben noto a tutti che le lepri citate
nella delibera sono una specie sconsigliata per un?eventuale reintroduzione
a scopo venatorio». In ogni caso, qualunque sia il motivo della visita in
Ungheria, è, comunque, strano che la Provincia abbia mandato una delegazione
di quattro persone: il direttore generale, Francesco Grue; l?assessore al
Bilancio, Pietro Pantone; quello alla Caccia, Antonio Assogna, e il
dirigente del settore Ambiente, Ferdinando Di Sanza. E sì che l?unione fa la
forza, ma il Wwf ha già annunciato che, al rientro della delegazione,
chiederà un resoconto delle spese effettuate durante la trasferta, l?elenco
dei partecipanti e, soprattutto, si informerà su quali possano essere le
ricadute positive per la nostra fauna in seguito ad un?eventuale operazione
di reintroduzione nel Teramano di specie provenienti dalla terra magiara.
Passi, allora, la visita istituzionale, ma per l?associazione resta
inammissibile che si spenda in questo modo il denaro dei contribuenti,
«molti dei quali, tra l?altro, addirittura contrari alla caccia».
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Bracconiere tentò d?investire un agente del Nipaf: riconosciuto e denunciato
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050828&ediz=05_LATINA&npag=3
5&file=E.xml&type=STANDARD
Il 18 agosto scorso tentò di travolgere con la propria auto, una Volkswagen
Golf, un agente della Forestale in servizio antibracconaggio nelle campagne
di Doganella di Ninfa. L?investigatore venne scaraventato giù dal cofano e
restò ferito leggermente: il bracconiere riuscì a scappare abbandonando
nelle campagne le reti per l?uccellagione dei cardellini e decine di
volatili. Ieri all?alba, nei pressi degli Archi di San Lidano, il
bracconiere fuggiasco è stato riconosciuto proprio dallo stesso
investigatore del Nipaf, il vice-sovrintendente Stefano Giulivo, che era in
servizio di appostamento con altre due colleghi in borghese e una pattuglia
della Stazione di Sezze. Angelo Altiero, 31 anni, napoletano con diversi
precedenti penali, stavolta è rimasto impassibile insieme a un complice
Vincenzo A., 49 anni, anche lui napoletano e non ha tentato una nuova fuga.
Nella loro auto ancora una volta c?era tutto l?armamentario dei ?predoni? di
piccoli uccelli: reti, richiami artificiali, ma anche decine di gabbie con i
cardellini. Altiero è stati denunciato per resistenza e lesioni a pubblico
ufficiale. Il Nipaf (Nucleo di polizia investigativa ambientale e forestale)
continuerà le indagini per combattere la piaga del bracconaggio.
Al.Ce.
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All'assemblea di Federcaccia
«Il federalismo per le doppiette»
http://www.ilgazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2560785&Luogo=Nord
est&Pagina=2
Rovigo
Via libera al federalismo venatorio. Se a chiederlo è Federcaccia, prima
associazione di cacciatori in Veneto e in Italia, la domanda ha per forza
tutt'altro peso.
Calendari singoli territorio per territorio. Che potrebbe significare anche
ambito per ambito, con orari, giornate e densità venatoria - il rapporto tra
numero dei cacciatori ed ettari cacciabili - in qualche modo, contingentati.
Un cavallo di battaglia che in Polesine e nel Padovano ha già trovato in
arcione proprio Federcaccia.
A ritornare sull'argomento ieri, a margine dell'assemblea interregionale di
Fidc a Boara Pisani di Padova, è stato il presidente regionale Luciano Babbo
che ha idee precise sui maggiori poteri da dare a chi gestisce, attraverso
gli organismi venatori della legge 157 del 1992, le porzioni di territorio
cacciabile del Veneto.
«Vogliamo che il federalismo venatorio sia gestito col vantaggio di chi sta
sul territorio e non stabilito dal "palazzo" - ha spiegato Babbo - La
Regione deve andare incontro a tutte le aree di caccia che hanno esigenze
diverse. Andrebbero bene calendari venatori almeno provinciali per la
selvaggina stanziale».
Anche l'apparente contrapposizione tra le decisioni dei sindaci dei Comuni
del Delta polesano e quelli del litorale veneziano (da Cavallino a Jesolo)
sulla preapertura venatoria agli anatidi il 4 e 11 settembre, deliberata
d'autorità dalla Regione e bloccata per motivi di incolumità pubblica dei
turisti solo dai primi cittadini veneziani - ha fatto scattare l'ennesimo
campanello d'allarme.
«Non mi meraviglia che ci siano state decisioni diverse da parte di realtà
territoriali non parificabili - ha risposto Babbo - A Venezia le ordinanze
hanno un senso perché lì i turisti ci sono. Lo stesso non si può dire delle
sconfinate lagune del Delta polesano. Vale un principio generale: Rovigo non
è il Garda come Portogruaro non ha niente a che fare col vicentino. Il
profilo venatorio della zona di Lison Pramaggiore (dove Babbo risiede, ndr)
non può essere lo stesso di Verona».
Tagliente il giudizio di Babbo sugli attriti che lo hanno visto scontrarsi
sulla riforma venatoria con l'assessore regionale alla Caccia in Veneto
Elena Donazzan e col suo mentore, Sergio Berlato, leader di Acv. «È vero. La
nostra posizione si distingue parecchio da quella di Cacciatori veneti - ha
detto Babbo - Per noi vanno bene i calendari quinquennali e le sei specie
abbattibili in deroga. La maggioranza in Regione si è espressa in questo
senso e la quarta commissione ha votato questa scelta. È un problema di
Cacciatori veneti se ha fatto promesse sulle quali non è riuscita a trovare
consenso. Hanno tentato di imbrogliare le carte. Se la vedano coi loro
soci».
Franco Pavan
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FIERE VENATORIE
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Festival della caccia con gara di canto di uccelli da richiamo e cani in
passerella
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=358946&IDCategori
a=1749
Ultimi preparativi della sezione sportiva sarzanese cacciatori per la
trentaseiesima mostra mercato degli uccelli e del cane da caccia che si
terrà a Sarzana domenica 4 settembre lungo il viale XXI Luglio e nelle zone
adiacenti la stazione ferroviaria. Una fiera che il presidente Federcaccia
sarzanese Arnaldo Curadi cura personalmente fin dalla sua prima edizione e
che per centinaia di "nembrotti" spezzini rappresenta in irrinunciabile
appuntamento prima dell'apertura della stagione venatoria. Anche perché
saranno decine le bancarelle attrezzate di abbigliamento sportivo che
proporranno le ultime novità agli appassionati.
L'esposizione si svolgerà come l'anno scorso dalle 6,15 fino alle 20, ma la
sveglia di molti cacciatori dovrà avvenire molto prima. Chi vorrà infatti
partecipare con i propri "richiami" alla gara di canto del merlo, tordo
bottaccio e tordo sassello dovrà affrontare la levataccia mattutina. La
competizione si svolgerà infatti dalle 5 alle 6,30, orario nel quale i
protagonisti della competizione canora possono evidentemente esprimersi al
meglio. Per le 10 del mattino è prevista anche una "esibizione gara
imitatori", dove gli iscritti dovranno affrontare almeno tre imitazioni
scegliendo tra il tordo bottaccio, il tordo sassello, il merlo, il
fringuello e lo storno. Ammessi, ma fuori concorso, anche imitatori di altre
specie di uccelli.
Ma anche per chi ama i cani e non solo quelli da caccia, quella proposta dai
cacciatori sarzanesi è una giornata da non perdere. Alle 8, in piazza
Jurgens, si terrà la "mostra del cane da caccia" e le categorie in concorso
sono i cani da ferma (continentali, italiani ed esteri; inglesi, setter,
pointer); i cani da cerca (cocker, springer spaniel); i cani da seguito
(italiani ed esteri). Una medaglia d'oro sarà assegnata al miglior soggetto
in assoluto del cane da caccia "Best in show".
Premi verranno assegnati anche dal gruppo cinofilo "Val di Magra" Fidc di
Sarzana a chi parteciperà al quattordicesimo raduno amatoriale di razze da
compagnia, nordiche, utilità e difesa, da pastore, italiane. E un premio
"simpatia" sarà assegnato anche a cani non di razza.
Le iscrizioni sono ancora aperte, e chi fosse interessato a far salire in
passerella il fedele amico può telefonare a Pietro Mattei 339-8342437 oppure
a Arnaldo Curadi 0187-620020.
Il pomeriggio della domenica, alle 17,30 nella piazza della stazione
ferroviaria, costituirà per i visitatori e i curiosi una ottima occasione
per assistere a dimostrazioni dei cani antidroga dell'unità cinofila della
Guardia di finanza di Spezia; a dimostrazioni dei cani addestrati per la
ricerca di persone e salvataggio; alla presentazione dei cani campioni di
razze da poco introdotte in Italia.
Nella circostanza il Circolo Fotografico Sarzanese ha indetto il 36°
concorso per stampe a colori e in bianco e nero a tema "Foto naturalistica";
il termine utile per la consegna è il 2 settembre presso AD Immobiliare via
XX Settembre (tel. 349-6051098) oppure spedire a "Circolo fotografico
sarzanese", casella postale 39, 19038 Sarzana (La Spezia). Il giudizio sarà
espresso tramite votazione dei visitatori della mostra, a mezzo scheda.
R. Sa.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it