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NEWS: Giornali Internet 28/09/05



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CACCIA
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FROSINONE: CACCIAVA SENZA LICENZA ALL?INTERNO DEL PARCO NATURALE REGIONALE
MONTI SIMBRUINI CON IL FUCILE DEL PADRE, DENUNCIATO
Un giovane è stato sorpreso a cacciare senza essere in possesso della
Licenza, che non aveva mai conseguito. Ora è stato denunciato per caccia
abusiva, introduzioni di armi e uccisione di selvaggina all?interno del
Parco, nonché per porto abusivo di arma da fuoco. Il fucile e le munizioni
sequestrate appartenevano al padre del giovane, che per questo motivo è
stato denunciato per omessa custodia di armi
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=2912&TipoArt
icolo=Notizie
28 Settembre ? Nel corso di un servizio di antibracconaggio, gli agenti
forestali del Comando Stazione di Fiuggi hanno sorpreso, all?interno del
Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, un giovane cacciatore che
aveva da poco abbattuto un lepre in località ?Serra San Michele?, nel
territorio del Comune di Filettino. Dal controllo è risultato che il
giovane, di origine abruzzese, non era in possesso della licenza di caccia,
perché mai conseguita. E? stato quindi denunciato per caccia abusiva,
introduzioni di armi e uccisione di selvaggina all?interno del Parco, nonché
per porto abusivo di arma da fuoco. Il fucile, le cartucce e la lepre
abbattuta sono state sequestrate e messe a disposizione dell?Autorità
giudiziaria competente. L?arma e le munizioni sequestrate appartenevano al
padre del giovane, che per questo motivo è stato denunciato per omessa
custodia di armi.
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ASSERGI (L?AQUILA): OPERAZIONE ANTIBRACCONAGGIO, FERMATO CACCIATORE DI FRODO
NEL TERRITORIO DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO MONTI DELLA LAGA
I forestali del Comando Stazione di Campotosto, che lo tenevano d?occhio già
da diverso tempo, hanno provveduto al sequestro dell?arma e della cartuccia
calibro 12 contenuta al proprio interno, pronta per essere esplosa all?
indirizzo di selvaggina protetta. Dell?accaduto è stata data notizia all?
Autorità giudiziaria competente alla quale è rimesso ora il giudizio del
fatto contestato
http://www.newslettercorpoforestale.it/newsletter_single.asp?Id=2913&TipoArt
icolo=Notizie
28 Settembre ? E? andata male ad un ?cacciatore? di 31 anni residente a
Colle Paganica di Montereale, colto domenica mattina mentre andava a caccia
con otto cani al seguito, in una zona del versante aquilano che ricade all?
interno del perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
I forestali del Comando Stazione di Campotosto, che lo tenevano d?occhio già
da diverso tempo, hanno provveduto al sequestro dell?arma e della cartuccia
calibro 12 contenuta al proprio interno, pronta per essere esplosa all?
indirizzo di selvaggina protetta. Dell?accaduto è stata data notizia all?
Autorità giudiziaria competente alla quale è rimesso ora il giudizio del
fatto contestato. Continua così la lotta attiva contro il deplorevole
fenomeno del bracconaggio da parte del Corpo forestale dello Stato che ha
ricevuto il plauso dell?avvocato Walter Mazzitti. Il Presidente del Parco si
è complimentato ancora una volta con i forestali che, con la loro presenza
sul territorio, collaborano attivamente alla salvaguardia del patrimonio
naturale dell?area protetta.
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Denunciato cacciatore sorpreso nel Parco
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050928&ediz=08_ABRUZZO&npag=
40&file=J.xml&type=STANDARD
È andata male ad un ?cacciatore? di 31 anni residente a Colle Paganica di
Montereale sorpreso nella mattinata di domenica scorsa in tenuta e
atteggiamento da caccia con otto cani al seguito in una zona del versante
aquilano che ricade all?interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti
della Laga. I forestali della stazione di Campotosto, che lo tenevano d?
occhio già da diverso tempo, hanno provveduto al sequestro dell?arma e della
cartuccia calibro 12 già inserita, che molto probabilmente era pronta per
essere esplosa all?indirizzo di selvaggina protetta. Dell?accaduto è stata
data notizia all?autorità giudiziaria. Continua dunque la lotta attiva
contro il deplorevole fenomeno del bracconaggio da parte del Corpo forestale
dello Stato, che ha ricevuto il plauso del presidente del Parco, Walter
Mazzitti.
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Dal prispolone agli orari: ecco le decisioni del Tar lombardo in materia di
caccia
CACCIAPENSIERI
a cura della Federcaccia
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/09/28/18,VALTROMPIA_LUM/T5.htm
l
Diamo conto di due recenti decreti del Tar in materia di caccia. Il primo ha
di fatto sospeso la delibera del 14 settembre della Giunta regionale, con la
quale era stato autorizzato nel periodo dal 18 al 29 settembre, il prelievo
in deroga da appostamento fisso, per i cacciatori ultrasessantacinquenni,
del prispolone nella misura complessiva, giornaliera e stagionale, di due
esemplari. Il Tar di Milano, con provvedimento presidenziale 21 settembre,
reso a seguito del ricorso della Lega abolizione caccia, ha accolto l?
istanza di misure cautelari «nei limiti della riduzione di un esemplare per
cacciatore autorizzato e quindi ad un prelievo complessivo non superiore a
9.000 esemplari, nel quale devono essere conteggiati quelli già prelevati
nel periodo che va dal 18 settembre alla notifica dell?ordinanza». In altre
parole il Tar non ha «bocciato» in via di principio la deroga al prispolone,
ma ha ritenuto che il prelievo venatorio di tale specie non debba superare
il tetto dei 9mila esemplari, contro i 18mila previsti dalla deliberazione
regionale. Ciò in considerazione del fatto che l?Infs di Bologna con nota
del 7 settembre ha fissato per la Lombardia un prelievo di prispoloni
compreso tra i 10mila e i 18mila esemplari, suggerendo però l?applicazione
del valore minimo. Conseguentemente la Regione, a dire del Tar, avrebbe
dovuto autorizzare il prelievo di un solo prispolone, e non due, per i 9mila
cacciatori ultrassessantacinquenni che esercitano la caccia da appostamento
venatorio. Tenuto conto che la statuizione del Tar è da subito «esecutiva e
vincolante per la Regione» e l?inosservanza comporta anche violazione penale
«per omissione di atti d?ufficio», la Regione si è vista costretta a
sospendere il prelievo in deroga del prispolone. D?altro canto dare
esecuzione alle richieste del Tar era oggettivamente impossibile, non tanto
riguardo all?emanazione di un nuovo provvedimento che limitasse il prelievo
ad un solo prispolone per cacciatore, quanto al fatto che prima di
adottarlo, sempre secondo il Tar, la Regione avrebbe dovuto conteggiare il
numero di quelli ad oggi prelevati dai cacciatori autorizzati dal 18
settembre. Il chè è oggettivamente impossibile. Dal momento che l?
abbattimento del prispolone è punito con la sanzione penale di cui all?art.
30, 1° comma lettera h, della Legge 157, la scelta regionale pare opportuna
e responsabile. Certo che non si può non prendere atto che quel che in altre
Regioni passa via liscio, non vale per la Lombardia alla quale le
associazioni anticaccia riservano da sempre un trattamento particolare. Ne
discende la considerazione che il rigore legislativo dell?assessore
regionale Beccalossi, talvolta inopportunamente criticato, sembra essere
sempre più l?unica strada percorribile per garantire certezze e serenità all
?esercizio venatorio. Il secondo decreto del Tribunale amministrativo,
sezione di Brescia, ha accolto in via provvisoria l?istanza incidentale di
sospensione del Decreto della Direzione Generale Agricoltura della Regione
Lombardia con il quale era stata disposta l?anticipazione alle ore 12 dell?
orario di chiusura della caccia alla stanziale nelle province di Mantova e
Cremona nel periodo 18 settembre/8 ottobre, con in aggiunta l?ulteriore
divieto per i cacciatori che nella mattinata avessero cacciato in queste due
province di accedere nelle ore pomeridiane dello stesso giorno in ambiti di
altre province lombarde per esercitare la caccia alla stanziale. In realtà
il decreto aveva trovato piena applicazione solo in quel di Mantova. Infatti
Cremona ha stabilito la chiusura della caccia alle ore 12 fino al 1° ottobre
compreso, con esclusione della sola caccia da appostamento fisso, senza però
introdurre alcuna limitazione alla mobilità dei cacciatori, utilizzando non
quanto dispone il decreto in questione, ma il comma 3 dell?art. 1 del
calendario regionale, che dà facoltà alle Province di posticipare l?apertura
della caccia per tutelare produzioni agricole e selvaggina stanziale. Ne
consegue che nella provincia di Cremona la limitazione alle ore 12 dovrebbe
continuare ad essere in vigore, mentre la situazione a Mantova appare al
momento piuttosto confusa, non essendo chiaro se la sospensione del decreto
regionale invalidi il provvedimento provinciale oltre che nella parte in cui
impedisce di cacciare nel pomeriggio la selvaggina stanziale in ambiti di
altre province lombarde, anche in quella che fissa la chiusura della caccia
alla stanziale alle ore 12. Sarà la Regione a chiarire definitivamente il
«mistero». - La sezione comunale Federcaccia di Brescia promuove giovedì 6
ottobre alle ore 20 presso la sede della V Circoscrizione, in via Livorno 7
a Brescia, una serata dedicata alle migrazioni degli uccelli con immagini e
commento a cura di Ettore Medani, coordinatore nazionale Sky Way Project.
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Falco impallinato Curato e liberato
http://www.corriereromagna.it/isapi/presstoday.exe?mail=ok&desk=FORLI&id=359
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FORLI? - Potrà spiccare di nuovo il volo il falco lodaiolo ferito nelle
nostre campagne il primo settembre, giorno di apertura della caccia ad
appostamento fisso. Il volatile, impallinato in una frazione del Comune di
Forlimpopoli, Sant?Andrea, e consegnato dalle guardie ecologiche volontarie
al servizio veterinario dell?Ausl di Forlì, è infatti guarito dalla frattura
riportata all?ala destra. Grazie alle amorevoli cure ricevute nell?
ambulatorio del Foro Boario ed al successivo processo riabilitativo curato
dal dottor Maurizio Mambelli, il piccolo ospite-paziente del servizio
veterinario è quindi pronto, ora, per tornare in libertà e intraprendere la
lunga migrazione verso il continente africano, dove trascorrerà i mesi
invernali. Il falco lodolaio, detto anche falco subbuteo, è un rapace diurno
molto simile al falco pellegrino, con il quale condivide la caratteristica
di essere un abile cacciatore.
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PESCA
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Pesca fuorilegge, venti denunciati
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050928&ediz=CIRC_NORD&n
pag=41&file=4H1.xml
PATRIZIA CAPUANO Bacoli. Controlli nell'area marina protetta di Baia: la
guardia costiera, ieri mattina alle prime luci dell'alba, ha sorpreso e
fermato 20 barche da pesca in attività nelle acque del Parco sommerso
archeologico (zone C e A). I responsabili, denunciati alla Procura, sono
stati multati per violazione del divieto di pesca vigente nella zona e per
assunzione irregolare di equipaggio a bordo. Il blitz è scattato dopo alcune
denunce dei residenti che hanno notato la presenza dei pescherecci nello
specchio d?acqua protetto, nelle ore in cui i controlli non vengono
regolarmente effettuati. I pescatori, approfittando della scarsa luce
dell'alba, avevano appena calato giù le reti quando sono stati bloccati
dalla guardia costiera locale. A questo punto, sono scattati i controlli, e
le multe pari a un totale di 8mila euro. Gli uomini dell'ufficio locale
marittimo di Baia, coordinati dal comandante Gennaro Bosone, hanno
organizzato la task-force all'alba per frenare la pesca fuorilegge. E
assicurano che i controlli saranno concentrati nei prossimi giorni anche
nelle ore mattutine e serali. «L'operazione è stata decisa in una fascia
oraria scelta da molti pescatori perché ritenuta più libera dalla vigilanza.
Invece, per mettere fine alla pesca abusiva nell'area protetta e per un
ripristino della legalità lungo il litorale, effettueremo vigilanza anche al
mattino e alla sera». Il Parco sommerso, istituito dal ministero per l?
ambiente con un decreto del 7 agosto 2002, è suddiviso in tre zone (riserva
integrale A, riserva generale B e riserva parziale C). L'area, che si
estende lungo il litorale flegreo, è compresa tra il molo di Baia e quello
del lido Augusto. Sui fondali è conservata l'antica città di Baia di epoca
imperiale.
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MALTRATTAMENTI
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Donna tedesca denunciata per maltrattamento di animali
Cane prigioniero in auto I carabinieri lo salvano
http://www.larena.it/ultima/oggi/cronaca/E.htm
Prigioniero dell?auto, è stato salvato dai carabinieri. La vittima dell?
ennesima storia di maltrattamenti è Berny, un cane meticcio di cinque anni,
che ha vissuto la brutta avventura mentre si trovava in vacanza, sul Garda
con la sua padrona.
Un episodio che riporta prepotentemente l?attenzione sulle condizioni in cui
vengono tenuti alcuni animali, soprattutto durante il periodo estivo.
La segnalazione è arrivata l?altro pomeriggio alla stazione dei carabinieri
di Bardolino. A chiamare è stata una signora che era appena scesa dall?auto
dopo aver parcheggiato un?area attrezzata del paese lacustre. La donna si è
trovata accanto a una Polo Rossa dentro cui è era «prigioniero» il cane. L?
animale ansimava e appariva stremato.
Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Bardolino che non
hanno potuto far altro che rompere il finestrino dell?utilitaria. Poco dopo
è arrivata la proprietaria, una quarantunenne tedesca, che ha dovuto
rispondere alle contestazioni dei militari. Berny, per fortuna, non ha
riportato gravi conseguenze.
La donna è invece stata denunciata dai carabinieri per maltrattamento di
animali. (r.v.)

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Simone Bonanomi
Lega Abolizione Caccia - Bergamo
http://www.abolizionecaccia.it
http://www.anticaccia.it