[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

Fw: Da "Save the Dogs and other Animals", aggiornamento





> www.apertisverbis.org
> petizioniav at apertisverbis.org
>  ----------------------------------------
> Da "Save the Dogs and other Animals", aggiornamento
>
> Ci sembra doveroso diffondere per informazione questo atroce aggiornamento
> di "Save the Dogs and other Animals", attivissima associazione onlus di
Sara
> Turetta.
> http://www.savethedogs.it/
>
> Le mani sporche della Romania
>
> Le mani sporche della Romania sono le mani degli uomini che catturano
> per strada i  cani senza un minimo di pietà; le mani degli uomini che
> senza un sussulto dei loro cuori li gettano nelle gabbie ammucchiati in
> attesa della morte; sono le mani di un orco sdentato che ci accompagna nel
> canile
> municipale per adottare un cane.
> Partiamo la mattina all'alba da Cernavoda, dopo solo tre ore di riposo per
> avere operato nel cuore della notte una cagna trovata per strada con
> una brutta frattura al femore e la coda schiacciata, non vivrei tranquilla
> se fosse amputata. Direzione Bucarest, il canile di Chiana. Sul furgone
> dell'Associazione siamo io, Niccolò ed Elisa i due studenti che da due
> anni mi accompagnano nei miei viaggi in Romania. Con noi viaggiano anche
> Armando e Nico, cuccioloni attesi in italia dalle loro famiglie adottive.
> Sara ci ha raccontato le atrocità che ha visto con i suoi occhi ed abbiamo
> deciso di farci forza e conoscere fino in fondo il dramma dei cani rumeni
> che
> amiamo e curiamo con  dedizione. Vogliamo vedere in faccia chi osa tanto,
> chi si sporca le mani tutti i giorni con sangue innocente. Col cuore in
gola
> percorriamo i 170km per arrivare a Bucarest guidando fra autisti folli
> su strade divelte e tanti cadaveri di cani ai margini della strada. Ci
> aspettano Andrea e suo marito per scortarci, nel vero senso della
> parola, all'inferno. Attraversiamo una Bucarest caotica  ed una periferia
> degradata dove tutto è divelto ed i cani cercano conforto tra i rifiuti.
> La strada che porta al canile è un anticipo di ciò che ci aspetta,
> sembra il letto di un fiume in secca, gole di terra fanno sbandare più
> volte il furgone. Manca solo un cartello.Lasciate ogni speranza o Voi che
> entrate.Invece l'insegna che sovrasta il cancello d'ingresso del
> canile sembra quello della città dei balocchi di Pinocchio, grande e
> colorato. Sono
> le 10.33, siamo tre minuti in ritardo sull'orario di apertura. La kapò in
> divisa all'entrata nega subito la possibilità di entrare, mi dicono
> poi che è un tecnico veterinario. Probabilmente dopo le 10.30 anche lei
> partecipa al massacro. Il marito di Andrea fa il gesto di prendere il
> telefono per avvisare qualcuno di importante che ci lasci entrare, la
> corruzione in
> tutte le sue forme in questo paese apre ogni porta. Anche il cancello di
> questo lager. Possiamo entrare solo in due. Andiamo Andrea ed io. Il
pianto
> dei cani ci batte nella testa, urlano tanto che  risuona come un eco
> maledetto nella campagna intorno. Vedo Elisa al di la delle sbarre che si
> lascia cadere su un muretto a piangere.Niccolò tiene Armando e Nico
stretti
> a
> sè. Andrea chiede  se possiamo riscattare un cane. L'orco sdentato in
> camice verde ci conduce dentro. I latrati si fanno più forti,  da tutte le
> stanze che si affacciano sull'ingresso si sente piangere i cani. Mamma mia
> quanti sono? Vorrei non essere più lì, mi sento svenire, mi sento in
> colpa per essere un uomo come gli uomini con le mani sporche. Perché tanta
> cattiveria, perché? Se il mondo fosse comandato dai cani certo non
> farebbero tutto questo, non rinchiuderebbero gli uomini in gabbia per
> ucciderli.  E' tutto sbagliato. Attraversiamo stretti corridoi bui e
> puzzolenti fino ad
> arrivare in uno stanzone dove i miei occhi non hanno più visto niente che
> vorrebbero ricordare. La testa ha cominciato a girare quasi sbattendo
sulle
> decine di gabbie arrugginite ed anguste  piene, stracolme di cani
disperati
> senza
> acqua, senza cibo e sommersi dalle deiezioni. Cani grandi, magri,
> scheletrici, terrorizzati, con gli occhi spalancati su di noi, le gole
> assetate aperte fino alle fauci come per parlare. Cani di tutti i tipi,
> di razza e non, che come tutti i cani del mondo amano correre sui prati e
> si accontentano spesso di poco. Perché li fate questo, perché non vi
> fermate a pensarci, perché siete così crudeli? Cerco lo sguardo di
> ciascuno e mi vergogno. Chiedo scusa a tutti, voi siete fantastici ed io
non
> sono
> abbastanza grande per salvarvi tutti? sussurro ai cani. In cima alla
> lunga fila di gabbie ce ne è una, la gabbia con i cuccioli. Sono centinaia
> ammassati fanno una montagna che respira appena come un vulcano spento.
> Qualcuno strilla fra gli altri provati dalla sete, dalla fame e dal
> caldo. Qualcuno è soffocato dagli altri. Mi si stringe la pelle addosso,
> mi sembra di incrinarmi e cadere a terra. Le lacrime stozzate in gola  con
> un
> gesto e uno sguardo Andrea ed io ci capiamo. Andrea chiede all'orco di
> prendere un cucciolo da quella gabbia. Riscattarne  uno è come salvarli
> tutti in
> questo momento. Una cucciola nera con candide zampette bianche finisce
> scaraventata nelle mie mani. Mi sento male per tutti gli altri, per quel
> piccolo che cercava di forzare la gabbia e seguire la sua compagna di
> sventure più
> fortunata di lui. Mi sento male per un cagnolone biondo con le orecchie
> basse che mi guarda senza piangere ed abbaiare come a dirmi anche io
> sarei stato un gran cane.
> Usciamo piegate in due dal  dolore, le lacrime scorrono sul mio viso e
> scendono sulle mani che  la piccola, assetata, mi lecca. Nel piazzale
> in attesa delle formalità , che consistono nel farsi dare l' enorme cifra
> di 1.500.000 di Lei (un rumeno guadagna di solito 3.500.000 lei al
> mese...) incontro il veterinario del canile. Un uomo giovane. Voglio
> parlarci:
> forse è avvilito e triste di lavorare qui. Forse vorrebbe cambiare le
cose,
> è così giovane.Mi risponde, negativamente sorpreso dalla mia passionalità
> e dal mio amore per i cani: Non amo i cani,  per cui è molto semplice e
> facile
> lavorare in questo canile per me.Non vedo quale sia il problema. Quando
> gli chiedo perché li uccidono invece di impostare dei programmi di
> sterlizzazione
> sul territorio mi dice: Noi non li uccidiamo, risolviamo un problema.
> Sterilizzare è troppo lavoro e troppo costoso. Così è più semplice.
> Teniamo qui i cani due settimane in attesa che qualcuno venga a
riscattarli.
> Li
> addormentiamo con anestesia. Invece il mondo sa che vengono uccisi
> senza pietà  nelle maniere peggiori, per spendere meno soldi possibili.
> Adesso so che tanti di loro non supereranno questi di giorni di attesa ma
> che
> moriranno prima di stenti e di dolore. Quando i loro polmoni non
> avranno più forza per gridare aiuto si accucceranno in un angolo
> abbracciati al compagno vicino sfregandosi il naso e si lasceranno andare.
> Quando le mani
> sporche andranno a prenderli saranno già angeli.
> All'uscita del lagher senza dire parole scorgo Elisa e Niccolò che
> piangono e hanno il terrore negli occhi solo per quello che sanno, che
hanno
> udito e non dimenticheranno mai.In aereo guardo dal finestrino le ultime
> ombre di questa terra malata stringendo nel mio cuore gli angeli che
volano
> insieme a noi.
>
> Angela Gentile
> Vice Presidente Save the Dogs and other Animals onlus
>
>
>  ---------------------------------------------
> Chi non desiderasse ricevere più le Petizioni di Apertis Verbis in favore
> degli animali,
> é pregato di mandare un reply vuoto con oggetto "NO Petizioni AV". Grazie.
>
>
>