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NEWS: Giornali Internet 31/08/05



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CACCIA
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OPERAZIONE ?ANELLI INFEDELI?: CONTROLLI SULLA COMPRAVENDITA DI ANIMALI,
SEQUESTRATI CENTINAIA DI ESEMPLARI, IDENTIFICAZIONI CONTRAFFATTE E MANCANZA
DI CAUTELE SANITARIE
Si è conclusa con il sequestro di centinaia di animali, con la segnalazione
di maltrattamenti e con la contestazione di varie irregolarità l?operazione
che per diversi giorni ha portato gli agenti del Corpo forestale dello Stato
ad effettuare controlli e perquisizioni, presso importatori di animali da
compagnia e di richiami per la caccia al capanno in provincia di Vicenza,
Verona e Forlì. Molti animali, secondo le certificazioni, proverrebbero da
allevamenti dell?est europeo e dalla Russia, ma gli anelli di
identificazione posti sulla zampa, sembrerebbero contraffatti. Nel corso dei
controlli sono emerse violazioni sanitarie potenzialmente pericolose per la
salute pubblica. Pappagalli venivano venduti senza il necessario periodo di
quarantena per escludere malattie trasmissibili all?uomo. Sugli animali
sequestrati, anche per escludere che siano stati contagiati dal ?virus dei
polli?, vista la loro provenienza dall?est europeo, o da altre malattie,
sono stati eseguiti prelievi che verranno analizzati presso l?Istituto
zooprofilattico di Forlì
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=2774&TipoArt
icolo=Notizie
31 Agosto ? Centinaia di uccellini detenuti in cattive condizioni sanitarie,
attrezzature per il bracconaggio, pappagalli venduti prima dell?obbligatorio
periodo di quarantena, anelli di riconoscimento degli allevamenti di
provenienza contraffatti. Queste alcune delle sorprese che hanno trovato gli
agenti del Corpo forestale dello Stato in una maxi operazione, chiamata
?anelli infedeli? proprio in riferimento ad una delle irregolarità,
effettuata presso negozi e importatori di animali nel nord est. Animali
selvatici strappati alla natura e costretti a vivere in piccole gabbie,
richiami per la caccia con falsi anellini fatti passare per soggetti
allevati ed invece catturati illegalmente. E poi le norme di sicurezza
veterinaria spesso aggirate o disattese. Qualche volta infatti gli animali
importati e venduti possono essere portatori di malattie, trasmissibili
anche all?uomo (clamidie) o agli animali d?allevavamento come è il caso del
recente allarme per il virus killer dei polli.
Per quattro giorni, su delega anche dell?Autorità giudiziaria di Verona,
agenti del Corpo forestale dello Stato di Verona, Vicenza, Belluno e dell?
Ispettorato Generale ? Nucleo Operativo Antibracconaggio di Roma ? , con il
supporto di veterinari e di esperti del Museo Trentino di Scienze Naturale,
dell?Ufficio Traffic del WWF, e della LIPU, ha compiuto controlli presso
negozi e importatori di animali in provincia di Vicenza, Verona e Forlì.
Tante le irregolarità riscontrate e diverse centinaia gli animali posti
sotto sequestro. Molti gli uccelli: cardellini, ciuffolotti, crocieri,
peppole, verdoni, fringuelli, zigoli, merli, organetti verzellini, tordi,
lucherini, cesene, crocieri, pappagalli, ma anche rettili e tartarughe. Nel
corso delle perquisizioni i Forestali hanno sequestrato anche mezzi per la
cattura di frodo vietati dalla legge: reti per uccellagione, trappole a
scatto, gabbie-trappola e vischio. All?Autorità giudiziaria sono state
inoltre segnalate alcune situazioni nelle quali gli animali venivano tenuti
in condizioni molto precarie e nelle quali si è ravvisato il reato di
maltrattamento.
Sono in corso indagini per risalire alla provenienza di molti degli uccelli
sequestrati, posti in vendita come richiami da caccia. Dalle documentazioni
risultano provenire - come animali d? allevamento - dai Paesi dall?Est, in
particolare dalla Russia. In realtà i Forestali hanno riscontrato che l?
anello apposto alla zampa, che dovrebbe garantire la loro nascita in
cattività, spesso è più grande, e il sospetto e che venga inserito a forza
su soggetti catturati in natura.
I problemi non si limitano alla conservazione della fauna selvatica, ma
riguardano anche aspetti sanitari. Infatti gli accertamenti hanno
evidenziato il mancato rispetto di alcune norme sanitarie come il tempo
obbligatorio (quarantena) che, nel caso dei pappagalli importati, dovrebbero
trascorrere in idonee strutture prima di essere ammessi alla vendita, e
quindi garantire al compratore che non sono affetti da patologie
trasmissibili all?uomo, come ad esempio la clamidia. Sono stati trovati casi
in cui i pappagalli importati, vengono subito venduti, con potenziale
pericolo per la salute degli acquirenti e comunque, con un danno
commerciale, perché spesso il pappagallo muore per gli effetti della virosi.
Sugli animali sequestrati, anche per escludere che siano stati contagiati
dal ?virus dei polli?, vista la loro provenienza dall?est europeo, o da
altre malattie, sono stati eseguiti prelievi che verranno analizzati presso
l?Istituto zooprofilattico di Forlì.
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Operazione ?Anelli infedeli?. Blitz del corpo Forestale in negozi che
vendono animali o nelle abitazioni di privati
Uccelli maltrattati, 10 denunce
Sequestrati centinaia di volatili. Controlli anche per il ?virus dei polli?
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Dab.htm
(d. n.) Uccelli e animali da compagnia maltrattati: dieci denunce nel
Vicentino. Ma l?indagine del corpo Forestale è appena avviata e gli
sviluppi, sia dal punto di vista penale che da quello sanitario, potrebbero
essere molto più pesanti.
Per quattro giorni, personale della Forestale di Vicenza, Verona, Belluno e
del nucleo operativo Antibracconaggio di Roma, con il supporto di veterinari
e di esperti del museo trentino di scienze naturali, del Wwf e della Lipu,
ha compiuto controlli in negozi e nelle abitazioni private di importatori di
animali in provincia di Vicenza, Verona e Forlì.
Numerose le irregolarità riscontrate; alla procura veronese, che coordina l?
inchiesta, sono state segnalate alcune situazioni nelle quali gli animali
venivano tenuti in condizioni molto precarie e nelle quali si è ravvisato il
reato di maltrattamento.
Sono centinaia gli animali sequestrati. In gran parte si tratta di uccelli,
fra cui cardellini, ciuffolotti, crocieri, peppole, verdoni, fringuelli,
zigoli, merli, organetti verzellini, tordi, lucherini, cesene, crocieri,
pappagalli. Ma non mancano anche rettili e tartarughe. Nel corso delle
perquisizioni la Forestale ha sequestrato anche mezzi per la cattura di
frodo vietati dalla legge: reti per uccellagione, trappole a scatto,
gabbie-trappola e vischio.
Sono in corso indagini per risalire alla provenienza di molti degli uccelli
sequestrati, messi in commercio come richiami da caccia. Dalle
documentazioni risultano provenire - come animali d?allevamento - dall?Est,
in particolare dalla Russia. In realtà gli inquirenti hanno riscontrato che
l?anello posto alla zampa, che dovrebbe garantire la loro nascita in
cattività, spesso è più grande, e il sospetto è che venga inserito a forza
su soggetti catturati in natura. «Ma i problemi - spiega il corpo
Forestale - non si limitano alla conservazione della fauna selvatica, ma
riguardano anche aspetti sanitari. Infatti gli accertamenti hanno
evidenziato il mancato rispetto di alcune norme sanitarie come il tempo
obbligatorio (quarantena) che, nel caso dei pappagalli importati, dovrebbero
trascorrere in idonee strutture prima di essere ammessi alla vendita, e
quindi garantire al compratore che non siano affetti da patologie
trasmissibili all?uomo. In realtà sono stati trovati casi in cui i
pappagalli importati vengono subito venduti, con potenziale pericolo per la
salute degli acquirenti e comunque, con un danno commerciale, perché spesso
il pappagallo muore per gli effetti dei virus».
Sugli animali sequestrati, anche per escludere che siano stati contagiati
dal ?virus dei polli?, vista la provenienza dall?Est europeo (dal 12 agosto
sono vietate le importazioni dalla Russia), o da altre malattie, sono stati
eseguiti prelievi che verranno analizzati dai tecnici dell?istituto
zooprofilattico di Forlì.
I commercianti finiti nei guai avrebbero violato le disposizioni, poiché
nell?ambiente della caccia ma anche fra i privati gli animali da compagnia
sono molto richiesti e il mercato è fiorente.
Le perquisizioni e le verifiche proseguiranno anche nei giorni prossimi. Nel
mirino ancora una volta negozi, punti vendita e abitazioni per verificare il
rispetto delle normative.
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Il sequestro di centinaia di animali, ...
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2563188&Luogo=Bellun
o&Pagina=2
Il sequestro di centinaia di animali, soprattutto uccelli, ma anche rettili
e tartarughe, e decine di denunce per maltrattamenti e violazioni sanitarie
a carico di importatori di animali rappresentano il bilancio di un'indagine
condotta dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Verona, Vicenza,
Belluno e dell'Ispettorato Generale Nucleo Operativo Antibracconaggio di
Roma, battezzata «Anelli infedeli». L'operazione, svolta in collaborazione
con esperti del Museo Trentino di Scienze Naturale, dell'Ufficio Traffic del
Wwf, e della Lipu, è stata compiuta in negozi e sedi di importatori di
animali nelle province di Vicenza, Verona e Forlì. Tra le specie sequestrate
cardellini, ciuffolotti, crocieri, peppole, verdoni, fringuelli, zigoli,
merli, organetti verzellini, tordi, lucherini, cesene, crocieri, pappagalli.
Nel corso delle perquisizioni gli uomini della Forestale hanno sequestrato
anche mezzi per la cattura di frodo vietati dalla legge.
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PARCO DELLA MAJELLA: DENUNCIATI TRE BRACCONIERI, CACCIAVANO STARNE E QUAGLIE
E PRATICAVANO LA PESCA ILLEGALE IN AREA PROTETTA
Due bracconieri, residenti a Castel di Sangro (L?Aquila), sono stati
sorpresi dagli agenti forestali dei Comandi Stazione di Cansano e di Ateleta
a cacciare quaglie e starne in località ?Difesa di Sopra? nel comune di
Rivisondoli, servendosi anche di richiami acustici elettromagnetici, vietati
dalla legge. L?altro bracconiere è stato invece sorpreso dagli agenti
forestali del Comando Stazione di S.Eufemia mentre praticava la pesca nell?
area protetta del parco della Majella
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=2779&TipoArt
icolo=Notizie
31 Agosto ? Gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno denunciato tre
persone, sorprese a praticare le attività vietate della caccia e della pesca
nell?area protetta del Parco della Majella. Due bracconieri, residenti a
Castel di Sangro (L?Aquila), sono stati sorpresi dagli agenti forestali dei
Comandi Stazione di Cansano e di Ateleta a cacciare quaglie e starne in
località ?Difesa di Sopra? nel comune di Rivisondoli, servendosi anche di
richiami acustici elettromagnetici, vietati dalla legge. L?apparecchiatura,
il fucile e le munizioni sono state sequestrate. L?altro bracconiere è stato
invece sorpreso dagli agenti forestali del Comando Stazione di S.Eufemia
mentre praticava la pesca nell?area protetta del parco della Majella. Il
successo di queste due operazioni è il frutto di dettagliati pattugliamenti
e del tenace controllo del territorio da parte degli agenti del Corpo
forestale dello Stato.
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SAN MICHELE
Il sindaco: «Caccia vietata fino al 17 settembre»
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2563891&Luogo=Venezi
a&Pagina=SANDONATESE%20PORTOGRUARESE
San Michele
A San Michele al Tagliamento cacciatori "in vacanza" forzata fino al
prossimo 17 settembre.
La preapertura della stagione venatoria nei giorni 3, 4, 10, 11 e 17
settembre, stabilita dalla Regione Veneto con deliberazione del 28 giugno
scorso, ha suscitato perplessità nel territorio comunale per il notevole
numero di visitatori che si continua a registrare nelle zone vallive e
lagunari. Perplessità che si sono trovate concretizzate nell'ordinanza che
il sindaco Sergio Bornancin ha ieri siglato e che vieta la caccia sino al 17
settembre compreso. "A Bibione l'attività balneare è ancora in pieno
svolgimento e prevediamo un'ottima presenza di turisti anche a settembre -
ha spiegato il primo cittadino - dobbiamo essere certi che non possa
verificarsi alcuna situazione che pregiudichi la sicurezza e l'incolumità
dei nostri ospiti. Si tratta quindi di un provvedimento necessario, in
particolare nelle zone lagunari dove il pericolo di incidenti può essere
realmente elevato per quanti si inoltrino a visitare le nostre bellezze
naturalistiche". L'ordinanza avrà efficacia dal 3 settembre. I trasgressori
che dovessero essere individuati in aree vietate saranno puniti ai sensi di
legge.
Jennifer Colusso
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Game Fair, gli unici a non fare festa sono gli animali
http://www.ilquotidianocalabria.it/articolo.asp?nomefile=24-qc6-3108-art_4.t
xt
Il primo settembre si apre la caccia in Calabria e, a seguire, dopo appena
ventiquattr'ore, a Camigliatello si terrà l'ormai consueta rassegna di
fucili e pistole, con contorno di falchi ammaestrati e  immancabili
soppressate, manifestazione  denominata Game-fair, sponsorizzata dalle
principali industrie del settore armiero . Insomma una doppia festa per la
natura, dove il deprimente silenzio delle pinete silane sarà finalmente
interrotto, come l'anno scorso,  da circa 80.000 spari  concentrati in tre
giorni (si cercherà comunque di battere il record).
Ma fin qui niente di strano: abbiamo già detto della continuità politica
affermata dal nuovo  assessorato all'Agricoltura in materia venatoria,
rassicurato dal fatto che Tortore e Quaglie non possono esprimere il loro
dissenso con il voto. Quello che sconcerta però è l'incredibile
riproposizione di frasi e slogan che inneggiano all'amore per la natura e
per gli animali, il tutto per pubblicizzare una manifestazione che tutto è
tranne che un raduno di animalisti.
Insomma qualcuno dovrebbe spiegare ai lettori calabresi, che deficienti non
sono,  perché mai per "promuovere l'amore per la natura e gli animali" o per
"praticare sport all'aria aperta" uno debba imparare ad usare l'automatico
o a destreggiarsi con il mulinello.
Perché se è così, vuol dire che chi sta attento pure a dove posa i piedi per
non calpestare le formiche, la natura e gli animali non li ama . In tal caso
però occorrerebbe cambiare il significato delle parole, per cui l'uccidere
diventa un gesto di amore e più si uccide e più si ama. O no?
La verità però è un'altra e cioè che per l'occasione, come ogni anno e sotto
diverso colore politico, si usano parole in libertà, per cui si mettono
insieme  doppiette e cavalli lipizzani, pecorino crotonese e nduja del Poro,
tiro a segno, gare di pesca, cani e caccia,   giri in carrozza per la gioia
dei piccoli, insomma di tutto e di più, in una sorta di allegra kermesse,
magari all'insegna di un buon Cirò, in cui la natura e gli animali vengono
concepiti ­ di fatto ­ come qualcosa da sfruttare, o da ammazzare  per il
proprio diletto.
Nell'augurare dunque al nuovo assessore di centrosinistra di superare in
valentia balistica il suo predecessore di destra, rinnoviamo l' invito,
valido anche per la quinta edizione, di mettere da parte l'ipocrisia degli
appelli francescani al rispetto per il creato vivente, convinti come siamo
che l'unico modo per amare gli animali sia quello di lasciarli vivere in
pace nel loro ambiente, possibilmente non inquinato o assediato dal cemento.
Per chi la pensa diversamente, l'appuntamento è a Molarotta di Camigliatello
Silano.
Lavoratori ARSSA permettendo.
Giuseppe Paolillo
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CEREA. Recupera l?animale ucciso sotto gli occhi della guardia Lipu
Spara alla tortora dal pollaio
Il cacciatore denunciato per una sfilza di reati
di Daniela Andreis
http://www.larena.it/ultima/oggi/provincia/Aae.htm
Cerea. Pensavate che Isaac Newton avesse avuto una fortuna sfacciata quando,
grazie alla mela che gli cadde in testa, scoprì una legge fondamentale della
fisica? Che dire allora della buona sorte della guardia Lipu, la lega per la
protezione degli uccelli quando, l?altro ieri, gli è caduta praticamente ai
piedi una tortorella dal collare orientale, appena abbattuta da un incauto
pensionato con il «pallino» del tirassegno ai volatili? È grazie a questo
fortuito episodio, infatti, che Lipu e guardie provinciali Avi hanno beccato
un arzillo personaggio, appassionato cacciatore, che per tirare agli
uccelli - compresa la tortorella che l?ha inguaiato - si piazzava su una
specie di torretta su un pollaio che dà direttamente su un albero secco: l?
ideale per non lasciarsi sfuggire nemmeno un pennuto che incautamente si
fosse stagliato su quei rami ed entrato nel mirino del pensionato.
Tutto è filato liscio fino all?altro ieri mattina. Erano le 11 quando, con
un tonfo sordo, sui binari della stazione è piombata una tortorella
stecchita. La guardia della lega per la protezione degli uccelli ha
abbassato lo sguardo sull?animaletto morto per un evidente colpo d?arma.
Pochi secondi per rammaricarsi di quanto era successo che alle spalle dell?
animalista è arrivato un anziano che imbracciava un fucile e che si è messo
alla ricerca del pennuto abbattuto con tanta perizia. Il cacciatore non ha
avuto «scampo». In poco tempo sul posto sono state convocate le guardie
provinciali e interpellato il magistrato di turno. Nell?attesa che la
procura concedesse il permesso di ispezionare la casa del pensionato, la
polizia ha staccato dal suo blocchetto una sanzione da 206 euro per aver
sparato senza rispettare le dovute distanze di sicurezza: la stazione,
infatti, e l?intera zona, sono luoghi frequentati da persone e il pericolo
di un ferimento era tutt?altro che remoto.
Nell?abitazione dell?anziano, A.G., 63 anni, con regolare licenza di caccia,
sono stati trovati sei fucili, di cui però uno non custodito; munizioni a
palla non denunciate ed altre non tenute in maniera regolare.
Alla fine il sessantenne, con quel colpo sparato non solo su un animale
protetto, ma in periodo di caccia chiusa, tirando in direzione di un?area
frequentata e abitata e con le armi custodite in modo non corretto, è stato
denunciato, appunto, per aver cacciato in tempo di divieto, per aver
abbattuto un uccello tutelato, per aver sparato in luogo pubblico e
abbandonato armi e munizioni senza custodia. Una sfilza di reati ai quali
ora sarà costretto a rispondere. «Si tratta di un bracconiere», dice senza
mezzi termini Francesco Di Grazia, delegato regionale e capo delle guardie
veronesi del nucleo della Lipu, «e vorrei dire a coloro che domenica
prossima inizieranno la caccia (il 4 è il primo fine settimana di pre
apertura dell?attività venatoria, ndr) che noi saremo in campo per far
rispettare le norme e non avremo riguardo per i trasgressori».
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LA STAGIONE VENATORIA
Si apre domani la stagione della caccia Sono 850 mila le doppiette in Italia
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=INCH
ROMA - Domani apre la stagione della caccia. Con 18 giorni di anticipo
rispetto all?inizio previsto dalla legge. Ma non tutti gli 850 mila
cacciatori saranno già in campo. L?unica a non concedere nè deroghe nè
anticipi è la Sardegna. All?estremo opposto la Basilicata che a partire dal
4 settembre ha concesso la cosiddetta preapertura a tutte le specie
cacciabili. Le altre Regioni hanno accettato la nuova data, ma con calendari
diversi a seconda delle specie. A partire da domani via libera a gazze,
merli, tortore in Emilia Romagna e Sicilia; alla beccaccia nel Lazio. Sabato
sarà la volta del Piemonte: nel mirino cornacchia grigia e nera, gazze,
tortore e colombaccio. Sempre sabato si parte anche in Veneto. Hanno deciso
di spettare la prima domenica di settembre, la Basilicata, con apertura solo
due giorni a settimana, ma con apertura a tutte le specie; la Campania, dove
si potrà puntare a quaglie e tortore; l'Umbria. E come ogni anno le
polemiche non mancano. Soprattutto per l'allarme influenza aviaria il cui
virus «volerebbe sulle ali delle anatre». In prima linea Fulco Pratesi: «Con
assoluta mancanza di coscienza e senso di responsabilità, la Toscana
autorizza la preapertura ad anatidi quali alzavola, germano reale e
marzaiola, mentre nelle Marche si può sparare dal 1° settembre a mestolone e
marzaiola». La replica del presidente di Federcaccia, Franco Tim: «E? troppo
presto per stabilire se il pericolo è reale, il rischio è una
strumentalizzazione» .
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DOPPIETTE IN SPALLA
http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=761086&Sectionid=8&Editi
onid=4
IL MOLISE è la prima regione dove da domani, per i residenti, e dal 18
settembre, per i non residenti, si aprirà la stagione venatoria (fino al 30
gennaio 2006) Oltre quattromila i molisani che prima dell'alba saranno nelle
campagne e nei boschi per riempire e mostrare con orgoglio il loro carniere.
Regole ferree disciplinano l'attività venatoria, la caccia è permessa per
tre giorni alla settimana, a scelta , comunque inibita il martedì ed il
venerdì, ed in periodi prestabiliti per le diverse specie cacciabili, dai
volatili ai cinghiali ai daini. Ed intanto è polemica per le lungaggini
nella consegna dei tesserini da parte della Provincia.
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Sono cinquemila le doppiette sabine in attesa del parere del tribunale
amministrativo regionale
Caccia, oggi la decisione del Tar
All?esame dei giudici il ricorso sul calendario presentato da
FedercacciaLazio
di SAMUELE ANNIBALDI
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050831&ediz=03_RIETI&npag=33
&file=A.xml&type=STANDARD
Calendario venatorio, ore di attesa. Il Tar infatti deciderà oggi se
accogliere la richiesta di sospensiva del calendario a seguito del ricorso
presentato dalla FedercacciaLazio e, se verrà accolto, tutto è rimandato,
altrimenti da domani si spara, secondo quanto previstoto dal decreto della
Regione. Se si andrà a caccia si potrà farlo limitatamente alla specie della
tortora, senza l?ausilio del cane e sarà consentito l?appostamento fisso e
temporaneo. Per inciso la chiusura della caccia alla tortora è fissata al 29
dicembre.
L?assessore regionale all? Agricoltura Daniela Valentini la settimana scorsa
annunciò che la Federcaccia aveva fatto ricorso al Tar contro il calendario
venatorio, chiedendone l?annullamento. «Il calendario pubblicato è molto
avanzato e qualora la richiesta di sospensiva, fissata per il 31 agosto,
dovesse essere accolta, la stagione venatoria potrebbe subire una battuta d?
arresto. Ritengo inoltre che il ricorso della Federcaccia sia
ingiustificato, sia perché il calendario venatorio è frutto di un equilibrio
riconosciuto che ha tenuto conto delle diverse posizioni espresse, sia
perché rischia, a questo punto, di essere controproducente per tutti i
cacciatori».
Ribatte la Federcaccia Lazio attraverso il presidente Aldo Pompetti : «La
teorica sospensione totale del calendario venatorio non impedirebbe l?
attività perchè disciplinata, quanto a specie e periodi, comunque dalla
legge nazionale e regionale. Pertanto, in caso di sospensiva, l?apertura
della caccia è garantita dalla legge. In ogni caso Federcaccia ha voluto
impugnare il calendario venatorio limitatamente alle parti non conformi alla
legge regionale e peggiorative rispetto ai calendari degli anni scorsi e
delle regioni limitrofe. Il ricorso - sottolinea Pompetti - non pregiudica
in alcun modo la preapertura del 1 settembre alla sola specie tortora e a
questo proposito ribadiamo la contrarietà al provvedimento che ci sembra
dettato più da motivazioni di preconcetta opportunità politica piuttosto che
da motivazioni tecnico scientifiche. La concentrazione dell?attività
venatoria su una sola specie è sbagliata e certamente produrrà un prelievo
non eco-compatibile come la legge ispira. E rileviamo l?assordante silenzio
questa volta delle sedicenti associazioni ambientalistiche». Il
rappresentante di FedercacciaLazio conclude poi affermando come «ribadiamo
che il nostro obiettivo primario è la difesa della caccia e dei cacciatori
che passa dall?applicazione delle leggi nazionale (157/92) e regionale
(17/95). Infine - conclude Pompetti - sull?accusa o sul tentativo di
appiccicare un?etichetta politica-partitica alla FedercacciaLazio, ribadiamo
che sulla politica venatoria non abbiamo mai fatto sconti a nessuno. Altre
sono le associazioni venatorie che in virtù della loro appartenenza
politica, sovente abdicano al loro ruolo».
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Le date previste dal decreto regionale per sparare a lepri, beccacce e
tortore
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050831&ediz=03_RIETI&npag=33
&file=B.xml&type=STANDARD
Se domani si andrà a caccia si potrà farlo limitatamente alla specie della
tortora, senza l?ausilio del cane e sarà consentito l?appostamento fisso e
temporaneo. Per inciso la chiusura della caccia alla tortora è fissata al 29
dicembre. Si potrà praticare l?esercizio venatorio dalle 5,40 alle 19,30 con
un carniere massimo di 5 capi abbattuti per ogni cacciatore. Tra le novità
introdotte dal decreto del 16 agosto rispetto al calendario venatorio varato
il 12 luglio ci sono inoltre quelle riguardanti la caccia alla beccaccia e
alla lepre: nel primo caso l?inizio viene posticipato al 15 ottobre
(inizialmente era il 18 settembre) con il nuovo periodo dove è consentito
cacciare la beccaccia che va dunque dal 15 ottobre al 31 dicembre oltre a
cinque giornate a scelta del cacciatore, sempre nel limite delle tre
settimanali consentite, dal 1° gennaio 2006 al 31 gennaio. Nel caso della
lepre che inizialmente era consentito cacciare dal 15 ottobre al 30
novembre, l?apertura viene anticipata al 18 settembre, mentre la chiusura
viene posticipata all?8 dicembre.
S.A.
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Francesconi: «Un?ingiustizia verso i cacciatori ternani». Amici: «Non ne
facciamo un dramma, ci sono altri problemi»
Caccia, la ?battaglia? del colombaccio
Arci e Federcaccia ai ferri corti sulla data di apertura posticipata dalla
Regione
di PAOLO GRASSI
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050831&ediz=06_UMBRIA&npag=4
2&file=A.xml&type=STANDARD
Non c?è pace sul colombaccio. A pochi giorni all?apertura della caccia e le
polemiche tengono sempre banco. Il posticipo della caccia al colombaccio al
18 Settembre manda ancora su tutte le furie il Presidente provinciale
ternano di Federcaccia Goriano Francesconi, che torna a chiedere il
ripristino della caccia a questa specia alla data di apertura del 4
Settembre.
Francesconi convoca la stampa e sostiene pure che la decisione nasconde i
veri problemi. Si rivolge all?assessore regionale Lamberto Bottini. «Dice
che il problema non è il colombaccio? Bene. Allora cominci a reinserirlo in
calendario dalla prima domenica. Visto che i veri problemi sono altri, siamo
pronti a discuterli. ma con quale stato d?animo ci presenteremo alla
conferenza venatoria regionale?».
Su una cosa Francesconi è d?accordo: il posticipo del colombaccio ha
scontentato tutti i cacciatori, andando anche a coprire altri problemi, come
i mancati aggiustamenti della legge 157 e l?aumento del costo della licenza
di caccia. Federcaccia contina a porsi le stesse domande, alle quali non
ottiene ancora risposta: Perchè la Giunta regionale (su proposta anche delle
associazioni venatorie, degli agricoltori e delle due province) voleva
adottare lo stesso calendario degli anni precedenti e poi ci si è ritrovati
con il posticipo del colombaccio, come proposto in commissione regionale?
Perchè l? Assessore Bottini non ha tenuto conto del precedente orientamento?
«Vorrei girare le domande - prosegue Francesconi - alla presidente della
Regione Lorenzetti, perchè non si può persistere su una ingiustizia».
Secondo il presidente ternano di Federcaccia «rimediare ancora si può. Anzi,
si deve». E si rilanciano le proposte di modifiche alla legge 157, tra cui
la concessione di alcune giornate per la caccia alla migratoria in tutto il
territorio nazionale, visto che le rotte di migrazione non sono presenti in
alcune realtà italiane. «Le modifiche che proponiamo - spiega Francesconi -
non stravolgerebbero la legge stessa, che è stata pure fatta senza
finanziamenti e con soli oneri per i cacciatori».
Frecciate all?Arci caccia. «quando in una riunione alla provincia di Terni
si chiedeva la riammissione al 4 Settembre del colombaccio, c?era un grande
consenso, con il solo disinteresse dell?Arci». Francesconi rilancia il ruolo
importante delle associazioni venatorie ed auspica che si superi ogni
divisione. «Non riusciamo a capire come faccia un?associazione venatoria -
scrive in un comunicato stampa - a sostenere che è giusto ciò che ha fatto
la Regione. Ma è ancora un?associazione a difesa dei cacciatori?».
L?Arci caccia si difende attraverso il presidente provinciale ternano
Giampiero Amici. Che replica: «Nessun disinteresse. Anche noi, in consulta,
volevamo il calendario degli anni scorsi. Se la Regione ha posticipato il
colombaccio, magari per uniformarsi alle date della altre regioni
confinanti, ne prendiamo atto. Non facciamo drammi. Prima bisogna
affronatare i veri problemi, come l?uniformità dei calendari per le regioni
del centro Italia e la certezza dei diritti degli iscritti. Oggi i
cacciatori, piuttosto che sapere quando potranno cacciare il colombaccio,
vogliono risposte su dove potranno andare a caccia ed in quali modalità.
Sciogliamo tutti insieme i veri nodi, vedrete che poi risolveremo anche la
questione del colombaccio».
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DOPPIETTE & AMBIENTE Stagione di caccia, vigilia polemica Caranza: «Basta
prede importate»
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=359929&IDCategori
a=593
Polemica al calore bianco alla vigilia dell'apertura della stagione di
caccia. Mentre i seguaci di Diana fanno il conto alla rovescia in attesa del
18 settembre primo giorno in cui potranno imbracciare le doppiette e
liberare i cani a snidare selvaggina, c'è chi rilancia i timori che le prede
importate da Paesi stranieri possano compromettere l'equilibrio
dell'eco-sistema. A rilanciare la querelle è il vicesindaco di Varese Ligure
con delega all'Ambiente, Maurizio Caranza.
«La legge regionale in materia di caccia - sottolinea Caranza - pone dei
vincoli precisi sulla questione delle prede importate da Paesi stranieri
eppoi lanciate sul territorio. E' scritto che tale pratica deve considerarsi
eccezionale. Da noi invece è il quinto anno consecutivo che l'Ambito di
caccia acquista lepri fuori dai confini nazionali per lanciarle nei boschi
della Val di Vara. Alcune di queste sono risultate affette da tularemia. Il
problema è che una prassi che il legislatore regionale considera
"eccezionale" proprio al fine di evitare rischi per l'ecosistema, nello
Spezzino è consuetudine senza che l'assessore alla caccia della Provincia,
Milo Campagni, eccepisca alcunché». Caranza è un fermo sostenitore delle
prede "doc", fatte in casa. «Comprendo che ci voglia un po' di tempo per
raggiungere tale obiettivo - riconosce - ma se non la soluzione non la si
vuole nemmeno impostare è ovvio che poi ogni anno ci troveremmo a "lanciare"
animali comprati all'estero e ad incrociare le dita».
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Caccia, modifiche al calendario ?Sì alle richieste dei cacciatori?
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=13143&sezione=CREMONA&edizio
ne=20050831
La Giunta Provinciale, ieri mattina, ha deliberato alcune variazioni al
calendario venatorio. «Abbiamo accolto le richieste del mondo venatorio -
afferma il presidente della Provincia Giuseppe Torchio ? La stagione
venatoria avrà inizio il 18 settembre prossimo e terminerà il 31 gennaio
2006. Nel corso della riunione di oggi abbiamo deciso di rimuovere alcune
limitazioni. In particolare, rispetto a quanto precedentemente annunciato,
si è deciso di limitare al 1 ottobre il periodo in cui l?attività venatoria
è consentita unicamente fino alle ore 12 di ogni giorno di caccia. Tale
limitazione, inoltre, varrà esclusivamente sul territorio a caccia
programmata e non si applicherà negli istituti venatori privati ed alla
caccia da appostamento fisso. Inizialmente si era individuato un periodo di
tre settimane che avrebbe dovuto concludersi l?8 ottobre». Durante lo stesso
periodo, contrariamente a quanto previsto dalla prima stesura del
calendario, sarà inoltre possibile cacciare nelle ore pomeridiane in altri
ambiti extra provinciali. L?uso delle doppiette resta vietato nelle colture
orticole e floreali a cielo aperto o di serra, nei terreni rimboschiti o
piantumati con essenze arboree ed arbustive fino a tre anni dall?impianto e
nelle aree con produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a
fini di ricerca scientifica. Precedentemente era stato imposto il divieto
anche nei vivai. «La volontà della amministrazione ? aggiunge l?assessore
alla Caccia e Pesca Giorgio Toscani - è quella di trovare un punto di
equilibrio fra le esigenze delle associazioni venatorie e le istanze delle
associazioni ambientaliste e del settore primario». Nei prossimi giorni, per
facilitare i cacciatori, sarà distribuito un calendario venatorio,
realizzato dalla Provincia.
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Caccia nel Parco dell?Adamello: Federcaccia soddisfatta dalla precisazione
della Regione
CACCIAPENSIERI a cura della Federcaccia
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/08/31/17,VALTROMPIA_LUM/T10.ht
ml
Nel cacciapensieri della scorsa settimana abbiamo trattato il problema dell?
assurda limitazione, contenuta nella deliberazione della Giunta regionale,
predisposta dall?assessorato all?ambiente, relativa al piano territoriale
del Parco regionale dell?Adamello, con la quale si ipotizza di consentire la
caccia nella aree contigue al parco naturale ai soli residenti nei comuni
del parco stesso. Ancora una volta, dobbiamo riferire della grande
attenzione e sensibilità che l?assessorato regionale alla caccia dedica ai
temi venatori. Gli uffici dell?assessore Beccalossi hanno infatti
immediatamente fugato tutte le nostre perplessità e quelle della Provincia
di Brescia che con altrettanta tempestività aveva richiesto alcuni
chiarimenti in merito. La nota regionale precisa che «l?opportunità di
limitare l?ammissione ad esercitare l?attività venatoria nelle aree
limitrofe ai Parchi, classificate come "contigue", ai soli cacciatori
residenti anagraficamente nelle aree contigue stesse, era motivato, prima
dell?entrata in vigore della legge 157/92, dalla necessità di limitare la
densità e conseguentemente la pressione venatoria in dette aree. L?
istituzione, prevista dalla legge 157/92 e conseguentemente della L.r.
26/93, degli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) e dei Comprensori Alpini
(Ca), impedisce, legando il cacciatore all?Atc o al Ca, le concentrazioni di
cacciatori attorno ai Parchi come poteva avvenire, precedentemente all?
approvazione della legge 157/92, quando il cacciatore poteva muoversi in
tutto il territorio nazionale. Per quanto sopra, non vi è ragione di creare
limitazioni all?interno degli Atc e Ca, non più giustificate nella vigente
normativa. Vale pertanto, su tutto il territorio dell?Atc o Ca, quanto
consentito al cacciatore provvisto di residenza anagrafica e/o associativa,
ovvero il libero accesso del cacciatore iscritto all?Atc o Ca alle aree
contigue». Una risposta perentoria e chiara che non richiede commenti, se
non di apprezzamento. - La Fidc di Bagnolo Mella promuove una mostra
ornitologica nell?ambito della Fiera della Bassa bresciana dal 2 al 4
sett. - La Federcaccia di Villanuova promuove per sabato 3 settembre la
tradizionale gara di uccelli cantori Amov, 13° edizione. La manifestazione,
di concerto con l?Amministrazione comunale, si terrà in località Isolo e
prevede la consegna delle gabbie dalle ore 4 alle ore 6 per le specie
ammesse (merlo, tordo bottaccio e sassello, allodola, fringuello e
prispolone); le premiazioni alle ore 10 e a seguire messa a ricordo dei
cacciatori defunti. Il pranzo sociale dei soci della sezione presieduta da
Pietro Albertini è fissato per domenica 11 settembre alle ore 12,30 presso
la Trattoria di Mandarone di Gazzane di Preseglie. - La Fidc di Ghedi
organizza presso il locale campo di tiro a volo una gara su eliche sabato
dalle ore 13,30 e domenica dalle 9. - La Fidc di Orzivecchi organizza una
prova su starne in terreno libero nei giorni di sabato 3 dalle ore 14 e
domenica 4 settembre dalle 7. - Federcaccia e Anuu di Concesio organizzano
in località Selva una prova su fagiani «Memorial Luciano e Cecilia Grandini
e Giuseppe e Alice Gilberti» sabato 3 dalle ore 14 e domenica 4 settembre
dalle 6,30. - La Fidc di Castelcovati organizza sabato 3 dalle ore 14 e
domenica 4 settembre dalle ore 7 prova cinofila su starne presso il locale
quagliodromo. - La Fidc di Vestone organizza domenica 4 settembre inizio ore
7 la gara sociale su starne presso la zona C in località Isola. - Grande
successo della festa del cacciatore promossa a Cellatica il 20 e 21
settembre; la sottoscrizione a premi è stata devoluta a favore del
«Villaggio Speranza» per la cura dei bambini abbandonati HIV positivi Dodoma
Tanzania. Questi i biglietti dal 1° premio al 10°: n. 2394, 2024, 2880,
1791, 1114, 0438, 1758, 4431, 4496, 3029. - L?assessorato caccia di Brescia
ha promosso la pubblicazione del libro «Caccia e infortuni» realizzato dal
prof. Andrea Piardi che sarà presentato venerdì 2 settembre ore 20 presso la
Galleria del tiro di Lograto. - Nella riunione di domani il Comitato di
gestione dell?Atc unico di Brescia ufficializzerà le date per l?immissione
di quaglie e fagiani, che se non subentreranno modifiche dell?ultima ora,
sono le seguenti. Il 12 settembre saranno immesse 6.420 quaglie nelle zone
omogenee 3, 5, 7 e 8; l?immissione dei fagiani sull?intero territorio dell?
Atc avrà luogo nelle giornate di venerdì 30 settembre, sabato 15 ottobre,
venerdì 28 ottobre, venerdì 11 novembre e venerdì 25 novembre.
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Caccia al via sabato Legambiente accusa: «Specie a rischio»
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050831&ediz=14_PESARO&npag=3
1&file=G.xml&type=STANDARD
ANCONA - La stagione venatoria parte sabato e le polemiche entrano nel vivo.
Legambiente contesta la preapertura (l?inizio ufficiale sarebbe previsto per
il 18) per tre giorni a settimana a quaglia tortora, allodola, gallinella
d'acqua, porciglione, codone, beccaccino, frullino, gazza, ghiandaia,
cornacchia grigia, mestolone, combattente, marzaiola. E la caccia in deroga
a storno, passero, passera mattugia, taccola, fringuello. «E? stato
completamente disatteso il parere negativo Infs - viene sottolineato - Il
presidente Spacca con questo calendario concede molto spazio ad aspiranti
bracconieri e distruttori di fauna, ponendo sulla via dell'estinzione i
cacciatori onesti marchigiani».
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Caccia, maglia nera alla Basilicata
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia
=142909&IDCategoria=12
ROMA - La caccia riapre in anticipo in molte regioni il prossimo giovedì e
così ben 14 specie di uccelli selvatici, già a rischio estinzione, finiranno
nel mirino dei cacciatori. E? quanto denuncia la Lega italiana protezione
uccelli (Lipu).
A peggiorare le cose è il fatto che alcune delle specie prese di mira, come
il Combattente, la Pernice rossa e il Moriglione, sono concentrate
prevalentemente in Europa. «Cacciare specie in declino fin dai primi giorni
di settembre costituisce un rischio gravissimo per le nostre popolazioni
nidificanti - afferma Vittorio Cavallaro, vicepresidente della Lipu -. In
tale periodo, infatti, queste popolazioni risultano più vulnerabili perchè
gli uccelli migratori della stessa specie arriveranno in Italia non prima
della metà di ottobre. Si rischia dunque di compromettere seriamente, o
addirittura di cancellare come nel caso del Moriglione o della Moretta, le
coppie nidificanti nel nostro Paese».
Senza dubbio «dannose», le cosiddette preaperture sono anche spesso
illegali, dato che spesso «manca la predisposizione di piani
faunistico-venatori da parte delle Regioni - spiega Cavallaro - così come
prevede l?art.18 della legge 157/92».
Tra le Regioni, la maglia nera della Lipu va alla Basilicata, che ha
inserito ben 33 specie cacciabili in preapertura dal 4 settembre. Seguono le
Marche (14 specie cacciabili, compreso il Combattente che è specie in grave
declino), il Molise (13 specie), l?Umbria (12 specie) e il Veneto (9
specie). Campania e Puglia limiteranno le preaperture a sole due specie, ma
apriranno il fuoco su Quaglia e Tortora. Quest?ultima sarà poi anche nel
mirino dei cacciatori laziali. Tabelle di marcia diverse a seconda dei
territori provinciali, invece, per Emilia-Romagna e Toscana, mentre il
Piemonte ha limitato l?anticipo della caccia solo a tre aziende territoriali
caccia (atc).
Promosse infine Abruzzo, Liguria, Sardegna, Valle D?Aosta e le Province di
Trento e Bolzano, che hanno decretato l?apertura normale della stagione alla
terza domenica di settembre, senza alcuna preapertura.
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COMMERCIO
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Il Corpo forestale: sono già partite le indagini, ma non siamo ancora andati
a verificare di persona
Lo zoo di Calderoli: avevo una tigre, ora ho due lupi
Un?intervista del ministro fa insorgere gli animalisti: «E? illegale»
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=COMMENTI&doc=FRA
Prima una tigre, «ma ho dovuto darla via dopo che aveva divorato un cane»,
adesso due lupi, non cani-lupo attenzione proprio «lupi, lupi, sono
cuccioli, hanno un paio di mesi, ce li ho in affidamento. Io sono abituato,
so come gestirli nella mia villa a Bergamo». Specie esotiche e rare,
protette e pericolose, soprattutto specie che la legge vieta di tenere in
casa: è lo zoo privato di Roberto Calderoli, il coraggiosissimo ministro per
le Riforme che due giorni fa ha candidamente confessato al quotidiano La
Stampa di avere posseduto per un anno una tigre e di dare ospitalità adesso
a due lupi.
Gli animalisti insorgono. E? sconcertato Massimiliano Rocco del Wwf: «A meno
che Calderoli non chiami lupi due normali pastori tedeschi, sta commettendo
un atto illegale: esistono delle precise norme che vietano la detenzione di
questo tipo di animali». Legambiente, per bocca del suo direttore generale
Francesco Ferrante, ironizza: «Bene, adesso abbiamo la conferma che
Calderoli è pronto per il circo. Gli serve però un bravo domatore». Ma poi,
più serio, continua: «Fosse vero che il ministro tiene in casa questi
animali - conclude Ferrante - sarebbe forse auspicabile un intervento del
Corpo forestale».
Detto fatto, la notizia arriva all?orecchio proprio del Corpo forestale. Da
lì fanno sapere che «sono già partite le indagini. No, non ci siamo ancora
andati a casa Calderoli per verificare di persona ma dalle prime notizie che
abbiamo sembrerebbe che si tratti di due cani. Sembrerebbe...».
Alla Lav, lega antivivisezione, proprio s?indignano: «Queste sue
dichiarazioni sono quantomeno incaute - dice Giovanni Guadagna, responsabile
zoo e circhi della Lav -. Lui è un ministro e deve dare il buon esempio e
non mettersi sullo stesso piano di un trafficante di animali rari».
Dalle associazioni alla politica ambientalista, la polemica si gonfia. Per
Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi «la spavalderia di Calderoli è un invito
all?illegalità», mentre Ermete Realacci della Margherita parla di «sprezzo
delle leggi e del ridicolo». Il senatore Sauro Turroni, ancora dei Verdi, la
butta sulla battuta: «Secondo me è una bufala, anche se Calderoli di zoo è
sicuramente edotto, almeno è un esperto di somari raglianti».
E lui, l?«accusato»? Prima di essere ospitato a cena da Berlusconi, replica
a tono: «Con tutti i problemi che ci sono nel Paese, mi sorprende che si
pensi ai miei animali. Ad ogni modo - continua - di animali ne ho sempre
avuti tanti e di tutti i colori e continuerò a farlo alla faccia di chi dice
di amarli e poi non ne ha nemmeno uno». E conclude, con il suo
inconfondibile stile: «Se qualcuno vuole può accertarsi de visu della loro
tipologia: è il benvenuto, c?è sempre così bisogno di carne fresca...».
La tigre è vietata fin dalla Convenzione sul commercio internazionale di
fauna e flora selvatica sottoscritta nel ?73 da più di 170 Paesi e
ratificata in Italia nel ?75 anche se è entrata in vigore nel ?79. I lupi
sono protetti dalla legge 157 del ?92, «Norme per la protezione della fauna
selvatica», che annovera anche lo sciacallo dorato, l?orso, la martora, la
puzzola, il gatto selvatico, il camoscio d?Abruzzo, il cervo sardo. Ne è
vietato anche solo il possesso: si rischia l?arresto da 2 a 8 mesi o un?
ammenda da 750 a 2.000 euro.
Mariolina Iossa

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it