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NEWS: Giornali Internet 29/08/05



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CACCIA
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I bracconieri chiedono scusa ai poliziotti
Il giudice di Foligno annulla l?arresto e convoca il processo per il 17
ottobre
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050829&ediz=06_UMBRIA&npag=4
6&file=A.xml&type=STANDARD
FOLIGNO - Il giudice li ha rimessi in libertà: davanti al pubblico ministero
del tribunale di Foligno, i due arrestati dalla Polizia provinciale con l?
accusa di resistenza e caccia di frodo non hanno ammesso ma nemmeno hannop
negato; hanno, invece, cercando di giustificare una condotta che non è certo
da portare ad esempio. Assistiti dall?avvocato Giovanni Picuti, i due
pensionati di Spello hanno ottenuto una sorta di perdono, alm,eno in questa
prima fase della loro brutta avventura. E per l?avvocato Picuti si tratta di
una prima vittoria: in qualità di difensore di fiducia -sostiene l?avvocato
Picuti- è mio compito precisare che i due indagati, fermati la notte del 27
agosto nelle campagne di Spello in presunto atteggiamento di caccia di
frodo, sono stati prontamente rilasciati a seguito del provvedimento del
Tribunale di Foligno (giudice Innocenzi), senza restrizione alcuna alla loro
libertà individuale». Prima vittoria, quindi, è stata la libertà. Ma la
querelle giudiziaria, si intuisce dalle parole dell?avvocato, non si deve
affatto ritenere conclusa. L?avvocato parla infatti di ?presunto
atteggiamento di caccia di frodo?: espressione che potrebbe nascere dal
fatto che nessuno è colpevole se non dopo il terzo grado di giudizio ma che
potrebbe essere conseguenziale ad una precisa linea difensiva che tenderebbe
a smontare le accuse mosse dagli agenti della Polizia proviciale. Si vedrà
alla prima udienza del processo vero e proprio, udienza che è stata fissata
per il 17 ottobre prossimo.
Intanto, nell?udienza di convalida del provvedienmto di restrizione della
libertà per i due spellini che si è svolta nel pomeriggio di sabato scorso,
la Procura della Repubblica (pubblico ministero onorario era la dottoressa
Antonini) ha ascoltato gli agenti intervenuti e anche dopo la dettagliata
ricostruzione di quanto era avvenuto la notte precedente, non ha ritenuto
necessario richiedere misure cautelari nei confronti degli indagati. Una
decisione determinata anche dal fatto che i due sono persone che non hanno
mai avuto guai con la legge e che al processo non hanno mai pronunciato
parole minacciose o oltraggiose. Insomma, due brave persone che
probabilmente hanno commesso una leggerrezza. E la reaz«ione che hanno avuto
a fronte delle contestazioni? L?aggressione a calci e pugni nei confronti
della squadra di Polizia? L?avvocato difensore considera ridimensionati
anche questi reali, soprattutto dopo il faccia a faccia tra i presunti
bracconieri e i poliziotti. Quella aggressione -sostiene- si giustifica
nelle modalità in cui è stata condotta l?operazione, di notte e a sorpresa.
Ma il 17 ottobre prossimo saranno sufficienti le scuse di sabato per
archiviare l?accusa?
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FIERE VENATORIE
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In molti ieri hanno affollato l'esposizione degli animali e il mercatino
della manifestazione di Federcaccia Canzo: fa il pienone la «Fera d'i üsèi»
numero 44
http://www.laprovinciadicomo.it/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=E
RBA&Bassa=si&Pagina=17&IDNotizia=1607482
CANZO (Al. Gaff.) Sono giunti a migliaia da ogni parte dell'Erbese, ma non
solo, gli appassionati che fino al tardo pomeriggio di ieri hanno affollato
i banchi vendita della tradizionale «Fera d'i üsèi» organizzata dalla
sezione locale di Federcaccia, a testimonianza dell'interesse che ancora
oggi riscuote la manifestazione, una delle più longeve della provincia.
Quest'anno la «Fera» ha tagliato il traguardo della 44ª edizione. Fin dal
primo mattino decine e decine di ambulanti hanno gremito il posteggio di
piazza Giovanni XXIII, davanti al Campo di Miro, mettendo in vendita ogni
genere di merce. Se i banchi destinati agli animali, uccelli ed esemplari
domestici e da cortile, sono stati concentrati all'interno del parco
pubblico, la parte del leone l'hanno fatta le bancarelle nel posteggio.
Vestiti, alimentari, articoli per la casa e altro ancora in mostra per
l'intera giornata, richiamando nonostante l'ingresso a pagamento tantissimi
visitatori. Ancora attorno alle 17, trovare un posteggio a ridosso del
centro era difficile, segno del grande afflusso. Cani, gatti, conigli,
pennuti di ogni genere, pesciolini e piccoli roditori sono stati presentati
agli avventori, mentre da mattina a sera si sono susseguiti gare di canto,
esibizioni di falchi e falconieri, cani da ferma ed esibizioni di tiro con
la carabina. Divertimento assicurato insomma, soprattutto per i tanti
bambini che hanno affollato gli stand degli animali per ammirare gli
esemplari più belli e curiosi. Nonostante i suoi 44 anni di vita, la fiera
ha quindi centrato il suo obiettivo. Un attestato di stima per una
manifestazione che, assieme alla «Biofera» (in programma tra poco meno di
due settimane) rappresenta la punta di diamante del panorama estivo del
paese. Anche il tempo, questa volta, ci ha messo una pezza: nonostante i
timori della vigilia, tra sole e qualche nuvola il pericolo della pioggia è
stato scongiurato, garantendo una giornata tutto sommato gradevole per
quanti, appena tornati dalle ferie d'agosto, hanno pensato di passare
un'ultima domenica all'aria aperta.
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PALIO
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«Cavalli morti, appello a Pisanu»
Piazza Armerina.
Il deputato Schmidt (Fi) chiede anche ai veterinari e al prefetto di Enna di
vigilare sulla vicenda
http://www.lasicilia.it/giornale/2908/enna/en02/a03.htm
Piazza Armerina.  Giulio Schmidt, vicecapogruppo alla Camera di Forza
Italia, è intervenuto sulla vicenda dei cavalli morti e feriti nel corso del
Palio dei Normanni, invitando il ministro dell'Interno Pisanu a intervenire
e nel contempo ha lanciato un appello ai veterinari delle zone dove si
svolgono i palii per intervenire ed evitare che succedano quegli episodi che
sono avvenuti a Piazza Armerina con tre cavalli morti e due gravemente
feriti tra cui una femmina incinta; un altro cavallo morto schiantato nella
Giostra dei Chiaramonte a Modica (Ragusa); cavalli dopati e maltrattati al
Palio di Menfi (Agrigento); incidenti e sevizie ad un cavallo nel Palio di
Avola (Siracusa), poi sospeso; infiltrazioni mafiose e scommesse clandestine
nel Palio di Santa Margherita Belice (Agrigento), annullato dal Prefetto;
gravi inadempienze e rischi per la sicurezza dei cavalli nelle "Corse a
vuoto" di Ronciglione (Viterbo).
«Alla ripresa dei lavori parlamentari presenterò un'interpellanza
parlamentare su tutte queste manifestazioni che hanno comportato
maltrattamenti e morti di animali - ha dichiarato Schmidt - Nel frattempo
chiederò al ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu di istituire una
commissione d'inchiesta e di convocare una conferenza di servizi con i
prefetti siciliani, visto che soprattutto in Sicilia si sono verificati i
casi più drammatici , per valutare la gravità della situazione ed adottare
tutte le misure preventive, compresa la sospensione di questi palii, giostre
e gare ippiche».
Il parlamentare azzurro - componente dell'«Intergruppo parlamentare animali»
promosso dalla Lav, ha anche annunciato un intervento presso il presidente
degli Ordini veterinari, Domenico D'Addario, affinché si faccia promotore
della "obiezione di coscienza" presso i sanitari in modo da assicurare la
loro presenza a queste manifestazioni.
Circa i fatti accaduti a Piazza Armerina, Schmidt annuncia che invierà al
più presto una nota al prefetto di Enna «perché disponga tutte le indagini
del caso e valuti l'opportunità di sospendere la "giostra del Saraceno" in
cui sono adoperati i cavalli. Gli aspetti storici, artistici e folkloristici
del "Palio dei Normanni", secondo Schmidt, possono continuare ad esercitare
il loro fascino anche rinunciando a quei residuali momenti che prevedono
l'uso dei cavalli».
«Una terra che vanta un patrimonio culturale straordinario come la Villa
Romana del Casale, riconosciuto dall'Unesco come "bene dell'Umanità" - ha
dichiarato Schmidt - deve essere portatrice di valori positivi e, quindi,
adeguare taluni aspetti delle proprie tradizioni alla mutata sensibilità
della collettività che riconosce negli animali esseri dotati di sensibilità,
dignità e diritti individuali incompatibili con il loro uso in
manifestazioni come la giostra».
Flavio Guzzone
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ALLEVAMENTO
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Individuate per la prima volta in animali vivi le proteine alterate
responsabili del morbo
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050829&ediz=NAZIONALE&n
pag=10&file=4POP.xml
Roma. Per la prima volta sono state individuate direttamente nel sangue le
proteine alterate (prioni) responsabili della malattia della mucca pazza. Il
risultato, pubblicato sulla rivista Nature Medicine e ottenuto negli Stati
Uniti in esperimenti condotti su animali, apre la strada alla possibilità di
diagnosticare l'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) negli animali vivi,
cosa fino ad oggi impossibile. La diagnosi si è infatti basata finora solo
sull'esame del tessuto cerebrale e poteva quindi essere condotta solo dopo
la morte. In futuro potrebbero essere messi a punto anche test analoghi per
la diagnosi nell'uomo di malattie da prioni come la Creutzfeldt-Jakob (CJD)
o la sua variante (vCJD), legata all'ingestione di carne bovina infetta. I
primi test per la diagnosi negli animali vivi sono stati condotti
nell'università del Texas a Galveston, con il coordinamento di Claudio Soto,
un ricercatore di origine cilena che da anni sta concentrando i suoi sforzi
in questo ambito. I test permetteranno di migliorare i controlli sul
bestiame evitando il rischio che le carni di bovini apparentemente sani, ma
con la malattia in incubazione, finiscano nei nostri piatti. Nell'uomo il
test permetterà di avere finalmente una prima stima delle persone che hanno
contratto la malattia ma che non mostrano ancora i sintomi. La malattia
della mucca pazza e il suo analogo nell'uomo (vCJD), sono causate
dall'alterazione di una proteina normalmente presente nelle cellule dei
mammiferi, il prione. Quando la struttura tridimensionale della proteina si
altera, si attiva una reazione a catena che trasforma a sua volta altre
proteine sane. È un processo che può durare molti anni prima che i prioni
accumulati siano in quantità tale da indurre i segni clinici della malattia.
Per questo motivo la malattia ha una lunga incubazione e on è possibile
sapere effettivamente quante siano le persone contagiate dalla carne infetta
passata sulle tavole prima che la Bse uscisse allo scoperto. Il test messo a
punto da Soto, e già sperimentato mesi fa con successo su materiale
neurologico insieme ai ricercatori dell'Istituto neurologico Carlo Besta di
Milano guidati da Fabrizio Tagliavini, si profila essere il test giusto per
rilevare la presenza di prioni anche quando sono ancora in quantità ridotta
nell'animale. Si tratta di un processo di amplificazione, teso cioè ad
aumentare il numero di prioni inizialmente presente nel campione. Si chiama
metodo di amplificazione ciclica delle proteine dalla forma alterata (PMCA)
e si basa su processi ciclici di incubazione/sonicazione. La sonicazione è
un processo di bombardamento di molecole nel quale gli ultrasuoni smontano
le catene di molecole (polimeri) negli elementi che li costituiscono. Nel
caso dei prioni il processo serve amplificare il numero delle proteine
alterate che danno il via alla reazione a catena che porta alla
trasformazione di altre proteine sane. In pratica il campione viene messo in
incubazione con un eccesso di proteina prionica sana sottoponendolo al
processo di sonicazione. Se il campione contiene anche piccole quantità di
prioni, la sonicazione accelera il processo di trasformazione delle proteine
sane e in un breve periodo amplifica il numero dei prioni in quantità tale
da renderli rilevabili con le normali tecnologie.

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it